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2 de julio

Beata Susana Kang Gyeong-bok

Virgen y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e l'incontro con la fede

Kang Gyeong-bok nacque nell'anno 1762 all'interno di una famiglia di ceto sociale modesto. Durante la sua giovinezza svolse l'incarico di dama di corte, servendo nel palazzo reale. Concluso il suo servizio a corte, si trasferì nello Yangjegung, una residenza nota anche come Pyegung e destinata ad accogliere i componenti della famiglia reale dopo l'uscita dal palazzo. Le proprietarie di questa struttura erano Maria Song, legata da parentela alla famiglia reale, e sua nuora Maria Sin, entrambe di fede cattolica. Le due donne mantenevano a lungo contatti con il primo sacerdote missionario giunto in Corea, il cinese padre Giacomo Zhou Wen-mo. Le proprietarie erano inoltre in contatto con la catechista Colomba Kang Wan-suk, preziosa collaboratrice del sacerdote.

Intorno all'anno 1798, Maria Song invitò Susanna presso la propria abitazione per illustrarle i dogmi del cattolicesimo e sollecitare la sua conversione. A partire da quel momento, la donna si dedicò con costanza all'apprendimento e alla pratica del cattolicesimo. Era solita recarsi, insieme ad altre dame della corte, nella casa della catechista Colomba per assistere alle Messe officiate da padre Giacomo. In seguito a questo cammino di preparazione spirituale, ricevette il sacramento del Battesimo, assumendo il nome cristiano di Susanna.

La persecuzione e la testimonianza suprema

Nel 1801, a seguito dello scoppio della persecuzione Shinyu, padre Giacomo trovò rifugio nello Yangjegung con il prezioso sostegno del servo Nam Gu-wol. Mentre si trovava in visita alla madre, Susanna venne a conoscenza delle perquisizioni della polizia contro i fedeli cattolici. Dimostrando grande prontezza e dedizione, tornò celermente nello Yangjegung per avvertire del pericolo e consentire a padre Giacomo di fuggire altrove. Dopo che il sacerdote fu riuscito ad allontanarsi in sicurezza, anche Susanna abbandonò la residenza. Fu tuttavia arrestata poco dopo dalle forze di polizia e condotta al quartier generale di Seul.

Sottoposta immediatamente a interrogatorio e a supplizi fisici, rifiutò di cedere dichiarando la propria incrollabile adesione al cattolicesimo fino alla morte. Successivamente venne trasferita presso la Corte Suprema, dove fu nuovamente interrogata e percorsa, arrivando a cedere e a dichiarare che non avrebbe più praticato la religione cattolica. In seguito a tale ritrattazione, la Corte Suprema dispose il suo trasferimento al Ministero della Giustizia. Presso questo dicastero si pentì del cedimento e manifestò di nuovo la ferma volontà di professare la propria fede. I persecutori tentarono senza successo di costringerla a rivelare il luogo di nascondiglio di padre Giacomo Zhou. Determinata ad affrontare il martirio, ribadì la propria convinzione nell'autenticità della dottrina cattolica, ricordando il battesimo ricevuto da padre Giacomo allo Yangjegung e confermando di non voler rinnegare la fede a costo della vita.

Venne condotta alla Piccola Porta Occidentale di Seul insieme a Colomba Kang, Ignazio Choe In-cheol, Matteo Kim Hyeon-u, Viviana Mun Yeong-in, Giuliana Kim Yeon-i, Antonio Yi Hyeon e Agata Han Sin-ae. Susanna Kang Gyeong-bok e i suoi compagni di martirio appartengono al gruppo guidato da Paolo Yun Ji-chung, di cui fa parte anche padre Giacomo Zhou Wen-mo. Fu giustiziata tramite decapitazione il 2 luglio 1801, giorno corrispondente al ventiduesimo giorno del quinto mese del calendario lunare. Al momento della morte aveva compiuto trentanove anni. È stata proclamata beata da papa Francesco il 16 agosto 2014 durante il suo viaggio apostolico in Corea del Sud.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Susanna Kang Gyeong-bok?

La memoria liturgica della Beata Susanna Kang Gyeong-bok si celebra annualmente il 2 luglio.

Qual è il gruppo di martiri a cui appartiene la beata?

Susanna appartiene al gruppo di martiri guidato da Paolo Yun Ji-chung, che comprende anche il missionario padre Giacomo Zhou Wen-mo.