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1 de enero

Beato Juan de Montecorvino

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione

Giovanni da Montecorvino nacque nel 1247 in un contesto geografico che la tradizione storica divide tra differenti ipotesi. Secondo alcune fonti nacque a Montecorvino Rovella nel Salernitano, mentre altre indicano Montecorvino di Puglia nella Daunia, nei pressi di Lucera. A sostegno dell'origine pugliese viene citata la preziosa testimonianza di fra Elemosina, suo confratello e contemporaneo, il quale nel suo Chronicon lo definisce Frater Ioannes de Montecorvino Apuliae. Trascorse la giovinezza nello stato laicale. Fra Giovanni Marignolli, altro suo confratello e celebre missionario contemporaneo, scrisse che in gioventù fu soldato, giudice e dottore per l'imperatore Federico, e che sarebbe entrato nell'Ordine dei Frati Minori all'età di settantadue anni. Queste informazioni sulla tarda entrata nell'ordine e sul servizio imperiale sono tuttavia ritenute inesatte e probabilmente attribuibili a errori dei copisti. A fare chiarezza intervenne lo stesso Giovanni in una lettera scritta nel gennaio del 1305, nella quale dichiarava di avere cinquantotto anni e di essere religioso e missionario da più di vent'anni. Fra Elemosina lo ricorda come un devoto imitatore di San Francesco, severo nell'osservanza della Regola e fervido nell'insegnamento e nella predicazione. Fra Giovanni Marignolli lo definì inoltre molto dotto e sapiente, usando l'espressione doctissimus et scientissimus.

Le prime missioni in Medio Oriente e in India

Intorno al 1279 fu inviato insieme ad altri frati minori in Armenia, Persia e in altre regioni del Medio Oriente. In Medio Oriente ottenne notevoli risultati per la diffusione della fede e della civiltà cristiana. Nel 1289, dopo dieci anni di missione, tornò in Italia per riferire al papa Niccolò IV e ricevere nuove istruzioni. Si presentò al pontefice anche in veste di ambasciatore del re d'Armenia Haiton II e del re d'Armenia e di Persia Argun, i quali erano minacciati dalle richieste tributarie e dagli attacchi dei Tartari e dei Saraceni. Nel 1289 ripartì per le missioni orientali come legato pontificio presso i re d'Armenia e Persia, altri principi orientali e il Gran Khan della Cina, Kubilai. Portava con sé lettere del papa dirette a questi sovrani e ai patriarchi di Antiochia e Georgia. Il 15 luglio 1289 lasciò Rieti, la città in cui risiedeva la curia papale, munito delle più ampie facoltà per diffondere il Vangelo tra i popoli asiatici. Partendo da Venezia o da Ancona, raggiunse per prime Antiochia e la Georgia, recandosi successivamente a Sis, capitale dell'Armenia, e a Tabriz, sede del re di Persia. A Tabriz svolse un breve apostolato, venendo accolto nei conventi dei Minoriti e dei Domenicani. Nel 1291 riprese il viaggio verso l'India accompagnato solo da Nicolò da Pistoia e dal ricco e pio mercante italiano Pietro Lucalongo. In India operò per tredici mesi, convertendo un buon numero di abitanti. Costruì una chiesa per i neo-convertiti indiani a Maliapur, vicino San Tomé, nel territorio di Madras. In India perse il compagno domenicano Nicolò da Pistoia, che seppellì nella chiesa appena edificata. Continuò il viaggio verso la Cina insieme a Pietro Lucalongo, probabilmente via mare, risultando tra i primi a utilizzare la rotta marittima tra l'India e la Cina, come notato dallo storiografo Almagià.

L'apostolato a Khambalik

Nel 1294 ripartì da un porto cinese non identificato alla volta di Khambalik, l'odierna Pechino, che era la capitale del Gran Khan. Al suo arrivo fu accolto con grandi onori come legato di Roma da Timur, successore di Kubilai, morto il 18 febbraio 1294. Timur gli offrì ospitalità presso la corte imperiale e Giovanni iniziò subito la sua opera missionaria invitando il Gran Khan ad abbracciare il cristianesimo. Il Gran Khan Timur rimase legato all'idolatria, pur dimostrandosi benevolo verso i cristiani. Ebbe invece grande successo la predicazione condotta presso Giorgio, re nestoriano di Tenduc. Il re Giorgio si convertì al cattolicesimo, volle ricevere gli Ordini minori e condusse alla nuova fede molti dei suoi sudditi. Re Giorgio fece costruire per i fedeli una chiesa dedicata alla Santissima Trinità, denominata Chiesa romana in onore del papa e del suo legato. A causa di ciò, il re Giorgio fu accusato di apostasia dai nestoriani. Contemporaneamente i nestoriani accusarono Giovanni di essere un impostore, un mago e un falso legato papale. Queste calunnie crearono gravi ostacoli all'apostolato di Giovanni. Dopo essere stato riconosciuto innocente davanti al Gran Khan, Giovanni poté riprendere con successo le sue attività. Rimase a Khambalik per trentacinque anni, facendone il centro della sua missione cristiana. A Khambalik costruì tre chiese e conventi e fondò due istituti assimilabili a seminari. In questi istituti accolse e istruì nel latino, nella liturgia e nel canto quaranta fanciulli di età compresa tra i sette e gli undici anni, preparandoli a diventare trascrittori di testi liturgici e ricordandoli mentre intonavano salmi nelle chiese cittadine. Scrisse per i suoi alunni trenta Salteri e Innari e due Breviari. Imparò perfettamente la lingua del paese, come attesta il suo compagno di missione Arnoldo Alemanno. Tradusse il Nuovo Testamento e il Salterio in lingua mongola e progettò la traduzione dell'intero Breviario. Utilizzò la predicazione, le immagini dipinte nelle chiese, il canto e la musica come strumenti efficaci per l'evangelizzazione. Giovanni da Montecorvino edificò ulteriori chiese e monasteri a Yangtchon nella regione del Kiang-su, a Zayton nel Fukien, nel Tchekiang, nel Tenduc e ad Armalek, presso Kulgia. Migliaia di individui di etnia mongola si convertirono al cristianesimo grazie a queste opere. Giovanni da Montecorvino ha descritto gran parte di questi avvenimenti in due missive spedite in Europa l'8 gennaio 1305 e il 13 febbraio 1306. Ulteriori dettagli storici sono tratti dai resoconti e dalle lettere di contemporanei, confratelli e missionari, tra i quali Arnoldo Alemanno, Andrea da Perugia, Pellegrino da Città di Castello e Giovanni da Core. Negli scritti di Giovanni da Montecorvino è presente una vibrante richiesta di inviare altri missionari.

La nascita della gerarchia ecclesiastica e gli ultimi anni

Nuovi missionari vennero inviati grazie all'intervento di papa Clemente V e del ministro generale dei Minori, Gonzalvo di Spagna. Il 23 luglio 1307 sette missionari, appartenenti all'ordine dei Frati Minori, furono nominati vescovi e inviati in Cina. La missione dei sette vescovi prevedeva la consacrazione di Giovanni da Montecorvino ad arcivescovo di Khambalik e patriarca di tutto l'Oriente entro i territori dominati dai Tartari. Tre dei vescovi designati, Nicolò da Banzia, Ulrico da Seyfridsdorf e Andreuccio da Assisi, morirono durante il tragitto attraverso l'India senza raggiungere la Cina. Il vescovo Guglielmo da Villanova differì il momento della sua partenza. Tra il 1309 e il 1310, gli altri tre vescovi, ovvero Andrea da Perugia, Gerardo Albuini e Pellegrino da Città di Castello, giunsero a destinazione insieme a un folto gruppo di missionari. Successivamente all'arrivo dei tre vescovi superstiti, Giovanni da Montecorvino fu consacrato arcivescovo. Ai tre vescovi suffraganei si unirono in seguito il ritardatario Guglielmo e, nel 1311, tre nuovi vescovi, cioè Pietro da Firenze, fra Tommaso e Girolamo di Catalogna. In quel periodo venne strutturata la prima gerarchia ecclesiastica cinese con le diocesi di Khambalik, Zayton e Caffa. Giovanni da Montecorvino guidò la Chiesa locale fino al 1328, anno della sua morte avvenuta nella sede arcivescovile e primaziale. Giovanni da Core narra che si tennero solenni funerali per il trapassato, a cui presenziò una grande moltitudine di fedeli e di pagani. La tomba di Giovanni fu oggetto di grande venerazione. Fra Elemosina definì Giovanni un devoto imitatore di San Francesco. Arnoldo Alemanno evidenziò la semplice purezza di vita e la condotta santa e lodevole di Giovanni. Giovanni de' Marignolli, in visita a Khambalik nel 1342, testimoniò che Tartari e Alani lo veneravano come un santo. Giovanni fu inserito col titolo di beato nel Martirologio Francescano, che lo ricorda il primo gennaio definendolo il primo apostolo della Cina. La causa di beatificazione è stata presentata presso la Santa Congregazione dei Riti. A causa delle distruzioni che colpirono la sua opera missionaria nei secoli quattordicesimo e quindicesimo, la continuità del culto storico non è pienamente provata. È stato inoltrato un supplice libello per richiedere una beatificazione equivalente per viam exceptionis. Il primo concilio plenario cinese, riunitosi a Shanghai il 12 giugno 1924, ha rivolto una simile richiesta a papa Pio XI, la quale non ha ancora ricevuto un riscontro diretto. Giovanni da Montecorvino è nato a Montecorvino Rovella in provincia di Salerno nel 1247 ed è deceduto a Beijing in Cina il 3 gennaio 1328.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Juan de Montecorvino?

Si festeggia il primo gennaio, data in cui il Martirologio Francescano commemora il primo apostolo della Cina.

Di cosa è patrono il Beato Juan de Montecorvino?

I documenti storici e i fatti forniti non menzionano titoli di patronato specifici.