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28 de mayo

Beata María Serafina del Sagrado Corazón (Clotilde Micheli)

Fundadora

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e prime chiamate

Clotilde Micheli nacque l'undici settembre 1849 a Imèr, in Trentino, all'interno del diciannovesimo secolo. Suo padre era soprannominato il giusto per la sua condotta retta, mentre sua madre si divideva con dedizione tra le mura domestiche e la chiesa, attirando le benedizioni del cielo sull'intero paese. La famiglia offrì un terreno fertile per la crescita spirituale della futura fondatrice. All'età di tre anni, Clotilde ricevette il Sacramento della Cresima a Fiera di Primiero impartito dal vescovo-principe di Trento, monsignor Tschiderer. Successivamente, all'età di dieci anni, ricevette la Prima Comunione, accogliendo l'Eucaristia con grande fervore interiore. Nel corso della sua giovinezza, la sua vita spirituale fu accompagnata da eventi straordinari. La sorella di Clotilde ricevette in visione precise indicazioni sulla futura vita religiosa di Clotilde stessa. Sia la sorella sia Clotilde beneficiarono di visioni che fungevano da tormento oltre che da chiarimento del progetto divino. Attraverso queste esperienze interiori, Clotilde comprese progressivamente che Dio voleva che lei fosse fondatrice di una nuova congregazione. Tale nuova congregazione aveva lo scopo di adorare la Santissima Trinità con devozione alla Madonna e agli Angeli come modelli. Il carisma originato dall'intervento della Vergine nel 1867 l'accompagnò per tutta la vita ed è riassunto nelle parole: come gli Angeli adorerete la Trinità e sarete sulla terra come essi sono nei cieli. Il due agosto 1867, mentre era in preghiera all'età di diciotto anni nella chiesa di Imèr, Clotilde ricevette una rivelazione dalla Madonna. La Vergine manifestò a Clotilde la volontà di Dio di fondare un nuovo istituto religioso dedito all'adorazione della Santissima Trinità. Per orientarsi in questo cammino complesso, Clotilde seguì il consiglio di Costanza Piazza, donna saggia e prudente di Imèr. Successivamente si recò a Venezia per ricevere consigli spirituali da monsignor Domenico Agostini, futuro patriarca della città. Monsignor Agostini incoraggiò Clotilde a proseguire la sua strada, consigliando alla giovane di iniziare l'opera voluta da Dio e di stenderne la Regola. Tuttavia, presa dal timore di non riuscire e sentendosi spaventata e non all'altezza della situazione, Clotilde strappò le lettere di presentazione e fece ritorno a Imèr.

Anni di discernimento e prove

Nel 1867 Clotilde si trasferì da sola a Padova per cercare ulteriore chiarezza sulla propria vocazione. A Padova rimase per nove anni, fino al 1876, ricevendo il sostegno di un consigliere spirituale che purtroppo morì prematuramente. A Padova seguì la guida spirituale di monsignor Angelo Piacentini, professore del seminario locale, per comprendere pienamente la sua chiamata. Nel 1876, in seguito alla morte di monsignor Piacentini, Clotilde si recò a Castellavazzo, in provincia di Belluno. A Castellavazzo incontrò l'arciprete Gerolamo Barpi, il quale mise a sua disposizione un vecchio convento per la nuova fondazione. Negli anni seguenti la sua vita subì una svolta inattesa e dolorosa. Nel 1878, per evitare un matrimonio combinato ordito con un sotterfugio da qualcuno per farla sposare, Clotilde fuggì in Germania. Si rifugiò ad Epfendorf, nel Württemberg, dove i suoi genitori si erano recentemente trasferiti per motivi di lavoro. Rimase in Germania per sette anni, dal 1878 al 1885. In questo periodo di esilio e di laboriosa attesa, Clotilde lavorò per otto anni come infermiera presso l'Ospedale delle Suore Elisabettine al servizio dei malati. Si distinse per la sua carità e la delicatezza dimostrata verso gli ammalati, offrendo il proprio aiuto con spirito di sacrificio. Nel frattempo, la sua famiglia fu colpita da gravi lutti: nel 1882 morì sua madre e nel 1885 morì suo padre. Dopo la morte dei genitori, avendo trentotto anni e non avendo ancora capito con precisione dove il Signore la stava attirando, Clotilde decise di lasciare definitivamente la Germania e tornò nel suo paese natio, Imèr.

Il pellegrinaggio e l'esperienza tra le Immacolatine

Nel maggio 1887, all'età di trentotto anni e insieme alla cugina Giuditta, Clotilde decise di andare incontro alla sua vocazione iniziando un pellegrinaggio a piedi verso Roma. Il pellegrinaggio fu compiuto con devozione, spirito di penitenza e facendo tappa in vari santuari mariani per verificare la volontà divina sulla fondazione. Nell'agosto dello stesso anno giunsero a Roma. A Roma furono ospitate dalle Suore di Carità Figlie dell'Immacolata, note come Immacolatine e fondate da Maria Fabiano. La fondatrice delle Immacolatine, conoscendo meglio Clotilde, la convinse a vestire l'abito del suo istituto nascente, promettendole che l'avrebbe lasciata libera qualora si fosse realizzato il suo disegno giovanile. Clotilde entrò così nell'Istituto delle Immacolatine assumendo il nome religioso di suor Annunziata. Rimase tra le Immacolatine per poco più di due anni, rimanendo nell'istituto fino all'inizio del 1891. Dal 1888 al 1891 ricoprì la carica di superiora nel convento di Sgurgola d'Anagni, adempiendo ai suoi compiti con dedizione e spirito di servizio prima di avvertire che il tempo della fondazione definitiva era giunto.

La fondazione delle Suore degli Angeli

Nel 1891 Clotilde proseguì il suo viaggio verso il sud Italia. Arrivò ad Alife, in provincia di Caserta, su invito del padre francescano conventuale Francesco Fusco da Trani. Padre Fusco intendeva proporre a Clotilde la realizzazione di una fondazione ideata dal vescovo monsignor Scotti. Tuttavia, Clotilde constatò che il progetto del vescovo Scotti non concordava con quello che riteneva essere il disegno di Dio per lei. Si spostò successivamente a Caserta, dove fu ospitata da una famiglia che la sosteneva. Passò poi nella vicina Casolla insieme a due giovinette che si erano unite a lei, raccogliendo nei dintorni di Caserta le prime cinque ragazze. Il vescovo di Caserta, monsignor De Rossi, principe di Castelpetroso, autorizzò la vestizione religiosa del primo gruppo di cinque suore. La cerimonia di vestizione avvenne il 28 giugno 1891 alla presenza di padre Fusco. Nel giugno 1891 Clotilde e le prime cinque ragazze presero il velo dando vita alle Suore degli Angeli, adoratrici della Santissima Trinità. Clotilde assunse il nome di suor Maria Serafina del Sacro Cuore, avendo quarantadue anni all'atto della fondazione. Un anno dopo la fondazione, alle prime suore venne affidato un orfanotrofio. Un primo nucleo di suore fu infatti inviato a gestire un orfanotrofio a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. L'orfanotrofio divenne la prima casa dell'istituto, cui fecero seguito altre opere a favore dell'infanzia e della gioventù abbandonata. L'assistenza all'infanzia e alla gioventù abbandonata divenne il carisma specifico della congregazione unito alla preghiera adorante. Madre Serafina raccomandava sempre alle sue consorelle di imparare a sorridere sempre, coltivando la gioia interiore come segno della presenza di Dio.

Opere, sofferenze e transito al cielo

Dalla fine del 1895 madre Serafina iniziò a soffrire di problemi fisici che incisero progressivamente sul suo vigore. Fu sottoposta a un delicato intervento chirurgico sollecitato dallo stesso vescovo di Caserta, che tuttavia la indebolì notevolmente. Nonostante la salute fragile, nel giugno del 1899, dopo varie vicende, fu aperta la casa di Faicchio, in provincia di Benevento, destinata a diventare l'istituto di formazione della congregazione. Madre Maria Serafina si impegnò nella realizzazione di ulteriori opere con un ritmo sostenuto che ne compromise ulteriormente la salute. Le condizioni di salute la costrinsero a non muoversi più da Faicchio. Come molte fondatrici di congregazioni religiose, soffrì molto moralmente a causa di incomprensioni nate all'interno del suo stesso istituto, oltre all'incomprensione di alcune consorelle e alle calunnie che indebolirono ulteriormente il suo fisico. Madre Serafina affrontò la malattia e le prove con fortezza d'animo. In particolare, confidò a una consorella di amare il Signore pur non sentendolo, attraversando una profonda notte dello spirito. Consumata dalle sofferenze fisiche e morali, madre Serafina morì il 24 marzo 1911 nella casa di Faicchio, dove fu tumulata tra il compianto delle sue figlie spirituali.

Il culto e la causa di beatificazione

In seguito alla sua morte e alla costante fama di santità che l'accompagnava, le Suore degli Angeli avviarono la causa di beatificazione per onorare la memoria della fondatrice. La causa ottenne il nulla osta della Santa Sede il 9 luglio 1990 ed è stata seguita con devozione presso la Congregazione per le Cause dei Santi. Clotilde Micheli è stata proclamata venerabile nel 2009. Successivamente, madre Serafina Micheli è stata beatificata il 28 maggio 2011, coronando il cammino di riconoscimento ecclesiale delle sue virtù eroiche. Oggi la sua testimonianza continua a ispirare la vita della congregazione e di quanti si accostano alla spiritualità della Santissima Trinità.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata María Serafina del Sagrado Corazón?

La ricorrenza liturgica della Beata María Serafina del Sagrado Corazón si celebra il ventotto maggio.