25 de julio
Beato Juan Soreth
Sacerdote carmelita
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la formazione
Giovanni Soreth nacque presso Caen in Normandia nel 1394. Cresciuto in questa regione della Francia, scelse di consacrare la propria esistenza al Signore entrando tra i Carmelitani di Caen. All'interno della comunità religiosa maturò la sua vocazione fino a ricevere l'ordinazione sacerdotale verso il 1417. Con il desiderio di approfondire le sacre Scritture e il pensiero teologico, proseguì i suoi impegni di studio fino a diventare maestro in teologia a Parigi nel 1438. In seguito a questo prestigioso traguardo accademico, assunse l'incarico di reggente di studi, trasmettendo ai giovani confratelli la passione per la sapienza cristiana e per la ricerca della verità divina. La sua autorità morale e la sua competenza lo portarono a essere nominato Provinciale della sua Provincia di Francia nel periodo compreso tra il 1440 e il 1451. Aveva quarantanove anni all'epoca dei fatti descritti in quel periodo della sua vita, ed erano diciassette anni che governava l'Ordine quando si trovò ad affrontare le tappe più impegnative del suo mandato. Nel 1469 celebrò il Capitolo dell'Ordine ad Aurillac, momento di grande importanza per la vita comunitaria, e da Aurillac si portò in Bretagna per continuare la sua missione di guida e di riforma.
L'opera di riforma e il governo dell'Ordine
Eletto Priore Generale dell'Ordine dal 1451 fino alla morte, Giovanni Soreth viene ricordato soprattutto come riformatore per la sua opera di ritorno all'osservanza regolare in un periodo critico per la vita monastica. Egli agì con fermezza e dedizione su due direttrici ben precise: fare osservare la Regola e le Costituzioni e introdurre la rigorosa osservanza nei conventi. Tale osservanza si caratterizzava per una profonda povertà e per un intenso raccoglimento sia interiore sia esteriore. Per raggiungere questo obiettivo, visitò spesso le province dell'Ordine presiedendo capitoli, ordinando statuti e vigilando attentamente sulla Regola e sulle Costituzioni. Nel compiere questo gravoso compito, si esercitò in modo eroico ed esemplare alla preghiera, all'umiltà, alla penitenza e alla povertà, offrendo a tutti i confratelli una testimonianza vivente. La sua intransigenza e il suo zelo non mancarono di suscitare resistenze; proseguì tuttavia attivamente l'opera di riforma del Carmelo incontrando talvolta ostinata resistenza da parte di chi non voleva accettare il ritorno alla disciplina originaria. A Colonia fu cacciato con violenza dal Convento dai religiosi ribelli, ma non si arrese di fronte all'ostilità e dovette ricorrere alla scomunica per far sottomettere i religiosi ribelli a Colonia, alcuni dei quali furono colpiti da subitanea morte, confermando drammaticamente la gravità del loro rifiuto dell'autorità legittima. Giunto a Nantes, si occupò direttamente della riforma del Monastero, risanando la vita spirituale della comunità.
Il pensiero spirituale e la Regola
Il Beato Giovanni Soreth seppe unire l'azione di governo a una profonda riflessione teologica e spirituale. Scrisse un importante commento alla Regola carmelitana intitolato in latino Expositio paraenetica. L'intento del commento era presentare il carisma carmelitano conservandolo nella tradizione dei padri del monachesimo. Tra i padri di riferimento figuravano Cassiano, Bernardo, i Vittorini, gli autori della Devotio moderna e l'Istituzione dei primi monaci. Il fondamento di partenza di tutta la sua riflessione era la Regola mitigata approvata dal Papa Eugenio IV. Soreth intendeva ribadire che la tensione all'unione con Dio e la pratica dell'orazione rimanevano indiscutibili nonostante le attenuazioni ascetiche introdotte nel corso del tempo. Per Soreth la perfezione si basava sulla purificazione del cuore del monaco tramite la vigilanza e la comunione continua con Dio. Il desiderio di unione richiedeva espressioni concrete come la solitudine, la vita fraterna, il silenzio e la mortificazione animate dall'amore vicendevole e divino. La cella era considerata dal carmelitano terra santa e luogo per concretizzare il proprio ideale gustando il cielo nella storia quotidiana. La personalità del monaco si costruiva con il raccoglimento, l'unione con Dio e l'intensa meditazione come via privilegiata alla contemplazione. I fratelli carmelitani apprezzavano lo stile di vita austera proposto dal loro generale e cercavano autentica povertà personale e comunitaria. La grande novità di Soreth fu proprio l'accoglienza della forma meditativa tipica della Devotio moderna nella tradizione carmelitana, arricchendo il patrimonio spirituale dell'Ordine.
L'apertura alle donne e la nascita del Terz'Ordine
Attraverso la sua infaticabile azione pastorale, il Beato attirò all'Ordine molti giovani e donne che iniziarono con lui la vita conventuale. Con Soreth la tradizione carmelitana si aprì ufficialmente anche alle donne. Il 10 maggio 1452 ricevette nell'Ordine le beghine di Ten Elsen della Provincia di Geldern presso Mars in Olanda. Tre mesi più tardi, durante una visita in Toscana, affrontò un caso simile a Firenze. A Firenze, nella festa dell'Assunta del 1450, diverse donne avevano indossato il bianco manto dell'Ordine continuando a vivere a casa prima di formare una comunità stabile. La vita comune di queste donne creava problemi canonici, tra cui quello delle decime e dei diritti parrocchiali. Per risolvere questa situazione complessa, il Papa Nicolò V emise la Bolla Cum Nulla indirizzata al Generale Giovanni Soreth e ai Provinciali dell'Ordine. La bolla autorizzava ad accettare nell'Ordine e a proteggere pie vergini, vedove, beghine e mantellate singole o in gruppo o future indossatrici dell'abito carmelitano. La Bolla Cum Nulla è considerata l'inizio delle comunità monastiche femminili regolari nella storia dell'Ordine. Da Firenze iniziò così l'espansione dei primi monasteri femminili nell'Italia settentrionale, estendendo la riforma anche ai monasteri di clausura. Soreth valorizzò inoltre nel Nord Europa l'opera della Beata Francesca d'Amboise, alla quale diede l'abito di persona, consolidando la presenza femminile nel Carmelo. La Bolla Cum Nulla segnò anche la nascita del Terz'Ordine o Ordine Secolare carmelitano, permettendo ai laici di vivere la spiritualità del Carmelo nel mondo. Esiste un altro documento storico importante che concesse tale facoltà di accoglienza e protezione, ovvero la Bolla Dum Attenta di Sisto IV emessa il 28 novembre 1476, che confermò e ampliò le facoltà concesse al movimento terziario.
Gli ultimi giorni e il transito al cielo
Dopo una vita spesa interamente per la riforma e la crescita spirituale e materiale dell'Ordine dei Carmelitani, il Beato Giovanni Soreth giunse agli ultimi giorni della sua esistenza terrena. Durante il suo viaggio in Bretagna, mentre si trovava ospite a Nantes, sopravvenne una terribile malattia provocata probabilmente da un avvelenamento. L'avvelenamento uccise all'istante il priore del Convento durante un pranzo comunitario, mentre l'avvelenamento stesso debilitò molto il Beato, minando irrimediabilmente la sua tempra fisica. Nonostante la sofferenza e la consapevolezza della gravità del proprio stato di salute, egli tornato ad Angers vi morì il 25 luglio 1471. Si preparò santamente alla morte perdonando gli eventuali avvelenatori con grande magnanimità cristiana e invocando con amore Maria e Gesù fino al suo ultimo respiro. La sua dipartita lasciò un vuoto profondo nell'Ordine, che ne piangeva la perdita ma ne raccoglieva l'eredità spirituale. Il carmelitano Battista Spagnoli, noto umanista del tempo, volle dedicargli un'intensa elegia per commemorarne la virtù e l'opera straordinaria. Il suo culto di Beato gli fu infine riconosciuto da Papa Pio IX nel 1866, sancendo ufficialmente la santità di un pastore che aveva speso ogni energia per il rinnovamento della Chiesa e del Carmelo.
Su vida y misión
La trayectoria del beato Juan Soreth se inscribe en un periodo de gran efervescencia para la Iglesia. Ordenado sacerdote carmelita alrededor del año mil cuatrocientos diecisiete, su formación y posterior ministerio lo llevaron a recorrer ciudades clave como París, Florencia, Colonia, Nantes y Angers, donde su presencia fue siempre testimonio de fidelidad al espíritu de su orden. Su vida no fue una sucesión de hechos aislados, sino un camino coherente de entrega constante, que alcanzó su madurez cuando fue llamado a guiar a sus hermanos como Prior General.
En aquel tiempo, el beato Juan Soreth comprendió la urgencia de restaurar la disciplina y el fervor en la vida de los religiosos. Impulsó una reforma orientada a recuperar la observancia regular, buscando que cada miembro de la orden viviera con mayor autenticidad su compromiso con Dios. Esta visión no se limitó al ámbito masculino, sino que se extendió con gran generosidad hacia el mundo femenino. Con el firme propósito de integrar a las mujeres en la vida contemplativa, trabajó arduamente para obtener la autorización pontificia necesaria, logrando que la bula Cum Nulla abriera las puertas de la orden a las primeras comunidades de hermanas carmelitas. Su labor fundacional permitió que este carisma floreciera en nuevos monasterios, consolidando una estructura que ha perdurado a través de los siglos como un refugio de oración y servicio a la Iglesia.
El culto al Beato
La memoria del beato Juan Soreth ha sido preservada con gratitud por la familia carmelita. Su beatificación, proclamada por el Papa Pío Noveno en el año mil ochocientos sesenta y seis, confirmó la santidad de un hombre que supo leer los signos de su tiempo con prudencia y esperanza. Su figura permanece como un modelo de obediencia a la Iglesia y de amor profundo por la vocación religiosa.
Los fieles que acuden a su intercesión recuerdan su capacidad para renovar la vida espiritual, reconociendo en él a un guía que supo armonizar la disciplina con la caridad. Su fiesta, que se celebra el veinticinco de julio, es una invitación a reflexionar sobre la importancia de la fidelidad a los compromisos asumidos ante el Señor. En este día, se conmemora el aniversario de su fallecimiento en Angers, momento en que entregó su alma a Dios tras una vida de servicio ejemplar. Su ejemplo continúa inspirando a quienes buscan vivir con rectitud y dedicación dentro de la vida contemplativa y comunitaria.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Giovanni Soreth?
Il Beato Giovanni Soreth si festeggia il 25 luglio, giorno in cui è commemorato ad Angers, in Francia.
Di cosa è ricordato il Beato Giovanni Soreth?
È ricordato come sacerdote e Priore Generale dell'Ordine dei Carmelitani, celebre per aver riformato l'Ordine riportandolo alla stretta osservanza e per aver aperto le porte alle comunità monastiche femminili e al Terz'Ordine.
En Angers en Francia, beato Juan Soreth, sacerdote de la Orden de los Carmelitas, que él reportó a una más estrecha observancia y dotó de conventos femeninos. — Martirologio Romano