23 de octubre
Beato Juan Bono
Religioso
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Dalla giovialità del giullare alla conversione nel silenzio
Il Beato Juan Bono nacque a Mantova verso il 1168. La sua nascita avvenne nel periodo in cui Mantova entrava a far parte della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa, il quale fu poi sconfitto a Legnano nel 1176. La tradizione riferisce che i suoi genitori si chiamassero Giovanni e Bona, e che dai loro nomi sia poi derivato il suo. Rimasto orfano di padre da bambino, a circa sedici anni lasciò sua madre e la casa, andando a vivere per conto suo. Girovagò per le varie regioni d'Italia come attore comico e giullare nella sua gioventù. Il mestiere di attore comico all'epoca produceva qualche personaggio famoso e parecchi morti di fame. Tra i cristiani vi era chi considerava attori e giullari dannati senza rimedio, forse per il ricordo di epoche pagane in cui i cristiani venivano scherniti negli spettacoli. Egli visse questa fase della propria esistenza inventandosi un suo linguaggio sgrammaticato e spinto.
La svolta giunse quando si ammalò gravemente verso il 1209, o verso i quarant'anni d'età. Attribuì la grave sofferenza al genere di vita che conduceva e si propose di mutare vita e fare penitenza dei suoi peccati. Recuperata la salute, divenne un altro e cominciò ad attuare la sua promessa, donandosi interamente in penitenza e amore a Cristo e alla Chiesa. Andò in cerca di solitudine, isolandosi dapprima come solitario vicino a Bertinoro in Romagna. Dal 1210 o poco dopo fino al 1249 visse in un luogo più appartato chiamato Butriolo, presso Cesena. Praticò solitudine e preghiera al modo degli antichi Padri del deserto, scegliendo il silenzio al posto di risate e applausi.
Nell'eremo teneva un crocifisso, un'immagine della Vergine, una pila per l'acqua benedetta e una tavola sulla quale dormiva vestito. I cardi e i rovi usati nei giorni di maggior penitenza venivano sostituiti, quando era ammalato, con un po' di paglia e due mantelli, uno sopra la tavola e l'altro per coprirsi. Accanto al suo eremo fu presto edificata la chiesa di Santa Maria di Butriolo, dove andava tutti i giorni per ascoltare la Messa. I testimoni del suo processo assicurano che si confessava frequentemente e che era umile, benigno e caritatevole. Praticò digiuni così lunghi e aspri che molti dicevano che a nutrirlo fossero lo Spirito Santo e la grazia di Dio. Era chiamato Zambono, e sapeva rigaudagnare i fedeli con l'esempio della sua vita povera, che toglieva argomenti a chi accusava di avidità la gente di Chiesa.
La fondazione dell'Ordine e gli anni della maturità spirituale
Ebbe subito dei seguaci nel luogo di Butriolo. I seguaci costruirono la prima casa della futura Congregazione, mentre lui continuò a vivere nel suo eremo. La comunità fu autorizzata dal vescovo di Cesena. Da quando cominciò ad avere seguaci, iniziarono anche le visite delle persone attratte dalle sue conversazioni spirituali. Molte persone passavano dall'eremo, scambiavano qualche parola con lui, osservavano il suo modo di vivere e decidevano di condividerlo. Esercitò un grande frutto nei suoi discorsi con persone di ogni ceto. Nonostante fosse un laico e un analfabeta, in seguito parlava in una lingua nuova imparata dalle parole della Messa, dai salmi, dai confessori e predicatori. Si limitava ad ascoltare la Messa e l'Ufficio divino, sfogando a parte il suo fervore con il Padre nostro, l'Ave Maria, il Credo, il Miserere e qualche altro salmo che sapeva a memoria.
Il suo patrimonio spirituale derivava dall'educazione cristiana ricevuta nella casa paterna, dai discorsi ascoltati dopo la conversione e dal ricordo dei testi della Sacra Scrittura ripetuti nelle conversazioni. Questo piccolo capitale di dottrina si arricchì con l'esercizio delle virtù cristiane e l'intimità con Dio. Alcuni volontari si fermarono a vivere con lui e come lui, facendo nascere la comunità nel giro di alcuni anni. Nel 1231 Giovanni consegna la regola di Sant'Agostino ai primi compagni. Non avendo alcuna delle Regole approvate, i suoi fecero ricorso a Roma e ottennero che fosse data loro la Regola di Sant'Agostino. Giovanni consegna la regola alle comunità che nascono in Emilia, Romagna e Lombardia. Le comunità fondate sono in tutto ventisei e formano l'Ordine degli eremiti, che ha come capo l'ex giullare analfabeta. Il suo Istituto si propagò in diverse parti, raccogliendo l'ammirazione e la fiducia della gente verso uomini votati alla povertà radicale e al silenzio.
Quando contava una settantina d'anni, volle porre in mani più forti la direzione delle sue comunità. Verso il 1238, all'età di settant'anni, Giovanni lascia la guida dell'Ordine, potendosi così dedicare maggiormente negli ultimi dieci anni alla contemplazione. La terza fase della vita di Giovanni è appunto quella del silenzio interiore ed esteriore, vissuta con la stessa intensità che aveva caratterizzato l'inizio della sua conversione.
Il ritorno a Mantova, il transito e il culto
Avvertendo il richiamo della terra abbandonata in gioventù, Giovanni avverte il richiamo di Mantova. Ai primi di ottobre del 1249 cominciò con alcuni discepoli il viaggio verso Mantova. Nel mese di ottobre del 1249 si avvia verso Mantova con alcuni compagni, raggiungendo l'eremo di Sant'Agnese in Porto, noto anche come Sant'Anna in Porto. Giunto a Mantova, si ritirò in questo luogo di preghiera, dove si consumarono i suoi ultimi giorni. Morì il 16 ottobre 1249 nell'eremo di Sant'Agnese in Porto a Mantova. La sua dipartita terrena chiuse una parabola di straordinaria conversione, lasciando un profondo vuoto spirituale tra i suoi discepoli.
Dopo la morte, le voci di miracoli fanno accorrere migliaia di fedeli. La gente sente i religiosi vicini a sé e a Dio, capaci di prodigi per il bene. L'eremo di Sant'Agnese vede arrivare folle di pellegrini che portano infiniti racconti di miracoli compiuti da Giovanni, soprattutto guarigioni. Per far luce su questi eventi e sulla fama di santità, la causa di beatificazione ha inizio nel 1251 per ordine di papa Innocenzo IV, sebbene la causa di beatificazione si interrompesse alla morte dello stesso pontefice. I resti di Giovanni erano custoditi a Mantova nella chiesa di Sant'Agnese. Dopo la soppressione del convento degli agostiniani nel diciottesimo secolo, le reliquie furono portate nel Duomo di Mantova, nel Santuario di Santa Maria dei Voti.
Papa Sisto IV proclama Giovanni beato nel 1483. La Chiesa riconosce ufficialmente la santità di questo umile eremita che seppe trasformare la propria vita in un'offerta gradita a Dio. La tradizione riferisce che la sua opera continui a proteggere quanti si affidano alla sua intercessione.
La vida
La trayectoria del Beato Juan Bono es una lección de transformación interior. Originario de Mantua, su juventud transcurrió entre las artes del espectáculo, una etapa que concluyó de manera definitiva en el año mil doscientos nueve, cuando una enfermedad severa le permitió vislumbrar la fragilidad de la vida y el llamado a un propósito superior. Este punto de inflexión le llevó a buscar el retiro espiritual, estableciéndose en Butriolo en el año mil doscientos diez, donde permaneció hasta el final de sus días en el año mil doscientos cuarenta y nueve.
A lo largo de estos años, su compromiso con la vida eremítica le impulsó a fundar una congregación religiosa, adoptando la Regla de Sant'Agostino como guía para su comunidad. Con presencia en lugares como Bertinoro, Cesena y su natal Mantua, el Beato Juan Bono dedicó sus energías a organizar la vida espiritual de aquellos que, como él, buscaban la soledad y el silencio. Sin embargo, su espíritu siempre tendió hacia la contemplación pura. Por este motivo, hacia el año mil doscientos treinta y ocho, tomó la decisión de renunciar a la dirección de la orden que él mismo había fundado. Este gesto de desprendimiento le permitió dedicarse plenamente a la oración solitaria en el eremo de Sant'Agnese en Porto, lugar donde entregó su alma a Dios. Su vida, que abarcó gran parte del siglo trece, permanece como un ejemplo de sobriedad y abandono confiado en la voluntad divina, recordándonos que nunca es tarde para cambiar el rumbo del corazón y buscar la santidad.
El culto
El culto al Beato Juan Bono ha sido sostenido con devoción a través de los siglos, reconociendo en él a un intercesor humilde y un modelo de vida cristiana auténtica. La confirmación oficial de su santidad por parte del Papa Sixto Cuarto en el año mil cuatrocientos ochenta y tres consolidó su lugar en la memoria de la Iglesia, permitiendo que los fieles celebren su testimonio de vida con gratitud y esperanza.
La memoria litúrgica del Beato se celebra cada veintitrés de octubre, un día en el que la comunidad recuerda su entrega y el ejemplo de su conversión radical. Es importante notar que, por una tradición particular de la diócesis de Mantua, su festividad se traslada al dieciséis de octubre. Estas fechas son momentos propicios para reflexionar sobre la importancia de la contemplación y el silencio en nuestra propia existencia. La figura del Beato Juan Bono continúa inspirando a quienes buscan encontrar a Dios en la sencillez del día a día, recordándonos que, al igual que él, cada uno de nosotros está llamado a una renovación constante del espíritu, dejando atrás las distracciones pasajeras para centrarse en lo que realmente es eterno y valioso.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Juan Bono?
La memoria liturgica si celebra il 23 ottobre insieme a San Guglielmo eremita, mentre nella diocesi di Mantova la ricorrenza si festeggia il 16 ottobre.
Quale fu il ruolo del Beato Juan Bono nella Chiesa?
Fu eremita, fondatore dell'Ordine degli eremiti sotto la Regola di Sant'Agostino e guida spirituale di ventisei comunità monastiche diffuse in Emilia, Romagna e Lombardia.
En Mantua, beato Juan Bono, eremita, que, de joven, dejada la madre, erró por varias regiones de Italia ejerciendo el oficio de juglar y de actor cómico, pero a la edad de cuarenta años, después de haberse gravemente enfermado, hizo voto a Dios de abandonar el mundo para donarse enteramente en penitencia y amor a Cristo y a la Iglesia y fundó una Congregación bajo la regla de san Agustín. — Martirologio Romano