1 de diciembre
Beato Carlos de Jesús (Charles de Foucauld)
Sacerdote
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza inquieta
Charles-Eugène de Foucauld nacque a Strasburgo il quindici settembre 1858. Era il secondogenito di Édouard de Foucauld, visconte di Pontbriand e sovrintendente alle foreste dell'Alsazia, e di Elisabeth de Morlet. Il primogenito, un altro fratello di nome Charles, era morto un mese dopo la nascita. La madre educò lui e la sorella Marie, nata due anni dopo, in maniera seria e religiosa. La madre morì nel marzo 1864. Nel mese di agosto dello stesso anno morì anche il padre, affetto da tempo da una malattia mentale. I figli furono presi sotto la tutela del nonno materno Charles de Morlet, colonnello in pensione. A seguito dell'annessione dell'Alsazia alla Germania dopo la guerra del 1870, il nonno scelse di dare ai ragazzi la nazionalità francese e si trasferì a Nancy. Charles continuò gli studi a Nancy senza mai applicarsi troppo. Ricevette la Prima Comunione e la Cresima il 28 aprile 1872 nella cattedrale di Nancy. Verso il 1874 perse la fede. La perdita della fede fu stimolata dalla sua passione non regolata per la lettura e dalle correnti filosofiche del tempo basate sul materialismo e sulla negazione di Dio. Fu espulso dalla scuola di preparazione per l'accademia militare di Saint-Cyr a causa della pigrizia e della cattiva condotta. Riuscì comunque a vincere il concorso per non dispiacere il nonno. Alla morte del nonno nel febbraio 1878, ereditò i suoi beni. Annoiato dalla vita militare, si dedicò a organizzare cene raffinate e a frequentare l'alta società. Aveva un aspetto pingue e abituato a cibi succulenti. Collezionava conquiste femminili pur avendo paura di contrarre la sifilide. Passò alla scuola di Cavalleria a Saumur, dove divenne sottotenente pur risultando ultimo nell'elenco dei promossi. Destinato a Pont-à-Mousson, fu arruolato nel quarto squadrone degli Ussari. Nell'ottobre 1890 fu inviato a Bona, in Algeria, per sedare la rivolta contro la Francia. Portò con sé l'amante fissa Marie, facendola passare per la legittima moglie col nome di viscontessa de Foucauld. Il colonnello de Pont, responsabile della disciplina, gli ordinò di rimandarla in patria. Al suo rifiuto, fu messo prima agli arresti e poi in stato d'inattività, venendo di fatto radiato dall'esercito. Si stabilì insieme all'amante nella cittadina termale di Evian in Svizzera. Ricevette la notizia che il quarto Ussari era stato coinvolto in operazioni presso la frontiera tunisina. Comprese di dover tornare in Africa e ruppe la relazione con Marie, che si era rifiutata di seguirlo. Fu reintegrato nell'esercito con lo stesso grado in un altro reparto, il quarto Cacciatori d'Africa. I commilitoni si stupivano della sua capacità di entrare in azione e della guida sicura con cui indirizzava i sottoposti. Terminata la spedizione e rientrato in guarnigione, sentì l'attrattiva di unirsi agli esploratori nel territorio africano. Chiese di essere destinato al Senegal ma la richiesta fu respinta. Si congedò dall'esercito con un gesto che sorprese militari e parenti.
L'esplorazione del Marocco e la conversione
Un anno dopo partì da Algeri per esplorare il Marocco, appoggiato dalla Società francese di geografia. Era stato avvertito che, in quanto francese e cristiano, rischiava di morire. Sfruttando le sue abilità nel travestimento imparate nell'esercito, assunse l'identità del rabbino russo Joseph Aleman dopo aver imparato l'arabo e l'ebraico. Entrò in Marocco il 23 giugno 1883. Iniziò l'esplorazione usando un minuscolo taccuino e una matita piccolissima per prendere appunti di nascosto. Subì numerosi disagi e fu sorpreso dal modo di pregare dei fedeli musulmani. Il 23 maggio 1884, undici mesi dopo, uscì dal Paese prostrato e sfinito. Rientrò in Francia per riposarsi e divenne conteso dai salotti dei ricchi, ambiente che però gli era ormai diventato penoso. Si dedicò alla stesura del resoconto delle sue esplorazioni nel volume "Ricognizione in Marocco", lavoro durato tre anni tra Algeri e Parigi. Incominciò un cambiamento interiore con il riaffiorare dei ricordi d'infanzia e di quelli dei musulmani in preghiera. Aveva pensato di sposare una brava ragazza di nome Marie-Marguerite Titre, ma la famiglia lo ostacolò perché lei era povera. Ebbe conversazioni con la zia ospite e con la cugina Marie de Bondy che lo portarono a riconoscere il contributo della religione cattolica all'elevazione spirituale. Cominciò ad andare in chiesa trascorrendo ore a ripetere la preghiera: "Mio Dio, se esisti, fa' che Ti conosca". Alla fine dell'ottobre 1886 si recò nella chiesa di Sant'Agostino a Parigi, dove incontrò il parroco abbé Henri Huvelin, direttore spirituale della cugina. Intendeva chiedere di ricevere un'istruzione religiosa ma gli fu risposto che doveva confessarsi e ricevere la Comunione. Si confessò e ricevette la Comunione. Scrisse in seguito che da quel giorno la sua vita fu una concatenazione di benedizioni. Si liberò di tutto ciò che gli ricordava la vita militare. Si mise a cercare un ordine religioso che gli consentisse di vivere nella più perfetta imitazione di Cristo. Riferì in una lettera all'amico Henry de Castries di aver capito, non appena credette che ci fosse un Dio, di non poter vivere che per Lui. Affermò che la sua vocazione religiosa nacque nel momento stesso in cui nasceva la sua fede. Precisò nella lettera che la sua fede non si era formata dalla mattina alla sera. Accettò il consiglio dell'abbé Huvelin di intraprendere un pellegrinaggio in Terra Santa. Fu pellegrino sui passi di Gesù in Terra Santa dal novembre 1888 al febbraio 1889. Riconobbe in Gesù un modello di umiltà durante il pellegrinaggio. Riscontrò soprattutto a Nazareth il modello di umiltà di Gesù, rimanendovi per dieci giorni. Considerò Nazareth una realtà molto lontana da quella a cui era abituato, essendo un villaggio di poche case con circa duecento abitanti quasi sconosciuto anche al tempo di Gesù. Rifletté sul fatto di avere l'età in cui il Signore cominciò la vita pubblica, deducendo che i trent'anni precedenti erano stati vissuti in quel luogo nascosto.
La vita monastica e la ricerca della povertà
Decise di entrare nell'ordine dei Trappisti, ritenuto quello dalla vita più umile e rigorosa possibile, dopo il ritorno dalla Terra Santa. Imparò a far propria la devozione al Cuore di Gesù grazie a una cugina. Diede addio alla famiglia il 15 gennaio 1890. Si avviò verso il monastero di Nostra Signora delle Nevi nell'Ardèche. Il monastero di Nostra Signora delle Nevi era situato ad altitudine elevatissima e aveva i muri congelati per nove mesi l'anno. Il postulante si diceva felice, non si lasciava distrarre ed era concentrato nella preghiera e nel lavoro manuale. Sperava di essere inviato nel monastero recentemente fondato ad Akbès in Siria. Il monastero di Akbès era stato costituito dai trappisti per timore di essere dispersi dal governo francese. Pronunciò i voti semplici nel 1892 ad Akbès. Assunse il nome di fra Maria Alberico. Iniziò a pensare di dover fondare un ordine ancora più povero e simile alla vita nascosta di Gesù. I suoi superiori ritenevano che dovesse approfondire la vita monastica e gli studi teologici. Fu inviato a Roma nell'autunno 1896 dopo un passaggio per la trappa di Staouéli. L'abbé Huvelin lo scoraggiava dai progetti di fondazione che gli sottoponeva. L'abate generale dei Trappisti gli concesse la dispensa dai voti. Si stabilì a Nazareth nel marzo 1897 seguendo il consiglio del direttore spirituale. Ottenne di alloggiare in un capanno del convento delle Clarisse come loro ortolano e giardiniere. Non era capace di piantare neppure un cespo d'insalata secondo i racconti delle monache. I suoi unici interessi erano la preghiera e la stesura delle regole degli Eremiti del Sacro Cuore di Gesù. Voleva chiamare il suo ordine Eremiti del Sacro Cuore di Gesù. Inizialmente era reticente al sacerdozio. Comprese di dover abbracciare il sacerdozio grazie ai consigli di madre Elisabetta, badessa del convento delle Clarisse. Considerò il sacerdozio come un altro passo per assomigliare ancora di più al Signore. Assunse il motto specifico "Jesus Caritas". Il motto era rappresentato da un cuore sormontato da una croce, che significava Gesù che per amore degli uomini li salva mediante la Croce. Svolse un periodo di preparazione all'abbazia di Nostra Signora delle Nevi. Fu ordinato sacerdote il 9 giugno 1901 nella cappella del Seminario maggiore di Viviers. Il vescovo del luogo lo aveva lasciato libero di vivere il ministero nella forma che preferisse, pur essendo incardinato in quella diocesi.
Il ministero nel deserto e il martirio
Il suo pensiero iniziale fu di impiantare un eremitaggio in Marocco. Accettò di stabilirsi a Beni-Abbès, al confine tra Algeria e Marocco, a causa della difficoltà del progetto iniziale. L'accordo per Beni-Abbès fu preso con il prefetto apostolico del Sahara e con le autorità civili. Assunse la carica di cappellano militare della locale guarnigione a Beni-Abbès. Celebrò la sua prima Messa il primo dicembre 1901 nella cappella che lui stesso aveva costruito. Considerò la cappella un vero e proprio avamposto di fede nel deserto. La sua azione si estese ben presto alle popolazioni arabe e berbere. Molte persone venivano a trovarlo per parlargli. Scrisse per le popolazioni locali l'opuscolo "Il Vangelo presentato ai poveri del Sahara". Cercò di opporsi al fenomeno dello schiavismo. Poté liberare solo pochi schiavi di quelli che arrivavano a scavalcare il muretto dell'eremo. Nel 1905 fratel Charles di Gesù si trasferì nello Hoggar, a Tamanrasset, in un territorio abitato dai tuareg. Il trasferimento avvenne su invito del comandante Laperrine, un suo antico compagno d'armi. Per farsi più vicino alla popolazione tuareg, iniziò la stesura anonima di un dizionario francese-tuareg. Nel 1907 la zona fu colpita da una siccità e fratel Charles si ammalò per aver condiviso lo stile di vita degli abitanti. Gli abitanti tuareg si presero cura di lui durante la malattia. L'anno seguente tornò brevemente in Francia per cercare aderenti a una nuova associazione o confraternita. Non trovò ascolto né in quel viaggio né negli anni successivi. Riprese la sua vita fatta di lavoro, preghiera e ascolto, meritando l'appellativo di fratello universale. Gli echi della prima guerra mondiale iniziarono a farsi sentire anche nello Hoggar. Fratel Charles lottò interiormente contro lo scoraggiamento per non aver ottenuto alcun convertito in dieci anni di Messe a Tamanrasset. Egli sapeva che il suo scopo era elevare l'Ostia nel deserto e adorare il Signore per portarlo al prossimo. Rifiutò la proposta di allontanarsi dal territorio. Accettò di trasferirsi in un fortino o bordj, considerato più sicuro. La sera dell'uno dicembre 1916 stava lavorando quando sentì bussare alla porta. Aprì a El Madani, un uomo che aveva spesso beneficato. Fu trascinato fuori e legato mani e piedi con redini di cammello. Alcuni uomini del gruppo dissidente dei senussiti saccheggiarono l'abitazione. Il rumore di soldati a dorso di dromedario venuti per la posta agitò il ragazzo di circa quindici anni che lo custodiva. Partì un colpo di fucile e l'ostaggio cadde a terra. Il corpo fu gettato nel fossato del fortino. Il comandante Laperrine recuperò la salma e la fece seppellire in una tomba più adatta. Nel 1929 i resti mortali furono traslati nel cimitero francese di El Golea in Algeria, vicino alla chiesa di San Giuseppe dei Padri Bianchi.
La posterità spirituale e il cammino verso la beatificazione
I Padri Bianchi incaricarono il romanziere René Bazin di scrivere la prima biografia, edita nel 1921 e di grande successo. L'Unione dei Fratelli e delle Sorelle del Cuore di Gesù fu fondata quando lui era ancora in vita e contava quarantanove iscritti. Dodici congregazioni religiose hanno tratto ispirazione dalle sue Regole. I Piccoli Fratelli di Gesù furono fondati nel 1933 a El-Abiodh in Algeria da padre René Voillaume. Le Piccole Sorelle di Gesù furono fondate nel 1939 da Magdeleine Hutin. I musulmani lo definivano il marabutto cristiano. Il processo di beatificazione fu aperto il 16 febbraio 1927 presso la prefettura apostolica di Ghardaia. La fase diocesana si concluse il 10 febbraio 1947. Gli atti furono depositati alla Sacra Congregazione dei Riti l'11 aprile 1947. Il percorso seguito fu quello per il riconoscimento delle virtù eroiche e non del martirio. La guerra franco-algerina causò un rallentamento nell'esame dei documenti. I lavori ripresero il 30 marzo 1967. Il decreto sugli scritti fu promulgato il primo giugno 1968. Papa Paolo VI lo citò nell'enciclica Populorum Progressio lodandone la carità, l'opera di pioniere e il dizionario tuareg. Il 13 aprile 1978 fu decretata l'introduzione della causa presso la Congregazione delle Cause dei Santi. Il 18 maggio 1979 fu emanato il decreto sul processo sul non culto. Il 17 novembre 1979 la causa ottenne la dispensa sul processo apostolico. Venne richiesto un supplemento di ricerca storica per la redazione della Positio super virtutibus. La Positio fu consegnata il 25 luglio 1995 dopo oltre quindici anni di lavoro. Il 21 giugno 1991 avvenne la convalida dei processi diocesani. Il 20 ottobre 2000 la Commissione teologica si pronunciò favorevolmente circa l'esercizio in grado eroico delle virtù teologali da parte del Servo di Dio. Il parere fu confermato dai Cardinali e vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi il 9 febbraio 2001. Il 24 aprile 2001 san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava Venerabile fratel Charles. Il postulatore monsignor Maurice Bouvier si impegnò a lungo a trovare un possibile miracolo per la beatificazione senza riuscirci. Ai primi di dicembre 2000 una delle Piccole Sorelle di Gesù incontrò a Roma una coppia di Desio, Giovanni Pulici e Giovanna Citeri, in occasione del Giubileo degli Artisti. Giovanni Pulici era da molto tempo devoto di fratel Charles. Giovanni chiese alla suora quando fosse prevista la beatificazione. La suora rispose che serviva un miracolo. Giovanni indicò sua moglie affermando di avere il miracolo di fronte alla suora. La suora incontrata era proprio quella incaricata di seguire il processo di beatificazione. Alla fine del 1983 Giovanna era stata colpita da un tumore osseo. Nella Quaresima del 1984 il tumore era già molto avanzato. Il marito Giovanni chiese espressamente l'intercessione del fratello universale. Da quel momento le ossa di Giovanna, che prima si rompevano a ogni starnuto, si rinsaldarono. Il processo sul miracolo si svolse nella diocesi di Milano, competente per Desio, dal 28 ottobre 2002 al 4 marzo 2003. Nel corso dell'inchiesta emerse la mancanza di documenti necessari per comprovare la presunta guarigione miracolosa. I molti testimoni presenti compensarono la carenza di referti medici. Il 15 maggio 2003 la Congregazione delle Cause dei Santi approvò gli atti del processo sul miracolo. Il 24 giugno 2004 la commissione medica formata per l'occasione riconobbe l'inspiegabilità scientifica del fatto. Il 7 dicembre successivo i cardinali e vescovi confermarono l'intercessione del Venerabile. Il 20 dicembre 2004 san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che riconosceva la guarigione di Giovanna Citeri Pulici come miracolosa e ottenuta per intercessione di fratel Charles. La cerimonia di beatificazione era inizialmente prevista in piazza San Pietro a Roma il 15 maggio 2005 nella solennità di Pentecoste. La morte del Papa costrinse a rimandare la celebrazione. Papa Benedetto XVI stabilì che la beatificazione si tenesse domenica 13 novembre 2005 nella basilica di San Pietro. La memoria liturgica del Beato Charles de Foucauld per la diocesi di Viviers e la Famiglia Spirituale che a lui si ispira cade il primo dicembre, giorno della nascita al cielo del beato.
Su camino espiritual
La vida de Carlos de Jesús fue una constante peregrinación hacia la voluntad de Dios. Antes de su ordenación sacerdotal, que tuvo lugar en Viviers en el año 1901, experimentó una transformación profunda tras su conversión en París. Su fascinación por la vida oculta de Jesús en Nazareth lo llevó a buscar un estilo de vida marcado por la humildad y el trabajo manual, convencido de que la presencia de Dios se encuentra en lo cotidiano y en lo sencillo. Durante su estancia en Tierra Santa y sus años en Beni-Abbès, consolidó su deseo de vivir como un ermitaño que acoge a todos, sin distinción.
Su vocación lo condujo finalmente a las profundidades del desierto algerino. En Tamanrasset, el Beato Carlos vivió una vida de oración intensa, estudio y cercanía con el pueblo Tuareg. A pesar de las dificultades y la soledad del entorno, mantuvo su compromiso de ser un hermano universal, alguien cuyo corazón estaba abierto a toda la humanidad. Su espiritualidad, centrada en la imitación de la vida oculta de Jesús, no buscaba el éxito exterior, sino la fidelidad al amor de Dios en el silencio del desierto. Su vida fue interrumpida violentamente en el año 1916, durante un asalto en su ermita de Tamanrasset, sellando así su entrega definitiva al Señor a quien había buscado con tanto ahínco a lo largo de toda su existencia.
El recuerdo del Beato
La figura del Beato Carlos de Jesús es honrada por la Iglesia universal, que celebra su memoria el día 1 de diciembre, fecha que marca su tránsito al encuentro definitivo con Dios. Su testimonio de vida, caracterizado por la renuncia a las comodidades del mundo y la búsqueda de la fraternidad, resuena con particular fuerza en la actualidad. Fue beatificado por el Papa Benedicto XVI en el año 2005, reconociendo su santidad y la profundidad de su entrega como sacerdote y ermitaño.
Él es reconocido especialmente como patrono de los Fratelli universali, aquellos que, siguiendo su ejemplo, desean vivir la espiritualidad del desierto y la hermandad en los lugares más remotos y necesitados. Su culto no se basa en grandes estructuras, sino en la invitación a vivir un encuentro personal con el Señor en la sencillez del corazón. Al recordar su paso por lugares como Estrasburgo, Nancy, Marruecos y el desierto, la comunidad cristiana encuentra en él un guía que nos enseña que, incluso en la inmensidad de la soledad, el amor de Dios es la compañía que sostiene toda vida humana.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Charles de Foucauld?
La memoria liturgica del Beato Charles de Foucauld ricorre il primo dicembre, giorno della sua nascita al cielo.