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4 de septiembre

Beato Nicolás Rusca

Sacerdote y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Orígenes y formación en el siglo XVI

El servo de Dio nació en el villaje ticinese de Bedano, en la actual Suiza, el veinte de abril de 1563, en una época comprendida entre los siglos XVI y XVII. En aquel período histórico, el territorio de Bedano se encontraba bajo el dominio milanés y la región geopolítica en la que residía era denominada Rezia. El término Rezia es un toponimo de origen romana legata all'antico Impero Romano que sobrevive tuttora nella denominazione geografica delle Alpi Retiche. La región histórica de la Rezia corrisponde oggi all'unione tra la valle svizzera dell'Engadina e la valle italiana della Valtellina. L'Engadina e la Valtellina son dos vallate alpine que presentano un'insolita disposizione geografica orizzontale, orientata da est a ovest. La conformazione orografica generale delle Alpi vede invece le valli svilupparsi prevalentemente in direzione nord-sud. L'Engadina e la Valtellina son collegate geograficamente attraverso la stretta Val Poschiavo e il passo del Muretto situato in Valmalenco. I genitori di Nicolò Rusca appartenevano a nobili famiglie del territorio lariano e ticinese, essendo il padre Giovanni Antonio Rusca e la madre Daria Quadrio. All'inizio del Seicento questa regione rappresentava una realtà politica peculiare, unita territorialmente ma divisa internamente tra due diverse confessioni religiose. L'Engadina era abitata da una maggioranza di fede evangelica protestante, mentre la Valtellina era abitata da una maggioranza di fede cattolica. In entrambe le vallate erano presenti minoranze appartenenti alla confessione religiosa non prevalente. L'Europa del Seicento, fortemente influenzata dai mutamenti geopolitici della Riforma, guardava con grande interesse al modello di convivenza interreligiosa della Rezia. Nicolò Rusca ha compiuto i suoi studi prima a Pavia e successivamente a Roma. Dopo gli studi a Pavia e Roma, si è trasferito a Milano presso il Collegio Elvetico sotto la guida spirituale e protettiva di Carlo Borromeo. La tradizione riferisce che Carlo Borromeo, impressionato positivamente dal giovane seminarista, gli abbia rivolto parole di incoraggiamento profetizzandogli la corona di giustizia riservata ai combattenti della fede. Nicolò Rusca è stato ordinato sacerdote il ventitré maggio de 1587. Il vescovo di Como, Gianantonio Volpi, ha inizialmente destinato il nuovo sacerdote al borgo di Sessa.

El ministerio pastoral en Sondrio

Successivamente, lo stesso vescovo Gianantonio Volpi ha nominato Nicolò Rusca arciprete della città di Sondrio. La nomina ad arciprete di Sondrio è avvenuta nel 1590. Il periodo storico della sua nomina era caratterizzato da forti tensioni politico-religiose tra cattolici e protestanti riformati. Le riforme zwingliane e calviniste si erano diffuse nella regione dei Grigioni, e i territori di Valtellina, Chiavenna e Bormio erano a quel tempo sottomessi al dominio dei Grigioni. Oltre ai conflitti religiosi, l'epoca era segnata da un profondo declino delle istituzioni ecclesiastiche tradizionali. Nicolò Rusca era un presbitero dotato di una vasta cultura e di un'intensa dedizione alla cura pastorale. Ha amministrato la comunità cattolica di Sondrio mantenendo grande equilibrio e moderatione. Il suo operato e la sua figura hanno esercitato una notevole influenza su tutta la Valtellina. Nonostante il suo atteggiamento moderato, è rimasto vittima delle crescenti rivalità tra le fazioni politico-religiose della Repubblica delle Tre Leghe. Gli viene attribuita la celebre massima «Odiate l'errore, non l'errante». La morte sotto tortura dell'arciprete di Sondrio dimostra che la convivenza tra le diverse fedi nella regione non fu pacifica.

El arresto, el martirio y las consecuencias históricas

Nel 1618 Nicolò Rusca è stato tratto in arresto. È stato incarcerato a Thusis, luogo dove venivano abitualmente reclusi i cattolici imputati di reati politici. A Thusis è stato sottoposto a processo da parte di un tribunale di parte, rappresentativo di un determinato gruppo politico-religioso. La procedura giudiziaria dell'epoca prevedeva l'uso sistematico di pesanti torture. Nicolò Rusca ha subito torture così severe da trovarvi la morte, decedendo Thusis, in Svizzera, il quattro settembre de 1618. Poiché è deceduto sotto tortura in un periodo in cui il cattolicesimo era in minoranza nella sua terra, è ritenuto meritevole di beatificazione. Le diverse cronache dell'epoca concordano sui fatti storici avvenuti nei mesi successivi alla morte di Nicolò Rusca. Durante il processo di Thusis per il tentato omicidio di pastori protestanti furono condannati, oltre a Rusca, anche i fratelli Planta e Giacomo Robustelli. Due anni dopo il processo, Giacomo Robustelli riuscì a far ritorno in Valtellina. Giacomo Robustelli organizzò l'insurrezione e la strage di protestanti nota storicamente con il nome di «Sacro Macello della Valtellina». La figura storica di Nicolò Rusca è interpretata in modo opposto dalle fonti cattoliche e da quelle protestanti. I fedeli cattolici considerano Nicolò Rusca un santo e un martire, mentre la storiografia e le fonti protestanti lo descrivono invece come un fanatico istigatore di omicidi. La versione cattolica e quella protestante concordano unicamente sul fatto che l'arciprete sia morto per le torture subite nel carcere di Thusis.

El destino de las reliquias

I resti mortali di Nicolò Rusca sono stati conservati a Pfäfers nel periodo compreso tra il 1619 e il 1838. Durante l'estate del 1619, nel corso di una notte, le ossa di Nicolò Rusca furono dissepolte e trasportate in segreto all'abbazia di Pfäfers, situata a nord di Coira. Le reliquie sono rimaste custodite nell'abbazia di Pfäfers fino al 1838, anno in cui il monastero è stato soppresso. In seguito alla soppressione dell'abbazia, i resti sono stati trasferiti nella biblioteca cittadina, dove sono rimasti fino al 1845. Nel 1845 il vescovo di Como, Carlo Romanò, ha ottenuto il permesso ufficiale di riportare le reliquie in Valtellina. La Santa Sede ha concesso il nulla osta per il trasferimento delle reliquie, che sono state trasferite nel 1852. Antonio Maffei era l'arciprete di Sondrio all'epoca del trasferimento ed è stato lui a effettuare il trasporto delle reliquie. Le reliquie sono state collocate nella Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio a Sondrio, dove sono tuttora oggetto di venerazione popolare. È ricordato con il soprannome di «pastor bonus» per aver sacrificato la propria vita per la salvezza dei propri fedeli.

El camino hacia la beatificación

La prima istanza formale per l'avvio della causa di beatificazione risale all'otto novembre de 1927. L'iter canonico ha subito lunghe interruzioni nel corso del tempo a causa delle circostanze storiche e burocratiche. La causa di beatificazione ha ripreso slancio nel 1996 con la conclusione di un nuovo processo diocesano a Sondrio. L'intenso lavoro di ricostruzione storica e documentale ha portato al riconoscimento delle virtù e del martirio del sacerdote. La cerimonia di beatificazione si è tenuta il ventuno aprile de 2013 ed è stata celebrata nella città di Sondrio. L'evento ha rappresentato un momento di grande comunione spirituale per tutta la comunità ecclesiale, che ha celebrato la memoria del suo illustre pastore elevandolo agli altari.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Nicolás Rusca?

La ricorrenza liturgica del Beato Nicolás Rusca si celebra il quattro settembre.