11 de abril
Beato Sinforiano (Feliks) Ducki
Religioso capuchino, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il cammino nella vita religiosa
Dopo il periodo iniziale come aspirante e postulante, Felice affrontò un biennio di prova che lo condusse, il 19 maggio 1920, a iniziare il noviziato nella località di Nowe Miasto. In quella circostanza assunse il nome religioso di Sinforiano, con il quale avrebbe compiuto il suo cammino di perfezione cristiana. Concluse il noviziato il 20 maggio 1921 emettendo la professione temporanea, e da quel momento si dedicò con generosità al servizio fraterno nei conventi di Varsavia, di Lomza e di nuovo a Varsavia a partire dal 27 maggio 1924. Il 22 maggio 1925 suggellò la sua consacrazione religiosa mediante la professione solenne. Nella capitale polacca svolse dapprima la mansione di fratello questuante, raccogliendo le offerte necessarie per la costruzione del seminario minore di San Fedele. Fu successivamente nominato per diversi anni fratello compagno del ministro provinciale, distinguendosi per il suo carattere semplice e amichevole che gli permetteva di conquistare facilmente la simpatia del popolo e nuovi amici per l'Ordine. Nonostante la vita molto attiva a contatto con la gente, mantenne sempre lo spirito di preghiera e di devozione, distinguendosi per una preghiera devota e fervorosa che era stimata dagli abitanti della capitale.
L'arresto e la persecuzione ad Auschwitz
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, fratel Sinforiano si adoperò con ogni mezzo per non far mancare il necessario né ai suoi confratelli né ai poveri e ai bisognosi. Continuò questa coraggiosa opera di aiuto fino al 27 giugno 1941, data in cui la Gestapo arrestò tutti i ventidue cappuccini del convento della capitale. Sinforiano fu dapprima internato nella prigione di Pawiak, per poi essere trasferito, il 3 settembre, nel campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Avendo una costituzione robusta, soffrì più degli altri la fame e le persecuzioni, sopportando tutto in silenzio. Le misere razioni fornite dai tedeschi non coprivano nemmeno un quarto del fabbisogno dell'organismo di un uomo normale, e dopo sette mesi fu condannato a una morte lenta.
Il martirio e l'eroismo supremo
Una sera i tedeschi iniziarono a trucidare in modo bestiale i prigionieri fracassando loro la testa a manganellate. Di fronte a tanta efferatezza, Sinforiano affrontò i tedeschi facendo su di loro il segno della croce. Il testimone oculare e compagno di prigionia Czeslaw Ostankowicz dichiarò che ci fu un attimo di sbigottimento seguito dall'ordine di bastonarlo. Fra Sinforiano fu colpito da una manganellata in testa e stramazzò al suolo ai piedi dei tedeschi, tra loro e i prigionieri. Poco dopo ebbe la forza di risollevarsi e rifece il segno della croce, e fu allora che lo assassinarono. L'episodio avvenne l'11 aprile 1942, e la morte di Sinforiano pose fine alla tremenda esecuzione che i tedeschi stavano perpetrando, permettendo a una quindicina di prigionieri di salvarsi grazie al suo intervento. I prigionieri caricarono con grande venerazione la salma di fratel Sinforiano insieme alle altre sul carro destinato al forno crematorio. Con il suo martirio Sinforiano dimostrò grande eroismo, professò la fede nella Santissima Trinità e salvò la vita a molti compagni di sventura, morendo sotto tortura nel campo di sterminio vicino a Cracovia.
Su camino espiritual
La trayectoria vital del Beato Sinforiano se desarrolló en un periodo de grandes pruebas para la humanidad, pero él supo mantener su mirada fija en el horizonte del Evangelio. Tras su ingreso en la Orden de los Capuchinos, su camino estuvo guiado por la humildad y la oración, virtudes que cultivó en los distintos lugares donde fue destinado. Su vida no estuvo exenta de dificultades, pero su resolución de vivir bajo los consejos evangélicos se fortaleció con la profesión solemne que realizó en el año mil novecientos veinticinco, momento en el cual selló su alianza definitiva con el Señor.
El contexto histórico en el que vivió le exigió una entereza particular cuando la violencia se desató contra su patria y su comunidad. El veintisiete de junio de mil novecientos cuarenta y uno, fue arrestado por la Gestapo, iniciando así un camino de sufrimiento que lo llevaría al internamiento en el campo de concentración de Auschwitz. Allí, entre las sombras de la opresión, su testimonio de fe se mantuvo intacto. A pesar de las condiciones inhumanas a las que fue sometido, el Beato Sinforiano no permitió que el miedo apagara su espíritu. Su muerte, ocurrida en el año mil novecientos cuarenta y dos, fue el desenlace de una vida ofrecida por amor. El detalle de su gesto final, al trazar la señal de la cruz ante quienes le arrebataban la vida, trasciende el tiempo como una lección silenciosa sobre la dignidad humana y la victoria del espíritu sobre el odio.
Memoria y culto
La figura del Beato Sinforiano es honrada por la Iglesia como un modelo de santidad en el martirio, reconociendo en su historia la huella de alguien que supo permanecer fiel hasta el fin. Su culto está estrechamente ligado a la fecha de su entrega heroica, recordándonos la importancia de la oración y la valentía en los tiempos difíciles.
El reconocimiento de su beatificación subraya el valor de su sacrificio en el siglo veinte, un periodo marcado por la persecución y el dolor. Los fieles que hoy contemplan su historia encuentran en él a un intercesor que comprendió el significado de la cruz en su propia carne. Su conmemoración anual es una invitación a reflexionar sobre la importancia de la paz y la libertad, manteniendo viva la memoria de aquellos que, como él, dieron testimonio de su fe en circunstancias extremas.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Sinforiano Ducki?
La sua memoria liturgica si celebra l'11 aprile.
En el campo de exterminio de Auschwitz cerca de Cracovia en Polonia, beato Simproniano Ducki, religioso de la Orden de los Frailes Menores Capuchinos y mártir, que, arrestado durante la guerra por su fidelidad a Cristo, concluyó bajo tortura su martirio. — Martirologio Romano