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6 de mayo

Beata María Catalina Troiani

Virgen y fundadora

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

I primi anni e la formazione a Ferentino

Il nome di battesimo di madre Caterina Troiani era Costanza Troiani. Costanza Troiani nacque il 19 gennaio 1813 a Giuliano di Roma, un paese situato nella provincia di Frosinone. I genitori di Costanza erano Tommaso Troiani e Teresa Panici Cantoni, una coppia di estrazione sociale benestante. Costanza era la terzogenita di quattro figli. La sua nascita e la sua prima infanzia si svolsero durante il periodo della dominazione napoleonica. Un anno dopo la sua nascita, nel 1814, Papa Pio VII venne liberato dalla prigionia patita a Fontainebleau per mano di Napoleone. All'età di sei anni Costanza perse la madre, rimanendo orfana. Il 18 luglio 1816, grazie all'intervento del vescovo di Ferentino Patrignani, fu accolta a Ferentino nel Conservatorio delle Monache della Carità. Tale istituto seguiva la Regola di Santa Chiara ed era attivo come Scuola Pia a Ferentino fin dal 1803. Costanza crebbe nell'ambiente del Conservatorio, le cui religiose erano soprannominate Monachelle. Nel Conservatorio delle Monache della Carità si praticava la clausura episcopale e la spiritualità di stampo francescano. Le suore del Conservatorio si occupavano della formazione e della promozione sociale delle ragazze, accogliendo sia convittrici sia allieve esterne. Durante la sua crescita, Costanza si edificava spiritualmente leggendo le biografie dei santi, pregando con frequenza e mostrando un particolare interesse per i resoconti sulle missioni. L'8 dicembre 1829, all'età di sedici anni, indossò l'abito monastico nello stesso istituto di Ferentino. Con la vestizione religiosa assunse il nuovo nome di Maria Caterina di S. Rosa da Viterbo. Subito dopo la vestizione fu autorizzata dal vescovo all'insegnamento. Il 16 dicembre 1830, un anno dopo la vestizione, emise i voti religiosi definitivi. A seguito della professione solenne le venne assegnato l'incarico di segretaria del monastero. La nuova badessa, madre Maria Aloisia Castelli, la riconfermò nel ruolo di segretaria. Su mandato della badessa Castelli, organizzò l'archivio del monastero e redasse la Cronaca delle vicende principali della comunità dal 1803 al 1857. A fianco della superiora si impegnò attivamente per tutelare la natura francescana e la clausura del monastero, messe a rischio dai frequenti avvicendamenti dei vescovi diocesani. Lavorò assieme alla badessa per ottenere il riconoscimento e l'approvazione pontificia per il proprio Istituto. Per perorare la causa dell'approvazione, si recò a Roma con madre Castelli per due lunghi soggiorni durati diversi mesi. Il 17 giugno 1842 giunse l'ufficiale approvazione pontificia delle Costituzioni dell'Istituto. Nel 1843, con la rielezione a badessa di madre Maria Aloisia Castelli, le venne affidato il ruolo di camerlenga, assumendo la gestione finanziaria della comunità. Seguirono undici anni di stabilità per le Suore della Carità di S. Chiara, durante i quali suor Caterina maturò interiormente la vocazione missionaria per l'evangelizzazione delle popolazioni del Nord Africa. Mentre coltivava il desiderio delle missioni estere, continuò a lavorare per rafforzare l'assetto claustrale della sua comunità.

La chiamata all'Egitto e la partenza

Nel 1852 il Vicario apostolico d'Egitto, monsignor Guasco, inoltrò una richiesta formale di apertura di una filiale al Cairo tramite il confessore delle monache, padre Giuseppe Modena. Padre Giuseppe Modena era appena rientrato da un ciclo di predicazione in Egitto. La richiesta del vescovo Guasco prevedeva una fondazione subordinata alla Custodia di Terra Santa, avviata inizialmente da due o tre suore di Ferentino. Il progetto egiziano mirava a istruire ed educare le fanciulle povere senza distinzione di razza, nazionalità o fede, e ad avviare una chiesa cattolica nel quartiere dell'Esbekie. Il 19 marzo 1858, superate numerose opposizioni, fu acquistata Casa Keldani al Cairo con il beneplacito delle autorità ecclesiastiche. Madre Caterina partecipò con determinazione all'operazione d'acquisto, vedendo concretizzarsi la propria aspirazione missionaria. Il 25 agosto 1859 madre Caterina Troiani, la superiora Castelli e altre tre consorelle lasciarono il monastero di Ferentino per la missione. Il 4 settembre 1859 il gruppo di religiose ricevette la benedizione di papa Pio IX e si imbarcò a Civitavecchia, scortato da padre Giuseppe Modena. Fatta tappa a Malta, le suore appresero la notizia della morte improvvisa di monsignor Guasco, il promotore della fondazione. Di fronte allo sconforto delle consorelle, suor Caterina le incoraggiò a non fermarsi e a proseguire il viaggio. Il 14 settembre 1859 le sei suore giunsero al Cairo e furono ricevute da delegati incaricati dal defunto monsignor Guasco prima di morire. Le religiose furono condotte nella loro nuova sede a Clot Bey, nel Cairo Nuovo. Appena arrivate, fecero prima visita alla chiesa cattolica del Muski, la loro parrocchia di riferimento. La parrocchia del Muski era retta dai frati francescani, che accolsero l'arrivo delle suore intonando il Te Deum. La madre superiora Castelli, guida del gruppo missionario, viene colpita da una malattia che ne limita le facoltà intellettuali. Suor Maria Caterina assume la responsabilità delle opere missionarie già avviate. Tra le opere avviate vi erano quelle destinate alle morette, ai trovatelli e una scuola con educandato che registrava un incremento di iscrizioni. Le attività missionarie proseguono sotto la guida di suor Maria Caterina. Giunge sul posto il nuovo delegato apostolico monsignor Vujcic. Monsignor Vujcic sostituisce la superiora malata ponendo al suo posto madre Caterina Troiani. Monsignor Vujcic non ritiene adeguate le Costituzioni provenienti da Ferentino. Il delegato apostolico redige personalmente un nuovo regolamento per la Comunità. Il vescovo di Ferentino e le monache di clausura rifiutano la nuova situazione. L'autorità di Ferentino e le claustrali richiamano le suore in Italia adducendo varie motivazioni. Suor Caterina e le sue consorelle scelgono di rimanere dedicate all'attività missionaria e di obbedire alle direttive di monsignor Vujcic.

La nascita della nuova congregazione e lo sviluppo delle opere

Nel 1863 Caterina viene eletta superiora della Comunità, che nel frattempo si è ingrandita. Caterina tenta invano azioni di riappacificazione con la casa madre. A Caterina spetta il compito di ufficializzare la separazione dal monastero di origine. Nel 1868, in seguito ad accordi tra le autorità preposte, l'Ordine dei Frati Minori e la Congregazione di Propaganda Fide, la nuova Istituzione viene eretta canonicamente. La nuova congregazione assume inizialmente il nome di Terziarie Francescane del Cairo. In un secondo momento l'istituto prende la denominazione di Suore Francescane Missionarie d'Egitto. Dal 1950 la congregazione assume la denominazione definitiva di Suore Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria. Madre Caterina Troiani conserva la carica di Madre Superiora Generale fino alla sua morte, avvenuta nel 1887. Durante la sua guida, la fondatrice espande l'opera aprendo nuove case per l'assistenza e l'educazione delle morette. L'assistenza all'infanzia abbandonata si concretizza con la creazione della Vigna di S. Giuseppe. La fondatrice affronta continue difficoltà, compreso il progetto dei delegati apostolici di sostituire le francescane con religiose di altri ordini. Per gestire e ingrandire la Casa di Clot-Bey e per edificarne di nuove, madre Caterina ricorre alla questua francescana presso personalità potenti. Tra i benefattori interpellati figura il pascià vice-re del Cairo, di fede musulmana. La superiora chiede aiuti anche al sultano di Costantinopoli e all'imperatore Francesco Giuseppe d'Austria. Nel 1879 l'istituzione possiede sette case in Egitto, di cui due ubicate al Cairo. Nelle strutture dell'istituto si insegnano l'arabo, l'italiano, il francese, i lavori femminili, la geografia, la storia, l'aritmetica, il pianoforte e il canto alle allieve delle scuole e alle orfane morette. L'insegnamento viene erogato con grande prudenza, data la diversa appartenenza religiosa delle giovani. Prima della morte di madre Caterina vengono fondate altre case a Gerusalemme, Malta, Roma, Montefiascone, Bormio e Milano. L'opera fondata da madre Caterina si è diffusa a livello mondiale, raggiungendo gli Stati Uniti, il Brasile, la Cina e l'Africa.

L'opera caritativa, la spiritualità e il transito al cielo

Lo zelo apostolico e caritativo della religiosa si manifesta nell'opera del Riscatto delle Morette, avviata il 30 novembre 1860. L'opera del Riscatto delle Morette fu iniziata in collaborazione con i sacerdoti antischiavisti don Olivieri e don Versi. L'opera dei trovatelli viene avviata il 1º gennaio 1872. Madre Caterina accoglie neonate e fanciulle abbandonate o destinate agli harem turchi, ricercandole attivamente. La fondatrice si occupa dell'allevamento delle bambine pagando le balie e fornendo un futuro a quelle scampate ai disagi. Al momento della morte di madre Caterina si contano 1574 bambine salvate. La spiritualità della beata si forma in un ambiente semiclaustrale ed è caratterizzata da devozioni al Sacro Cuore, alle feste mariane, a san Giuseppe, agli Angeli Custodi e a san Francesco d'Assisi stigmatizzato. La sua vita spirituale unisce una severa osservanza della regola a una vasta carità evangelica con risvolti sociali. Madre Caterina cerca costantemente di nascondere i propri doni naturali e soprannaturali. La religiosa si distingue nell'esercizio di tutte le virtù, diventando un modello per le consorelle. Maria Caterina Troiani nasce a Giuliano di Roma il 19 gennaio 1813 e muore al Cairo il 6 maggio 1887. Madre Caterina Troiani muore il 6 maggio 1887 all'età di 74 anni. Viene sepolta nel cimitero latino del Cairo, compianta unanimente da cristiani e musulmani. I fedeli, i musulmani e le morette la soprannominano la Mamma bianca. I solenni funerali vedono la partecipazione di una grande folla. La salma viene successivamente traslata nella cappella di Clot-Bey. Dal 3 novembre 1967 i resti mortali riposano nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria, presso la Casa generalizia di Roma. I papi Pio IX e Leone XIII manifestano benevolenza verso la fondatrice e la sua congregazione. La fama di santità, la stima delle autorità civili egiziane e dei diplomatici europei, unitamente all'appoggio pontificio, portano all'apertura della causa di canonizzazione nel 1937. Papa Giovanni Paolo II la proclama beata il 14 aprile 1985. La memoria liturgica della beata è fissata al 6 maggio. Il Martirologio la ricorda come beata Maria Caterina Troiani, vergine del Terz’Ordine di San Francesco e fondatrice delle Suore Francescane Missionarie al Cairo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata María Catalina Troiani?

La memoria liturgica della beata è fissata al 6 maggio.

Quali istituti ha fondato o ispirato la Beata María Catalina Troiani?

Ha fondato la congregazione delle Suore Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria, nate inizialmente come Terziarie Francescane del Cairo e successivamente denominate Suore Francescane Missionarie d'Egitto.

En El Cairo, en Egipto, beata María Catalina Troiani, virgen de la Tercera Orden de San Francisco, que, enviada desde Italia a Egipto, fundó allí la nueva familia de las Hermanas Franciscanas Misioneras. — Martirologio Romano