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25 de octubre

Beato Tadeo Machar (Tadhg MacCarthy)

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza in Irlanda

La nascita del beato Taddeo avvenne a Cork, in Irlanda, intorno al 1455, nel corso del quindicesimo secolo. Il beato Taddeo apparteneva alla famiglia reale omonima di Munster in Irlanda, ed era specificamente figlio del principe di Muskerry e della figlia di Fitz-Maurice principe del Kerry. I suoi primi anni di vita sono poco noti alla storia documentata, ma sin dalla giovinezza lo contraddistinguevano il fervore religioso, l'entusiasmo spirituale e l'impazienza tipica di un temperamento giovanile e passionale che lo portava inizialmente a difendere le sue ragioni lottando. Guidato da questo profondo slancio interiore, intraprese gli studi ecclesiastici presso i frati minori a Kilcrea, distinguendosi per la dedizione alla fede. Successivamente si recò all'estero per approfondire ulteriormente la sua formazione teologica e spirituale, preparandosi così ai compiti gravosi che la Provvidenza divina avrebbe presto affidato alla sua persona.

L'elezione episcopale e la nomina a Ross

Nel 1482, mentre si trovava a Roma per motivi di studio, il giovane ecclesiastico fu notato per le sue doti e fu elevato alla cattedra episcopale di Ross da Papa Sisto IV, che lo nominò ufficialmente vescovo di Ross in Irlanda nello stesso anno. Il futuro pastore ricevette la consacrazione episcopale a Roma nella chiesa di San Stefano del Cacco, preparandosi a fare ritorno nella sua terra d'origine per iniziare il suo servizio pastorale. Nel periodo della sua nomina e dei suoi primi passi, le dinamiche politiche della sua terra erano profondamente mutate, poiché tre anni dopo la sua nomina, Enrico Tudor ascese al trono inglese, inaugurando una stagione di forti tensioni. Taddeo ritornò in patria durante i torbidi maneggi legati alle lotte politiche tra i Tudor e gli York, trovando un clima di forte ostilità e divisione. Gli avversari della casa di York tentarono di consolidare il dominio sull'Irlanda impossessandosi delle cattedre episcopali, e in questo contesto a Taddeo fu impedito di prendere possesso della diocesi di Ross. Un altro vescovo, identificato nella persona di Ugo O'Driscoll, fu indicato dai sostenitori degli York quale unico e legittimo vescovo di Ross, estromettendo di fatto il legittimo titolare.

Le controversie e i viaggi a Roma

I sostenitori degli York mossero accuse a Roma contro Taddeo, il cui temperamento focoso lo spingeva inizialmente a reagire con forza, ma le pressioni politiche ebbero temporaneamente la meglio. Nel 1488 Taddeo fu sospeso dal papa e fu costretto a lasciare la diocesi, dovendo abbandonare la sua sede a causa dei problemi causati dall'ostilità dei potenti che miravano al controllo ecclesiastico. In quel periodo di difficoltà, Taddeo si stabilì in un'abbazia cistercense donatagli in commendam dal vescovo di Clogher, trovando un temporaneo rifugio per la preghiera e la riflessione. Non volendo cedere all'ingiustizia, il vescovo meditò di difendere in prima persona la propria causa e decise di farsi pellegrino a Roma per chiedere il giudizio del Papa, compiendo il primo dei suoi faticosi viaggi attraverso l'Europa. A Roma incontrò Papa Innocenzo VIII, successore di Sisto IV, il quale cercò di risolvere la complessa questione destinando Taddeo alla diocesi di Cork e Cloyne. Tuttavia, due anni dopo, lo stesso papa Innocenzo VIII confermò Ugo alla cattedra di Ross, ratificando una situazione ormai compromessa sul piano locale. Forte della nuova destinazione, Taddeo riprese la strada per l'Irlanda ma trovò anche la nuova sede occupata e ostile ai suoi tentativi di governo pastorale. Giunto nella nuova sede, Taddeo trovò la cattedrale chiusa e trovò tutte le donazioni in mano ai suoi vecchi avversari, che ne impedivano ogni forma di sostentamento e di giurisdizione. Non riuscendo a far valere i propri diritti episcopali e trovando sbarrata ogni via di dialogo in patria, tornò a Roma per l'ennesima volta, affrontando nuovamente i pericoli e le fatiche di un lungo viaggio transcontinentale e marittimo.

Il definitivo sostegno papale e il cammino verso l'Italia

Dal sommo pontefice ottenne pieno appoggio per la sua causa e per il ristabilimento della legalità ecclesiale nella sua terra d'origine. Ripartì con lettere papali indirizzate al potente conte di Kildare in Irlanda e ad altri eminenti personaggi della nobiltà e del clero locale. Le lettere papali ordinavano severamente di aiutare il vescovo a prendere possesso della sua diocesi e a esercitare liberamente il suo ministero episcopale. Il beato Taddeo affrontò così due viaggi attraversando il mare e percorrendo le strade dell'Europa per affermare i suoi diritti pastorali e la giustizia della Chiesa. Taddeo scelse di non fuggire e di non arrendersi di fronte alle minacce, ma di affidarsi alla forza di Gesù Cristo vivente nella Chiesa, dimostrando una maturità spirituale profondamente evangelica. Taddeo fu un vescovo che vinse scegliendo il metodo evangelico anziché la violenza dei potenti, insegnando che la testimonianza cristiana non cede ai compromessi mondani. Come diceva Chesterton, spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate, e occorrerà dar battaglia per affermare le cose più evidenti; ma lo stile della battaglia per il cristiano è quello del beato Taddeo. La pace da costruire non è venire a patti sulla verità o l'annacquamento della verità, poiché la pace è l'umile atteggiamento di chi vive nella fede senza arretrare di fronte alla contrarietà e alla persecuzione. Il beato Taddeo seppe scrutare i segni di cui Gesù parla nella pagina del Vangelo, leggendo gli eventi della storia alla luce della Provvidenza divina e della fedeltà al Vangelo.

Il transito a Ivrea e la morte

Incamminatosi nuovamente verso l'Irlanda per portare a compimento la sua missione, dovette fermarsi ad Ivrea ai piedi delle Alpi in Piemonte, stremato dalle fatiche del lungo e gravoso cammino. Arrivò ad Ivrea stremato dalle fatiche e provato nel fisico, trovando accoglienza e cure presso i religiosi locali. Fu ricoverato presso i Canonici Regolari di San Bernardo, dove ricevette assistenza negli ultimi momenti della sua esistenza terrena. Nel periodo della morte di Taddeo, Cristoforo Colombo era arrivato nel Nuovo Mondo da pochi giorni, segnando una nuova epoca per l'umanità mentre il pio vescovo concludeva il suo pellegrinaggio terreno. Taddeo chiese ospitalità come sconosciuto pellegrino in punto di morte, celando la sua dignità episcopale dietro un'apparenza di estrema povertà e semplicità. Rese l'anima a Dio il 25 ottobre 1492, mentre il Martirologio Romano ricorda il transito del beato Taddeo Machar a Borgo Sant'Antonio, presso Ivrea, in Piemonte. Altre fonti storiche e agiografiche collocano la morte del beato Taddeo ad Ivrea, in provincia di Torino, il 25 ottobre 1497, confermando la centralità di questa terra piemontese nella sua memoria finale. Fu riconosciuto come vescovo grazie all'anello episcopale e ai documenti trovati nel suo bagaglio dopo la morte, che rivelarono ai presenti la straordinaria identità dell'umile ospite. La morte del beato Taddeo avvenne dunque in queste circostanze di nascondimento, coronando una vita spesa per la fedeltà al proprio mandato apostolico.

Il culto, le reliquie e la memoria

Gli abitanti di Ivrea, commossi dalla scoperta della sua vera identità e dalla santità che traspariva dalla sua vita travagliata, lo seppellirono nella cattedrale con grande solennità. La storia del vescovo esule e pellegrino colpì molto i fedeli eporediesi e canavesani, che presero a venerarlo come un santo sin dai giorni immediatamente successivi alla sua dipartita. Le ossa di Taddeo riposano ancora nella cattedrale di Ivrea, custodite con devozione dalla comunità locale che lo ha adottato come proprio protettore spirituale. Sulla tomba fu posta a perpetua memoria la scritta Sepulcrum beati Thaddaei episcopi Hiberniae, a testimonianza perenne delle sue origini e della sua dignità episcopale. La Chiesa di Ivrea lo venera tra i suoi santi pur non appartenendo ad essa per nascita, riconoscendo in lui un luminoso esempio di dedizione e di amore per la Chiesa universale. La sua tomba nella cattedrale cittadina divenne presto meta di pellegrinaggi e fonte di miracoli, attirando fedeli da ogni regione circostante in cerca di conforto e intercessione. I miracoli avvenuti ad Ivrea al tempo della morte del Beato possono accadere anche oggi, ricordando ai credenti che la grazia divina opera incessantemente attraverso i suoi santi. Il suo culto fu ufficialmente confermato nel 1895 da Papa Leone XIII, su interessamento dei vescovi di Ivrea e York, suggellando la devozione secolare tributata a questo generoso pastore. L'autore del testo è Monsignor Edoardo Aldo Cerrato dell'Oratorio di San Filippo Neri, il quale ha tracciato la memoria di questo testimone della fede. Il Beato Taddeo gode di una potente intercessione invocata dal Signore, e la Chiesa che è in Ivrea e le Chiese sorelle di Cork, di Ross e di Cloyne sono chiamate ad essere presenza viva di Cristo nel mondo. La testimonianza cristiana deve rivolgersi specialmente ai piccoli e ai poveri, e le Chiese devono agire in comunione con i propri vescovi sull'esempio del Beato Taddeo, il quale ispira la collaborazione per stabilire un'autentica pace tra i popoli.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Taddeo Machar?

La memoria liturgica del Beato Taddeo Machar viene ricordata il 24 ottobre e il 25 ottobre.

Quali furono le diocesi governate dal Beato Taddeo Machar?

Il Beato Taddeo fu nominato vescovo di Ross e successivamente destinato da Papa Innocenzo VIII a reggere la diocesi unificata di Cork e Cloyne in Irlanda.

En Borgo Sant’Antonio, cerca de Ivrea, en Piamonte, tránsito del beato Tadeo Machar, obispo de Cork y Cloyne en Irlanda, que dejó su sede por los problemas causados por la hostilidad de los poderosos y, mientras estaba de viaje hacia Roma, pasó al cielo. — Martirologio Romano