Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

13 de octubre

Beato Pedro Adriano Toulorge

Sacerdote premonstratense, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione

Pietro Adriano Toulorge nacque a Muneville-le-Bingard, in Francia, il 4 maggio 1757, all'interno di una famiglia di umili contadini. Fin dalla giovinezza mostrò una profonda inclinazione alla vita spirituale che lo condusse a entrare come alunno nel seminario maggiore di Coutances. In quel luogo di formazione e preghiera, il rettore del seminario maggiore di Coutances era padre Francesco Lefranc, il quale sarebbe divenuto in seguito un illustre martire della Rivoluzione. Sotto questa guida saggia e autorevole, il giovane seminarista maturò la sua vocazione fino a ricevere l'ordinazione sacerdotale nel 1781. La vita del sacerdote si divide in quattro distinti periodi, il primo dei quali viene comunemente definito quello del buon prete.

Questo primo tratto del suo cammino ministeriale lo vide impegnato come viceparroco di Doville nel 1782. Doville è una parrocchia di 600 abitanti, una comunità raccolta in cui il giovane sacerdote poté iniziare il proprio tirocinio pastorale a contatto diretto con le anime. Il parroco di Doville era Giacomo Francesco Le Canut, canonico premostratense della vicina abbazia di Blanchelande. Un canonico premostratense metodico e zelante aiuta padre Toulorge nel suo tirocinio pastorale educandolo ad essere un buon prete. Conquistato da tale esempio, il viceparroco si fa accettare dai Premostratensi della poco distante abbazia di Blanchelande, desideroso di abbracciare quella regola e quello spirito di dedizione totale.

Il fervore monastico e la tempesta della Rivoluzione

Con l'ingresso tra i Premostratensi inizia il secondo periodo, chiamato del fervore, che segnò profondamente l'evoluzione spirituale del sacerdote. Il Toulorge entrò in abbazia nel 1787 attratto dalla vita religiosa, desideroso di consacrarsi interamente al Signore. Al momento dell'ingresso in abbazia ricevette il nome di Pietro Adriano, e l'anno successivo, nel 1788, il Toulorge prese i voti religiosi. Il giovane prete si fa aiutare dalla spiritualità dell'Ordine, dalla preghiera in comune e dal sostegno fraterno, coltivando la prospettiva iniziale di dedicarsi con maggior slancio alla predicazione nelle parrocchie del circondario. Nel 1789 furono convocati gli Stati Generali, e molti francesi sperarono nel 1789 in un miglioramento della situazione politica ed economica, ma la situazione politica ed economica precipitò invece di migliorare.

Gli eventi precipitarono rapidamente con i decreti anticlericali dell'Assemblea costituente. Il 2 novembre l'Assemblea votò la confisca dei beni della Chiesa. Inoltre, il priore dell'abbazia di Blanchelande, appartenente a un'altra abbazia, approfittò della situazione per dilapidare gran parte del patrimonio comunitario. Il Toulorge e tre confratelli denunciarono alle autorità civili il comportamento scorretto del priore, cercando di difendere la giustizia all'interno della comunità. Successivamente, il 13 febbraio 1790 l'Assemblea soppresse gli ordini monastici, e il 26 marzo 1790 l'Assemblea decretò l'inventario dei beni dei monasteri e delle comunità religiose. I comuni ricevettero l'ordine di interrogare i religiosi sulle loro intenzioni future. Il 10 giugno 1790 Pietro Adriano e alcuni confratelli dichiararono l'intenzione di continuare a vivere nella loro abbazia. Purtroppo l'abbazia di Blanchelande chiuse i battenti verso la fine del 1790, e i pochi membri di Blanchelande lasciarono l'abbazia per sempre alla sua chiusura, costringendo padre Toulorge a confrontarsi con la dura realtà della soppressione di tutti gli ordini religiosi. Padre Toulorge si ritrova per strada e viene ospitato in una fattoria del circondario cercando di svolgere come può il suo ministero.

La clandestinità e la fuga

Con la Rivoluzione francese arriva la Costituzione civile del Clero, la quale impone a vescovi e parroci l'obbligo di giurare ad essa fedeltà. Il giuramento pone il clero sotto il potere civile staccandolo da Roma, configurando uno scisma grave contro cui il Papa vieta il giuramento del clero. Il Governo risponde alla resistenza con la deportazione e la condanna a morte dei preti refrattari che si rifiutano di giurare. Inizia il terzo periodo della vita di padre Toulorge, definito quello della paura. Occorre ricordare che il Toulorge non era un sacerdote funzionario pubblico, né parroco né viceparroco, e di conseguenza il Toulorge non fu obbligato a prestare giuramento di obbedienza alla Costituzione civile del Clero. Non sapendo di non essere obbligato al giuramento in quanto membro di un ordine religioso, teme per la propria vita.

Fino all'agosto 1792 il Toulorge fu ospitato da una famiglia cattolica che decise poi di andare in esilio. Ai primi di settembre il Toulorge venne a conoscenza della legge del 26 agosto, la quale condannava alla deportazione i sacerdoti funzionari pubblici che non avevano prestato il giuramento di Libertà e Uguaglianza. Il Toulorge fraintese la legge credendo di essere anch'egli soggetto ad essa e quindi minacciato. Il Toulorge deciso a partire si diresse verso l'isola inglese di Jersey insieme ad altri 563 sacerdoti della diocesi di Coutances, imbarcandosi di nascosto. A Jersey scopre di essere stato preceduto da almeno 500 preti della sua diocesi. A Jersey gli spiegano l'errore, informandolo che non era tenuto al giuramento e che poteva evitare di scappare, e uno degli emigrati fece capire al Toulorge che avrebbe potuto legittimamente rimanere in Francia.

Il ritorno in patria e l'arresto

Spinto da una profonda coscienza sacerdotale, il religioso prese una decisione coraggiosa. Scatta in lui il senso di responsabilità derivante dalla sua ordinazione, e pensando alle tante parrocchie rimaste senza prete, decide di ritornare in patria sperando che la sua assenza non sia stata notata. Il Toulorge deciso a tornare in patria fu spinto dalla consapevolezza che il popolo cristiano era privo di pastori fedeli alla Chiesa e al papa. Torna in patria da clandestino e sotto mentite spoglie, travestendosi da donna e nascondendosi in case ospitali. Il Toulorge rientrò in Francia in clandestinità per riprendere il suo ministero. Nel frattempo, il 26 novembre una nuova legge mise al bando tutti gli emigrati tornati in patria, punendo con la morte gli emigrati sorpresi sul territorio nazionale.

Dalla fine di novembre 1792 fino all'arresto nei primi di settembre 1793 il Toulorge visse nascosto. Durante la clandestinità il Toulorge amministrò i sacramenti e celebrò la messa per i fedeli affamati di grazia spirituale. Gli oggetti di culto portati con sé al momento dell'arresto testimoniarono la sua attività clandestina. L'arresto avvenne a seguito di una caccia al prete organizzata dalle autorità rivoluzionarie nella regione, e qualcosa, forse le scarpe, lo tradisce e viene denunciato alle autorità. Viene trovato in una cascina, nascosto sotto alcune balle di lino, e arrestato per combinazione. Il 4 settembre fu sottoposto a interrogatorio dall'amministrazione del distretto di Carentan. Durante l'interrogatorio a Carentan nessuno gli chiese del giuramento o di una eventuale emigrazione, e gli inquirenti misero in risalto unicamente le sue qualità di sacerdote.

Il processo e la svolta della verità

Viene processato per direttissima dal tribunale locale. Nega risolutamente di aver lasciato la Francia, riuscendo a evitare la condanna a morte iniziale, e viene riportato in carcere in attesa del secondo grado del processo dal quale è certo di essere prosciolto per mancanza di prove sulla sua fuga all'estero. Il Toulorge negò davanti al presidente del tribunale tutto ciò che poteva rivelare il suo ministero clandestino. Tuttavia, il tribunale scoprì che l'imputato aveva fatto vidimare il passaporto, e a seguito della scoperta del passaporto le indagini si orientarono verso una possibile emigrazione. Il Toulorge negò con determinazione di essere emigrato poiché mancava qualsiasi prova amministrativa del suo passaggio a Jersey. I giudici erano intimamente convinti della sua emigrazione ma non riuscivano a provarla.

Dopo aver riflettuto il Toulorge ammise di aver indossato abiti femminili per sfuggire ai persecutori, ma mantenne la menzogna riguardo al suo mancato viaggio a Jersey. Il presidente del tribunale sembrò accettare la versione sui vestiti femminili, cercando di dimostrare la colpevolezza del sacerdote per aver favorito i progressi del fanatismo nella regione. Il 7 settembre il tribunale decise di considerare il Toulorge come emigrato e dispose il trasferimento del Toulorge presso il tribunale criminale del dipartimento de La Manche con sede a Coutances. Domenica 8 settembre, giorno della Natività di Maria, prima di partire per Coutances il Toulorge decise di dire la verità. Il Toulorge confessò il suo breve esilio nell'isola di Jersey prima della partenza, e l'ammissione dell'esilio rese tale capo d'imputazione il movente politico decisivo per condannarlo a morte con parvenza di legalità.

L'eroismo e il martirio

In carcere sente risuonare dentro di sé le parole evangeliche 'il vostro parlare sì, sì; no, no'. Questo momento apre le porte al quarto periodo della sua vita, quello dell'eroismo. Partendo dall'esigenza di verità del vangelo, comincia a vergognarsi della menzogna con cui ha avuto salva la vita. Il 22 settembre il Toulorge comparve davanti al tribunale criminale e confessò nuovamente il suo esilio. Il tribunale criminale si trovò in imbarazzo poiché il reato di emigrazione non poteva essere provato giuridicamente, e il tribunale si chiese come si potesse dichiarare formalmente emigrato senza prove un sacerdote che confessava tale colpa. Il nome del Toulorge non risultava iscritto nelle liste ufficiali degli emigrati; il Toulorge non era un sacerdote funzionario pubblico e non era quindi tenuto a giurare; il passaggio a Jersey non era stato una fuga ma il risultato di un'errata interpretazione della legge; e il Toulorge era rientrato in Francia prima dell'approvazione della legge punitiva contro gli emigrati rimpatriati.

Il 12 ottobre, prima di redigere la sentenza definitiva, il tribunale offrì al Toulorge un'ultima occasione di salvezza negando la verità. Il Toulorge era consapevole che i giudici avrebbero approfittato di un'eventuale smentita sull'esilio di cui erano già convinti pur senza prove. Pietro Adriano Toulorge era un sacerdote che rifiutò di salvare la propria vita al prezzo di una bugia, confermando le sue deposizioni anteriori. Trova giudici particolarmente clementi e ben disposti che si accontenterebbero anche di una mezza verità, ma ritiene la mezza verità inconciliabile con il suo essere prete e cristiano, pronunciando riflessioni sul cattivo esempio dato al mondo se si ha difficoltà a morire. Il tribunale condannò il Toulorge a essere ghigliottinato, fissando l'esecuzione per il 13 ottobre. Al momento della condanna, disse come san Cipriano 'Deo gratias!'.

Le ultime ore e la memoria santa

Il Toulorge trascorse l'ultima notte preparandosi alla morte con profondo raccoglimento spirituale. Scrisse tre lettere durante la sua ultima notte, nelle quali manifestò la consapevolezza di morire per la fede cattolica e di essere un martire. Negli stessi scritti manifestò la coscienza della propria indegnità, confermò la sua fedeltà alla fede e alla Chiesa cattolica negli ultimi scritti, e promise la sua intercessione presso Dio per la Chiesa cattolica. Il 13 ottobre 1793, una domenica pomeriggio, cammina verso la ghigliottina. La gente è attonita nel trovarlo sereno e quasi allegro. Un testimone oculare raccontò le ultime parole pronunciate dal Toulorge prima di morire. Prima di morire disse 'Dio mio, nelle tue mani affido il mio spirito!', chiese la restaurazione e la conservazione della santa Chiesa, e chiese il perdono per i suoi nemici. Pronunciò come ultime parole: 'Addio, Signori, fino all'Eternità, se ve ne rendete degni!'. Pietro Adriano Toulorge morì a Coutances in Francia il 13 ottobre 1793.

Il Toulorge fu sepolto nel cimitero San Pietro di Coutances e fu venerato con l'appellativo di 'Martire della Verità'. La sua diocesi lo ha sempre ritenuto autentico martire della verità, e nel 1922 il Toulorge fu annoverato tra i cinquantasei sacerdoti martiri della Normandia. Dopo il processo diocesano, la Francia precipitò in conflitti sociali e la causa fu di fatto abbandonata a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale. In occasione del Bicentenario della Rivoluzione francese e della morte del Santo, l'Ordine premostratense riprese la causa del solo Pietro Adriano Toulorge a norma della nuova legislazione canonica. La Santa Sede concesse il nulla osta per l'avvio del processo diocesano il 24 aprile 1995, la Congregazione delle Cause dei Santi ritenne validi gli atti del processo diocesano con decreto dell'8 maggio 1998, e la Positio super martyrio fu presentata il 5 agosto 1999. Infine, è stato beatificato nella cattedrale di Coutances il 29 aprile.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Pedro Adriano Toulorge?

La sua ricorrenza si celebra il 13 ottobre, giorno in cui affrontò il martirio nel 1793.