29 de septiembre
Beato José Casas Ros
Seminarista y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la vocazione
Il cammino umano e spirituale del beato José Casas Ros affonda le radici nella laboriosità di una famiglia di operai. Venne alla luce a Ordal, località nei pressi di Barcellona, il 26 agosto 1916, primogenito di una casa umile ma ricca di valori cristiani. Tre giorni dopo la nascita, il 29 agosto 1916, ricevette il sacramento del battesimo, che segnò l'inizio della sua appartenenza alla Chiesa. Gli anni dell'infanzia trascorsero nella normalità della vita paesana e familiare, arricchiti dalla grazia della Cresima, conferita il 9 maggio 1925. Sentendo nel cuore la chiamata del Signore, il giovane manifestò precocemente il desiderio di consacrarsi al servizio dell'altare. Nel 1928, a soli dodici anni, varcò la soglia del Seminario Conciliare di Barcellona per iniziare gli studi ecclesiastici. In quell'istituto visse gli anni della giovinezza nutrendo la propria vocazione con lo studio, la meditazione e la preghiera quotidiana. Il 15 ottobre 1934, durante gli anni del seminario, José ricevette la dolorosa notizia dell'uccisione di sette seminaristi a Oviedo, avvenuta il 7 ottobre precedente. Quei giovani servitori della Chiesa, successivamente beatificati nel 2019, colpirono profondamente la sensibilità del seminarista catalano. Di fronte a quella notizia tragica, José espresse apertamente il desiderio e l'auspicio di poter essere anche lui un seminarista martire, mostrando una consapevolezza spirituale straordinaria per la sua età e prefigurando il destino che lo avrebbe atteso di lì a pochi anni.
L'arresto e il martirio
Allo scoppio della guerra civile spagnola, preceduta e accompagnata da diffuse e violente persecuzioni contro i cattolici, José Casas Ros si trovava in vacanza al suo paese natale, lontano dalle aule del seminario. Il clima di odio ideologico e religioso rese presto pericolosa la presenza dei seminaristi e dei sacerdoti nella regione. Il 27 settembre 1936 il giovane fu tratto in arresto, vittima anche della delazione di un uomo del suo stesso paese che ne aveva denunciato la presenza. Insieme a lui fu catturato suo cugino, il carmelitano scalzo fra Gioacchino di San Giuseppe, con il quale condivise la prigionia e il tragico epilogo. I due giovani parenti furono dapprima condotti a Vilafranca del Penedés, nei pressi di Barcellona, affrontando le ore della cattura con serenità interiore. Il giorno successivo all'arresto, il ventotto settembre 1936, José fu condotto sulla piazza di Moià, vicino a Barcellona, dove subì la fucilazione. La morte sopraggiunse senza alcun processo e unicamente perché il seminarista non aveva voluto rinunciare alla fede in cambio della libertà. Al momento della morte, il beato José Casas Ros aveva appena compiuto vent'anni, mentre suo cugino ne aveva ventuno. I loro corpi furono sepolti nel cimitero di Moià il 29 settembre 1936, custodendo nella terra il seme di una testimonianza suprema. Successivamente, il 24 maggio 1945, i resti mortali dei due martiri furono riesumati per essere traslati nei luoghi d'origine: le spoglie di José furono portate nel cimitero del suo paese natio, mentre quelle di fra Gioacchino trovarono sepoltura nel cimitero di Badalona. Un segno eloquente della memoria familiare e cristiana di quei giorni drammatici è legato alla figura di uno dei fratelli del seminarista, Francesc Xavier, che all'epoca dei fatti aveva appena sette anni e sarebbe in seguito divenuto sacerdote. Nelle sue memorie, Francesc Xavier lasciò scritto di non aver mai sentito parole di odio pronunciate dai suoi genitori, i quali non manifestarono mai desideri di vendetta contro l'uomo del loro paese che aveva denunciato la presenza di José, testimoniando così un perdono evangelico autentico e profondo.
La causa di beatificazione
Il riconoscimento ufficiale del martirio del beato José Casas Ros richiese un lungo e rigoroso iter giuridico ed ecclesiastico condotto dalla Congregazione delle Cause dei Santi. José e suo cugino furono inclusi in un'ampia causa comprendente sessantaquattro presunti martiri uccisi nella diocesi di Barcellona durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola. Di quel gruppo facevano parte quarantaquattro Fratelli delle Scuole Cristiane, tredici Carmelitani Scalzi, una Suora Carmelitana della Carità, oltre allo stesso José e a suo cugino. Per tutti i sessantaquattro candidati si svolse un unico processo, reso possibile dall'ottenimento dell'autorizzazione della Sacra Congregazione dei Riti. Le sessioni del processo diocesano si celebrarono con cura meticolosa dal 13 novembre 1952 al 7 giugno 1959. Il lavoro istruttorio proseguì negli anni successivi fino a quando l'inchiesta diocesana fu formalmente convalidata il 18 ottobre 1991. Sulla base di quella documentazione, la 'Positio super martyrio' fu redatta e presentata nel 1993, offrendo la ricostruzione storica e teologica delle vicende dei servi di Dio. La Positio fu esaminata con esito positivo dai Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi il 18 novembre 2003. Il 20 aprile 2004 il medesimo documento fu sottoposto all'esame dei cardinali e dei vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi, che ne confermarono la validità. Il 22 giugno 2004 fu promulgato il decreto che riconosceva ufficialmente l'uccisione in odio alla fede per tutto il gruppo dei sessantaquattro candidati, alla presenza del Papa san Giovanni Paolo II. L'iter giunse alla sua solenne conclusione il 28 ottobre 2007, quando i sessantaquattro candidati furono beatificati in piazza San Pietro a Roma. Il rito di beatificazione fu presieduto dal cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nella medesima e memorabile cerimonia furono elevati agli altari complessivamente quattrocentonovantotto martiri della medesima persecuzione in Spagna. A coronamento di questo percorso ecclesiale, la memoria liturgica dei beati è stata fissata al sei novembre, giorno in cui la Chiesa commemora la loro fedeltà incrollabile a Cristo.
Su camino de fe
El camino de José Casas Ros comenzó en la localidad de Ordal, donde nació en 1916. A los doce años, movido por un deseo sincero de servir a Dios y a su Iglesia, ingresó en el Seminario Conciliar de Barcelona en 1928. Durante su estancia en esta institución, José se preparó con dedicación para el ministerio sacerdotal, consolidando una espiritualidad marcada por la sencillez y la confianza en la providencia divina. Sus años de formación transcurrieron en un ambiente de estudio y oración, preparando su corazón para los tiempos difíciles que la historia le tenía reservados.
Con el estallido de la guerra civil española, la situación social y política se tornó extremadamente hostil para los cristianos. En septiembre de 1936, mientras se encontraba lejos de su hogar, José fue arrestado debido a su condición de seminarista. A pesar de la presión ejercida sobre él para que renunciara a sus creencias, mantuvo una firmeza admirable. El veintisiete de septiembre, tras su detención, se enfrentó a la prueba definitiva. Al día siguiente, el veintiocho de septiembre de 1936, en la localidad de Moià, fue fusilado tras negarse rotundamente a renegar de su fe. Su muerte prematura no fue el final de su historia, sino el nacimiento de un testimonio que ha trascendido el tiempo, recordándonos que la fidelidad a Dios está por encima de cualquier circunstancia humana o política.
El reconocimiento de la Iglesia
El sacrificio del seminarista José Casas Ros fue reconocido solemnemente por la Iglesia católica décadas después de su martirio. El veintiocho de octubre de 2007, en una emotiva ceremonia celebrada en la Plaza de San Pedro, el Papa Benedicto Dieciséis lo inscribió en el catálogo de los beatos, junto a una multitud de mártires que dieron su vida por el Evangelio en España durante el siglo veinte.
Este reconocimiento oficial no solo honra su memoria, sino que invita a los fieles de hoy a reflexionar sobre la importancia de la coherencia de vida. La Iglesia, al proponer su figura, destaca la valentía de un joven que, aun ante la amenaza de la muerte, supo elegir la lealtad a sus convicciones. El culto al Beato José Casas Ros se celebra con especial devoción, recordando que su entrega sigue siendo una luz que ilumina el camino de quienes buscan vivir con autenticidad su pertenencia a Cristo en cualquier tiempo y lugar.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato José Casas Ros?
La memoria liturgica del beato José Casas Ros si celebra il 6 novembre, mentre la sua ricorrenza originaria è legata alla data della nascita al cielo avvenuta il ventotto settembre.
Qual è il giorno della sua festa liturgica indicato nei dati?
La memoria liturgica dei beati del gruppo di cui fa parte è stata fissata al 6 novembre.