Il beato Genaro Fueyo Castañón nacque nel ventesimo secolo, precisamente il 23 gennaio 1864 a Linares, che all'epoca era un quartiere di Congostinas del Puerto, nella Comunità autonoma delle Asturie, in Spagna. Figlio di Ramón Fueyo Barros e Isabel Castañón Díaz, crebbe in una famiglia numerosa con cinque fratelli, tra i quali Estanislao scelse la vita monastica entrando nel monastero cistercense di San Isidro de Dueñas a Palencia. Don Genaro intraprese il cammino ecclesiastico entrando nel Seminario conciliare di Santa Maria dell'Assunzione, ospitato nel convento di San Domenico a Oviedo e fondato nel 1851 dal vescovo monsignor Ignacio Díaz Caneja. Dopo la sua ordinazione sacerdotale, avvenuta il 17 dicembre 1887, iniziò il suo ministero come vicario parrocchiale a Jomezana, per poi fare ritorno nella sua città natale come economo e parroco di Congostinas fino al 1899. La sua dedizione pastorale lo condusse successivamente alla parrocchia di San Giacomo apostolo a Nembra, rimasta vacante l'anno precedente, dove fu destinato per nomina del Capitolo della Cattedrale di Oviedo. In quella comunità rurale visse intensamente il suo ministero sacerdotale, distinguendosi per la carità operosa, l'attenzione verso i poveri, i minatori e le famiglie in difficoltà, fino al supremo sacrificio della vita. La sua testimonianza di fede e di dedizione totale al Vangelo è culminata nel martirio, suggellato dalla beatificazione avvenuta l'8 ottobre 2016 per opera di papa Francesco nella cattedrale di Oviedo.
La figura di don Genaro Fueyo Castañón rimane scolpita nella memoria della Chiesa per la sua straordinaria coerenza evangelica e per il profondo legame con la sua gente. Durante il suo lungo servizio a Nembra, che all'epoca contava 171 famiglie e circa 800 abitanti, seppe conquistare l'affetto dei parrocchiani grazie al suo buon carattere e a un sottile senso dell'umorismo che egli stesso amava dissimulare sotto un'apparenza seria. Esercitò la carità condividendo tutti i propri beni con i bisognosi e spingendo dal pulpito i fedeli a fare altrettanto, oltre a prodigarsi nella ricerca di un'occupazione per i disoccupati e nella cura attenta delle vocazioni. Il suo impegno sociale e spirituale toccò profondamente anche il mondo del lavoro, accogliendo le riunioni del sindacato cattolico dei minatori in una sala della parrocchia e organizzando una scuola gratuita per i figli dei lavoratori e dei contadini. Tale operato generoso non fu esente da tensioni, tanto da attirare l'avversione degli anarchici e da esporlo a gravi pericoli durante la rivoluzione dell'ottobre 1934, preludio della guerra civile. Catturato nell'ottobre 1936 e condotto nella sua chiesa, affrontò la morte con serena fortezza e spirito di perdono, chiedendo di poter assistere i suoi compagni di fede fino all'ultimo istante. La causa per il riconoscimento del suo martirio in odio alla fede cattolica, promossa nella diocesi di Oviedo, ha portato alla solenne beatificazione presieduta dal cardinale Angelo Amato come delegato del Santo Padre. La memoria liturgica del beato Genaro Fueyo Castañón viene celebrata annualmente il 21 ottobre per la diocesi di Oviedo, giorno in cui compì il suo transito verso il cielo.