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2 de octubre

Santi Ángeles Custodios

Santi Ángeles Custodios

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Fondamenti dottrinali e creazione

L'esistenza degli angeli è un dogma di fede definito più volte dalla Chiesa nel corso dei secoli. Tale esistenza è stata definita nel Simbolo Niceno, nel Simbolo Costantinopolitano, nel IV Concilio Lateranense del 1215 e nel Concilio Vaticano I del 1869-70. La scienza che riguarda gli angeli è denominata angelologia. I Padri della Chiesa e i teologi hanno elaborato varie interpretazioni e concetti sull'esistenza, creazione, spiritualità, intelligenza, volontà, compiti, elevazione e caduta degli angeli.

La creazione degli angeli è affermata implicitamente nel Vecchio Testamento, in particolare nel Salmo 148. Nel Salmo 148 gli angeli sono invitati a benedire il Signore insieme alle altre creature del cielo e della terra. Nel Nuovo Testamento, nella lettera ai Colossesi 1.16, si afferma che per mezzo di Cristo sono state create tutte le cose nei cieli e sulla terra. Gli angeli sono stati dunque creati. La tradizione è incerta sul tempo e sull'ordine della creazione degli angeli, ma i Padri la ritengono indubitabile. Gli angeli furono creati certamente prima dell'uomo.

Alla cacciata dal paradiso terrestre di Adamo ed Eva era presente un angelo posto a guardia dell'Eden per impedire il ritorno dei progenitori. La spiritualità degli angeli è stata oggetto di considerazioni teologiche fra i più grandi Padri della Chiesa. San Giustino e Sant'Ambrogio attribuivano agli angeli un corpo luminoso, imponderabile e sottile. San Basilio e Sant'Agostino furono esitanti e non si espressero chiaramente sulla corporeità degli angeli. San Giovanni Crisostomo, San Gerolamo e San Gregorio Magno asserirono l'assoluta spiritualità degli angeli.

Il Concilio Lateranense IV e il Magistero della Chiesa hanno affermato che gli angeli sono spiriti senza corpo. L'angelo, per la sua semplicità e spiritualità, è immortale e immutabile. L'angelo è privo di quantità e non può essere localmente presente nello spazio, ma si rende visibile in un luogo per esplicare il suo operato. L'angelo non può moltiplicarsi entro la stessa specie. San Tommaso d'Aquino afferma che tante sono le specie angeliche quanti sono gli stessi angeli, l'uno diverso dall'atero.

Natura e gerarchie celesti

Nella Bibbia gli angeli sono descritti come messaggeri ed esecutori degli ordini divini. Nel Nuovo Testamento gli angeli appaiono chiaramente come puri spiriti. Nella credenza ebraica gli angeli furono talvolta avvicinati a esseri materiali ai quali si offriva ospitalità, che essi ricambiavano con benedizioni e promesse di prosperità. L'angelo, in quanto essere spirituale, possiede facoltà di intelligenza e volontà molto potenti. San Tommaso d'Aquino ha scritto ampiamente nella sua Summa Theologica sulla prontezza, infallibilità, energia, tenace volontà e libertà superiore dell'intelligenza angelica.

La Sacra Scrittura suggerisce che gli angeli godono della visione del volto di Dio. La felicità alla quale furono destinati gli spiriti celesti sorpassa le esigenze della natura ed è soprannaturale. Nel Nuovo Testamento viene stabilito frequentemente un paragone fra uomini, santi e angeli. La meta cui sono destinati gli uomini è una partecipazione al fine già conseguito dagli angeli buoni. Gli angeli buoni vengono indicati come santi, figli di Dio, angeli di luce e si trovano innanzi a Dio o al cospetto del suo trono. Gli angeli furono santificati nell'istante stesso della loro creazione.

La figura dell'angelo come simbolo delle gerarchie celesti appare fin dai primi tempi del cristianesimo. La figura dell'angelo si colloca in prosecuzione della tradizione ebraica e come trasformazione delle Vittorie e dei Geni alati precristiani. Le Vittorie e i Geni alati precristiani avevano la funzione mediatrice tra le supreme divinità e il mondo terrestre. Attraverso l'insegnamento del De celesti hierarchia dello pseudo Dionigi l'Areopagita, gli angeli sono distribuiti in tre gerarchie. Ognuna delle tre gerarchie si divide in tre cori.

La prima gerarchia comprende i serafini, i cherubini e i troni. La seconda gerarchia comprende le dominazioni, le virtù e le potestà. La terza gerarchia comprende i principati, gli arcangeli e gli angeli. I cori celesti si distinguono tra loro per compiti, colori, ali e altri segni identificativi secondo lo pseudo Areopagita. I serafini sono i più vicini a Dio, sono di colore rosso come segno di amore ardente e hanno tre paia di ali. I cherubini hanno sei ali cosparse di occhi come quelle del pavone. Le potestà hanno due ali dai colori dell'arcobaleno. I principati sono angeli armati rivolti verso Dio. Gli arcangeli sono celesti messaggeri più distinti per la loro specifica citazione nella Bibbia.

La ribellione e gli arcangeli

Il Concilio Lateranense IV definì come verità di fede che molti angeli, abusando della propria libertà, caddero in peccato e diventarono cattivi. San Tommaso affermò che l'angelo poté commettere solo un peccato d'orgoglio. Lo spirito celeste deviò dall'ordine stabilito da Dio, non lo accettò e non riconobbe al di sopra della sua perfezione la supremazia divina. Al peccato d'orgoglio conseguirono immediatamente un peccato di disobbedienza e d'invidia per l'eccellenza altrui. Gli angeli non poterono commettere altri peccati perché questi suppongono le passioni della carne, come l'odio e la disperazione.

San Tommaso d'Aquino specifica che il peccato dell'angelo è consistito nel volersi rendere simile a Dio. La tradizione cristiana chiama Lucifero il più bello e splendente degli angeli e loro capo. Lucifero si ribellò a Dio e fu precipitato dal cielo nell'inferno. L'orgoglio per la propria bellezza e potenza portò Lucifero al grande atto di superbia con cui si oppose a Dio. Lucifero trasse dalla sua parte un certo numero di angeli. Contro Lucifero si schierarono altri angeli dell'esercito celeste capeggiati da Michele.

Lucifero e i suoi angeli ribelli soccombettero nella grande e primordiale lotta contro l'esercito celeste. Lucifero divenne il capo dei demoni o diavoli nell'inferno e simbolo della più sfrenata superbia. Il nome Lucifero e la sua identificazione con il capo ribelle degli angeli derivano da un testo del profeta Isaia. Il testo di Isaia era originariamente una satira sulla caduta di un tiranno babilonese. Scrittori ecclesiastici e lo stesso Dante nell'Inferno interpretarono la satira di Isaia come la descrizione della ribellione celeste e della caduta del capo degli angeli.

Gli arcangeli sono presenti nei momenti più importanti della Storia della Salvezza. L'arcangelo Michele fu presente sin dai primordi a capo dell'esercito del cielo contro gli angeli ribelli. L'arcangelo Michele apparve a papa san Gregorio Magno sul Castel Sant'Angelo a Roma. L'arcangelo Michele lasciò il segno della sua presenza nel Santuario di Monte Sant'Angelo nel Gargano. L'arcangelo Gabriele è il messaggero di Dio. L'arcangelo Gabriele apparve al profeta Daniele. L'arcangelo Gabriele apparve a Zaccaria annunciando la nascita di san Giovanni Battista. L'arcangelo Gabriele portò soprattutto l'annuncio della nascita di Cristo alla Vergine Maria.

L'arcangelo Raffaele è citato nel Libro di Tobia come guida e salvatore dai pericoli del giovane Tobia. Uriele non è citato nella Bibbia ma è nominato due volte nel quarto libro apocrifo di Ezra. Il nome di Uriele ricorre con frequenza nelle liturgie orientali. Sant'Ambrogio poneva Uriele fra gli arcangeli. Uriele accompagnò il piccolo san Giovanni Battista nel deserto e portò l'alchimia sulla terra.

Rappresentazioni bibliche e iconografia

Specifici episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento indicano la presenza degli angeli. Giacobbe ha lottato con l'angelo secondo la Genesi. Giacobbe ha sognato la scala percorsa dagli angeli secondo la Genesi. Tre angeli sono stati ospiti di Abramo secondo la Genesi. Un angelo è intervenuto fermando la mano di Abramo che stava per sacrificare Isacco. Un angelo ha portato il cibo al profeta Elia nel deserto. Un angelo ha annunciato ai pastori la nascita di Cristo. Un angelo è comparso in sogno a Giuseppe suggerendogli di fuggire con Maria e il Bambino. Gli angeli hanno adorato e servito Gesù dopo le tentazioni nel deserto.

Un angelo ha annunciato alla Maddalena e alle altre donne la resurrezione di Cristo. San Pietro è stato liberato dal carcere e dalle catene a Roma da un angelo. L'Apocalisse di san Giovanni Evangelista contiene una cosmica e celeste simbologia angelica. L'esistenza di un Angelo Custode per ogni uomo, che lo guida e protegge dalla nascita alla morte, è citata nel Libro di Giobbe. Gesù nel Vangelo di Matteo parla dei fanciulli e dei loro angeli nel cielo che vedono sempre la faccia del Padre. La Sacra Scrittura attribuisce agli angeli il compito di offrire a Dio le preghiere e i sacrifici degli uomini e di accompagnare l'uomo nella via del bene.

L'iconografia sugli angeli è ricchissima grazie alla loro condizione di esseri spirituali, senza età e sesso. Gli artisti hanno raffigurato gli angeli secondo la dottrina e con il proprio estro artistico. I pittori vollero esprimere negli angeli un sovrumano stato di bellezza. Gli angeli sono stati raffigurati a volte in vesti sacerdotali o in classiche tuniche, e quasi sempre con le ali e con il nimbo. Gli angeli furono talvolta raffigurati come i genietti dell'arte romana. Dal secolo quarto e quinto gli angeli furono ritratti in aspetto giovanile ed efebico. Solo nell'epoca barocca apparirà il tipo femminile di angelo.

Gli angeli furono raffigurati in atteggiamento adorante nelle magnifiche Natività o nelle Maestà medioevali. Gli angeli furono raffigurati in atteggiamento addolorato e umano nelle Deposizioni. Angeli in gesti di disperazione per la morte di Gesù assistono alla deposizione dalla croce nel dipinto Compianto di Cristo morto di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Esistono rappresentazioni di angeli musicanti, cantanti in coro e che suonano le trombe. Esistono rappresentazioni di angeli armati in lotta con il demonio e rappresentazioni di angeli che accompagnano lo svolgersi delle opere di misericordia.

Culto, devozione e Angeli Custodi

La devozione per gli angeli è più antica di quella per i santi. La devozione per gli angeli prese particolare importanza nel Medioevo grazie ai monaci solitari. I monaci solitari nel Medioevo ricercarono la compagnia degli angeli sentendoli presenti nella loro vita di silenzioso raccoglimento. Dopo il concilio di Trento la devozione per gli angeli fu meglio definita e conobbe nuova diffusione. Un tempo la festa degli Angeli Custodi veniva celebrata il 29 settembre insieme a San Michele. San Michele è considerato custode e protettore per eccellenza. Tre giorni prima del 2 ottobre si ricordano i tre Arcangeli principali Michele, Gabriele e Raffaele.

L'uso di una festa particolare dedicata agli Angioli Custodi si diffuse in Spagna nel Quattrocento. Nel secolo successivo alla diffusione in Spagna, la festa degli Angeli Custodi si diffuse in Portogallo. Più tardi la festa si diffuse anche in Austria. La memoria dei Santi Angeli come Angeli Custodi è citata nel Martirologio Romano della Chiesa Cattolica. La festa degli Angeli Custodi si celebra dal 1670 il 2 ottobre. La data del 2 ottobre fu fissata da papa Clemente X, il cui pontificato va dal 1670 al 1676. La Chiesa Ortodossa celebra gli angeli l'11 gennaio. Il nuovo Calendario universale della Chiesa conserva la memoria degli Angioli Custodi anziché la festa.

Nella vita attuale gli uomini trascurano sempre di più l'angelica compagnia e non avvertono la presenza di un puro spirito. L'angelo è testimone costante dei pensieri e delle azioni umane. Di solito si parla dell'Angelo Custode soltanto ai bambini. L'iconografia si è fissata sulla figura dell'Arcangelo Raffaele che guida il giovane Tobiolo a causa della scarsa attenzione agli adulti. Gli adulti dimenticano facilmente il loro adulto testimone, consigliere e invisibile compagno di viaggio. La dimenticanza dell'angelo custode aumenta il senso di desolazione e angoscia del tempo moderno.

È verità di fede che ogni cristiano, a partire dal Battesimo, riceve il proprio Angiolo Custode. L'Angiolo Custode accompagna, ispira e guida l'uomo per tutta la vita fino alla morte. L'Angiolo Custode è l'esemplare perfetto della condotta da tenere verso Dio e gli uomini ed è luminoso specchio per la condotta giornaliera. La Chiesa ha dettato la preghiera Angiolo di Dio. Il martirologio ricorda i santi Angeli Custodi chiamati a contemplare il volto di Dio e inviati ad assistere gli uomini con invisibile e premurosa presenza. Il nome di angelo nel linguaggio corrente indica una persona di eccezionale virtù, bontà, purezza, bellezza e perfezione. Il testo è stato scritto da Antonio Borrelli.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la memoria dei Santi Angeli Custodi?

Si celebra il 2 ottobre dal 1670 per la Chiesa Cattolica, data fissata da papa Clemente X, mentre la Chiesa Ortodossa celebra gli angeli l'11 gennaio.

Di cosa sono patroni i Santi Ángeles Custodios?

Sono i celesti protettori e custodi di ogni uomo, assegnati a ciascun cristiano sin dal Battesimo per guidarlo e proteggerlo.

Memoria de los santos Ángeles Custodios, que, llamados en primer lugar a contemplar el rostro de Dios en su esplendor, fueron también enviados a los hombres por el Señor, para acompañarlos y asistirlos con su invisible pero solícita presencia. — Martirologio Romano