20 de junio
Beato Juan Bautista Zola
Sacerdote jesuita, fundador
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Orígenes y primeros pasos en la misión
Los jesuitas con san Francesco Saverio fueron los primeros en iniciar l'evangelizzazione del Giappone. San Francesco Saverio visse tra il 1506 y el 1552. L'evangelizzazione del Giappone se desarrolló con notevoli risultati nei decenni successivi al 1549, un periodo in cui i Gesuiti erano allora l'unico Ordine religioso presente nel Giappone. Nel 1587 i cattolici giapponesi erano circa 300.000, e il centro principale della comunità cattolica giapponese era Nagasaki. Nel 1587 lo shogun Hideyoshi, denominato dai cristiani 'Taicosama', emanò un decreto di espulsione contro i Gesuiti per ragioni non chiarite, sebbene Hideyoshi era stato fino ad allora condiscendente verso i cattolici. Il decreto di espulsione fu in parte eseguito, ma la maggior parte dei Gesuiti rimase in Giappone attuando una strategia di prudenza, in silenzio e continuando con cautela l'opera evangelizzatrice. Nel 1593 sbarcarono in Giappone alcuni Frati Francescani provenienti dalle Filippine. I Frati Francescani iniziarono senza prudenza una predicazione pubblica, contrariamente ai Gesuiti. Si aggiunsero complicazioni politiche tra la Spagna e il Giappone. Le complicazioni politiche e la predicazione pubblica provocarono la reazione dello shogun Hideyoshi, che ordinò di imprigionare i francescani e alcuni neofiti giapponesi. I primi arresti avvennero il 9 dicembre 1596. I 26 arrestati comprendevano tre gesuiti giapponesi. I 26 arrestati subirono il martirio il 5 febbraio 1597. I protomartiri del Giappone furono crocifissi e trafitti nella zona di Nagasaki. La zona del martirio prese poi il nome di 'santa collina'. I protomartiri furono proclamati santi da papa Pio IX nel 1862. Dopo un periodo di tregua, la comunità cattolica aumentò nonostante la persecuzione per l'arrivo di altri missionari. Arrivarono missionari domenicani e agostiniani oltre a gesuiti e francescani.
En este contexto de siembra y primeras pruebas nació Giovanni Battista Zola en Brescia en el siglo XVI, concretamente en el año 1575. La Compagnia di Gesù fu fondata da sant'Ignazio di Loyola tra il 1491 y el 1556. Zola conobbe la spiritualità della Compagnia di Gesù ed entrò tra i Gesuiti a vent'anni. Giovanni Battista Zola fu destinato all'attività missionaria per sua inclinazione. La prima destinazione di Zola fu l'India nel 1602, dove rimase fino al 1606. Zola fu in seguito destinato alla Corea, ma giunse infine in Giappone a causa di diverse circostanze. Zola si stabilì nella regione insulare del Tacacu. Zola svolse il suo ministero apostolico nel Tacacu per 20 anni nonostante la cagionevole salute. Zola riuscì a pubblicare piccole riviste cattoliche in Giappone. Zola fu descritto come apostolo infaticabile, di soda virtù e soavissima carità. Zola fu caro e stimato dai giapponesi dopo averne appreso ottimamente lingua e costumi. Zola scrisse un libro sulla devozione alla Madonna, verso cui nutriva un tenderissimo amore. Zola si adoperò molto per diffondere il culto della Madonna fra i cristiani.
La tempestad de la persecución y el ministerio en la prueba
Nel 1614 la comunità cattolica subì una furiosa persecuzione decretata dallo shogun Ieyasu, chiamato Taifusama. La persecuzione del 1614 si prolungò per alcuni decenni distruggendo quasi completamente la comunità in Giappone. La persecuzione causò moltissimi martiri e molte apostasie tra i fedeli giapponesi atterriti. I motivi della persecuzione inclusero la gelosia dei bonzi buddisti che minacciavano la vendetta dei loro dei. Altri motivi furono il timore di Ieyasu e dei suoi successori Hidetada e Iemitsu per l'influsso di Spagna e Portogallo, ritenuti spie. La persecuzione fu alimentata anche dagli intrighi dei violenti calvinisti olandesi e dall'imprudenza di molti missionari spagnoli. Dal 1617 al 1632 la persecuzione toccò il picco più alto di vittime. I supplizi furono vari e raffinati secondo lo stile orientale, senza risparmiare i bambini. I martiri appartenevano a ogni condizione sociale, dai missionari ai nobili, matrone, vergini, vecchi, bambini e sacerdoti giapponesi. La maggior parte dei martiri fu legata a un palo e bruciata a fuoco lento. La 'santa collina' di Nagasaki fu illuminata per sere e notti da torce umane. Altri martiri furono decapitati o tagliati membro per membro.
Nel 1614 scoppiò una persecuzione che aumentò le difficoltà fino a mettere a repentaglio la vita di padre Zola. Nonostante il pericolo, poté recare in carcere conforto religioso al padre gesuita Pietro Paolo Navarra prima del suo martirio avvenuto il primo novembre 1622. Rimase edificato dalla fede di padre Pietro Paolo Navarra e dal suo ardente desiderio di dare la propria vita per il Regno di Cristo. Ricevette da padre Pietro Paolo Navarra la profezia che sarebbe stato martire anche lui. Nel 1625 la persecuzione assunse toni più violenti e sanguinari. Nel 1625 vi fu la caccia al cristiano finalizzata ad ucciderlo o a farlo apostatare. Il 22 dicembre padre Giovanni Battista Zola fu arrestato insieme al suo catechista, il coreano Vincenzo Caun. Fu detenuto a Scimabara per più di sei mesi. Sopportò la dura prigionia, aggravata dalla malferma salute, ringraziando Dio e abbandonato alla Sua volontà. In uno scritto inviato al Padre Provinciale affermò che stavano contenti ed allegri aspettando la loro ora. Egli era dispiaciuto solo di non avere arredi per celebrare Messa, né libri spirituali, né breviario, né corone del rosario. Il 17 giugno i prigionieri furono trasferiti da Scimabara a Nagasaki.
El martirio supremo y la gloria de los beatos
Il 20 giugno 1626 padre Zola fu arso vivo sulle colline di Nagasaki insieme ad altri otto martiri gesuiti. Il gruppo dei martiri comprendeva Francesco Pacheco portoghese, Baldassarre De Torres spagnolo, Giambattista Zola italiano, Pietro Rinscei giapponese, Vincenzo Caun coreano, Giovanni Kinsaco giapponese, Paolo Xinsuki giapponese, Michele Tozò giapponese e il fratello coadiutore giapponese Gaspare Sadamatzu. La celebrazione liturgica del gruppo è fissata al 20 giugno. Il Martirologio ricorda a Nagasaki in Giappone i beati martiri Francesco Pacheco, sacerdote, e otto compagni della Compagnia di Gesù, condannati al rogo in odio alla fede.
La Chiesa riconobbe la validità del martirio per almeno 205 vittime oltre ai primi 26 santi del 1597. Papa Pio IX il 7 luglio 1867 proclamò beate le 205 vittime. Dei 205 beati, 33 erano della Compagnia di Gesù. Dei 205 beati, 23 erano agostiniani e terziari agostiniani giapponesi. Dei 205 beati, 45 erano domenicani e terziari O.P. Dei 205 beati, 28 erano francescani e terziari. Gli altri beati erano fedeli giapponesi, intere famiglie e Confratelli del Rosario. Gli Ordini religiosi celebrano i beati in giorni separati o a gruppi. Tra i 33 Gesuiti beati figura l'italiano Giovanni Battista Zola. Gli Ordini religiosi celebrano i beati a gruppi o singolarmente in date diverse; 20 giugno.
Una vida entregada a la misión
El camino del Beato Juan Bautista Zola comenzó en Brescia, su ciudad natal, donde dio sus primeros pasos hacia la vida consagrada. Al ingresar en la Compañía de Jesús a los veinte años, inició un periodo de formación y entrega que pronto lo conduciría fuera de sus fronteras. Su celo apostólico se manifestó primeramente en la India, donde desarrolló labores misioneras entre los años 1602 y 1606. Aquellos años fueron fundamentales para forjar su capacidad de adaptación y su profundo amor por las almas, preparándolo para los desafíos que encontraría más tarde en su misión definitiva en el Japón.
Al trasladarse a tierras japonesas, el padre Zola se estableció en la región de Tacacu. Allí, durante veinte años, llevó a cabo un incansable ministerio apostólico, acompañando a las comunidades locales con paciencia y oración. Su presencia fue un pilar para los cristianos en un tiempo de creciente hostilidad hacia la fe. La firmeza de su compromiso lo llevó a ser arrestado en Scimabara el 22 de diciembre de 1625. A pesar de la adversidad, mantuvo su entereza hasta el momento final, cuando entregó su vida al ser arrojado al fuego en Nagasaki el 20 de junio de 1626, convirtiéndose en un testimonio luminoso de amor a Cristo.
El recuerdo de su beatificación
La memoria del Beato Juan Bautista Zola ha sido preservada por la Iglesia con gran veneración a lo largo de los siglos. Su sacrificio no quedó en el olvido, sino que fue reconocido oficialmente por el Papa Pío Noveno en el año 1867, al elevarlo a los altares mediante el decreto de beatificación. Este reconocimiento subraya la importancia de su entrega como mártir del siglo diecisiete, un hombre que supo transformar su vida en una ofrenda viva en favor del mensaje de salvación.
Actualmente, el recuerdo de su existencia nos invita a reflexionar sobre la perseverancia en la fe. La celebración de su memoria cada 20 de junio nos permite unirnos en oración, reconociendo en él a un intercesor que, desde la gloria del cielo, acompaña a quienes enfrentan las dificultades de la vida cotidiana. Su historia, sencilla en sus hechos pero profunda en su significado, continúa iluminando el camino de los fieles, recordándonos que la entrega de sí mismo por amor a Dios es el camino más noble para alcanzar la plenitud.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Juan Bautista Zola?
La ricorrenza liturgica si celebra il 20 giugno, sebbene gli Ordini religiosi celebrino i beati a gruppi o singolarmente in date diverse.
Di cosa è patrono il beato Juan Bautista Zola?
Nei dati forniti non sono menzionati specifici patronati.
En Nagasaki en Japón, beatos mártires Francisco Pacheco, sacerdote, y ocho compañeros, de la Compañía de Jesús, condenados a la hoguera en odio a la fe. — Martirologio Romano