18 de noviembre
Beata Teresa Maria (Laura) Cavestany Anduaga
Virgen visitandina, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza
Laura Cavestany y Anduaga nacque il trenta luglio 1888 a Puerto Real, presso Cadice, in Spagna. Suo padre si chiamava Juan Antonio Cavestany ed era un uomo di lettere famoso come poeta. Sua madre si chiamava Margarita Anduaga ed era impegnata nella cura della casa e nell'educazione dei sedici figli. Poco dopo la nascita di Laura, la famiglia si trasferì a Madrid. La bambina ricevette la prima educazione in famiglia. Laura studiò nella scuola delle Religiose dell'Assunzione. Il giorno della sua Prima Comunione, il primo giugno 1899, chiese al Signore la grazia di non commettere mai alcun peccato veniale. Ricevette la Cresima il diciassette dello stesso mese. La sua vita ebbe uno scossone quando una sua cara amica morì improvvisamente. Dopo la morte dell'amica, cominciò a riflettere e a pregare ancora di più. Ricevette la Comunione da monsignor Manuel González García, vescovo di Malaga e fondatore di varie opere e congregazioni dedite al culto eucaristico, canonizzato nel 2017. Il vescovo Manuel González García commentò su di lei dicendo che aveva gli occhi da religiosa e da religiosa contemplativa.
La chiamata alla vita claustrale
Il diciotto dicembre 1914 Laura entrò nel monastero della Visitazione di Santa Maria di Madrid, in calle Santa Engracia. Inizialmente aveva pensato di farsi carmelitana, indirizzata in questo dai consigli di due gesuiti: padre Juan Francisco López e padre José María Rubio Peralta, canonizzato nel 2003. Il clarettiano padre Antonio Laval le suggerì invece il monastero visitandino. La prima notte in convento, Laura pensò di tornare a casa, ma poi decise di restare. Il trentauno maggio 1915 vestì l'abito religioso e da allora si chiamò suor Teresa Maria. Durante la cerimonia di vestizione, presieduta da padre Rubio, le parve di sentire che il Signore le dicesse che l'avrebbe aiutata. I suoi fratelli ritenevano che, se fosse rimasta da sola, avrebbe resistito poco all'interno del monastero a causa del suo carattere forte che all'inizio si adattò a fatica all'ambiente. Combatté e vinse più volte le proprie asprezze e fragilità. Aveva un'estrema facilità nella composizione poetica, ereditata dal padre, e un grande amore verso i poveri. Desiderava compiere al massimo i propri doveri, anche i più piccoli. Ricopriva l'incarico di provveditrice o economa del monastero. Sapeva di poter puntare a una vita pienamente compiuta adempiendo ai propri doveri. Le sue lettere e i suoi scritti rivelano il suo animo sublime e la sua profonda vita interiore.
Il cammino di perfezione spirituale
Negli Esercizi Spirituali del 1929 annotò di avere un desiderio insaziabile e immenso, la sete di Dio e di Dio solo. Nel 1931 scrisse che bisogna santificarsi in fretta e in completa verità, costi quel che costi e accada quel che accada, facendosi santa contro vento e marea. Nello stesso anno, dopo la proclamazione della Seconda Repubblica spagnola, iniziarono a verificarsi incendi di chiese e di edifici sacri, anche a Madrid. Le monache erano a conoscenza di parte di ciò che stava accadendo, anche se non nei minimi dettagli. Quando il monastero era sul punto di essere dato alle fiamme, la superiora in carica, suor Maria Gabriella Hinojosa Naveros, riunì la comunità di ottantatré suore. Maria del Rifugio, al secolo Maria Gabriella Hinojosa y Naveros, è nata a Puerto Real in Spagna il trenta luglio 1888. La superiora diede l'ordine di indossare abiti secolari e di uscire a piccoli gruppi, scortate da parenti e amici, o di rifugiarsi dai familiari delle altre suore. Il ventuno maggio, dieci giorni dopo l'evacuazione forzata, le Visitandine poterono fare ritorno dalle case dove erano disperse. Tutte le monache fecero ritorno tranne suor Maria Leocadia Aparici e suor Teresa Maria. Suor Maria Leocadia Aparici e suor Teresa Maria partirono per il Belgio per trovare un rifugio nel caso la comunità avesse dovuto lasciare la propria dimora. La situazione non sembrava tornare pacifica. La missione in Belgio e in Francia andò a vuoto. Le monache si trasferirono ad Oronoz in Navarra, dove rimasero fino al marzo 1932. Il ventinove luglio 1935 suor Teresa Maria fu operata al seno a causa di un tumore. Mentre le veniva praticata l'anestesia, pregava offrendola a Gesù per amore suo e per le anime, addormentandosi mentre ripeteva la parola anime. Nei primi mesi del 1936, a causa della mancanza di tranquillità, la comunità fuggì di nuovo a Oronoz.
Il rifugio e le tensioni della guerra
La nuova superiora, madre Maria Leocadia Aparici, stabilì che sette suore rimanessero tra le mura del monastero per non lasciarlo completamente abbandonato. La superiora raccomandò che le sette suore rimanessero unite quanto più possibile senza separarsi l'una dall'altra. Le sette suore designate erano suor Maria Gabriella Hinojosa Naveros in qualità di responsabile del gruppo, suor Teresa Maria Cavestany Anduaga, suor Giuseppa Maria Barrera Izaguirre, suor Maria Agnese Zudaire Galdeano, suor Maria Angela Olaizola Garagarza, suor Maria Engrazia Lecuona Aramburu e suor Maria Cecilia Cendoya Araquistain. Maria del Rifugio era una vergine e monaca dell'Ordine della Visitazione di Santa Maria. Maria del Rifugio aveva cinque compagne appartenenti allo stesso ordine religioso. Le sette suore rimasero nel monastero solo un mese. Cercarono di condurre una vita ordinaria nell'osservanza della Regola, nella contemplazione di Dio e nell'offerta di sé stesse. Il tredici luglio si trasferirono in uno scantinato in calle Manuel González Longoria, vicino al monastero. Il trasferimento nello scantinato era stato previsto dalla superiora. Lo scantinato era stato preso in affitto nel caso si fosse presentato un caso simile. Passavano le giornate all'interno del monastero, suonando le campane e dando l'impressione che fosse ancora abitato. Quasi ogni giorno ricevevano la Comunione portata da Amalia, sorella di suor Teresa Maria. Amalia era chiamata da loro il nostro piccolo raggio di sole. La guerra civile scoppiò il diciotto luglio 1936, cinque giorni più tardi. Dopo lo scoppio della guerra divenne impossibile per loro lasciare il rifugio. Di tanto in tanto qualche sacerdote le raggiungeva per celebrare la Messa. Le sorelle esterne, ossia quelle che potevano uscire dalla clausura per fare spese, si arrischiavano ad aggirarsi all'esterno. Alcuni amici suggerirono loro di chiedere asilo ai consolati esteri. Le Visitandine erano certe che i vicini avrebbero mantenuto il segreto. Si rifiutarono di separarsi, fedeli alla raccomandazione di madre Leocadia. A metà agosto, l'andirivieni delle due sorelle esterne cominciò a destare sospetti. Una donna denunciò la presenza nel rifugio. Lo scantinato fu perquisito più volte. Non fu trovato nulla che le potesse incolpare durante le perquisizioni. Le religiose sentivano che la loro fine era imminente. Un giorno arrivarono due guardie per prelevare suor Teresa Maria. Suor Giuseppa Maria si offrì per accompagnarla. Era probabile che entrambe non sarebbero tornate vive. Il giorno dopo riuscirono a tornare al rifugio.
Il martirio a Madrid
A novembre, dopo cinque mesi di permanenza, suor Maria Gabriella comunicò che il portinaio offriva la possibilità di fuggire una per volta verso rifugi sicuri. Tutte rinnovarono la scelta di restare unite. Il diciassette novembre 1936, dopo la quarta perquisizione, i miliziani si congedarono dicendo A domani! Le monache trascorsero il giorno successivo pregando e digiunando in preparazione alla morte. A sera, la portinaia dello stabile, Carmen Arnaiz, venne a consegnare il latte ordinato. Suor Teresa Maria le disse di tenere il latte perché stava per ricevere la grazia del martirio. La sera seguente si presentò una pattuglia della FAI per caricarle su un camion. Le sei religiose si trovavano chiuse in monastero a Madrid in Spagna durante una persecuzione. Le religiose furono arrestate con l'inganno dai miliziani. Mentre uscivano in strada, tutte si fecero il segno della croce. Qualcuno tra la folla ammirava il loro coraggio. Altri gridavano che avrebbero dovuto fucilarle sul posto perché il segno della croce era una sfida. Furono condotte fuori città dopo un breve tragitto. Scese dal mezzo, si presero per mano a due a due per farsi coraggio. Furono subito abbattute con scariche di fucili. Le religiose subirono il martirio venendo uccise a fucilate. Il martirio è avvenuto a Madrid in Spagna il diciotto novembre 1936. La più giovane, suor Maria Cecilia, rimase illesa e fuggì impaurita nella notte. Il resto della comunità nel rifugio di Oronoz non seppe nulla fino a qualche mese dopo e in maniera confusa. Le comunicazioni erano interrotte e la corrispondenza si faceva sempre più rara. Le monache tornarono a Madrid nel 1939. Solo due anni più tardi riuscirono a risalire alla sorte di suor Maria Cecilia. Suor Maria Cecilia, dopo la paura iniziale, si era consegnata ai miliziani ed era stata condotta in carcere. Suor Maria Cecilia era stata fucilata all'alba del ventitré novembre 1936 davanti al muro del cimitero di Vallecas, fuori Madrid.
La causa di beatificazione e il culto
Il nulla osta per l'avvio della causa di beatificazione delle sette Visitandine porta la data del due luglio 1985. L'inchiesta diocesana fu avviata a Madrid il ventinove ottobre 1985 e si concluse il ventisei aprile 1989. Gli atti dell'inchiesta diocesana ottennero la convalida il sei dicembre 1991. La Positio super martyrio fu consegnata nel 1992. La Positio fu esaminata dai Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi il quattro ottobre 1996. Il tre giugno 1997 la Positio fu esaminata dai cardinali e vescovi membri della Congregazione. Il sette luglio 1997 papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che le dichiarava martiri. Giovanni Paolo II le ha beatificate il dieci maggio 1998 a Roma. La memoria liturgica fu fissata al diciotto novembre. Il diciotto novembre è il giorno della nascita al Cielo di tutte, tranne che di suor Maria Cecilia. I resti mortali di suor Teresa Maria, suor Maria Gabriella, suor Maria Agnese e suor Maria Engrazia sono venerati nella cripta del monastero di calle Santa Engracia. I resti di suor Maria Cecilia, suor Giuseppa Maria e suor Maria Angela riposano nella chiesa dell'abbazia della Santa Croce al Valle de los Caidos di Madrid, nella cappella del Santo Sepolcro. Il Valle de los Caidos è diventato poi tempio della riconciliazione nazionale.
La vita
Laura Cavestany Anduaga nasce a Puerto Real nel 1888. Il suo cammino spirituale la conduce nel 1914 a fare il suo ingresso nel monastero della Visitazione di Madrid, luogo in cui sceglie di consacrarsi definitivamente al Signore. Nel 1915 emette la professione religiosa, assumendo il nome di Teresa Maria. Durante gli anni della sua vita monastica, la Beata Teresa Maria vive con umiltà la chiamata alla preghiera e alla contemplazione. La sua fede viene messa a dura prova nel 1935, quando deve affrontare un delicato intervento chirurgico al seno a causa di un tumore, una prova fisica che affronta con profonda rassegnazione cristiana.
Con l'avvento della guerra civile spagnola, la situazione a Madrid diviene estremamente pericolosa. La religiosa è costretta a cercare rifugio in uno scantinato, cercando di proteggersi dalla violenza che dilaga in città. Tuttavia, la sua testimonianza di fede giunge a compimento il 18 novembre 1936, quando viene fucilata dai miliziani della Federazione Anarchica Iberica. Il suo sacrificio segna il termine di un percorso terreno caratterizzato dalla dedizione totale al carisma della Visitazione. I suoi spostamenti, che l'hanno portata in vari luoghi come Oronoz e il Belgio, hanno arricchito il suo spirito, preparandola al definitivo incontro con il Signore. La Chiesa ha riconosciuto la validità del suo martirio, elevandola agli onori degli altari per mano di San Giovanni Paolo II nel 1998, confermando la perenne attualità della sua testimonianza.
Il culto
Il culto della Beata Teresa Maria è strettamente legato alla sua memoria di martire, testimone coraggiosa di una fede vissuta fino all'effusione del sangue. La sua beatificazione, avvenuta nel 1998, ha permesso di inserire la sua figura nel calendario liturgico, fissando la sua memoria nel giorno del suo ingresso nella gloria eterna, il 18 novembre. La devozione verso questa religiosa della Visitazione si è diffusa specialmente tra coloro che cercano conforto nella preghiera e sostegno nei momenti di prova fisica o spirituale.
I fedeli che si accostano alla sua storia trovano in lei un modello di perseveranza. Nonostante la fragilità della salute e la violenza della persecuzione, la Beata Teresa Maria ha mantenuto salda la propria appartenenza a Cristo. La sua celebrazione liturgica annuale rappresenta un invito costante alla preghiera per la pace e alla meditazione sul significato della sofferenza offerta per amore del prossimo. La Chiesa la onora come segno di speranza, ricordando che, anche nelle ore più buie della storia, la luce della santità continua a risplendere e a guidare il popolo di Dio verso la pienezza della carità.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Teresa Maria Cavestany Anduaga?
La memoria liturgica si celebra il diciotto novembre, giorno della sua nascita al Cielo.
Cerca de Madrid en España, beatas María del Refugio (María Gabriela) Hinojosa y Naveros y cinco compañeras, vírgenes de la Orden de la Visitación de Santa María y mártires, que, durante la persecución, aunque encerradas en un monasterio, fueron arrestadas con engaño por los milicianos y fueron al encuentro de Cristo Esposo asesinadas a tiros. — Martirologio Romano