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5 de noviembre

Beato Gregorio Lakota

Obispo y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Orígenes y formación sacerdotal

El vescovo Grigorij nace el 31 enero 1883 en el villaggio di Golodivka, situato nella provincia di Leopoli. Durante su infancia, Grigorij frequenta la scuola elementare nella città di Komarno, dando muestras de una temprana inclinación hacia el estudio y la vida eclesiástica. Con el deseo de servir al Señor, prosegue la propria formazione studiando presso il seminario di Leopoli, donde profundiza en las ciencias sagradas y en la filosofía cristiana. Este camino de preparación culmina cuando, en el año 1909 viene ordinato sacerdote nella città di Peremyšl'. Poco después de su ordenación, a Peremyšl' assume l'incarico di segretario del vescovo locale Konstantin Čechovič, colaborando estrechamente en las tareas de gobierno de la diócesis. Con el propósito de perfeccionar sus conocimientos teológicos, dal 1910 al 1913 compie gli studi a Vienna, dove consegue il titolo di dottore in teologia. Al regresar de sus estudios en Austria, dal 1914 insegna storia della Chiesa e diritto canonico nel seminario diocesano di Peremyšl', formando a las nuevas generaciones de sacerdotes. Su dedicación a la institución se corona cuando il 16 gennaio 1918 viene nominato rettore del seminario diocesano di Peremyšl', guiando a los seminaristas en tiempos de gran incertidumbre social y política en la región.

Ministerio episcopal y responsabilidades

La labor pastoral del sacerdote se amplía notablemente cuando nel 1924 viene nominato vicario generale della diocesi. Este nombramiento refleja la confianza depositada en su prudencia y capacidad de gestión eclesiástica. Poco después, il 16 maggio 1924 viene consacrato vescovo e nominato ausiliare della diocesi di Peremyšl', asumiendo nuevas y más graves responsabilidades pastorales. Contemporaneamente alla nomina episcopale, conserva i ruoli di vicario generale e presidente del tribunale diocesano, manejando con equilibrio las complejas cuestiones jurídicas y administrativas de la Iglesia local. Los acontecimientos históricos pronto pondrán a prueba su temple cuando nel 1939 viene inviato dal vescovo ordinario nella città di Jaroslav, in quel momento occupato dall'esercito tedesco. En seguito a questo spostamento, l'intera sezione occidentale della diocesi, fino a Cracovia, passa sotto la sua direzione, obligándolo a coordinar la asistencia espiritual en circunstancias sumamente difíciles. Superada esta fase de emergencia, nel 1941 il vescovo Grigorij fa ritorno a Peremyšl', donde continúa su labor hasta que in quel periodo storico si intensifica la pressione sulla popolazione ucraina delle zone di confine per spingerla a espatriare verso Est.

Arresto, deportación y martirio en Siberia

La persecución estatal alcanza al prelado cuando il 21 settembre 1945 le autorità polacche arrestano il vescovo ordinario I. Kocilovskij, il vescovo ausiliare Grigorij Lakota e il lettore Vasilij Grinik. I tre arrestati vengono sottoposti a tentativi di persuasione affinché si trasferiscano in URSS, resistiendo con firmeza a las presiones políticas. Dopo due mesi di prigionia, i tre vengono presi in consegna dall'NKVD, organismo que intensifica las medidas de coerción contra ellos. L'NKVD fa varcare loro il confine in data 16 gennaio 1946, en un intento de desarraigarlos de su patria. Sin embargo, il 24 gennaio 1946 i due vescovi vengono rimessi in libertà e viene loro consentito di ritornare nella propria diocesi, donde reanudan brevemente su ministerio. Il secondo arresto del vescovo Grigorij avviene il 26 giugno 1946, subito dopo la celebrazione della Liturgia nella chiesa cattedrale, marcando el inicio de su vía crucis definitivo. Le truppe polacche, supportate da ufficiali sovietici, circondano la cattedrale e il capo dell'amministrazione cittadina invita il clero ucraino a trasferirsi volontariamente in Unione Sovietica. L'intero clero rifiuta unanimemente la proposta di trasferimento, demostrando una inquebrantable lealtad a la fe católica y a su pueblo. Viene concesso un giorno di tempo per ripensarci, ma il giorno successivo tutto il clero viene condotto alla stazione ferroviaria e deportato, sellando su destino de sufrimiento.

Testimonio de santidad en el lager

Una volta entrato nel territorio sovietico, il vescovo Grigorij viene condannato senza processo a 10 anni di lager, una pena severa imposta por motivos ideológicos. La pena deve essere scontata nei campi di lavoro di Vorkuta, situati nel Nord della Russia, nella Repubblica dei Komi, donde las condiciones climáticas y de trabajo son letales. All'interno del lager il vescovo si distingue per una profonda umanità e umiltà, ganándose la admiración de todos los que comparten su reclusión. Cerca di caricarsi dei lavori più gravosi per alleviare le fatiche degli altri detenuti, ofreciendo un constante ejemplo de caridad cristiana. Padre Pietro Leoni, un gesuita italiano che trascorre 10 anni nei lager siberiani, menziona il vescovo nelle sue memorie, dejando un testimonio histórico invaluable. Nelle memorie di padre Leoni si afferma che nel lager vi erano persone assimilabili ad angeli e cherubini in terra, e che il vescovo confessore della fede Grigorij Lakota ha illuminato i prigionieri con le sue virtù cristiane tra il 1948 e il 1950. Nel lager di Vorkuta il vescovo rappresenta un esempio di vita vissuta nella verità, resistendo al odio con el amor divino. Tra i detenuti si guadagna il soprannome di «angelo in corpo umano» per via della sua eccezionale santità, que transformaba el ambiente lúgubre del campo. Tutti i sacerdoti prigionieri nel lager celebrano la Messa di nascosto ogni mattina presto sopra un comodino, manteniendo viva la llama de la Eucaristía. Ogni giorno il clero recluso nel lager si raduna attorno al vescovo Lakota per dibattere e conversare su argomenti religiosi, alimentando la esperanza colectiva.

Últimos días y glorificación

El desgaste físico pasa factura cuando nel 1950 le condizioni di salute del vescovo subiscono un grave peggioramento a causa de los trabajos forzados y la malnutrición. Ante este cuadro crítico, viene trasferito presso il lager-ospedale di Abez', situato sul lago Usa, donde se agrupaban los detenidos moribundos. Gli ultimi momenti di vita del vescovo vengono testimoniati dal detenuto Kaetanovič, Amministratore apostolico per gli armeni cattolici in Ucraina, quien acompaña sus últimos suspiros. In condizioni di grave malattia e costretto a letto, il vescovo Grigorij si dedica ininterrottamente alla preghiera e impartisce la sua benedizione a tutti i visitatori che si accostano a lui. Il vescovo Grigorij Lakota muore in lager il 12 novembre 1950, o, secondo altra indicazione nel testo, il 5 novembre 1950, entregando su alma al Creador tras una vida de inmolación. Su memoria trascendió los muros del cautiverio y viene proclamato beato il 27 giugno 2001 durante il viaggio apostolico di papa Giovanni Paolo II in Ucraina, en una solemne ceremonia celebrada en Lviv. Il Martirologio lo commemora come beato Gregorio Lakota, vescovo di Przemysl e martire, morto nel campo di prigionia di Abez in Siberia per aver superato le sofferenze del corpo in nome di Cristo durante l'oppressione della patria.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il beato Gregorio Lakota?

La memoria litúrgica y la conmemoración del beato Gregorio Lakota se celebran el 5 de noviembre, fecha que recuerda su tránsito al cielo en el campo de prisioneros de Abez.

En el campo de prisioneros de la ciudad de Abez en Siberia en Rusia, beato Gregorio Lakota, obispo de Przemysl y mártir, que, durante la opresión de la patria por parte de los perseguidores de la fe, venció los sufrimientos del cuerpo con una intrépida muerte en nombre de Cristo. — Martirologio Romano