8 de mayo
Beata Virgen María dello Sterpeto
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le radici storiche e l'icona
Barletta è ampiamente conosciuta in ambito storico e culturale con l'appellativo di Città della Disfida. La città è nota anche come Civitas Mariae a causa dei forti legami storici con la Nazareth di Galilea, luogo in cui visse la Vergine Maria. Il legame con Nazareth deriva dalla plurisecolare residenza degli arcivescovi nazareni rifugiatisi a Barletta dopo la caduta dell'ultimo presidio crociato di San Giovanni d'Acri. Nel Palazzo Arcivescovile Nazareno di Barletta si trova una dicitura fatta apporre dall'arcivescovo monsignor Niccolò Iorio tra il 1726 e il 1745 che recita Barulum nova Nazareth. La popolazione di Barletta ha sempre sperimentato l'intercessione dell'Immacolata di Nazareth nei momenti di necessità.
Il 15 novembre 1964 è stato innalzato un monumento in onore dell'Immacolata in una piazza centrale di Barletta. Il monumento è stato benedetto dal cardinale Luigi Traglia. Il sacerdote don Antonio Larosa, assistente diocesano degli uomini di Azione Cattolica, fu il promotore della realizzazione del monumento. La devozione della popolazione di Barletta verso la Gran Madre di Dio si identifica nei secoli con l'icona della Madonna dello Sterpeto. La Madonna dello Sterpeto è un'icona di stile bizantineggiante realizzata a tempera su tavola delle dimensioni di 95 per 65 centimetri. L'icona della Madonna dello Sterpeto è datata al XII secolo. L'icona raffigura la Vergine Maria che tiene in braccio alla sua destra il figlio Gesù. Monsignor Sabino M. Cassatella descrive la Madonna dello Sterpeto come molto cara a Barletta e a ciascun suo abitante, capace di suscitare grandi entusiasmi di fede.
Le origini dell'immagine sacra e del suo luogo di culto non sono state oggetto di uno studio critico approfondito e si basano su notizie tratte da opere sparse. A partire dal VII secolo i monaci Basiliani sbarcarono sulle coste dell'Italia meridionale come esuli per sfuggire alla persecuzione dell'imperatore di Costantinopoli Leone III, detto l'Iconoclasta. I monaci Basiliani portarono con sé molte icone sacre per salvarle dalla distruzione. Alcuni monaci Basiliani giunsero a Barletta e, secondo la tradizione, portaron con sé l'icona della Madonna dello Sterpeto. I Basiliani fondarono una piccola chiesa dedicata alla Gran Madre di Dio con un cenobio annesso. Il complesso fu fondato a 3 chilometri dal centro abitato di Barletta, sulla strada statale per Trani, in una zona rurale denominata Stirpibus refertus per la presenza di rovi. Il titolo mariano de Stirpeto deriva dalla denominazione della zona ricca di rovi.
L'evoluzione del culto e i custodi
Il primo documento disponibile risale al 16 gennaio 1215. Il documento del 1215 è un atto pontificio emesso da Papa Innocenzo III e indirizzato all'arcivescovo di Trani Bartolomeo. Con l'atto pontificio veniva confermato il possesso del casale dello Sterpeto acquisito dallo stesso arcivescovo di Trani. Il documento pontificio attesta che il casale dello Sterpeto esisteva già al tempo di papa Celestino III, vissuto tra il 1191 e il 1198. Dopo i Basiliani, la custodia della chiesa dello Sterpeto fu affidata ai monaci Benedettini di Monte Sacro. La presenza dei Benedettini di Monte Sacro è confermata da una pergamena del 1236 che menziona l'abate Theodorus della chiesa di Santa Maria dello Sterpeto. Intorno al 1258 subentrarono nella gestione i Benedettini Cistercensi di Arabona. I Benedettini Cistercensi rimasero allo Sterpeto fino al 1374. Per oltre un secolo e mezzo la chiesa perse progressivamente prestigio e fu officiata dal clero secolare fino al 1550.
Nel 1528 il borgo Sterpeto fu distrutto da Renzo de Ceri. Nella seconda metà del Cinquecento ci fu una rinascita del luogo sotto la gestione dei Frati Minori conventuali. Nel 1626 subentrarono i monaci Benedettini dell'abbazia di Montecassino. Nel 1670 sono documentati i Canonici di Santa Maria Maggiore di Barletta nella gestione del luogo. Il luogo di culto tornò in stato di abbandono e l'immagine fu dimenticata a causa dei frequenti saccheggi nella zona isolata. La tradizione orale narra che l'icona sacra fu ritrovata tra gli sterpi da una donna sordomuta. La donna sordomuta ottenne la guarigione miracolosa grazie all'intervento di Maria Santissima. Il ritrovamento dell'icona avvenne alla fine del XVII secolo. Dopo il ritrovamento, il luogo sacro divenne meta di continui pellegrinaggi provenienti anche dai paesi limitrofi.
Dal 1933 i monaci Benedettini Cistercensi di Casamari furono custodi del Santuario. I monaci Benedettini Cistercensi giunsero in forma stabile nel 1935. Alla partenza dei monaci, nel 1950 si alternarono i canonici di Santa Maria fino al 1951. Nel 1951 subentrarono definitivamente gli Oblati di San Giuseppe di Asti come custodi del Santuario. Gli Oblati di San Giuseppe di Asti hanno dato vita e slancio al luogo di culto. Il 4 settembre 1977 fu dedicatorio del nuovo Santuario costruito accanto a quello antico.
Il prodigio del terremoto e la protezione sulla città
Nel 1731 un violento terremoto provocò distruzione, angoscia e paura a Barletta e nei dintorni. I fedeli di Barletta ricorsero al Santuario rurale dello Sterpeto e trasportarono processionalmente l'icona dal santuario alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Le preghiere dei fedeli furono esaudite e il terremoto cessò. Il 31 maggio 1732 il Comune, insieme ai cittadini e al clero, deliberò di affidarsi alla Madonna dello Sterpeto eleggendola prima e principale protettrice di Barletta. Dopo l'evento prodigioso del terremoto, l'immagine dello Sterpeto restò esposta per parecchi anni nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Sul Santuario furono scritte le parole tratte dalla Sacra Scrittura Protegam civitatem istam e et ero vobis in praesidium.
Si instaura l'annuale tradizione di trasferire processionalmente dalla campagna in città la miracolosa immagine della Madonna dello Sterpeto. L'immagine della Madonna dello Sterpeto sosta per tutto il mese di maggio in Cattedrale. La Cattedrale riceve gli omaggi e le preghiere dei fedeli che ogni giorno si avvicendano dalle prime ore del mattino fino a tarda sera. Nel corso dei secoli, in circostanze di grandi calamità, la sacra Immagine Mariana è sempre rimasta esposta in Cattedrale per la venerazione dei fedeli. Durante le due Grandi Guerre della prima metà del XX secolo la sacra Immagine rimase esposta per l'invocazione di forza, rifugio e conforto.
I restauri, i riconoscimenti e il culto attuale
Nel 1949 il vicario generale dell'Arcidiocesi Nazarena di Barletta, il servo di Dio monsignor Angelo Raffaele Dimiccoli, caldeggiò il restauro dell'Icona. Monsignor Angelo Raffaele Dimiccoli era un grande devoto di Maria Santissima. Il restauro del 1949 fu caldeggiato unitamente al Capitolo Mariano della Cattedrale. L'Icona era stata stravolta nelle sue linee originarie da ridipinture, vernici e fumo delle candele e delle lampade. La restaurata Immagine fu solennemente incoronata nel 1961 dal cardinale Alfredo Ottaviani. Un secondo restauro fu effettuato nel 1978 dalla Soprintendenza delle Belle Arti di Bari.
La Madonna dello Sterpeto è Patrona della città di Barletta insieme a san Ruggero vescovo. La Madonna dello Sterpeto è compatrona dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. La Madonna dello Sterpeto è festeggiata liturgicamente l'8 maggio. La festa patronale della Madonna dello Sterpeto è fissata per la seconda domenica di luglio. I fedeli di Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia tributano venerazione e affetto alla Madonna dello Sterpeto.
Una presencia histórica
La historia de la Beata Virgen María del Sterpeto comienza con una preciosa icona bizantineggiante, cuya factura se remonta al siglo XII. Este icono, que representa a la Madre de Dios, constituye un tesoro de incalculable valor artístico y espiritual que conecta la tradición cristiana oriental con la devoción local de Barletta. Aunque los orígenes exactos de su llegada a estas tierras permanecen en el misterio, la tradición oral ha preservado el relato del hallazgo del icono entre los arbustos, hecho que ocurrió en el siglo XVII y que dio origen al nombre popular de la advocación. Este suceso, interpretado por los fieles como un signo de la cercanía de la Virgen hacia los humildes, marcó el inicio de una veneración que ha perdurado incólume durante generaciones.
El reconocimiento oficial de su patronazgo fue consolidado por eventos que marcaron la historia de la ciudad. Tras el devastador terremoto de mil setecientos treinta y dos, la población, buscando consuelo y guía en los momentos de mayor aflicción, reconoció en María del Sterpeto a su protectora celestial. Este nombramiento no fue solo un acto administrativo, sino la respuesta de un pueblo que encontraba en la intercesión de la Virgen un cimiento firme sobre el cual reconstruir su esperanza. Años más tarde, la relevancia de esta devoción fue ratificada solemnemente cuando el cardenal Alfredo Ottaviani, en nombre de la Iglesia, procedió a la coronación de la imagen en mil novecientos sesenta y uno. Este gesto litúrgico subrayó la dignidad de la Madre de Dios, quien sigue siendo, desde su santuario, un faro de luz que guía a los fieles de Barletta y de toda la arquidiócesis de Trani, Barletta y Bisceglie en su camino de fe, recordándoles que nunca están solos ante las pruebas de la vida.
El culto y la devoción
El culto a la Beata Virgen María del Sterpeto se manifiesta con especial intensidad a través de sus festividades anuales, que congregan a numerosos fieles en torno a su imagen sagrada. La fiesta litúrgica se celebra cada año el ocho de mayo, fecha que invita a la comunidad a renovar su confianza en la protección maternal de la Virgen. Asimismo, la festividad patronal tiene lugar durante la segunda semana del mes de julio, convirtiéndose en una ocasión propicia para el encuentro comunitario, la oración ferviente y la expresión pública de la fe.
La devoción trasciende lo puramente ceremonial, convirtiéndose en un vínculo vivo que une a los habitantes de Barletta con sus raíces espirituales. A través de los siglos, la imagen del siglo XII ha sido testigo de las alegrías y sufrimientos de un pueblo que acude a ella con la sencillez de los hijos que buscan el amparo de su Madre. La solemnidad con la que se recuerda su coronación y su patronazgo reafirma el compromiso de la Iglesia local de honrar a la Virgen, reconociéndola como intercesora ante su Hijo y como modelo de entrega absoluta al plan de Dios. En cada oración elevada ante su icono, los fieles encuentran la paz necesaria para proseguir su camino, fortalecidos por la certeza de que la mirada de María del Sterpeto sigue velando, con ternura y constancia, por las necesidades de todos sus devotos.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Virgen María dello Sterpeto?
Si festeggia liturgicamente l'8 maggio, mentre la festa patronale si tiene la seconda domenica di luglio.
Di cosa è patrona la Beata Virgen María dello Sterpeto?
È patrona della città di Barletta insieme a san Ruggero vescovo ed è compatrona dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.