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18 de noviembre

Beato Grimoaldo de la Purificación (Ferdinando Santamaria)

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e infanzia a Pontecorvo

Il nome Grimoaldo richiama la figura di un antico anacoreta del deserto, un nome che fu scelto dal diretto interessato diventando passionista. Al battesimo fu chiamato Ferdinando ed era il primogenito di cinque figli. Nacque a Pontecorvo, in provincia di Frosinone, il 4 maggio 1883. I suoi genitori erano Pietro Paolo Santamaria e Cecilia Ruscio. I genitori erano ferventi cristiani e lavoratori della canapa grezza. La canapa grezza veniva trasformata con le mani in funi di varie dimensioni e rivenduta nei mercati dei paesi vicini. Fu battezzato il giorno successivo alla nascita. Fu cresimato dopo soli cinque mesi dalla nascita. Crebbe sano e buono grazie anche all'esempio del papà e della mamma. Nel 1890 iniziò le scuole elementari. Ricevette la prima comunione ad appena otto anni. La prima comunione fu anticipata per la particolare bontà che lo contraddistingueva agli occhi del parroco. La chiesa era il suo luogo preferito, frequentato con assiduità e particolarmente amato. Serviva all'altare come chierichetto con diligenza e partecipazione emotiva. Piangeva se impossibilitato ad andare in chiesa perché costretto a lavorare. Nulla poteva distrarlo quando si trovava in chiesa. Inginocchiato davanti alla statua dell'Immacolata, pareva una statua immobile con le mani giunte. Il vecchio sacrestano piangeva e si incantava a guardarilo. Il parroco pensava con speranza al futuro del ragazzo. Il papà lo sognava e lo voleva a tutti i costi funaio. Don Vincenzo Romano intuì che la sua vocazione era un'altra. Ferdinando era attratto dalla chiesa come da una calamita. Aveva una grande passione per servire la Messa. Era sempre presente nel coro parrocchiale a cantare con la sua bella voce. Restava a lungo in una silenziosa e assorta contemplazione. Il parroco non si stupì quando gli riferirono di averlo visto rapito in estasi davanti all'immagine della Madonna. Era un ragazzo riservato ma non isolato, mite ma non privo di iniziativa. Era buono e desiderava che anche gli altri lo fossero. Confidò alla mamma di pregare per i ragazzi cattivi affinché diventassero buoni. Sovente insegnava catechismo ai compagni. Con la famiglia Santamaria viveva una vecchia zia devota ma poco di chiesa. Il nipote ricordava alla zia che bisognava andare in chiesa ad ascoltare la Messa.

Il cammino spirituale e la vocazione

Praticava la penitenza pregando con chicchi di granturco o sassolini sotto le ginocchia. Sceglieva il cibo meno saporito e spesso digiunava completamente. Ricercava mortificazioni degne di un eremita e ripeteva di essere nato per fare penitenza. In famiglia sapevano che talvolta trascorreva parte della notte vegliando e pregando. Un testimone riferì che desiderava seguire Gesù nelle sue sofferenze. Frequentava con sempre maggiore frequenza il vicino santuario della Madonna delle Grazie, retto dai Passionisti. Parlò apertamente in famiglia del suo desiderio di vita austera. Il padre lo spinse verso il mestiere di funaio ritenendo che dovesse continuare il lavoro dei suoi avi in quanto primogenito. Il padre tentò di distoglierlo dal convento anche con severe punizioni. Il padre gli comprò un cavallo e un carretto mandandolo per fiere e mercati a vendere funi. Ferdinando indicò al padre un fiume vicino commentando lo scorrere veloce della vita. Le convinzioni del padre iniziarono a traballare ma senza arrendersi definitivamente. Una sera, tornando dalla funzione, trovò la porta di casa chiusa e dormì da una vicina. Il padre sentì un nodo alla gola e pianse ripensando alla severità usata. Il padre iniziò a comprendere ciò che la madre aveva intuito vedendolo già sacerdote e missionario. A sedici anni sapeva bene ciò che desiderava. Aveva anticipato lo studio di latino, grammatica e retorica. Il suo maestro fu don Antonio Roscia, che da giovane aveva tentato la vita di convento. Don Antonio Roscia era rientrato in famiglia per malattia conservando simpatia per i Passionisti. Studiò anche di notte a lume di candela recuperando in pochi mesi quasi tre anni di studio. Superò le ironie dei compagni che non comprendevano la sua decisione. Il padre di Ferdinando cedette alla fine alle sue richieste, confidando alla moglie Cecilia che il ragazzo non voleva fare il funaio ma aveva interesse solo per la chiesa. Il padre accompagnò Ferdinando fino alla stazione di Aquino per dargli l'ultima benedizione e l'ultimo bacio. Ferdinando divenne più allegro ed espansivo, con una gioia incontenibile dipinta sul volto. Uno dei suoi migliori amici testimoniò che Ferdinando, incontrato e apparso trasformato, gli dichiarò l'intenzione di farsi passionista. Ferdinando partì con volto lieto. Ferdinando avvertì gli scettici dicendo che se ne andava e non sarebbe tornato più. Ferdinando lasciò dietro di sé il ricordo esemplare di un ragazzo silenzioso, modesto ed irreprensibile. Ferdinando fu disobbediente una sola volta in casa, rifiutandosi di andare a chiamare il papà alla locanda per timore di sentirlo bestemmiare, il che gli avrebbe ferito il cuore.

Il noviziato e gli studi a Ceccano

Il 15 febbraio 1899 Ferdinando arrivò a Paliano, in provincia di Frosinone, per iniziare l'anno di noviziato. Il 5 marzo 1899 vestì l'abito religioso e assunse il nome di Grimoaldo per devozione verso il santo patrono del suo paese natale. La vita di novizio, fatta di solitudine, preghiera e mortificazione, si rivelò perfetta per lui e gli diede una gioia mai sperimentata prima. I confratelli più anziani e i compagni notarono in lui un impegno costante verso la perfezione. Dopo aver emesso la professione religiosa, Grimoaldo si trasferì a Ceccano, in provincia di Frosinone, per riprendere gli studi classici. Grimoaldo seguì poi lo studio della filosofia e della teologia per prepararsi al sacerdozio. Grimoaldo unì all'impegno per la santità un impegno non minore per lo studio. Con candore e sincerità si affidò alla guida del direttore spirituale. Con tenacia si dedicò ai libri per prepararsi a essere un degno sacerdote di Cristo. Accettò con gratitudine l'aiuto offerto dai confratelli negli studi per colmare le lacune della formazione ricevuta a Pontecorvo. I professori lo indicarono come modello per i compagni. Grimoaldo viveva sempre ilare, anche nelle umiliazioni, nelle contrarietà e nelle difficoltà degli studi. Nonostante i contatti minimi con il mondo esterno, la fama di Grimoaldo superò il recinto della casa religiosa. Le persone che vivevano attorno al convento notarono la sua bontà e si raccomandavano fiduciose e non invano alla sua preghiera. I genitori andarono a trovarlo insieme alla sorella Vincenzina. Il giovane figlio mostrò ai familiari tutta la sua gioia per la vocazione religiosa e la riconoscenza per l'educazione ricevuta. Il ragazzo era un colosso di salute: robusto, ben proporzionato e abbastanza alto. Grimoaldo della Purificazione era un religioso della Congregazione della Passione. Grimoaldo si preparava con fervore e gioia al sacerdozio.

La malattia e il transito al cielo

Il 31 ottobre 1902, durante una passeggiata pomeridiana nei dintorni del convento, Grimoaldo avvertì improvvisi e lancinanti dolori alla testa, vertigini e disturbi visivi. Grimoaldo tornò indietro e si mise subito a letto. Il giorno successivo, solennità di Tutti i Santi, partecipò alla celebrazione eucaristica e si comunicò devotamente. Perdurando il malessere, si rimise a letto e fu chiamato il medico. La diagnosi medica fu di meningite acuta con complicazioni. Nei giorni della malattia Grimoaldo mostrò ancora di più il suo desiderio di santità trasformando la sua camera in una scuola di virtù. Rifulse per la pazienza ammirevole, ripetendo di accettare la malattia dalla volontà di Dio. Raccomandò ai compagni di aiutarlo con la preghiera a mantenere pazienza e coraggio nell'abbracciare la croce. Con gioia sul volto si dichiarò contentissimo di fare la volontà di Dio. Negli ultimi istanti di vita il suo volto divenne splendente come il sole e i suoi occhi si fissarono su un punto della stanza. Grimoaldo si spense al tramonto del sole, calmo, sereno e tranquillo come un bambino che riposa tra le braccia della madre. La morte avvenne il 18 novembre 1902. Grimoaldo morì piamente colpito da una malattia a Ceccano presso Frosinone. Grimoaldo morì a Ceccano in provincia di Frosinone il 18 novembre 1902. Grimoaldo aveva appena diciannove anni e mezzo al momento della morte. I religiosi si fecero animo persuasi di aver perso un confratello ma di aver acquistato un santo. Grimoaldo apparve ai genitori, non presenti alla sua morte, per confortarli della perdita. I genitori vissero sereni e contenti di aver avuto un tale figlio, rivolgendosi a lui nelle loro necessità. Le spoglie mortali di Grimoaldo furono sepolte nel cimitero del paese. Nel mese di ottobre del 1962 le spoglie furono esumate e traslate nella chiesa del convento passionista di Ceccano.

Eredità spirituale e beatificazione

Nella tasca del suo abito funebre, ridotto a brandelli, fu ritrovato un pezzetto di stoffa e un biglietto con la scritta 'abito del venerabile Gabriele dell'Addolorata', una reliquia che il giovane portava sempre con sé. Il ritrovamento della reliquia avvenne dopo ben sessant'anni dalla morte. Grimoaldo durante la vita aveva guardato con particolare affetto a San Gabriele nutrendosi del suo esempio. Grimoaldo è stato descritto come un perfetto imitatore di San Gabriele. Grimoaldo fu un tenerissimo devoto della Vergine. Grimoaldo possedeva una squisita purità d'intenzione. Grimoaldo coltivava un continuo e intimo tratto con Dio. Grimoaldo era docile e maneggevole come cera nelle mani dei superiori. Quaranta anni prima di Grimoaldo, analoghe lodi erano state fatte per San Gabriele. In Grimoaldo si lodava il suo dimostrarsi cauto e guardingo nel fare gran conto delle piccole cose in cui è riposta la santità del religioso. In Grimoaldo si lodava il trovare le sue delizie nello stare davanti a Gesù sacramentato. Grimoaldo a volte passava intere ore davanti a Gesù sacramentato. In Grimoaldo si lodava il mostrare tanto fervore nella recita delle divine lodi. La fama di santità di Grimoaldo si estese enormemente. Numerose grazie furono attribuite all'intercessione di Grimoaldo. Papa Giovanni Paolo II dichiarò Grimoaldo venerabile il 14 maggio 1991. Papa Giovanni Paolo II dichiarò Grimoaldo beato il 29 gennaio 1995. Il nome di battesimo di beato Grimoaldo della Purificazione era Ferdinando Santamaria.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Grimoaldo della Purificazione?

La sua ricorrenza si celebra il 18 novembre, giorno in cui si ricorda la sua nascita al cielo.

En Ceccano, cerca de Frosinone, beato Grimoaldo de la Purificación (Ferdinando) Santamaria, religioso de la Congregación de la Pasión, que, mientras se preparaba con fervor y alegría al sacerdocio, murió piadosamente afectado por una enfermedad. — Martirologio Romano