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29 de septiembre

Beato Francisco de Paula Castelló y Aleu

Joven laico, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Il contesto storico e la persecuzione religiosa

I pontefici Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco hanno canonizzato e beatificato numerose vittime della persecuzione religiosa durante la Guerra Civile Spagnola. La Guerra Civile Spagnola si è svolta tra il 1936 e il 1939. Il numero delle vittime della Guerra Civile Spagnola superò il milione. La strage ha colpito persone di ogni età e classe sociale. Gli anarchici e i social-comunisti perpetrarono una persecuzione volta ad annientare la Chiesa Cattolica in Spagna. La persecuzione subita dalla Chiesa fu a lungo misconosciuta e le vittime furono additate al pubblico ludibrio e insultate. Giovanni Paolo II ha gettato il primo squarcio di luce sulla persecuzione, paragonandola ai Cristeros messicani. Si è cominciato a dire la verità sulle vittime e sui carnefici in un clima di unilaterale riappacificazione. Il sangue dei testimoni spagnoli della Fede ha perforato la cortina di menzogne e silenzi. La Guerra di Spagna non fu solo quella raccontata da Ernest Miller Hemingway. I fedeli della Chiesa di Roma immolarono le loro vite per non rinnegare la sequela del Signore. Papa Pio XI parlò delle inique condizioni fatte alla Santa Religione in Spagna, Messico e Russia nel Radiomessaggio natalizio del 24 dicembre 1932. Nel Concistoro Segreto del 13 marzo 1933 il Papa lamentò il rumoreggiare delle armi fratricide. I nemici di ogni ordine politico, sociale e religioso combattono il civile consorzio, la Religione e Dio stesso. La Russia, il Messico e la Spagna sono teatro di atteggiamenti blasfemi e aggressivi dei nemici di Dio. Esiste un profondo rapporto tra i martiri di Spagna e i Cristeros messicani. I persecutori erano massoni in Messico e anarco-marxisti insieme a massoni in Spagna. Non tutte le vittime dei rivoluzionari sono considerate martiri. Il martirio richiede che la morte sia avvenuta per odio alla fede come causa esclusiva o prevalente e accettata per Cristo o per virtù riferita a Dio, secondo la definizione di Benedetto XIV. Tra i martiri ci sono vescovi, sacerdoti, religiosi, suore e laici cattolici uomini e donne. Molte persone furono assassinate perché appartenenti a partiti politici di destra o per motivi sociali senza riferimento alla fede. I fedeli laici uccisi solo perché cristiani furono decine di migliaia. Tra i laici uccisi spicca un nutrito gruppo dell'Azione Cattolica.

Dalle origini agli studi

Francisco de Paula Castelló y Aleu nacque ad Alicante il 19 aprile 1914. La famiglia di Francisco era di origine catalana e si trovava ad Alicante per il lavoro del padre. Il padre di Francisco morì quando egli aveva appena due mesi. La madre di Francisco tornò in Catalogna a Lérida con i tre figli Teresa, Maria e Francisco dopo la morte del marito. La madre di Francisco era maestra a Juneda e gli impartì la prima educazione. Francisco ricevette la Prima Comunione nel 1924 a Juneda. La madre di Francisco morì nel 1929. Francisco studiò alla scuola dei Fratelli Maristi. Francisco completò gli studi superiori tecnici presso l'istituto chimico dei padri gesuiti a Barcellona. Francisco era un ragazzo intelligente, profondamente religioso e attento alle necessità dei poveri. Francisco fu studente universitario a Oviedo nelle Asturie. A Oviedo Francisco frequentò i gruppi giovanili cattolici e la Federazione dei giovani cristiani della Catalogna, ramo dell'Azione Cattolica Spagnola. Francisco fece parte della Congregazione Mariana. Francisco concluse con la laurea gli studi in Scienze Chimiche. Lavorò nel complesso chimico 'Cross' di Lleida. A Lleida conobbe Maria Pelegrí, con la quale si fidanzò. Fu chiamato al servizio militare come soldato di leva.

L'arresto e la testimonianza suprema

Si trovò nel mezzo dei tragici avvenimenti della guerra civile appena scoppiata. In quanto cattolico militante, fu incarcerato la notte tra il 21 ed il 22 luglio 1936 dai miliziani repubblicani. La sua permanenza in carcere durò dieci settimane. Il 29 settembre successivo, festa di San Michele Arcangelo, fu sottoposto al giudizio del Tribunale popolare. In tale sede ribadì con voce chiara e ferma la sua fede dicendo di essere un delinquente se è un delitto essere cattolico, e che avrebbe dato a Dio mille vite se le avesse avute. Morì martire alle ore 23.30. Il pontefice Pio XI, leggendo le sue lettere dal carcere indirizzate alla fidanzata, sostenne che Francisco avrebbe potuto costituire un valido modello per i giovani di Azione Cattolica di tutto il mondo. Alla vigilia del martirio scrisse alla fidanzata che le loro vite erano unite ma ora divise. Offrì al Signore l'amore per la fidanzata con tutta la sincerità possibile. Provò una gioia interiore, intensa, forte e un presentimento di gloria anziché dolore per la morte imminente. L'ultima edizione del Martyrologium Romanum lo ricorda nel giorno anniversario del suo martirio ad Illerda in Spagna. Il Martyrologium Romanum attesta che fu condannato alla pena capitale durante la persecuzione e offrì la sua morte per Cristo con animo giusto e somma fermezza. La sua tomba è identificata con la 'Fosa Común de los Martires' a Lérida. Nel 1958 fu avviata la procedura per innalzare Francisco alla gloria degli altari. Papa Giovanni Paolo II lo ha solennemente beatificato l'11 marzo 2001 insieme ad altre 232 vittime della medesima persecuzione religiosa uccise in odio alla fede cattolica. Nell'omelia Giovanni Paolo II evidenziò la testimonianza di Francisco Aleu, ventiduenne, chimico di professione e membro dell'Azione Cattolica. Il pontefice sottolineò che Francisco non volle nascondersi ma offrire la sua gioventù in sacrificio d'amore e lasciò tre lettere scritte poco prima di morire destinate alle sorelle, al direttore spirituale e alla fidanzata. La memoria liturgica è celebrata il 28 settembre.

Le ultime lettere e il martirio

Nella prima lettera scritta la sera prima dell'esecuzione capitale scrisse che avevano appena letto la condanna a morte e che non era mai stato così tranquillo. Espresse la sicurezza che quella notte sarebbe stato con i suoi padri in cielo ad attenderli. Affermò che la Provvidenza di Dio aveva voluto scegliere lui come vittima degli errori e dei peccati commessi. Dichiarò di andare alla morte con piacere e serenità, considerando finita la sua missione in questa vita e offrendo a Dio le sofferenze di quell'ora. Scrisse alla sorella Maria esortandola ad essere coraggiosa, a dare un bacio ai figli se ne avesse avuti da parte dello zio che li avrebbe amati dal cielo, e a fare un forte abbraccio al cognato affinché fosse il suo sostegno. Scrisse alla fidanzata di non poter sentire tristezza ma di essere invaso da una gioia strana, intensa, interiore e forte e da pensieri soavi. Disse alla fidanzata di volerla sposare se possibile, promettendo di benedire dal cielo la sua unione e i suoi figli. Chiese alla fidanzata di non piangere e di essere fiera di lui. Il martirologio ricorda il beato Francesco da Paola Castelló y Aleu come martire a Lérida in Spagna, condannato nella persecuzione contro la fede, affrontata con animo sereno e somma fermezza. Nacque ad Alicante in Spagna il 19 aprile 1914. Morì a Lérida in Spagna il 29 settembre 1936.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Francisco de Paula Castelló y Aleu?

La memoria liturgica è celebrata il 28 settembre, mentre la ricorrenza del suo martirio cade il 29 settembre.

Quali furono i principali impegni di Francisco di Paula Castelló y Aleu prima del martirio?

Fu uno studente brillante in Scienze Chimiche, lavorò nel complesso chimico Cross di Lleida e fu un attivo membro dell'Azione Cattolica Spagnola.

En Lérida, también en España, beato Francisco de Paula Castelló y Aleu, mártir, que, condenado en la misma persecución contra la fe, no dudó en afrontar con ánimo sereno y suma firmeza la muerte por Cristo. — Martirologio Romano