19 de marzo
Beato Isnardo de Chiampo
Sacerdote dominico
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la vocazione domenicana
Isnardo è originario di Chiampo, in provincia di Vicenza, e visse durante il tredicesimo secolo. Mosso dal desiderio di una consacrazione totale a Dio, entrò nell'Ordine Domenicano a Bologna intorno al mille due cento diciotto. In quel momento fondamentale della sua giovinezza spirituale, fece la vestizione insieme al beato Guala, cementando una fraternità che avrebbe segnato i primi passi del loro cammino religioso. Isnardo si distinse fin da subito per il perfetto rispetto dei voti di povertà, castità e obbedienza, ponendo le basi di una testimonianza evangelica che non sarebbe passata inosservata.
Un anno dopo l'ingresso nell'Ordine, il religioso fu inviato a Milano insieme al confratello Guala per sostenere la presenza dei domenicani in terra lombarda. Successivamente, Guala fu eletto vescovo di Brescia, mentre Isnardo proseguì la sua missione e, nel mille due cento trenta, fu trasferito a Pavia. In questa nuova città strinse una profonda amicizia con il vescovo Redobaldo secondo, il quale riconobbe le sue doti pastorali e gli affidò la chiesa domenicana di Santa Maria in Nazareth. Il suo convento si trovava fuori città, presso il fiume Tesino, un luogo propizio al silenzio, alla preghiera e all'accoglienza dei fedeli che cercavano guida spirituale.
Il ministero apostolico e i prodigi
Il ministero di Isnardo a Pavia fu caratterizzato da una straordinaria fecondità spirituale. Il religioso convertì numerosi peccatori impiegando grandi doti di mente e di cuore, unite a una vita ascetica molto dura che stupiva quanti lo conosceva da vicino. Egli aveva una corporatura robusta che talvolta suscitava commenti ironici da parte di persone scettiche. La tradizione tramanda che un uomo lo insultasse pubblicamente definendolo un vecchio cetaceo e sfidasse la santità di Isnardo paragonandola alla probabilità che il barile su cui era seduto saltasse e gli rompesse una gamba. Il racconto popolare riferisce che il barile su cui l'uomo era seduto si mise improvvisamente a saltellare e gli ruppe l'arto, confermando la fama spirituale del frate.
Il sacerdote operò anche grazie straordinarie a vantaggio dei sofferenti, come quando risanò la gamba di un malato davanti a un miscredente che lo derideva. La sua fama crebbe a tal punto da raggiungere la Francia e la Chiesa di San Martino di Tours. I canonici di San Martino di Tours lo vollero come procuratore nelle terre di Alessandria, Pavia, Bergamo, Peschiera, Brescia, Sirmione e Verona, che erano loro antiche tributarie, affidandogli un compito di grande responsabilità diplomatica e amministrativa che egli assolse con rettitudine.
Il transito e la conferma del culto
Isnardo morì il diciannove marzo del mille due cento quarantaquattro, lasciando un rimpianto profondo nella comunità pavese e tra quanti avevano beneficiato del suo apostolato. Fu sepolto inizialmente nella chiesa domenicana di Pavia, dove il suo sepolcro fu pieno di ex voto fino alla fine del diciottesimo secolo, a testimonianza della devozione popolare. Tra le grazie attribuite alla sua intercessione si ricordano alcuni prigionieri che lo avevano invocato e che lasciarono le loro catene per riconoscenza dopo aver ritrovato la libertà, oltre alla guarigione di alcuni malati, tra cui una monaca dell'ordine delle Umiliate gravemente malata. I suoi resti riposano attualmente nella basilica pavese dei Santi Gervasio e Protasio.
L'autorità religiosa di Pavia fece richiesta alla Santa Sede per la conferma del culto, la quale fu concessa il dodici marzo del diciannove cento diciannovesimo. Per la conferma del culto vi furono grandi feste e fu concessa la Messa in suo onore, coronando il lungo cammino di venerazione riservato al sacerdote dell'Ordine dei Predicatori. L'autore del testo di approfondimento dedicato a questa figura è Daniele Bolognini, che ne ha ricostruito la vicenda terrena attingendo alle fonti storiche.
Su vida y ministerio
El camino espiritual del Beato Isnardo comenzó al ingresar en la Orden de Predicadores en la ciudad de Bolonia, alrededor del año mil doscientos dieciocho. Desde aquel momento, abrazó con sencillez y firmeza el ideal de vida dominico, preparándose para la misión que le sería encomendada. Su celo apostólico lo llevó a recorrer diversos lugares, siempre con el propósito de servir a la comunidad y anunciar el mensaje del Evangelio con la sobriedad propia de su vocación sacerdotal.
En el año mil doscientos treinta, fue trasladado a la ciudad de Pavía, específicamente a la iglesia de Santa María en Nazareth. Allí, el Beato Isnardo demostró su capacidad organizativa y su profundo amor por la vida comunitaria al fundar un nuevo convento dominico. Esta labor no solo fortaleció la presencia de la Orden, sino que permitió que la vida de oración y estudio echara raíces profundas en la ciudad. Durante los años siguientes, trabajó con dedicación, siendo un referente de fidelidad a la regla y un guía para sus hermanos. Su vida terrenal concluyó el diecinueve de marzo del año mil doscientos cuarenta y cuatro, siendo sepultado en la misma ciudad de Pavía, donde su recuerdo ha sido preservado con gratitud a lo largo de los siglos.
El culto y memoria
La figura del Beato Isnardo de Chiampo continúa siendo un modelo de fidelidad y servicio para los fieles. La Iglesia reconoció oficialmente su santidad el doce de marzo de mil novecientos diecinueve, mediante el decreto de la Santa Sede que confirmó su culto. Este reconocimiento permite que su intercesión sea invocada con confianza por quienes buscan seguir el ejemplo de los santos.
Su memoria litúrgica se celebra el diecinueve de marzo, conforme al Martirologio Romano, fecha que coincide con el aniversario de su tránsito al cielo. En la diócesis de Pavía, donde reposan sus restos, el culto se celebra de manera especial el veintidós de marzo. A través de estas celebraciones, la comunidad cristiana mantiene viva la memoria de quien, con humildad, trabajó por la edificación de la Iglesia y el crecimiento espiritual de sus hermanos en la fe.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Isnardo de Chiampo?
Il Martyrologium Romanum colloca la sua festa il diciannove marzo, mentre nella diocesi di Pavia la sua memoria si celebra il ventidue marzo.
Qual era il ruolo del Beato Isnardo nella Chiesa?
Il martirologio lo definisce sacerdote dell'Ordine dei Predicatori, ricordando il suo impegno come fondatore di un convento a Pavia e procuratore per la Chiesa di San Martino di Tours.
En Pavía, beato Isnardo de Chiampo, sacerdote de la Orden de los Predicadores, que en esta ciudad fundó un convento de su Orden. — Martirologio Romano