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7 de julio

Beato Oddino Barotti

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e il cammino sacerdotale

Sono trascorsi più di seicentocinquanta anni dall'epoca in cui è vissuto Oddino Barotti. L'inizio della sua vita si colloca a Fossano, in provincia di Cuneo, nel millesetrecento quarantaquattro. Si ritiene che sia nato proprio in quell'anno a Fossano, all'interno di una casa situata nell'attuale via Garibaldi. Egli proveniva da una famiglia di origine nobile o aristocratica. Dopo l'ordinazione sacerdotale ha intrapreso scelte di vita radicali, che avrebbero segnato profondamente tutto il suo percorso successivo. Prima di ricevere l'ordinazione presbiterale, è stato nominato canonico della Collegiata di San Giovenale. Pochi anni dopo la sua ordinazione è divenuto parroco della chiesa di San Giovanni, che all'epoca rappresentava l'edificio religioso più rilevante della città di Fossano. In seguito ha esercitato il ministero presbiterale con la carica di parroco, svolgendo il suo servizio pastorale vivendo in condizioni di povertà e distinguendosi per una condotta di vita caratterizzata da una profonda austerità. Successivamente, ha deciso di rinunciare ai suoi incarichi per intraprendere un pellegrinaggio in Terra Santa. A quel tempo il viaggio verso la Terra Santa era lungo, faticoso e privo di garanzie di ritorno. La motivazione profonda di quel viaggio era costituita dalla sua intensa devozione per la Passione di Gesù e dal desiderio sincero di rinvigorire la propria fede visitando i luoghi sacri. Durante il soggiorno in quelle terre, è stato catturato dai Turchi, che lo hanno tenuto prigioniero e sottoposto a severi maltrattamenti e sofferenze. Dopo la liberazione è finalmente rientrato a Fossano. Al suo ritorno ha ulteriormente intensificato le pratiche di preghiera, le penitenze, la meditazione costante davanti al crocifisso e le attività benefiche a favore della comunità.

La povertà evangelica e la carità

Al suo ritorno in patria, il sacerdote ha scelto di vivere in estrema povertà, privandosi anche del necessario per il proprio sostentamento. Ha deciso di aderire pienamente alla spiritualità francescana, assumendone l'abito da terziario. La popolazione locale osservava con un misto di ammirazione e di preoccupazione il suo stile di vita così severo e rigoroso. Si nutriva esclusivamente dello stretto indispensabile per la sopravvivenza, consumando unicamente pane e verdure. La sua generosità era tale che donava ai poveri qualsiasi alimento o pietanza cucinata gli venisse regalata da altre persone. In occasione di un pranzo di Natale, per esempio, ha rinunciato a mangiare un cappone ricevuto in dono per poterlo destinare a una famiglia indigente. Ha fatto recapitare il cappone alla casa di una donna che aveva partorito da poco, inviandovi il proprio servitore guidato amorevolmente da un cagnolino. Ha intrapreso un'intensa opera di assistenza verso gli ammalati privi di cure nella comunità. Attraverso il suo operato ha gettato le basi per la fondazione del futuro ospedale cittadino. Era solito fare visita ai malati indigenti direttamente nelle loro abitazioni, portando conforto e sollievo. Ha promosso la costruzione di un piccolo ospedale dedicato ai lebbrosi e di una struttura specifica per i malati affetti dal fuoco sacro. Inoltre, ha edificato quattro cappelle ai quattro punti cardinali della città, dedicate rispettivamente a San Lazzaro, San Bernardo, Santo Stefano e San Pietro, con l'intento di creare una protezione simbolica a forma di croce sul territorio fossanese.

La guida della Collegiata e i prodigi

In un momento successivo della sua vita, gli è stata affidata la direzione della Collegiata di San Giovenale, che sarebbe poi diventata la futura cattedrale di Fossano. Trovando la Collegiata in uno stato di grave degrado strutturale e spirituale, ne ha prontamente avviato la ricostruzione materiale e morale. Durante i lavori di ricostruzione della chiesa gli vengono attribuiti dalla tradizione popolare alcuni eventi prodigiosi. Un muratore, caduto rovinosamente dalle impalcature del campanile e subito creduto morto dai presenti, si è miracolosamente rialzato ed è tornato al lavoro del tutto privo di ferite dopo essere stato preso per mano da lui. Un altro episodio prodigioso riguarda un carro pesantemente carico e rimasto irrimediabilmente bloccato nel fango, il quale è riuscito a ripartire immediatamente a seguito di una sua benedizione. Questi segni straordinari accompagnavano un ministero speso interamente tra le mura della chiesa e tra la gente sofferente, confermando la santità di una vita spesa nel servizio del prossimo e nella fedeltà al Vangelo.

L'epidemia di peste e la beatificazione

Durante una grave epidemia di peste che ha colpito la regione, il sacerdote non si è tirato indietro ma si è dedicato direttamente all'assistenza degli appestati. In occasione dell'epidemia di peste, si è dedicato assiduamente all'assistenza dei malati e dei moribondi. Ha consacrato ogni sua risorsa fisica e temporale, lavorando incessantemente di giorno e di notte alla cura degli appestati, incurante del pericolo personale. Proprio a causa di questo generoso e altruistico impegno, è rimasto contagiato dalla peste mentre curava i malati. È deceduto a causa della peste il sette luglio mille quattrocento, all'età di cinquantasei anni, compiendo l'ultimo atto di una vita interamente donata. La sua morte è avvenuta a Fossano il sette luglio mille quattrocento. Nel mille ottotrecento otto Papa Pio VII lo ha proclamato Beato, riconoscendo la santità della sua testimonianza cristiana. Egli è stato il primo cittadino di Fossano a essere elevato agli onori degli altari, suggellando un legame indissolubile con la sua terra d'origine e con la comunità che lo aveva visto operare.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il beato Oddino Barotti?

Il beato Oddino Barotti è commemorato il 7 luglio.

Di cosa è patrono il beato Oddino Barotti?

Nei fatti forniti non vengono menzionati specifici patronati.

En Fossano en Piamonte, beato Oddino Barotti, sacerdote, que, párroco pobre y de vida austera, mientras imperversaba la peste, dedicó noche y día todas sus fuerzas a favor de los enfermos y de los moribundos. — Martirologio Romano