28 de junio
Beato Matías Choe In-gil
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Los primeros pasos en la fe
Mattia Choe In-gil nasce in Corea nel 1765 all'interno di una famiglia composta da interpreti. La sua esistenza si impregna della luce del Vangelo quando entra in contatto con il catechismo cattolico per opera di Giovanni Battista Yi Byeok. Tale cammino di conversione culmina nel suo battesimo nel 1784. Questo sacramento viene ricevuto poco dopo l'introduzione della Chiesa cattolica nel Paese asiatico, segnando l'inizio di una dedizione profonda. Suo fratello, Ignazio Choe In-cheol, condividerà in seguito la stessa via di fede e verrà martirizzato nel 1801. Sin dai primi anni della sua vita cattolica, Mattia Choe si impegna attivamente nella proclamazione della parola divina insieme agli altri fedeli locali, distinguendosi per il suo zelo. La sua testimonianza riceve ulteriore impulso quando viene scelto da Pietro Yi Seung-hun come uno dei primi catechisti destinati a diffondere la fede. Egli si rivela un cattolico eccellente, costantemente impegnato a diffondere la gloria di Dio con fede, zelo e devozione.
La preparazione dell'accoglienza per i missionari
In quegli anni, Paolo Yun Yu-il compie un viaggio a Pechino per conoscere da vicino la Chiesa locale. Al suo ritorno in patria, Mattia Choe partecipa attivamente agli sforzi compiuti da Paolo Yun Yu-il per introdurre sacerdoti nel Paese, nonostante le autorità avessero severamente proibito l'ingresso di clero straniero. In questo delicato contesto, a Mattia Choe viene affidato l'importante incarico di trovare nascondigli sicuri per accogliere i missionari. Egli provvede a sistemare un'abitazione situata a Gyedong, un luogo che oggi è noto come Gye-dong Jongno-gu a Seoul. In quella casa preparata con cura, Mattia Choe attende con trepidazione l'ingresso dei sacerdoti. Il primo sacerdote a riuscire nell'impresa è un prete cinese, padre James Zhou Wen-mo. La tradizione e le cronache registrano che padre James Zhou Wen-mo arriva in Corea il 24 dicembre 1794, oppure il 3 novembre secondo il calendario lunare. All'inizio del 1795, Mattia Choe e padre Zhou entrano direttamente in contatto, e il sacerdote va a vivere proprio nella casa sicura che era stata predisposta da Mattia.
L'arresto e il supremo sacrificio
La tranquillità dura poco poiché la Corte viene informata dell'arrivo del sacerdote cattolico a causa della soffiata di una spia. Immediatamente, la Corte lancia una spietata caccia all'uomo per stanare il religioso. Di fronte al pericolo imminente, padre James Zhou riesce a fuggire di nascosto rifugiandosi nella casa di un'altra convertita, Colomba Kang Wan-suk. Nel frattempo, Mattia Choe attende le guardie reali all'interno della propria abitazione. Con un atto di estremo coraggio, cerca di farsi passare lui stesso per il sacerdote cinese. Il trucco funziona in un primo momento, anche perché il giovane parla un ottimo cinese, ma il piano non dura a lungo. Poco dopo la sua cattura, la sua vera identità viene scoperta. La polizia torna subito in strada per cercare padre Zhou, ma senza riuscirci. Nel corso delle indagini, la polizia scopre le modalità con cui il sacerdote è riuscito a entrare nel Paese e procede all'arresto di Paolo Yun e Saba Jin, che avevano accompagnato il religioso in Corea. Mattia Choe e i suoi compagni restano confinati in carcere, dove ha inizio una serie di crudeli torture per farli parlare. Gli accusatori restano tuttavia profondamente confusi dalla sincerità, dalla pazienza e dalla ferma determinazione mostrata dai convertiti. Alla domanda esplicita degli accusatori se adorano Gesù morto sulla croce, i martiri rispondono con coraggio affermativamente. Alla richiesta ulteriore di abiurare la fede, aggiungono con risolutezza di essere pronti a morire mille volte piuttosto che rinunciare alla fede nel vero Salvatore Gesù Cristo. Nonostante le ripetute percosse subite, gli arrestati non rivelano in alcun modo la posizione di padre Zhou. Sorprendentemente, si accostano al dolore con un'espressione di pace sul volto. Gli aguzzini, comprendendo infine che gli arrestati non tradiranno mai padre James Zhou, decidono di picchiarli a morte. Mattia Choe e i suoi compagni muoiono a causa di una scarica continua di colpi di frusta il 28 giugno 1795, data che corrisponde al 12 maggio del calendario lunare. Mattia Choe muore all'età di trent'anni. Dopo l'esecuzione, i corpi vengono barbaramente buttati nel fiume Han. Successivamente, il vescovo di Pechino, monsignor Gouvea, viene informato del martirio dei giovani da parte di un emissario segreto, e redige una lettera in cui l Kaudesce apertamente il grande coraggio mostrato dai martiri.
Su vida y testimonio
Nacido en el seno del siglo dieciocho, Matías Choe In-gil representa la firmeza de los primeros creyentes coreanos. Su conversión al catolicismo en 1784 fue el punto de partida de una existencia dedicada por completo a la causa del Evangelio. En una Corea donde la presencia de la fe cristiana encontraba múltiples obstáculos, Matías asumió el papel de protector y guía, utilizando su conocimiento de los lugares, como Gyedong y la ciudad de Seúl, para establecer redes de acogida que permitieran a los sacerdotes extranjeros ejercer su ministerio con mayor seguridad.
El momento culminante de su vida llegó cuando la seguridad del sacerdote Zhou Wen-mo se vio amenazada. Con una abnegación que refleja la caridad más pura, Matías decidió suplantar su identidad para distraer a las autoridades y asegurar que el misionero lograra escapar del peligro. Este acto de valentía le llevó a ser arrestado y sometido a intensos interrogatorios. A pesar de los crueles sufrimientos y las torturas infligidas, se mantuvo firme en su silencio, negándose a traicionar la ubicación del sacerdote. Su entrega final se consumó el 28 de junio de 1795, cuando entregó su espíritu al Señor bajo la violencia de los azotes, convirtiéndose en un testimonio perenne de fidelidad y amor al prójimo.
El culto y la memoria
La figura del Beato Matías Choe In-gil es venerada por la Iglesia como un modelo de martirio y entrega. Su sacrificio no fue en vano, pues su ejemplo fortaleció la esperanza de los cristianos coreanos en tiempos de persecución. La Iglesia reconoce en su vida la capacidad de poner la voluntad de Dios por encima de la propia supervivencia, convirtiéndolo en un referente de coherencia cristiana.
El reconocimiento oficial de su santidad llegó en el año 2014, cuando el Papa Francisco procedió a su beatificación, elevándolo a los altares para la veneración de los fieles de todo el mundo. Desde entonces, su memoria es celebrada con gratitud, recordando que su fidelidad hasta la muerte es un faro que ilumina el camino de quienes buscan vivir su fe con autenticidad y valentía en cualquier circunstancia de la vida.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Matías Choe In-gil?
La sua ricorrenza si celebra il 28 giugno.