24 de mayo
Beato Filippo da Piacenza
Religioso
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e identità
Intorno alle origini del beato Filippo sono emerse nel corso del tempo diverse opinioni tra gli storici. Secondo la testimonianza dello storico piacentino Poggiali, vissuto nel diciottesimo secolo e che poté visionare una breve Vita presso i discendenti della nobile famiglia Suzani, Filippo sarebbe nato proprio da questa nobile casata. Presso la stessa famiglia, il Poggiali vide anche una narrazione di parecchie guarigioni operate da Filippo, scritte su pergamena ma con caratteri recenti e quindi considerate di poca autorità. Per quanto riguarda la patria d'origine, gli storici piacentini Giovanni Musso del quattordicesimo secolo, l'autore anonimo delle aggiunte alla sua Cronica, e Giovanni Ripalta del quindicesimo secolo chiamano il beato Filippo da Mantova. Questa stessa opinione fu condivisa da Girolamo Roman, dall'agostiniano Tommaso de Herrera e da Lodovico Torello. Tuttavia, con ogni probabilità la patria d'origine di Filippo fu Piacenza, e tutti gli altri storici locali e dell'Ordine Eremitano lo definiscono piacentino. Tra questi vi sono il cardinale Girolamo Seripando, legato al concilio di Trento; Ambrogio Coriolano, generale degli Agostiniani, che lo definisce piacentino nel suo Cronico redatto fino all'anno 1481; Giuseppe Panfilo, vescovo di Segni, nel Cronico degli Eremitani fino al 1581; e Raffaello Volterrano nel libro ventunesimo del suo Commentario. Va notato che nessun storico di Mantova ritiene che il beato Filippo fosse originario di quella città, e si pensa che l'appellativo di mantovano sia dovuto al fatto che Filippo prese l'abito agostiniano nel convento di Mantova oppure perché vi dimorò a lungo.
Fonti storiche e prodigi
La ricostruzione della vita e delle opere del beato incontra la difficoltà della perdita delle fonti originarie. Lo storico piacentino Campi, vissuto nel diciassettesimo secolo, afferma che gli scritti contenenti la narrazione delle virtù e dei miracoli del beato andarono perduti in un incendio. Ciononostante, dopo la morte furono attribuite a Filippo varie guarigioni miracolose, tramandate dalla tradizione e dai testi custoditi nel tempo. Per mortificare più aspramente la sua carne, Filippo sceglieva di indossare una armatura di ferro, testimoniando un rigoroso cammino di penitenza e di ascesi spirituale nel suo ministero sacerdotale all'interno dell'Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino.
Il culto e le reliquie
Il corpo di Filippo riposò e fu venerato per vari secoli nella chiesa di san Lorenzo, custodito in una cappella che fu restaurata nel 1498. Il dies natalis fu celebrato per vari secoli il martedì di Pentecoste. Successivamente, nel 1808, il monastero degli Eremitani fu soppresso e la chiesa adibita ad altro uso; in quella circostanza, le ossa di Filippo furono portate con solennità nella cattedrale di Piacenza. Più tardi, nel 1884, il vescovo Scalabrini effettuò la ricognizione canonica delle reliquie e fece murare le ossa di Filippo sotto l'altare dei santi vescovi piacentini. Papa Benedetto XIII ascrisse Filippo nell'albo dei beati dopo un regolare processo per viam cultus, e ora il dies natalis è ricordato il 24 maggio con la festa di terza classe.
La vita
Nativo di Piacenza, il Beato Filippo scelse di consacrare la propria vita al Signore entrando a far parte dell'Ordine degli Eremitani di sant'Agostino. Il suo percorso sacerdotale si snodò principalmente attraverso le città di Piacenza e Mantova, luoghi in cui egli esercitò il suo ministero con profonda consapevolezza della chiamata ricevuta. La sua spiritualità non fu soltanto riflessione teologica, ma si tradusse in una concreta e visibile ascesi, guidata dal desiderio di spogliarsi di ogni vanità terrena.
Tra le pratiche che caratterizzarono il suo cammino di fede, spicca la scelta austera di indossare un'armatura di ferro, un segno tangibile di penitenza corporale che accompagnò il suo quotidiano. Questo gesto, lontano dall'essere una semplice consuetudine, rappresentava per il Beato Filippo il mezzo per disciplinare il corpo e elevare lo spirito verso la contemplazione del mistero divino. Il suo operato, seppur intriso di una severità che rispecchiava le inclinazioni del quattordicesimo secolo, fu sempre sostenuto da una profonda carità e da un sincero amore per la Chiesa. Egli concluse la sua esistenza terrena nell'anno mille trecento sei, spirando presso il convento di san Lorenzo a Piacenza, città che lo vide nascere e che rimase sempre il fulcro della sua opera. La sua memoria, tramandata con cura dai confratelli agostiniani, ha attraversato i secoli, mantenendo intatta la testimonianza di un uomo che seppe fare della propria vita un sacrificio vivente, offrendo a Dio ogni respiro e ogni sforzo nel silenzio del chiostro e nella preghiera assidua.
Il culto
La figura del Beato Filippo da Piacenza ha goduto di una venerazione costante, che ha trovato il suo riconoscimento ufficiale nell'atto di beatificazione operato da papa Benedetto XIII. La devozione dei fedeli, che nel tempo non è mai venuta meno, ha trovato un momento di particolare solennità nel mille ottocento otto, quando le sue spoglie sono state solennemente traslate nella cattedrale di Piacenza.
Questo atto ha sancito definitivamente il posto del Beato Filippo tra le figure di riferimento della spiritualità locale. La sua festa, che ricorre il ventiquattro maggio, rappresenta un'occasione per la comunità di onorare il suo esempio. In passato, tale celebrazione era fissata nel martedì di Pentecoste, legando così il ricordo del Beato al tempo liturgico dello Spirito Santo, che anima ogni vocazione alla santità. La presenza delle sue reliquie nella cattedrale continua a essere, per ogni pellegrino e fedele, un richiamo alla preghiera e alla riflessione sul valore della penitenza e della fedeltà al proprio stato di vita.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Filippo da Piacenza?
Si festeggia il 24 maggio con la festa di terza classe. Anticamente il suo dies natalis veniva celebrato il martedì di Pentecoste.
Di cosa è patrono il beato Filippo da Piacenza?
I documenti storici non menzionano alcun patronato specifico per il beato Filippo da Piacenza.
En Piacenza, beato Filippo, sacerdote de la Orden de los Ermitaños de San Agustín, que, para mortificar más ásperamente su carne, vestía una armadura de hierro. — Martirologio Romano