15 de abril
Beato Lorenzino Sossio
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il ritrovamento e il contesto storico
Nell'aprile del 1485 fu rinvenuto il cadavere di un bambino nei campi tra Bassano e Marostica. Il bambino aveva cinque anni ed era perito in circostanze misteriose. Il clima antisemitico dell'epoca era infuocato a causa di interessate calunnie di infanticidi rituali a carico degli ebrei e di tragiche montature giudiziarie in Europa. La situazione fece pensare e gridare a un ennesimo infanticidio rituale perpetrato dagli ebrei di Bassano. Mancano notizie sicure di un processo relativo al caso. L'accusa portò all'espulsione degli ebrei da Vicenza e da tutto il territorio vicentino. Il decreto di espulsione fu emanato dal doge Marco Barbarigio il 21 aprile 1486.
La nascita del culto e la posizione della Chiesa
Fonti assai tardive chiamarono l'ignoto bambino Lorenzino Sossio. Il bambino fu subito venerato come martire, analogamente ad altri presunti martiri bambini dell'odio israelitico come Simone di Trento, Andrea di Rinn e Werner di Oberwesel. Il corpo del bambino fu trasportato a Marostica. Il vescovo di Padova Pietro Barozzi compì una visita pastorale il 14 ottobre 1488. I verbali della visita pastorale indicano nella chiesa di San Sebastiano il corpo di un bambino anonimo ritenuto dagli abitanti vittima degli ebrei e in grande venerazione. Il vescovo esaminò il corpo, ne disapprovò il culto e dichiarò che non vi era alcun miracolo. Il culto continuò nonostante la proibizione, dapprima con il tacito consenso dei vescovi di Padova e successivamente di Vicenza, quando Marostica passò a tale diocesi.
Il riconoscimento e la conservazione delle spoglie
Il culto ricevette infine l'approvazione della Santa Sede. Papa Benedetto XIV citò il beato Lorenzino Sossio ricordando che godeva di un culto immemorabile nella Bolla 'Beatus Andreas' del 22 febbraio 1755, diretta a confermare il culto di Andrea di Rinn. La Congregazione dei Riti procedette alla conferma del culto reso 'ab immemorabili' il 31 agosto 1867. La Congregazione concesse Messa ed Ufficio propri per le diocesi di Vicenza e di Padova. La festa liturgica fu fissata al 15 aprile e quella esterna alla seconda domenica dopo Pasqua. Nel 1810 il convento e la chiesa annessa di San Sebastiano furono soppressi per via delle leggi napoleoniche. Il corpo del bambino fu trasportato nella chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta a Marostica in seguito alla soppressione. Il corpo è oggi conservato in una ricca cappella appositamente eretta in onore del protettore nella chiesa di Santa Maria Assunta. Il culto liturgico ufficiale è stato abbandonato a norma delle disposizioni postconciliari, come avvenuto anche per Simone di Trento. La festa esterna nella seconda domenica dopo Pasqua si celebra ancora oggi con grande solennità.
La historia y la memoria
La historia del Beato Lorenzino Sossio se inscribe en el contexto del siglo quince, un periodo caracterizado por profundas transformaciones y una intensa piedad popular. El punto de partida de su veneración se sitúa en el año mil cuatrocientos ochenta y cinco, momento en el cual se produjo el hallazgo del cuerpo de un niño en la localidad de Bassano. Este suceso desencadenó una serie de acusaciones de infanticidio ritual dirigidas contra la comunidad judía de la zona, un episodio doloroso que refleja las complejas dinámicas sociales de aquel tiempo.
Pocos años después, en mil cuatrocientos ochenta y ocho, la visita pastoral del obispo Pietro Barozzi permitió examinar las circunstancias del caso, otorgando un marco institucional a los hechos. Con el transcurrir de los siglos, la devoción se consolidó y se expandió, convirtiéndose en una parte integral de la vida espiritual de los fieles. Un hito relevante en este proceso fue la traslación de su cuerpo a la iglesia de Santa Maria Assunta, realizada en el año mil ochocientos diez, lo cual permitió un culto más solemne y cercano a la comunidad. Finalmente, en el año mil ochocientos sesenta y siete, la Congregación de los Ritos confirmó el culto inmemorial, reconociendo oficialmente la importancia de esta figura para la fe de los fieles de Marostica y sus alrededores. A pesar de que el culto litúrgico oficial fue abandonado tras el Concilio, su memoria persiste como un testimonio de los complejos caminos que la devoción ha recorrido a lo largo de la historia cristiana.
El culto y el patronazgo
El culto al Beato Lorenzino Sossio ha sido, durante siglos, una expresión de la fe sencilla y constante de los habitantes de Marostica. Esta localidad ha mantenido su patronazgo como un vínculo de protección y esperanza, honrando su memoria con devoción. La Iglesia, a través de la Congregación de los Ritos, validó en mil ochocientos sesenta y siete este fervor popular, integrándolo en el calendario de la memoria eclesial.
La celebración de su fiesta se organiza tradicionalmente en dos momentos: la conmemoración litúrgica, fijada en el calendario el día quince de abril, y la fiesta externa, que se celebra con mayor solemnidad el segundo domingo después de Pascua. Estas fechas permiten a la comunidad reunirse para recordar el legado del pequeño mártir. Aunque la Iglesia ha ajustado la observancia de las festividades en las décadas recientes, el nombre del Beato Lorenzino Sossio sigue siendo parte del patrimonio espiritual de la región, invitando a la reflexión sobre el valor de la inocencia y el respeto por la dignidad de cada ser humano, valores que trascienden las épocas y las vicisitudes de la historia.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Lorenzino Sossio?
La festa liturgica si celebra il 15 aprile, mentre la festa esterna si tiene nella seconda domenica dopo Pasqua.
Di cosa è patrono il Beato Lorenzino Sossio?
I fatti storici disponibili non menzionano alcun patronato specifico attribuito al Beato Lorenzino Sossio.