21 de octubre
Beato Piero Capucci
Dominico
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e i primi anni di formazione
Pietro Capucci nacque nel corso del quindicesimo secolo, precisamente nel 1390, a Città di Castello, da una famiglia di antica e nobile origine. Sentì presto la vocazione religiosa e, all'età di quindici anni, entrò nella comunità domenicana di Città di Castello. Fu esemplare per costumi e impegno, e dopo un anno di fervoroso cammino fu ammesso alla professione dei voti religiosi. Per proseguire la sua formazione, fu inviato nel convento di Cortona, fondato nel 1230. Tale convento aveva aderito al movimento dei beati Giovanni Dominici e Raimondo da Capua per la primitiva osservanza. In questo contesto spirituale fervente, il beato Lorenzo da Ripafratta fu la guida spirituale del giovane Pietro. Lo stesso Lorenzo da Ripafratta era stato maestro dei novizi di sant'Antonino Pierozzi e del beato Angelico. Frate Pietro si distinse per uno zelo religioso singolare, praticando il digiuno, penitenze corporali e riducendo al minimo il sonno per dedicarsi alla contemplazione. Amava profondamente la Sacra Scrittura e teneva in totale disprezzo i beni del mondo, cercando la perfezione evangelica senza mezze misure.
Le vicende storiche e il soggiorno a Foligno
Un evento drammatico influenzò profondamente la vita della comunità e del giovane frate: la tragedia di palazzo Casali a Cortona. L'undici ottobre del 1407, il governatore di Cortona fu assassinato dal nipote, il quale gettò il corpo insanguinato dalla finestra tra la folla inorridita. I domenicani di Cortona, che figuravano tra i beneficiati della città, dovettero trasferirsi nel convento di Fiesole a causa del profondo lutto e dell'instabilità politica. Sant'Antonino narrò questo doloroso evento nelle sue cronache. In quegli anni la Chiesa viveva il periodo difficile dello scisma avignonese. A Pisa, nel 1409, fu eletto l'antipapa Alessandro V, mentre Cortona fu occupata dal re di Napoli Ladislao, il quale fece imprigionare l'assassino del governatore. In questa situazione complessa, Pietro e i suoi compagni decisero di trasferirsi nella tranquilla Foligno, in territorio dipendente dal papa. Nel testo viene menzionato papa Gregorio XIII in relazione al territorio di Foligno. A Foligno stettero circa sei anni, e fu proprio in questa città che il Capucci ricevette l'ordinazione sacerdotale. Durante la permanenza, mise in pratica l'amore verso il prossimo assistendo generosamente i contagiati di una grave epidemia, unendo il soccorso materiale a quello spirituale per gli infermi. Purtroppo, alcuni confratelli persero la vita durante l'epidemia, confermando l'eroismo della dedizione comunitaria.
Il ritorno a Cortona e l'apostolato
Dopo le avversità, fu riaperto il convento di Cortona, e frate Pietro, insieme a sant'Antonino Pierozzi e al beato Angelico, vi fece ritorno. Il beato Pietro restò a Cortona per tutta la vita, mentre i compagni Pierozzi e beato Angelico scrissero pagine indelebili per l'Ordine e realizzarono opere d'arte di inestimabile valore. La sua umiltà fu costante d'esempio per i confratelli. Poiché si rese necessaria la costruzione di una nuova chiesa a Cortona, il dotto frate di nobile origine non esitò a farsi questuante per le strade della città, conquistando la stima e l'affetto di tutti gli abitanti. Il suo apostolato fu generoso e fecondo, e divenne padre, maestro e consigliere apprezzato in tutto il territorio di Cortona. In quegli anni, san Bernardino da Siena saliva in città a predicare, e il beato ebbe la gioia di incontrarlo più volte. Il tema ricorrente delle omelie del Capucci erano i novissimi. Egli portava con sé un teschio e parlava della morte per spronare chi viveva lontano dalla fede. La sua azione pastorale era completa: iniziava la conversione dal pulpito e la concludeva nel confessionale, portando inoltre soccorso e conforto al capezzale dei malati. Iniziarono a fiorire miracoli sui suoi passi, operando conversioni di peccatori incalliti, prodigiose guarigioni, tra cui quella del braccio paralizzato di una donna, e riuscendo persino a salvare due condannati a morte. Pietro Capucci meditava sulla morte guidando se stesso alle realtà celesti, e nella sua attività di predicazione esortava i fedeli a non cadere nella morte eterna.
Il governo della comunità e le opere artistiche
Pietro Capucci avrebbe potuto raggiungere incarichi ecclesiastici importanti, ma preferì vivere di preghiera per una profonda umiltà. Condivise la carica di priore con sant'Antonino Pierozzi, e a questa fruttuosa collaborazione si deve l'erezione della monumentale chiesa di Cortona. Per realizzare l'opera, raccolse personalmente offerte, aiuti e un sussidio da papa Eugenio IV. La sua sensibilità artistica e spirituale lo portò a commissionare all'amico beato Angelico la pala dell'Annunciazione e la lunetta sopra il portale d'ingresso. Inoltre, nel 1438 ottenne da Cosimo de' Medici la pala dell'altare maggiore del convento di San Marco a Firenze. Sacerdote dell'Ordine dei Predicatori, visse sempre fedele al proprio carisma fino agli ultimi giorni.
Il transito e la storia delle reliquie
Il Beato Piero morì dopo breve malattia il ventuno ottobre del 1445. La sua morte fu profondamente compianta dai confratelli e da tutta la cittadinanza di Cortona. Visse cinquantacinque anni, di cui quaranta trascorsi da religioso. Il suo corpo fu posto nella sala capitolare, direttamente nella terra, senza alcuna imbalsamazione, secondo la consuetudine dell'epoca, e fu commissionato un suo ritratto. Dopo circa settant'anni, perdurando inalterata la fama di santità, le sue ossa furono riesumate. Le ossa furono collocate in un'urna decorata con la rappresentazione di fatti e miracoli da Tommaso Bernabei detto Papascello, allievo di Signorelli. Nel 1597 l'urna fu rinnovata conservando le antiche tavolette del Papascello, mentre nel 1746 una nuova cassetta raccolse le reliquie, che vennero portate in processione solenne per la città. Nel 1786, in seguito a vicende storiche avverse, i frati furono espulsi dal convento. Le spoglie furono allora portate a Colorno per interessamento del duca di Parma Ferdinando I Borbone, Infante di Spagna, il quale era un grande devoto del beato. Nel 1814 le spoglie fecero ritorno a Cortona nella chiesa di San Domenico, che fungeva anche da parrocchia. Attualmente le reliquie sono poste nella mensa dell'altare maggiore, esattamente sotto il polittico di Lorenzo di Niccolò, pala che era stata fatta giungere in chiesa proprio dal beato. Il sedici maggio del 1816, papa Pio VII confermò il culto tributato al beato ab immemorabili. La sera del ventuno ottobre del 1945, appena conclusa la seconda guerra mondiale, l'urna con il corpo del beato fu portata in solenne processione per le strade della città. Il beato Pietro Capucci è commemorato nel Martirologio a Cortona in Toscana.
Una vida dedicada al servicio
El camino del Beato Piero Capucci comenzó en Città di Castello, donde a la edad de quince años tomó la decisión definitiva de ingresar en la orden dominicana. Esta elección marcó el inicio de una vida itinerante al servicio del Evangelio, que lo llevó a recorrer diversas ciudades italianas. En cada uno de estos destinos, el Beato Piero se distinguió por una sobriedad de vida que era reflejo de su profunda oración y su entrega a los demás.
Uno de los testimonios más elocuentes de su caridad fue su presencia en Foligno durante una difícil epidemia. En aquellos momentos de prueba, el sacerdote no dudó en asistir personalmente a los enfermos, convirtiéndose en un consuelo para quienes sufrían el abandono y la enfermedad. Su predicación, centrada en los novísimos, buscaba despertar en los fieles la conciencia sobre el valor de la vida eterna, utilizando a menudo un teschio como recordatorio de la fragilidad humana y la importancia de la preparación espiritual.
Su visión trascendió la palabra hablada, pues comprendió que el arte también podía ser una forma de oración. Por ello, promovió la construcción de la iglesia de San Domenico en Cortona, un espacio diseñado para el encuentro con lo sagrado. En este empeño, se rodeó de los mejores talentos de su tiempo, llegando a encargar obras maestras al Beato Angelico, uniendo así la excelencia del arte con la profundidad del mensaje cristiano que él mismo predicaba con su ejemplo diario.
El culto y la memoria
La figura del Beato Piero Capucci ha permanecido viva en la memoria de la Iglesia como un modelo de coherencia y fidelidad a la vocación dominicana. Tras su fallecimiento en Cortona, la devoción hacia su persona creció gradualmente, reconociendo en su trayectoria una vida de virtudes heroicas y servicio desinteresado.
El reconocimiento oficial de su santidad culminó en el año mil ochocientos dieciséis, cuando el Papa Pío Séptimo confirmó su culto. Este acto permitió que la Iglesia celebrara su memoria litúrgica, reafirmando la importancia de su legado. Hoy, su figura nos invita a reflexionar sobre la brevedad del tiempo y la trascendencia de las obras realizadas por amor a Dios y al prójimo. Su memoria se honra cada año el veintiuno de octubre, fecha en que los fieles conmemoran su tránsito a la casa del Padre.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Piero Capucci?
Il Beato Piero Capucci si festeggia il ventuno ottobre, giorno della sua nascita al cielo.
Dove si trovano attualmente le reliquie del Beato Piero Capucci?
Le reliquie sono attualmente custodite a Cortona, poste nella mensa dell'altare maggiore della chiesa di San Domenico, sotto il polittico di Lorenzo di Niccolò.
En Cortona, en Toscana, beato Pedro Capucci, sacerdote de la Orden de los Predicadores, que, meditando sobre la muerte, se guio a sí mismo a las realidades celestiales y en su actividad de predicación exhortó a los fieles a no caer en la muerte eterna. — Martirologio Romano