11 de septiembre
Beata María Celeste (Giulia) Crostarosa
Monja, Fundadora
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza a Napoli
Giulia Marcella Santa Crostarosa nacque a Napoli il trentuno ottobre 1696. Ella era la decima dei dodici figli di Giuseppe Crostarosa, magistrato e discendente di una nobile famiglia abruzzese, e di sua moglie Paola Battistini Caldari. Il primo novembre fu battezzata nella chiesa di San Giuseppe Maggiore con i nomi di Giulia Marcella Santa. Fin dalla fanciullezza dimostrò una spiccata intelligenza e una grande capacità di ragionare, accompagnate da un carattere deciso ed estroverso. Trascorse l'infanzia e l'adolescenza nell'agiata serenità della sua casa, dove cominciò gradualmente ad approfondire la propria vita spirituale affrontando anche alcune delicate crisi interiori. Grazie al saggio consiglio di don Bartolomeo Cacace, la giovane riuscì a superare questa complessa fase di discernimento. Già tre anni prima di varcare la soglia del convento, ella aveva fatto voto di castità, orientando stabilmente il proprio cuore verso il Signore.
Il cammino monastico tra Marigliano e Scala
All'età di vent'anni, nel 1716, Giulia accompagnò insieme alla madre la sorella Orsola al monastero carmelitano di Santa Maria dei Sette Dolori a Marigliano, in provincia di Napoli. Al termine di quell'accompagnamento, maturò la decisione di restare nel monastero carmelitano insieme alla sorella. Il ventuno novembre 1718 le due sorelle vestirono l'abito carmelitano e iniziarono il noviziato, che fu portato a termine l'anno seguente alla vestizione. In quella solenne circostanza, Giulia assunse il nome religioso di suor Candida del Cielo. Purtroppo, per cause di forza maggiore, il monastero carmelitano fu chiuso e le due sorelle furono costrette a lasciare Marigliano il sedici ottobre 1723. Dopo una breve permanenza in famiglia, accolsero l'invito di padre Tommaso Falcoia, appartenente alla congregazione dei Pii Operai. Padre Tommaso Falcoia aveva fondato due anni prima il monastero della Santissima Concezione a Scala, in provincia di Salerno, adottando la regola della Visitazione. Le sorelle si trasferirono a Scala nel gennaio del 1724 e in quel luogo la futura fondatrice assunse il nome di suor Maria Celeste del Santo Deserto. Di lì a poco, la comunità familiare si ricongiunse ulteriormente grazie all'arrivo della sorella Giovanna.
La fondazione dell'Ordine e le prime prove
Il venticinque aprile 1725, subito dopo aver ricevuto la Comunione, suor Maria Celeste ebbe il primo di una serie di straordinari eventi mistici. Le fu rivelato che, per mezzo del suo ministero e della sua obbedienza, il Signore avrebbe fondato un nuovo istituto religioso nel mondo. Per ubbidienza alla maestra delle novizie, ella redasse il testo intitolato Istituto e Regole del Santissimo Salvatore contenute nei Santi Vangeli. L'approvazione del testo giunse dopo un rigoroso esame condotto da un consiglio di teologi napoletani, fortemente sollecitati da padre Falcoia. Tuttavia, la nuova regola incontrò non poche difficoltà da parte dei superiori e di alcune consorelle del monastero. Un contributo determinante per la risoluzione della controversia fu offerto dal sacerdote napoletano don Alfonso Maria de' Liguori, futuro santo e dottore della Chiesa. Il tredici maggio 1731 ebbe così inizio l'Ordine del Santissimo Salvatore, che in seguito all'approvazione pontificia del 1750 cambiò il proprio titolo in del Santissimo Redentore. Popolarmente, le monache di questo ordine sono ancora oggi conosciute come Redentoriste o Redentoristine.
Il periodo della persecuzione e l'allontanamento
Con il passare del tempo sorsero incomprensioni tra suor Maria Celeste, padre Falcoia e la comunità religiosa di Scala. La situazione si complicò notevolmente a causa dell'intromissione di Silvestro Tosquez, un laico amico del nuovo vescovo di Scala. Silvestro Tosquez riuscì a far approvare le regole del monastero direttamente dal nuovo presule. Nel marzo 1733 il vescovo riconsegnò le regole riviste imponendo alla fondatrice di non avere più alcun contatto con il Tosquez. Nello stesso tempo, le fu imposto di firmare la nuova versione delle regole e le fu vietato di continuare ad avere padre Falcoia come direttore spirituale. Questa complessa strategia la condusse a un duro isolamento dalla comunità monastica, arrivando persino a privarla dell'Eucaristia. Nel mese di maggio la sorella Giovanna scrisse a suo padre esprimendo la ferma intenzione di lasciare il monastero a causa del clima divenuto insostenibile. Per fare chiarezza, giunse a Scala padre Giorgio Crostarosa, un religioso gesuita, per dare il suo autorevole parere. Padre Giorgio suggerì di interrompere ogni rapporto con il Tosquez, di rifiutarsi di firmare le regole rimaneggiate e di accontentarsi del confessore ordinario del monastero. Il aspro dissidio si concluse il quattordici maggio 1733 con la dolorosa espulsione di suor Maria Celeste dal monastero. Le sue due sorelle scelsero generosamente di uscire volontariamente dal monastero insieme a lei, condividendone la sorte.
Il rifugio a Nocera e la nuova fondazione a Foggia
A partire dal ventisei maggio, suor Maria Celeste e le sue compagne furono ospiti per dieci giorni del monastero benedettino della Santissima Trinità di Amalfi. Nel mese di giugno trovarono rifugio nel conservatorio domenicano della Santissima Annunziata a Pareti di Nocera, oggi Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. In questo luogo, suor Maria Celeste divenne superiora del conservatorio e operò una profonda riforma spirituale e materiale. Ella seppe operare il bene sia dentro che fuori le mura del chiostro, guadagnandosi la stima generale. Dopo cinque anni, don Bernardino Sommantico divenne il suo nuovo direttore spirituale. Il sette novembre 1735 partì nuovamente per un coraggioso tentativo di fondazione, fortemente sollecitato dal duca Ravaschieri di Roccapiemonte. Successivamente, il quattro marzo 1738 si diresse insieme alla sorella Orsola verso Foggia. Giunse solennemente a Foggia cinque giorni dopo la partenza, accolta dalla devozione popolare. La sua comunità si trasferì nel nuovo conservatorio del Santissimo Salvatore il quattro ottobre 1739. Il ventisei marzo 1742 si svolse la solenne vestizione di otto ragazze nel conservatorio di Foggia. Ella poté finalmente attuare il carisma ispirato guidando le consorelle e le ragazze del ceto medio educate nel monastero con grande equilibrio e responsabilità.
Il carisma spirituale e gli ultimi anni
Per la fondatrice, la vita delle monache doveva rappresentare una perfetta imitazione della vita terrena di Cristo. Ella concepita la comunità religiosa come una viva memoria dell'amore redentore di Cristo per tutta l'umanità. Il criterio fondamentale della sua ispirazione spirituale risiedeva nell'essenzialità, derivata da una costante e profonda familiarità con la Parola di Dio. Questa essenzialità si concretizzava nel donarsi senza alcuna riserva al prossimo bisognoso, così come stabilito nella prima Regola da lei scritta. Durante gli anni foggiani, suor Maria Celeste godette della profonda stima di sant'Alfonso Maria de' Liguori e del giovane fratello redentorista Gerardo Maiella, anch'egli elevato agli onori degli altari. L'intero popolo di Foggia la amava e la chiamava affettuosamente la santa priora. Intorno al 1750, su invito del suo direttore spirituale, scrisse la propria autobiografia, un testo che oggi costituisce la fonte principale di numerosi dettagli sulla sua storia personale. La sua esistenza terrena si concluse il quattordici settembre 1755 nel monastero di Foggia. Ella morì nel momento esatto in cui il sacerdote che l'assisteva leggeva la Passione secondo Giovanni, giungendo esattamente alle parole pronunciate da Cristo sulla croce: Consummatum est, ovvero È compiuto.
Opere e lungo cammino verso la beatificazione
La Beata ha lasciato un nutrito epistolario e quattordici opere ascetiche che, insieme alla sua autobiografia, completano il quadro della sua ricca personalità e permettono di osservare la sua intensa vita interiore. Per la profondità dei suoi scritti, è considerata una delle più grandi mistiche del Settecento italiano. Il cammino ecclesiale verso il riconoscimento della sua santità ebbe inizio con il Processo informativo celebrato presso la Curia ecclesiastica di Foggia dal nove luglio 1879 al primo luglio 1884. L'undici agosto 1901 fu emanato il decreto della Congregazione dei Riti sull'introduzione della Causa. Un ulteriore passo fondamentale fu compiuto con il processo apostolico sul non culto e sulla fama di santità, celebrato a Foggia dal due maggio 1932 al quattro novembre 1933. La validità giuridica di questi atti fu ufficialmente riconosciuta dalla Congregazione per le Cause dei Santi con decreto del ventuno maggio 1999. In seguito fu preparata la Positio per discutere l'esercizio in grado eroico delle virtù cristiane. L'undici maggio 2011 si tenne il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi con esito positivo, confermato il sette maggio 2013 dai Cardinali e Vescovi membri della Congregazione, i quali riconobbero l'esercizio eroico delle virtù teologali, cardinali ed annesse. Il tre giugno 2013 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù.
Il miracolo e la solenne beatificazione
Il miracolo esaminato per la beatificazione riguarda suor Maria Celeste Lagonigro, al secolo Anna Maria, una monaca redentorista che soffriva di un'otite cronica e purulenta all'orecchio sinistro durata dieci anni, caratterizzata da continue riacutizzazioni e fasi di quiescenza. Pochi giorni dopo la sua vestizione, avvenuta l'otto dicembre 1955, cadeva il bicentenario della morte della Venerabile Maria Celeste Crostarosa. Per quell'occasione solenne, il corpo della Venerabile fu temporaneamente collocato nella sala capitolare del convento di Foggia, dove risiedeva l'ammalata. Verso le ore d19.00 del tredici settembre 1955 la comunità religiosa si trovava radunata nella sala. Una consorella fece appoggiare a suor Maria Celeste Lagonigro l'orecchio infermo e tutto il capo sul petto della Fondatrice, poco prima della chiusura definitiva dell'urna. In quello stesso istante, la religiosa riscontrò l'improvvisa scomparsa del dolore e ricominciò a udire distintamente. I successivi esami medici evidenziarono la perfetta funzionalità del complesso timpano-ossiculare. Dopo l'Inchiesta diocesana celebrata negli anni 1987-1988, la Consulta Medica riconobbe il diciannove febbraio 2015 che la guarigione fu rapida, completa, duratura e inspiegabile alla luce delle attuali conoscenze mediche. Il nove giugno 2015 i Consultori teologi attribuirono la guarigione all'intercessione della Venerabile Maria Celeste Crostarosa, parere confermato dai Cardinali e Vescovi il tre novembre 2015. Il quattordici dicembre 2015 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sul miracolo, ricevendo in udienza il cardinale Angelo Amato. La solenne beatificazione fu infine celebrata il diciotto giugno 2016 presso il Santuario della Beata Vergine Maria Madre di Dio Incoronata a Foggia, presieduta dal cardinale Angelo Amato come inviato speciale del Santo Padre.
Il cammino di una fondatrice
La vita di Giulia Crostarosa, nata a Napoli nel 1696, è stata un susseguirsi di risposte generose alla chiamata del Signore. Il momento decisivo della sua missione avvenne il venticinque aprile 1725, quando ricevette la rivelazione che l'avrebbe spinta a fondare un nuovo istituto religioso. Con determinazione e spirito di sacrificio, il tredici maggio 1731, diede inizio all'Ordine del Santissimo Salvatore. Questo passo fondamentale fu accompagnato da un percorso non privo di sofferenze, come dimostra l'espulsione dal monastero di Scala avvenuta il quattordici maggio 1733.
Nonostante le difficoltà, la sua missione non si interruppe, portandola a proseguire la sua opera in diversi luoghi, tra cui Marigliano e Nocera Inferiore. Nel 1739, la Beata María Celeste fondò il conservatorio del Santissimo Salvatore a Foggia, città dove avrebbe concluso la sua vita terrena nel 1755. Durante gli anni, oltre all'impegno per la fondazione, si dedicò alla scrittura, lasciando in eredità la propria autobiografia e numerose opere ascetiche che testimoniano la profondità del suo pensiero e la purezza del suo amore per Cristo. La sua esistenza rimane una testimonianza di come, nel diciottesimo secolo, una donna potesse diventare strumento di rinnovamento spirituale, vivendo nel nascondimento ma lasciando un'impronta feconda per le generazioni future.
Il culto e la memoria
La figura della Beata María Celeste Crostarosa è oggi venerata con gratitudine dalla Chiesa universale. Il riconoscimento ufficiale della sua santità è avvenuto il diciotto giugno 2016, quando è stata beatificata da Papa Francesco. Questo atto ha solennizzato la figura di una donna che ha saputo unire la contemplazione alla capacità di costruire istituzioni solide al servizio del Vangelo. La sua memoria liturgica è fissata per l'undici settembre, giorno in cui i fedeli sono invitati a fare memoria del suo esempio di vita.
Ella è riconosciuta come fondatrice e punto di riferimento spirituale per l'Ordine del Santissimo Redentore. Il suo culto non si limita al ricordo storico, ma si traduce in un invito costante alla preghiera e alla meditazione sui testi che ella stessa ha composto con sapienza spirituale. Attraverso la sua intercessione e il ricordo del suo operato, i fedeli trovano conforto nel vivere la propria vocazione quotidiana con la stessa dedizione che ha contraddistinto il cammino della Beata María Celeste verso la pienezza della vita in Dio.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata María Celeste Crostarosa?
La memoria liturgica della Beata María Celeste Crostarosa si celebra l'undici settembre per le monache Redentoriste e per i padri Redentoristi.
Di cosa è fondatrice la Beata María Celeste?
La Beata María Celeste Crostarosa è la fondatrice dell'Ordine del Santissimo Redentore, le cui monache sono conosciute come Redentoriste.