Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

18 de noviembre

Beata María Gabriela (Amparo) Hinojosa Naveros

Virgen visitandina, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Nacque nella cittadina di Alhama, nei pressi di Granada in Spagna, il 24 luglio 1872. Era l'ottava e ultima figlia della famiglia ed era l'unica femmina tra i figli. I suoi genitori erano Juan de Hinojosa e Manuela Naveros. I genitori la portarono presto a ricevere il Battesimo e le fu dato il nome di Amparo. Il nome Amparo in spagnolo significa Rifugio ed è uno dei titoli attribuiti alla Vergine Maria. A sette anni rimase orfana di entrambi i genitori. Il fratello maggiore Eduardo, sposato e residente a Madrid, divenne il suo tutore. Fu ammessa tra le educande del secondo monastero della Visitazione di Santa Maria a Madrid, in calle San Fernando. Ricevette la Cresima il 9 ottobre 1887. Crescette con un carattere gioviale, allegro e affettuoso. Durante le vacanze estive alloggiava insieme al fratello a Baguéres de Bigorre, vicino al santuario di Lourdes. Nel 1887, all'età di quindici anni, sentì la vocazione alla vita consacrata tra le Visitandine ai piedi della grotta delle apparizioni di Lourdes. All'inizio non disse a nessuno della sua vocazione. All'inizio dell'estate dell'anno successivo rivelò a Eduardo la sua intenzione di restare in monastero non più come educanda. Il fratello tutore le chiese di aspettare di compiere vent'anni.

Ingresso nella vita religiosa

Nel 1891 fu ammessa nel monastero visitandino di Vitoria. La moglie di Eduardo si ammalò gravemente e Amparo tornò da lei per curarla. Considerava la cognata quasi come una seconda madre e la curò con amore fino alla guarigione. Nel giugno 1892 poté rispondere pienamente alla sua chiamata religiosa. Non fu accolta nel monastero di Vitoria perché era al completo. Fu accolta nel monastero della Visitazione di Madrid, in calle Santa Engracia. Il distacco dalla famiglia fu molto doloroso. Il 10 marzo 1893 ricevette la vestizione religiosa e il nome di suor Maria Gabriella, in devozione all'arcangelo Gabriele. Emise la professione dei voti il 25 marzo 1894. Iniziò subito con fervore la sua formazione religiosa. Si lasciò riempire profondamente dallo spirito dell'Ordine visitandino, diventando una regola vivente secondo le consorelle. Aveva una grande devozione all'Eucaristia che trasmetteva a tutti. Amava molto la clausura e le costava moltissimo uscire dal monastero. Aveva un temperamento timido.

Anni di superiorato e tensioni sociali

Ricoprì l'incarico di superiora dal 1929 al 1936. In quegli anni in Spagna stava per cominciare una massiccia persecuzione contro la Chiesa. Nel 1931, dopo la proclamazione della Seconda Repubblica spagnola, iniziarono incendi di chiese e edifici sacri a Madrid. Le monache erano parzialmente a conoscenza degli eventi in corso. Quando il monastero stava per essere dato alle fiamme, madre Maria Gabriella riunì la comunità di ottantatré suore. Diede l'ordine di indossare abiti secolari e di uscire a piccoli gruppi. Le suore furono scortate da parenti e amici o accolte dai familiari delle altre consorelle. Il 21 maggio, dieci giorni dopo l'evacuazione forzata, le Visitandine fecero ritorno nelle case dove erano disperse. La situazione non tornò pacifica. Fallì un tentativo di ospitalità presso le consorelle in Belgio e in Francia. Le monache si trasferirono a Oronoz in Navarra, rimanendovi fino al marzo 1932. Nei primi mesi del 1936, a causa della continua mancanza di tranquillità, la comunità fuggì di nuovo a Oronoz.

Il rifugio clandestino e la persecuzione

La nuova superiora madre Leocadia Aparici stabilì che sette suore rimanessero nel monastero di Madrid per non lasciarlo abbandonato. Raccomandò alle sette suore di rimanere unite e di non separarsi. Suor Maria Gabriella rimase come responsabile del gruppo di sei consorelle. Le altre sei suore del gruppo erano suor Teresa Maria Cavestany Anduaga, suor Giuseppa Maria Barrera Izaguirre, suor Maria Agnese Zudaire Galdeano, suor Maria Angela Olaizola Garagarza, suor Maria Engrazia Lecuona Aramburu e suor Maria Cecilia Cendoya Araquistain. Nei quattro mesi seguenti le monache condussero la vita ordinaria prima in monastero e poi in un seminterrato in affitto come nascondiglio. Suor Maria Gabriella scrisse alle consorelle a Oronoz che Dio avrebbe fatto di loro ciò che più conveniva. A metà agosto l'andirivieni delle due sorelle esterne addette agli acquisti destò sospetti. Una donna denunciò la presenza delle suore nel rifugio. Lo scantinato fu perquisito per quattro volte. Il 17 novembre 1936, dopo la quarta perquisizione, i miliziani si congedarono con una minaccia dicendo a domani. Le monache trascorsero il giorno successivo in preghiera e digiuno preparandosi alla morte.

Il martirio e la testimonianza finale

La sera seguente si presentò una pattuglia della FAI per caricarle su un camion. Mentre uscivano in strada, tutte le monache si fecero il segno della croce. Una parte della folla radunata ammirava il coraggio delle monache. Alcuni tra la folla gridavano che avrebbero dovuto fucilarle sul posto perché le sfidavano facendo il segno della croce. Dopo un breve tragitto le monache furono condotte fuori città. Scese dal mezzo, si presero per mano a due a due per farsi coraggio. Le monache furono immediatamente abbattute con scariche di fucili. Suor Maria Gabriella teneva per mano la più giovane, suor Maria Cecilia. Appena suor Maria Cecilia cadde, l'altra monaca fuggì impaurita nella notte. In seguito la monaca fuggita si consegnò ai miliziani. La monaca fuggita fu uccisa all'alba del 23 novembre 1936 davanti al muro del cimitero di Vallecas, fuori Madrid. Le beate sono Maria del Rifugio Hinojosa y Naveros e cinque compagne. Le beate erano vergini dell'Ordine della Visitazione di Santa Maria. Le beate furono uccise a fucilate durante la persecuzione pur essendo chiuse in monastero e arrestate con l'inganno. Suor Maria Gabriella è nata ad Alhama de Granada in Spagna il 24 luglio 1872.

Il cammino verso la beatificazione

Il nulla osta per l'avvio della causa di beatificazione delle sette Visitandine di Madrid porta la data del 2 luglio 1985. L'inchiesta diocesana fu avviata a Madrid il 29 ottobre 1985 e si concluse il 26 aprile 1989. La convalida degli atti dell'inchiesta diocesana avvenne il 6 dicembre 1991. La Positio super martyrio fu consegnata nel 1992. La Positio fu esaminata dai Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi il 4 ottobre 1996. Il 3 giugno 1997 la Positio fu esaminata dai cardinali e vescovi membri della Congregazione. Il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio il 7 luglio 1997. Il Papa le beatificò il 10 maggio 1998 a Roma. La memoria liturgica fu fissata al 18 novembre per tutte tranne che per suor Maria Cecilia. I resti mortali di suor Maria Gabriella, suor Maria Agnese, suor Teresa Maria e suor Maria Engrazia si trovano nella cripta del monastero di calle Santa Engracia. I resti mortali di suor Maria Cecilia, suor Giuseppa Maria e suor Maria Angela riposano nella chiesa dell'abbazia della Santa Croce al Valle de los Caidos nella cappella del Santo Sepolcro. Il Valle de los Caidos divenne successivamente tempio della riconciliazione nazionale.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata María Gabriela?

La memoria liturgica della Beata María Gabriela si celebra il 18 novembre.

Cerca de Madrid, en España, beatas María del Refugio (María Gabriela) Hinojosa y Naveros y cinco compañeras, vírgenes de la Orden de la Visitación de Santa María y mártires, que, durante la persecución, aunque encerradas en un monasterio, fueron arrestadas con engaño por los milicianos y fueron al encuentro de Cristo Esposo asesinadas a tiros. — Martirologio Romano