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2 de octubre

Beato Bartolomé Blanco Márquez

Cooperador salesiano, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Bartolomé nacque a Pozoblanco, in Spagna, il venticinque dicembre del 1914. La sua infanzia fu segnata da un doloroso lutto: la mamma di Bartolomé morì infatti prima che il bimbo compisse quattro anni. Rimasto senza la figura materna, Bartolomé e suo padre andarono a vivere dagli zii, trovando in quel nucleo familiare il sostegno necessario per crescere. Durante gli anni della scuola elementare, un professore diede a Bartolomé il titolo di Capitano per via della sua diligenza nello studio e nel comportamento. Purtroppo, la prova del dolore tornò a colpire la sua giovane vita quando, rimasto orfano di padre a dodici anni, Bartolomé dovette interrompere la scuola. Per provvedere al proprio sostentamento, Bartolomé si mise a lavorare come seggiolaio nel piccolo laboratorio del cugino, affrontando la fatica quotidiana con dignità e laboriosità.

L'incontro con il carisma salesiano

Nel settembre del 1930 arrivarono a Pozoblanco i salesiani, un evento che segnò una svolta decisiva nella vita del giovane. Bartolomé frequentò con entusiasmo l'oratorio salesiano, mettendosi a disposizione come catechista per i più piccoli. Don Antonio do Muiño fu direttore di Bartolomé e lo spinse a continuare la sua formazione intellettuale, culturale e spirituale, valorizzando le sue doti non comuni. Sotto questa guida illuminata, Bartolomé entrò nell'Azione Cattolica e ne fu segretario, profondendovi il meglio di sé e distinguendosi per lo zelo apostolico. I figli di Don Bosco si rifanno all'insegnamento di San Francesco di Sales fin dalle origini, e i Salesiani prendono il nome proprio dal santo savoiardo. Papa Paolo VI definì San Francesco di Sales Sabaudiae gemma, ovvero gemma della Savoia, e scrisse l'Epistola apostolica nel quarto centenario della nascita di San Francesco di Sales il ventinove gennaio del 1967. San Francesco di Sales è un santo Dottore della Chiesa, e il suo linguaggio è chiaro e frutto della sua esperienza come direttore spirituale. Nelle pagine di Filotea, Introduzione alla vita devota, San Francesco di Sales delinea il cammino della castità, e i suoi insegnamenti sono validi per le nuove generazioni ancora oggi, dimostrando come folte schiere di giovani siano state educate dai Salesiani a una vita cristiana coerente.

L'impegno sociale e la castità cristiana

Bartolomé si trasferì a Madrid per specializzarsi nell'apostolato fra gli operai presso l'Istituto Sociale Operaio. A Madrid Bartolomé spiccò come oratore eloquente e studioso della questione sociale e della dottrina sociale della Chiesa. Grazie alle sue qualità, Bartolomé ottenne una borsa di studio per conoscere le organizzazioni operaie cattoliche di Francia, Belgio e Olanda. Nella scelta politica Bartolomé fu coerente con le sue convinzioni, e fu nominato delegato dei sindacati cattolici, fondando ben otto sezioni nella provincia di Cordoba. Bartolomé fu un cristiano impegnato con una testimonianza seria di vita interiore e dedizione all'apostolato sociale, lottando per i valori del Vangelo anche in attività che potevano apparire politiche. Il suo impegno politico fu preso a pretesto per assassinarlo, sebbene sia stato ucciso perché cattolico. In questo cammino, Bartolomé visse profondamente la spiritualità della purezza, inserendo l'esperienza del suo fidanzamento in una prospettiva cristiana sino alla soglia del martirio, e consigliò la sua amata su come dare seguito al loro rapporto nell'attesa di rivedersi in Cielo. La dottrina spirituale ricorda che per conservare la castità è necessario un itinerario spirituale esigente immerso nel quotidiano. La sensualità è un cancro che corrode impercettibilmente e porta a situazioni incontrollabili. La castità ha la sua radice nel cuore e il corpo è la sua abitazione, mentre la castità si perde a causa dei sensi esteriori del corpo e per i pensieri e i desideri del cuore. Guardare, ascoltare, parlare, odorare e toccare cose disoneste è impudicizia se il cuore vi si immerge e vi prende piacere. San Paolo afferma che la fornicazione non deve nemmeno essere nominata tra i credenti. Viene raccomandato di non frequentare in modo assoluto le persone licenziose e svergognate, poiché le persone licenziose sono come caproni che rendono amari i mandorli dolci. Le anime maleodoranti e i cuori infetti trascinano gli altri nell'impudicizia, e le persone licenziose hanno il veleno negli occhi e nell'alito come i basilischi. Per difendersi, si consiglia di frequentare le persone caste e virtuose, e di pensare e leggere spesso cose sante. La Parola di Dio è casta e rende casti coloro che vi si compiacciono, e Davide paragona la Parola di Dio al topazio, pietra preziosa che calma l'ardore della concupiscenza. Ci si deve tenere sempre vicini a Gesù Cristo crocifisso spiritualmente con la meditazione e realmente con la santa Comunione. Riposando il cuore su Nostro Signore Agnello casto e immacolato, anima e corpo sono mondati da sozzure e sensualità.

L'arresto e il martirio

La rivoluzione scoppiò il trenta giugno del millenovecentotrentasei. Lo stesso trenta giugno del millenovecentotrentasei Bartolomé ritornò a Pozoblanco, dove si mise a disposizione della Guardia Civile per la difesa della città. Dopo un mese di resistenza, la città si arrese ai rossi, e Bartolomé si consegnò il diciotto agosto. Bartolomé fu accusato di ribellione e portato in carcere. In carcere Bartolomé continuò ad avere un comportamento esemplare, affermando che per meritarsi il martirio bisogna offrirsi a Dio come martiri. Bartolomé fu processato e condannato a morte a Jaén. Prima della morte violenta scrisse quattro lettere, precisamente tre lettere alla sua famiglia e una alla sua fidanzata. Nelle lettere traspaiono i nobili sentimenti della sua grande anima. La lettera alla fidanzata fu scritta nella Prigione Provinciale di Jaén il primo ottobre del millenovecentotrentasei, appena il giorno prima di morire, e fu tradotta e tratta dal libro Giovani nel terzo Millennio di Padre Carlos M. Buela, a pagina duecentonove. Nella lettera alla fidanzata emerge come la castità debba essere vissuta in modo speciale nel fidanzamento come autentica espressione del vero amore. Si rivolge alla fidanzata chiamandola Maria dell'anima, e scrisse che il ricordo di lei lo avrebbe accompagnato alla tomba e che il suo cuore avrebbe palpitato con tenerezza per lei fino all'ultimo battito. Affermò che Dio ha voluto sublimare e nobilitare gli affetti terreni quando ci si ama in Lui, e scrisse che negli ultimi giorni Dio è la sua luce e il suo anelito, ma questo non impedisce che il ricordo della persona amata lo accompagni fino alla morte. Chiese alla fidanzata di occuparsi della salvezza della propria anima come obiettivo principale in ricordo del loro amore. Affermò che grazie alla salvezza dell'anima potranno riunirsi in cielo per tutta l'eternità senza che nessuno li separi, e le chiese di non dimenticare che l'avrebbe guardata dal cielo, oltre a chiederci di cercare di essere un esempio di donna cristiana. Affermò che alla fine della vita non servono a niente i piaceri e i beni terreni se non si riesce a salvare l'anima. Concluse la lettera menzionando l'eternità dove avrebbero continuato ad amarsi nei secoli dei secoli, firmandosi Bartolomé. Bartolomé disse che i suoi carnefici credevano di fargli un male mentre gli facevano un bene cesellandogli una corona, e fu fucilato il due ottobre del millenovecentotrentasei a Jaén. Prima di ricevere il colpo mortale esclamò: Viva Cristo Re! Il ventisei giugno del duemilasei papa Benedetto XVI decretò il riconoscimento ufficiale del suo martirio, e la solenne beatificazione ebbe luogo il ventotto ottobre del duemilasetto in Piazza San Pietro. La sua causa di canonizzazione fa parte del gruppo conosciuto come Enrico Saiz Aparicio e sessantadue compagni, i cui membri sono tutti salesiani spagnoli martiri nella persecuzione religiosa innescata dalla guerra civile.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Bartolomé Blanco Márquez?

La sua memoria liturgica si celebra il due ottobre.

A quale gruppo appartiene la sua causa di canonizzazione?

La sua causa fa parte del gruppo di martiri noto come Enrico Saiz Aparicio e sessantadue compagni.