10 de diciembre
Beato Arsenio de Trigolo (Giuseppe Antonio Migliavacca)
Sacerdote capuchino, fundador
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione nel XIX secolo
Giuseppe Antonio Migliavacca nacque nel 1849 a Trigolo in provincia di Cremona. La data di nascita precisa è il tredici giugno 1849. Era il quinto dei dodici figli di Glicerio Migliavacca e Annunziata Strumia. I genitori gestivano l'Osteria del Moro, che assicurava alla famiglia un discreto benessere. Il soggetto crebbe in una famiglia caratterizzata da una sana religiosità frequentando la parrocchia. Fu cresimato l'otto settembre 1858. Ricevette la Prima Comunione due anni dopo la cresima. Fin da bambino mostrò segni premonitori della sua vocazione religiosa. Fin da giovane rivelò una predisposizione alla vita sacerdotale. Fu avviato al seminario di Cremona per frequentare gli studi ginnasiali e superiori. A tredici anni entrò in seminario. Nel 1874 fu ordinato prete. Venne ordinato sacerdote il ventuno marzo 1874. Il vescovo lo nominò coadiutore del parroco di Paderno d'Ossolaro, oggi Paderno Ponchielli. Nel 1875 fu nominato coadiutore del parroco a Cassano d'Adda. Svolse il suo ministero con zelo giovanile con l'assistenza della sorella Ernesta. Coltivava il desiderio di una vita consacrata in una famiglia religiosa. Ad un anno dall'ordinazione chiese ed ottenne di lasciare la diocesi per entrare nei Gesuiti. Nell'ottobre 1875 fece domanda per l'ammissione nella Compagnia di Gesù. Sentiva l'esigenza di una maggiore e più intensa spiritualità. Il quattordici dicembre entrò nel noviziato situato a Cossé-le-Vivien in Francia, a causa dell'avversione del governo italiano verso i Gesuiti. Si lasciò modellare dall'ascetismo ignaziano, nel quale si trovava perfettamente a suo agio. Emise la professione religiosa il venticinque dicembre 1877. Fu inviato a Cremona nel Collegio Vida con l'incarico di prefetto degli studi per quattro anni. I superiori gli abbreviarono il cognome in Miglia durante il periodo al Collegio Vida. Nel 1884 riprese gli studi di teologia a Portoré in Istria, odierna Kraljevica in Croazia, dopo averli interrotti per motivi di salute. Non fu ammesso tra i professi della Compagnia a causa della sua preparazione e rimase solo come coadiutore spirituale. Nel 1887 fu destinato a Mantova e successivamente a Venezia per motivi di salute. Il cinque agosto 1888 emise gli ultimi voti a Venezia. Operò con la qualifica di operarius dedicandosi alla predicazione, alla confessione, agli esercizi spirituali, al catechismo ai ragazzi e come confessore di comunità religiose femminili. Visse in continuo spostamento da una casa all'altra, da Vienna a Venezia. Predicava tridui, esercizi spirituali e quaresimali. Confessava, faceva catechismo e teneva ritiri alle suore. Aveva qualche problema di salute. Possedeva soltanto un livello medio di istruzione. Era carente di doti appariscenti. Subì lo svantaggio dell'amicizia con il vescovo Scalabrini e con il vescovo della sua ordinazione Bonomelli. Il vescovo Bonomelli aveva problemi con il Vaticano per via della questione romana.
La crisi con i Gesuiti e la fondazione delle suore
A Venezia la sua storia si intrecciò con quella di Pasqualina, al secolo Giuseppina, Fumagalli. La Fumagalli era stata espulsa dalla congregazione francese di Nostra Signora del Buon Soccorso e l'aveva probabilmente conosciuta a Cassano d'Adda da cui era originaria. La Fumagalli continuava a vestirsi arbitrariamente da suora e aveva radunato giovani in alcune case chiamandole Suore della Consolata. La gestione e i fini della Fumagalli erano poco chiari e aveva ricevuto diffide dalla Curia di Torino. Nel marzo 1891 la Fumagalli si presentò dai Gesuiti di Venezia per parlare con padre Giuseppe Migliavacca che non era in sede. I superiori, informati delle diffide alla presunta suora, decisero di trasferire padre Giuseppe per evitare incontri non graditi. Il quattro aprile 1891 fu trasferito a Trento, all'epoca fuori dall'Italia. Nel settembre 1891 fu trasferito a Piacenza dove era vescovo monsignor Giovanni Battista Scalabrini, proclamato Beato nel 1997. A Piacenza fu coinvolto nelle divergenze di idee tra papa Leone XIII e i vescovi Scalabrini, Giundani e Bonomelli. Il suo legame con vescovi stimati fece sorgere qualche sospetto di imprudenza nei suoi confronti. Cadde definitivamente in disgrazia presso i Gesuiti a causa della collaborazione con Giuseppina Fumagalli. Giuseppina Fumagalli era una sedicente suora, personaggio ribelle e controverso. La Fumagalli aveva fondato a Torino una congregazione di Suore della Consolata autoproclamandosi superiora. La congregazione della Fumagalli avrebbe dovuto assistere orfani inesistenti ed era mandata alla questua. Ignaro di tutto, indirizzò un paio di ragazze veneziane alla congregazione della Fumagalli. Il Padre provinciale Luigi Cattaneo lo convocò a Mantova nel febbraio 1892 a causa della questione della Fumagalli, del suo cagionevole stato di salute, del livello medio degli studi e della mancanza di doti appariscenti. Predicò gli esercizi spirituali alle suore della Fumagalli ad aprile 1892. I vertici dei Gesuiti lo accusarono di imprudenza ed ingenuità a causa di questi eventi. I Gesuiti chiesero con insistenza le sue dimissioni dalla Compagnia, da lui firmate con grande sofferenza. Il ventiquattro marzo 1892 gli furono imposte le dimissioni dai Gesuiti. Nonostante i suoi ricorsi, si trovò fuori dalla Compagnia di Gesù. Soffrì tantissimo quando gli chiesero di lasciare la Compagnia. Lasciò la Compagnia dei Gesuiti nel 1892 come ultimo atto di una serie di incomprensioni e difficoltà. Il venticinque aprile 1892 si trovava a Torino, probabilmente invitato dalla Fumagalli. Fu presentato da un confratello all'arcivescovo Davide Riccardi. L'arcivescovo gli affidò l'incarico di predicare gli esercizi spirituali al gruppo di Suore della Consolata della Fumagalli per tentarne il recupero spirituale. Accettò dal vescovo di Torino l'incarico di riorganizzare le suore della Fumagalli. Il vescovo gli affidò la direzione del Pio Istituto di Maria Consolatrice, destinato a sorgere sulle ceneri dell'istituzione della Fumagalli e le cui Regole erano in esame per l'approvazione. Si fece nemica la Fumagalli e sopportò in silenzio le sue accuse infamanti e senza scrupoli. Trovò una nuova sistemazione per le suore nel convalescenziario della Crocetta con l'aiuto di monsignor Giuseppe Casalegno, canonico della cattedrale di Torino. Un altro gruppo di giovani coinvolte dalla Fumagalli fu seguito da don Paolo Biraghi, parroco di San Gioachimo a Milano. Le suore di Maria Santissima Consolatrice lo riconobbero come il vero fondatore e direttore. Ricevettero da lui le Regole e la definizione del loro carisma. Padre Migliavacca adattò per le suore le Regole del Sommario della Compagnia di Gesù. Il carisma stabilito era attendere alle opere di misericordia spirituali e corporali verso il prossimo, massime gli orfani nella tenera età. Assegnò alle suore il carisma specifico delle opere di misericordia rivolte in particolare verso ammalati e orfani. La nuova famiglia religiosa fu separata da quella della Fumagalli e si trasferì nelle nuove sedi di Torino e Milano con l'appoggio dei rispettivi vescovi. Nel 1893 si tennero le prime professioni e la nomina della prima superiora generale. Il 1893 è considerato l'anno di fondazione delle Suore di Maria Santissima Consolatrice. La denominazione fu scelta per evitare confusione con la nascente opera del canonico Giuseppe Allamano, proclamato Beato nel 1990, sorta anch'essa a Torino. Esisteva una questione aperta con la signora Fumagalli riguardante la mancata restituzione della dote richiesta da alcune suore. La Fumagalli fu portata in tribunale a causa della mancata restituzione della dote. La stampa anticlericale dell'epoca presentò la Fumagalli come benefattrice del popolo. La Fumagalli fu assolta con formula piena in tribunale. Padre Migliavacca fu coinvolto come testimone nel processo e ne uscì infangato di calunnie. Le Curie di Torino e di Milano emisero un decreto di diffida nei confronti della Fumagalli contenente disposizioni per i parroci e i fedeli. L'istituto delle Suore di Maria Santissima Consolatrice ottenne il decreto di approvazione diocesana a Torino il venti giugno 1895. Padre Migliavacca si era trasferito a Milano per seguire meglio la formazione delle nuove suore. Nel 1898 il noviziato e la Casa madre furono trasferiti a Milano. In dieci anni l'istituto raggiunse una certa stabilità.
L'allontanamento e la vita tra i Cappuccini
Fu considerato da alcune suore troppo severo e da altre troppo paterno. Nel 1902 le invidie, le gelosie e le calunnie contro di lui giunsero al culmine. Nel 1902, dopo quasi dieci anni di conduzione della sua fondazione, due suore e una novizia formularono accuse infamanti contro padre Migliavacca. Subì l'accusa, mai provata, di usare metodi dittatoriali. Padre Migliavacca fu allontanato dalla Congregazione a causa delle accuse ricevute. Il cardinale Ferrari, oggi beato, fu costretto a chiedergli di lasciare l'istituto. Padre Migliavacca lasciò l'istituto su consiglio del cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano e Beato dal 1987. La superiora generale, la provinciale di Milano e la maestra delle novizie furono deposte d'autorità e furono indette nuove elezioni. Predicava abitualmente che la croce è la via regia del Paradiso. Ubbidì in silenzio all'allontanamento. A cinquantatré anni chiese di farsi Cappuccino. Padre Migliavacca chiese di essere ammesso tra i Cappuccini assumendo il nome di padre Arsenio. I Cappuccini lo ammisero al noviziato all'età di cinquantatré anni nel convento di Lovere in provincia di Bergamo, dopo aver preso le debite informazioni. Assunse il nome di padre Arsenio in onore di uno dei Padri del Deserto, aggiungendo anche quello di Maria per confermare la sua volontà di nascondimento. Fece proprio il motto del santo Patrono del Deserto Fuge, tace, quiesce, traducibile come fuggi il mondo, taci, sii tranquillo, come impegno per la sua nuova vita. Insegnava che chi ha un cuore grande farà cose grandi. Visse l'apparente fallimento di padre Arsenio da Trigolo come perennemente transfuga e fondatore rinnegato. Aveva il proposito che si perdesse tutto pur di acquistare Dio. Era interiormente preparato alle sue disavventure. Si augurava che nel silenzio e nel nascondimento tra i frati tutti si dimenticassero di lui. Desiderava cacciarsi nel Cuore di Gesù tutto e senza riserva. Visse la nuova vita con mitezza, docilità e semplicità da bambino, adempiendo ogni compito come gli altri giovani novizi e suscitando la loro admirazione. Il venticinque giugno 1903 emise i voti temporanei e fu mandato nel convento di Borgo Palazzo a Bergamo. Fu confessore stimato, predicatore di esercizi, animatore del Terz'Ordine francescano e direttore spirituale. Emise la professione solenne il venticinque giugno 1906. Tutti ignoravano il suo passato di fondatore poiché avvolse nel silenzio e nel perdono tutto il male ricevuto e il bene fatto. Rispondeva alle lettere delle suore ringraziandole delle notizie, raccomandando loro di lasciarsi lavorare da Dio e assicurando la sua preghiera. Superati i sessant'anni di vita, padre Arsenio iniziò ad accusare vari malesseri riconducibili a un'arteriosclerosi avanzata. Il superiore del convento di Bergamo decise di trasferirlo nell'infermeria. Il dieci dicembre 1909 il frate infermiere notò che l'ammalato non si era alzato per la celebrazione della Messa e andò a bussare alla sua cella. Non ricevendo risposta, entrò nella cella e lo trovò ormai morto. Morì in silenzio il dieci dicembre 1909. Fu trovato cadavere nella sua cella per aneurisma. Il fondatore morì a Bergamo il dieci dicembre 1909.
Il culto, la beatificazione e la diffusione dell'istituto
La sua memoria è stata successivamente rivalutata dalle sue stesse suore. Le suore di Maria Consolatrice hanno gradualmente preso coscienza della loro storia e iniziato a coltivare la memoria del loro fondatore nel corso degli anni. Le sue figlie spirituali hanno faticato a riconciliarsi con la figura del loro fondatore e ad accettarlo come tale. Le suore crebbero rapidamente di numero, superando oggi le seicento unità. Insegna ancora oggi che andare dritti in Paradiso non è difficile tenendo la volontà diretta a Dio. I resti di padre Arsenio, inizialmente sepolti nel cimitero di Bergamo, furono traslati a Cepino Imagna nel 1940. Dal tredici ottobre 1953 i suoi resti riposano nella cappella della Casa madre di Milano in via Melchiorre Gioia cinquantuno. La causa di beatificazione fu aperta nella diocesi di Milano grazie alla cura delle Suore di Maria Consolatrice e dei padri Cappuccini, a causa della crescente fama di santità. Il nulla osta per la causa fu ottenuto dalla Santa Sede il tredici novembre 1997. La fase diocesana del processo di beatificazione fu aperta il tre aprile 1998 e si concluse il ventinove maggio 1999, venendo convalidata il sette aprile 2000. La Positio super virtutibus con copertina grigia fu presentata per la discussione dei consultori storici della Congregazione per le Cause dei Santi nel 2011. Nel 2012 la Positio fu ripresentata con l'aggiunta della Relazione degli storici, prendendo la copertina rossa. I consultori storici il ventisette settembre 2011, i consultori teologi e i cardinali e vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi espressero parere positivo sull'esercizio delle virtù eroiche. Papa Francesco, ricevendo il prefetto della Congregazione cardinal Angelo Amato il ventuno gennaio 2016, autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava Venerabile il fondatore delle Suore di Maria Consolatrice. Come presunto miracolo per la beatificazione è stato preso in esame il caso di suor Ausilia Ferrario, religiosa delle Suore di Maria Consolatrice. Il diciassette ottobre 1947 suor Ausilia Ferrario si trovava in fin di vita nell'infermeria della casa di Verghera, in provincia di Varese, malata di tubercolosi polmonare e intestinale. La suora fu portata nella cappella della casa dove era esposto il Santissimo Sacramento per l'elezione della Madre generale. Durante l'ultimo quarto d'ora di adorazione una suora invitò i presenti a chiedere l'intercessione del fondatore per guarire una consorella. Il sacerdote presente impartì la benedizione eucaristica. Suor Ausilia si alzò in piedi sentendosi guarita. Suor Ausilia morì molti anni dopo per vecchiaia. Nel gennaio 2000 fu intrapreso il processo relativo all'evento. Il trentauno marzo 2000 il cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, delegò monsignor Angelo Mascheroni per la chiusura delle indagini processuali. Le indagini processuali furono compiute il quattro aprile nella Casa madre. Il processo fu convalidato il diciotto maggio 2007. Il venticinque febbraio 2016 il congresso dei medici della Congregazione delle Cause dei Santi espresse parere positivo sull'inspiegabilità scientifica del fatto. Il venti gennaio 2017 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sulla guarigione di suor Ausilia Ferrario. La guarigione di suor Ausilia Ferrario fu riconosciuta come inspiegabile, completa, duratura e ottenuta per intercessione di padre Arsenio. La beatificazione del fondatore delle Suore di Maria Consolatrice fu fissata a sabato sette ottobre alle ore dieci nel Duomo di Milano. Il cardinale Angelo Amato fu designato come delegato del Santo Padre a presiedere il rito di beatificazione. La Chiesa ha beatificato Giuseppe Antonio Migliavacca il sette ottobre 2017. La beatificazione ha sancito che la precarietà può essere un percorso verso la santità. Nel 1915 le suore ricevettero il Decreto di Lode dalla Sacra Congregazione dei Religiosi. Nel 1929 ricevettero l'approvazione come congregazione di diritto pontificio. La congregazione è diffusa oltre che in Italia anche in Cina, in Africa e in America del Sud. I paesi africani in cui sono presenti includono Costa d'Avorio, Burkina Faso e Angola. I paesi sudamericani in cui sono presenti includono Brasile ed Ecuador. Le suore vivono le opere di misericordia spirituale e corporale seguendo l'insegnamento del fondatore tramite numerose opere e organizzazioni.
Una vida de entrega
Giuseppe Antonio Migliavacca nació en 1849 y recibió la ordenación sacerdotal en 1874. Un año después, ingresó en la Compañía de Jesús, iniciando un camino de vida consagrada que se vería transformado por desafíos inesperados. En 1892, debido a incomprensiones y calumnias, se vio obligado a abandonar a los jesuitas, un suceso que marcó el inicio de una etapa de purificación personal. Con fortaleza, fundó en 1893 el instituto de las Suore di Maria Santissima Consolatrice, buscando ofrecer consuelo a los más necesitados.
La vida del padre Arsenio no estuvo exenta de nuevas pruebas. En 1902, fue alejado de la misma congregación que él había fundado, víctima de acusaciones infamantes que pusieron a prueba su espíritu. Sin embargo, su vocación no se apagó ante el rechazo. A la edad de cincuenta y tres años, abrazó la vida franciscana al ingresar entre los capuchinos, asumiendo el nombre de Arsenio. En esta nueva etapa, encontró la paz en la sencillez y el silencio de la vida conventual. Falleció en Bérgamo en el año 1909, dejando tras de sí una estela de silencio y obediencia que ha sido reconocida por la Iglesia universal. Su proceso de beatificación, concluido por el Papa Francisco en 2017, subraya la importancia de su testimonio de fidelidad a pesar de las duras circunstancias que enfrentó durante el siglo diecinueve y el siglo veinte.
El culto y la memoria
La figura del Beato Arsenio de Trigolo es venerada especialmente por su capacidad de perdonar y por su resiliencia frente a las injusticias humanas. La Iglesia celebra su memoria litúrgica el 10 de diciembre, recordando su entrega generosa a Dios y al prójimo. Su beatificación, celebrada el 7 de octubre de 2017 en el Duomo de Milán, supuso un reconocimiento oficial a su virtud heroica y a su labor como fundador.
El culto al Beato Arsenio se extiende hoy más allá de las instituciones que él mismo inició, alcanzando a todos aquellos que encuentran en su historia un modelo para superar las dificultades. Su vida, vivida entre Cremona, Turín, Milán y Bérgamo, es hoy un recordatorio de que la verdadera santidad se manifiesta en la paciencia y en la aceptación serena de la voluntad divina, incluso cuando el entorno humano se vuelve hostil. La devoción hacia él se mantiene viva como un faro de luz para los fieles que buscan consuelo en medio de la adversidad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Arsenio de Trigolo?
La memoria liturgica del Beato Arsenio de Trigolo si celebra il dieci dicembre, data della sua pia morte.