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1 de julio

Beato Antonio Rosmini

Sacerdote y fundador

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Orígenes y vocación

Antonio Rosmini nació en Rovereto, situada en la provincia y diócesis de Trento, el 24 de marzo de 1797. Su padre se llamaba Pier Modesto y era un patrizio del Sacro Romano Imperio, mientras que su madre se llamaba Giovanna dei Conti Formenti ed era originaria di Biacesa del Garda. Recibió el bautismo en la iglesia parroquial de San Marco a Rovereto el 25 marzo 1797. En la medesima parrocchia di San Marco ha celebrato la Prima Comunione e ha ricevuto il sacramento della Cresima. Creció en un ambiente familiar caracterizado por profonda religiosidad y valores patriarcales. La madre era una donna affettuosa e d'ingegno, da cui ha appreso i primi insegnamenti religiosi e morali. Ha svolto i primi studi primari privatamente a casa. Ha frequentato le scuole pubbliche per svolgere gli studi ginnasiali e liceali.

Fin da giovane ha mostrato inclinazione per la filosofia, spiccata maturità morale e ampi interessi culturali. All'età di 16 anni ha intrapreso un cammino di ricerca ascetica. Il 31 dicembre 1813 ha scritto sul proprio diario di aver compreso che la vera sapienza si trova esclusivamente in Dio. Ha maturato la decisione di diventare sacerdote, dovendo superare l'opposizione della famiglia che desiderava designarlo come erede della casata. Nel 1816 si è iscritto all'Università di Padova, dedicandosi ad approfonditi studi filosofici, scientifici, storici e letterari. Durante il periodo universitario a Padova ha stretto amicizia con Niccolò Tommaseo, legame durato per tutta la vita.

Nel 1820, a seguito della morte del padre, è diventato l'unico erede del patrimonio di famiglia. L'eredità paterna ha generato tensioni nel rapporto con il fratello Giuseppe. Aveva una sorella maggiore di nome Gioseffa Margherita, dotata di grande sensibilità, impegnata nell'istruzione delle fanciulle povere. È stato ordinato sacerdote il 21 aprile 1821 a Chioggia. Dopo l'ordinazione sacerdotale ha vissuto un periodo di raccoglimento e meditazione a Rovereto. Ha elaborato il principio che la perfezione spirituale consista nella purificazione dell'anima e nella pratica della carità verso Dio e il prossimo.

La fondación del Instituto de la Caridad

Ha stabilito di non scegliere autonomamente le proprie attività, studi o stato di vita, ma di affidarsi alle indicazioni divine attraverso le circostanze storiche analizzate con ragione e fede. Tale impostazione spirituale è nota come principio di passività o di indifferenza, consistente nella piena adesione alla volontà di Dio. Il principio di passività rappresentava per Rosmini una rigida disciplina di vita e un'offerta incondizionata al bene voluto da Dio. Il 24 febbraio 1820, mentre era suddiacono, ha incontrato a Verona la marchesa Maddalena di Canossa insieme alla sorella Margherita. Maddalena di Canossa è stata proclamata santa nel 1988. Nell'ottobre 1824 la sorella Margherita è entrata tra le Figlie della Carità, la congregazione fondata da Maddalena di Canossa.

Maddalena di Canossa ha proposto a Rosmini di collaborare alla creazione del ramo maschile dell'ordine, i Figli della Carità. Rosmini ha accolto la proposta di collaborazione, ma il successivo carteggio ha fatto emergere divergenze progettuali tra i due. Maddalena di Canossa desiderava un istituto composto sia da sacerdoti che da religiosi laici, mentre Rosmini inizialmente preferiva solo religiosi laici e in seguito solo sacerdoti. Nell'inverno del 1826 si è trasferito a Milano, stabilendosi in piazza San Sepolcro, vicino alla dimora del cugino Carlo Rosmini. Durante il soggiorno milanese ha instaurato contatti con Alessandro Manzoni e con il conte Giacomo Mellerio. Nel 1827, presso la casa del conte Mellerio, ha conosciuto il sacerdote tedesco Giovanni Battista Loewenbruck, intento a fondare una comunità sacerdotale.

Il Sacro Monte Calvario di Domodossola è stato individuato come sede per la nascita della nuova comunità. Rosmini ha considerato tale scelta in linea con il suggerimento di Maddalena di Canossa di far nascere la congregazione sul Calvario. Il 18 febbraio 1828 si è ritirato al Calvario di Domodossola per stendere le Costituzioni della nuova istituzione. Ha denominato la nuova fondazione Istituto della Carità. L'Istituto della Carità è stato fondato sull'esercizio della carità universale, declinata negli aspetti spirituale, intellettuale e materiale. I membri dell'istituto dovevano essere pronti ad svolgere qualsiasi opera venisse loro richiesta. Nel 1829 papa Pio VIII ha approvato l'Istituto della Carità. Papa Pio VIII ha esortato Rosmini a dedicarsi alla scrittura per orientare le coscienze alla religione tramite la ragione. L'attività pubblicistica di Rosmini mirava a rispondere al contesto culturale segnato dalla Rivoluzione Francese, dall'epoca napoleonica, dalla Restaurazione e dall'anticlericalismo.

Ministero pastorale e prove apostoliche

Dal 1823 il governo austriaco, da cui dipendeva l'attuale Trentino, guardava con sospetto don Antonio Rosmini. Nel 1823 don Antonio pronunciò a Rovereto un discorso in memoria del defunto papa Pio VII, in cui dichiarò il proprio amore per l'Italia. Nel 1830 pubblicò la sua prima opera di natura filosofica, intitolata Nuovo saggio sull'origine delle idee. Durante l'espansione dei suoi confratelli, don Antonio si trovò a dirigere anche un gruppo di giovani donne. Questo gruppo femminile era stato incontrato da don Giovanni Battista Loewenbruck nel corso delle sue missioni itineranti. Don Antonio scelse per le giovani come nuova sede un ex convento situato a Locarno, in Svizzera. In precedenza, le aveva inviate a formarsi presso le Suore della Provvidenza. La congregazione delle Suore della Provvidenza era stata fondata in Francia dal sacerdote Jean-Martin Moyë, beatificato nel 1954. Tale congregazione francese era rinata a Portieux a seguito della Rivoluzione Francese.

All'insaputa di don Antonio, don Giovanni Battista accolse la richiesta del marchese Tancredi Falletti di Barolo. Per il marchese Tancredi Falletti di Barolo è attualmente aperta la causa di beatificazione. Il marchese necessitava di suore da impiegare nell'asilo infantile che aveva istituito all'interno del proprio palazzo. Il 23 giugno 1832, dopo la vestizione, tre giovani selezionate presero servizio presso la struttura del marchese. Don Antonio protestò vivamente nei confronti del suo collaboratore per questa iniziativa. Le suore inviate erano quasi del tutto prive di istruzione. Don Antonio richiamò le tre suore a Locarno e si occupò personalmente di dare loro basi più solide. Per la loro formazione si basò in parte sulle regole dell'Istituto della Carità e in parte su quelle delle Suore della Provvidenza francesi. Don Antonio venne nominato parroco-arciprete della Parrocchia di San Marco a Rovereto. Prese possesso della parrocchia di San Marco a Rovereto il 5 ottobre 1834. A Rovereto don Antonio si guadagnò l'affetto della maggioranza dei suoi parrocchiani. Istituì oratori destinati sia ai ragazzi sia agli adulti. Effettuava visite periodiche nelle scuole e negli ospedali. Celebrava i Sacramenti con meticolosità e devozione. Trascorreva molte ore nel confessionale, nonostante soffrisse da tempo di dolori allo stomaco. Fondò una nuova casa dell'Istituto della Carità nella città di Trento. Nel 1835 fu costretto a chiudere la casa di Trento e a ritornare a Milano a causa dell'aperta ostilità delle autorità austriache.

Sviluppo delle opere ed elaborazione filosofica

Nel 1838 papa Gregorio XVI concesse l'approvazione sia all'Istituto della Carità sia alle Suore della Provvidenza. Papa Gregorio XVI nominò don Antonio Rosmini Superiore Generale delle due comunità. I religiosi dell'Istituto della Carità partirono per le missioni in Inghilterra, dove collaborarono al ripristino della gerarchia cattolica. Dall'Inghilterra i religiosi rosminiani si estesero successivamente in Irlanda. I padri rosminiani dimostrarono un grande spirito di adattamento, coerentemente con la natura universale del loro istituto. Le Suore della Provvidenza proseguirono il proprio sviluppo guidate dalla superiora generale suor Maria Giovanna Antonietti, al secolo Maria Camilla. Don Antonio prosegui l'attività pubblicistica con l'obiettivo di conciliare il pensiero tradizionale con le novità della filosofia moderna. Nel 1839 pubblicò il Nuovo saggio e il Trattato della coscienza morale, testi fondamentali del suo sistema filosofico.

Nel suo pensiero teorizzò che l'intelligenza umana è illuminata dalla luce dell'essere o essere ideale, che coincide con la luce della verità. In virtù di questa illuminazione, Rosmini sosteneva la presenza di un elemento divino nell'essere umano. I suoi oppositori cominciarono a muovergli critiche, accusando le sue dottrine di essere eterodosse rispetto alla fede e alla morale cattolica. Dopo un intervento diretto di Rosmini, la polemica prosegui attraverso le difese elaborate dai suoi discepoli e amici. Il Papa dovette intervenire per porre fine alla controversia, imponendo il silenzio sia a Rosmini sia al Generale dei Gesuiti, suo principale oppositore. Lo scrittore Alessandro Manzoni, che aveva conosciuto Rosmini nel 1826, lo difese pubblicamente. Manzoni definì Rosmini come una delle cinque o sei menti più eccelse che l'umanità avesse prodotto nel corso dei secoli.

Tempeste politiche e prove romane

Durante le fasi critiche della prima guerra d'indipendenza, il governo piemontese di Carlo Alberto inviò Rosmini a Roma da papa Pio IX in qualità di plenipotenziario. Nell'agosto 1848 papa Pio IX accolse Rosmini con stima e affetto, preannunciandogli la nomina a cardinale per il mese di dicembre. Nel novembre 1848 scoppiò la guerra d'indipendenza italiana e Pio IX, dovendo rifugiarsi a Gaeta, chiese a Rosmini di accompagnarlo. Poco prima di questi eventi era stato dato alle stampe il volume Delle cinque piaghe della santa Chiesa, la cui stesura era iniziata nel 1832. Nel libro Rosmini denunciava cinque pericoli per l'unità e la libertà ecclesiastica: la separazione del popolo dalla liturgia, la carente formazione del clero, la disunione dei vescovi, l'ingerenza politica nella nomina dei vescovi e la gestione dei beni temporali. Rosmini paragonava queste problematiche ecclesiastiche alle cinque piaghe del corpo di Cristo sulla Croce, proponendo contestualmente i relativi rimedi.

A causa della persistente avversione dell'Austria, attorno a Rosmini si generò un clima di profonda ostilità. Il governo borbonico di Napoli negò a Rosmini il permesso di sostare nei propri territori. A Rosmini vennero frapposti ostacoli nell'ottenere udienze con il Papa. Nel 1849 il Papa inviò una lettera a Rosmini invitandolo a riflettere, modificare, correggere o ritrattare le sue pubblicazioni. Nonostante la sua disponibilità a correggersi, nel giugno 1849 due sue opere furono incluse nell'Indice dei Libri Proibiti. La condanna dei due libri causò un profondo dolore a Rosmini. Mentre si trovava a Napoli al seguito del Pontefice, scrisse l'opera Introduzione del Vangelo secondo Giovanni commentata. A causa delle riserve sulla sua dottrina e della condanna dei suoi due volumi, Rosmini non poteva rimanere accanto al Papa. Nel 1849 il Papa concesse a Rosmini di fare ritorno a Stresa per ricongiungersi ai suoi confratelli.

Ritiro a Stresa e purificazione finale

Durante il soggiorno a Stresa, Rosmini continuò la direzione delle due Congregazioni da lui fondate. Nel suo periodo di ritiro compose la sua opera filosofico-teologica principale, intitolata Teosofia. Rosmini considerava le avversità subite come un disegno della Provvidenza divina. In una lettera indirizzata a un sacerdote amico, Rosmini espresse la sua intima gioia e convinzione che ogni evento, voluto o permesso da Dio, derivi dall'Amore eterno e infinito. Gli oppositori di Rosmini ripresero le loro accuse, spingendo papa Pio IX a ordinare un controllo approfondito su tutti i suoi scritti. L'analisi delle opere di Rosmini prescritta dal Papa protrasse i suoi lavori per quattro anni. Durante il quadriennio di verifiche, Rosmini visse uno stato d'angoscia legato soprattutto ai danni che la vicenda causava alle sue due congregazioni.

L'esame della produzione letteraria si concluse nel 1854 con l'emissione del decreto Dimittantur. Papa Pio IX prese parte alla seduta conclusiva dell'esame dottrinale. Dopo la pronuncia del decreto di assoluzione, Pio IX lodò Iddio per aver mandato uomini come Rosmini a beneficio della Chiesa. Rosmini soffriva da tutta la vita di un disturbo epatico che in seguito si aggravò gravemente. La malattia al fegato costrinse Rosmini a patire mesi di intense sofferenze fisiche prima della fine. Nonostante i dolori costanti, Rosmini visse il declino fisico come un'occasione di perfezionamento spirituale. Numerosi amici, discepoli e ammiratori si recarono al suo letto per esprimergli affetto, stima e gratitudine, chiedendo benedizioni e consigli. Alessandro Manzoni, benché infermo, volle fargli visita e da lui ricevette il predetto insegnamento spirituale: Adorare, tacere, godere.

Rosmini si spense il 1° luglio 1855, all'età di 58 anni. I resti mortali di Rosmini furono collocati in un sarcofago di marmo rosa di Candoglia nella cripta del Santuario del SS. Crocifisso a Stresa. Il Santuario era adiacente all'edificio che aveva ospitato il noviziato dell'Istituto della Carità, situato nell'attuale provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Sopra la cripta fu realizzata una cappella contenente una statua in marmo bianco di Carrara, scolpita da Vincenzo Vela. La base della statua di Vela riporta incise le parole che papa Gregorio XVI scrisse in occasione dell'approvazione delle Regole comuni dell'Istituto della Carità.

Il cammino verso la beatificazione e la posterità

Nel 1888 il Sant'Uffizio esaminò gli ultimi due scritti di Rosmini non ancora pubblicati all'epoca del primo processo. Tramite il decreto Post obitum del 1888, il Sant'Uffizio condannò le due opere inedite insieme a 40 Proposizioni estratte da suoi scritti precedenti, ritenendole non conformi alla dottrina cattolica. Il 5 giugno 1990 il Padre Generale dell'Istituto della Carità consegnò alla Congregazione per la Dottrina della Fede un documento contenente nuovi elementi di valutazione sulle 40 Proposizioni condannate. Nell'agosto del 1990 venne promossa una Commissione di studio per verificare l'ortodossia del pensiero di Rosmini nella cosiddetta Questione Rosminiana. La fama di santità di Rosmini era ampiamente riconosciuta sia all'interno che all'esterno della Famiglia Rosminiana. Le valutazioni positive della Commissione portarono alla redazione della Declaratio del 19 febbraio 1994, che diede avvio ai passi preliminari per la causa di beatificazione.

Il vescovo di Novara dell'epoca, monsignor Renato Corti, nominò i componenti del Tribunale ecclesiastico per la causa. Il 1° luglio 1997 si tenne la sessione d'apertura del Tribunale ecclesiastico incaricato di esaminare la vita, le virtù e la fama di santità di Rosmini. Il processo diocesano si chiuse il 20 febbraio 1998 e i relativi atti ottennero la convalida il 26 novembre 1998. Per la stesura della Positio super virtutibus fu richiesto al Postulatore di dimostrare nella biografia che le teorie delle 40 Proposizioni condannate non rispecchiavano il reale pensiero di Rosmini. La sezione esplicativa sulle Proposizioni doveva essere trasmessa anche alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Padre Claudio Papa, in veste di Postulatore, ha consegnato il suo studio il 2 dicembre 1999. Lo studio è stato approvato dalla Congregazione delle Cause dei Santi e trasmesso alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il 1° luglio 2001 ricorreva il 146° anniversario della morte di Antonio Rosmini Serbati. Il 1° luglio 2001 la Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato una Nota sul valore dei decreti dottrinali inerenti al pensiero e alle opere del sacerdote Antonio Rosmini Serbati.

La Nota ha chiarito che il senso delle Proposizioni condannate in passato non corrisponde alla reale posizione di Rosmini, ma a possibili cattive interpretazioni dei suoi scritti. La Congregazione delle Cause dei Santi ha concesso il Nulla osta per la prosecuzione della causa il 3 luglio 2001. La Positio è stata consegnata nel corso del 2002. Il 28 settembre 2004 i Consultori Storici hanno espresso voto favorevole all'unanimità. L'8 febbraio 2005 anche il Congresso dei Consultori teologi ha dato esito positivo. La Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi della Congregazione ha confermato l'esercizio eroico delle virtù teologali, cardinali ed annesse da parte di Rosmini. Papa Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù il 26 luglio 2006, dichiarando Rosmini Venerabile. Rosmini è riconosciuto come fondatore dell'Istituto della Carità e delle Suore della Provvidenza.

Il miracolo e la gloria degli altari

Come miracolo utile alla beatificazione è stato preso in esame il caso di suor Lodovica Noè, al secolo Maria, appartenente alle Suore della Provvidenza. Suor Lodovica soffriva di una grave tubercolosi ossea al bacino, complicata da una tubercolosi pleuro-polmonare secondaria, per la quale le terapie risultavano inefficaci. Il 1° gennaio 1927 la religiosa ha iniziato una novena al fondatore Rosmini, applicando sulla parte dolorante una reliquia contenente i suoi capelli. Il 6 gennaio 1927, verso le ore 11, la Madre generale ha visitato la malata portandole due immagini del Venerabile Rosmini, dono del Padre generale del ramo maschile. Suor Lodovica ha appoggiato un'immagine sacra sulla zona colpita dal dolore, pregando intensamente per la guarigione. A fronte dell'apprensione della compagna di stanza, suor Lodovica ha affermato scherzosamente di sentirsi in grado di alzarsi dal letto. Spinta da un impulso interiore, la suora si è alzata dal letto e ha iniziato a camminare per la stanza senza difficoltà. Entro mezzogiorno del 6 gennaio 1927 la guarigione di suor Lodovica era completa, come poi confermato dagli esami medici. Suor Lodovica è vissuta per altri 31 anni ed è deceduta a Pralungo il 4 dicembre 1957 a 78 anni, per cause non correlate alla tubercolosi, la quale non si era più ripresentata.

L'inchiesta diocesana sul miracolo si è svolta nel 2004 ed è stata convalidata il 28 gennaio 2005. La Consulta medica della Congregazione delle Cause dei Santi ha certificato l'scientificamente inspiegabile guarigione il 12 ottobre 2006. La Consulta dei teologi ha approvato il nesso causale tra le preghiere della suora e l'intercessione di Rosmini il 19 dicembre 2006. I Cardinali e i Vescovi della Congregazione hanno dato parere favorevole il 6 marzo 2007. Papa Benedetto XVI ha autorizzato il 1° giugno 2007 il decreto che riconosceva la guarigione di suor Lodovica come inspiegabile, completa, duratura e ottenuta per intercessione di Rosmini. La beatificazione di Antonio Rosmini si è celebrata domenica 18 novembre 2007 presso il Palazzetto dello Sport di Novara. Il cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha presieduto la rite della beatificazione in veste di inviato papale. L'Istituto della Carità opera attualmente in America, Europa, Africa, Asia e Oceania. La Casa madre dell'Istituto della Carità si trova a Stresa, mentre la Casa generalizia è a Roma. L'Istituto della Carità pratica la carità in modo globale, operando nell'ambito intellettuale tramite scuole e collegi, e nell'ambito pastorale nelle parrocchie. L'ordine maschile include sia sacerdoti sia fratelli laici. Le Suore della Provvidenza hanno la Casa madre a Borgomanero, sono presenti nei medesimi Paesi del ramo maschile e hanno anche una missione in Colombia. I membri dell'ordine si dedicano all'istruzione ed educazione di bambini, adolescenti e giovani all'interno delle strutture scolastiche. I membri dell'ordine prestano servizio di assistenza nei confronti delle persone anziane. I membri dell'ordine svolgono attività di visita e supporto ai detenuti nelle carceri. Il Beato Antonio Rosmini ha ideato e istituito un'associazione destinata ai laici, denominati Ascritti. L'associazione degli Ascritti continua a radunare fedeli cattolici, comprendendo sia componenti del clero sia laici. Gli Ascritti si dedicano a vivere la propria vita nel mondo con l'obiettivo di conseguire la perfezione evangelica. L'impegno degli Ascritti si svolge in costante comunione con l'Istituto della Carità.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Antonio Rosmini?

La memoria liturgica del Beato Antonio Rosmini si celebra il 1° luglio per le sue famiglie religiose e per le diocesi di Novara, Biella e Trento.

Quali congregazioni ha fondato il Beato Antonio Rosmini?

Il Beato Antonio Rosmini ha fondato l'Istituto della Carità e le Suore della Provvidenza.