4 de marzo
Beato Umberto III de Saboya
Conde
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione spirituale
Umberto III nacque intorno al 1136 nel castello di Avigliana, nei pressi di Torino, sebbene alcune fonti storiche collochino la sua nascita attorno al 1132. I suoi genitori erano il conte Amedeo III e Matilde d'Albon. Il padre aveva intrapreso un cammino di fede recandosi in pellegrinaggio in Terra Santa nel 1122 e partecipando alla Seconda Crociata a partire dal 1146, per poi morire sull'isola di Cipro nel 1148. Rimasto orfano a soli dodici anni, Umberto ereditò dal padre e dal nonno Umberto II il progetto unitario di ricostituire l'antico regno di Borgogna. Tale disegno politico si trovava in aperto contrasto con le mire accentratrici dei sovrani francesi e con l'universalismo dell'imperatore Federico I Barbarossa. Per la sua educazione, il giovane fu affidato alle cure di Sant'Amedeo di Losanna, già abate di Hautecombe e precettore di grande spessore spirituale. Sotto la sua guida, Umberto compì notevoli progressi nello studio e nella crescita interiore, manifestando fin da giovane un profondo disprezzo per le vanità mondane e una forte predilezione per la preghiera e la meditazione. La sua profonda fede maturò in un contesto di antiche tradizioni cristiane, fortemente influenzato dall'esempio del padre crociato e del suo santo maestro.
Il governo e le vicende dinastiche
Nonostante la sua naturale inclinazione alla contemplazione e alla vita monastica, i fatti del suo tempo costrinsero Umberto a diventare un politico e un guerriero, assumendo l'amministrazione degli affari pubblici. Fu indotto ad attuare una prudente politica di sottomissione delle signorie feudali vicine o insediate nei suoi territori. Il suo regno durò circa quarant'anni e fu caratterizzato da forti tensioni, in particolare con l'imperatore Federico I Barbarossa, che accordò la sua protezione al vescovo di Torino nel tentativo di dominare la città subalpina. A causa di questi aspri conflitti con l'imperatore, i signori feudali e i vescovi-conti, i domini italiani di Umberto si ridussero progressivamente, lasciandogli il controllo delle sole Val di Susa e Valle d'Aosta. Nel 1187, l'imperatore Enrico VI decretò il bando dall'impero nei confronti del conte per il suo sostegno agli oppositori imperiali. Per adempiere al dovere dinastico e garantire la continuità della casata, Umberto si sposò in prime nozze nel 1151 con Fedica, figlia del conte Alfonso-Giordano di Tolosa, la quale morì precocemente senza generare figli. Contrasse un secondo matrimonio con la cugina Gertrude, figlia del conte Teodorico di Fiandra e di Clemenza di Borgogna, ma l'unione fu annullata a causa della sterilità della coppia. Nel 1164 sposò in terze nozze Clementina di Zähringen, da cui nacquero soltanto due figlie femmine, Alice e Sofia. Rimasto nuovamente vedovo nel 1173, scelse di ritirarsi nell'abbazia di Hautecombe, ma nel 1177 la nobiltà lo convinse a interrompere il ritiro per generare un erede maschio. Sposò così in quarte nozze Beatrice, figlia del conte Gerardo di Mâcon, dalla quale nacquero l'erede Tommaso, destinato a proseguire la dinastia, e una figlia morta all'età di sette anni. Anche la Chiesa Ortodossa Romena ha canonizzato un sovrano pluri-sposato, il voivoda moldavo Ștefan cel Mare, anch'egli con quattro mogli all'attivo, mentre la Chiesa cattolica ha riconosciuto la santità di Umberto nonostante le sue quattro nozze.
Ritiro, morte e culto
Costretto a confinarsi nei suoi possedimenti alpini a seguito del bando imperiale, Umberto intensificò la pratica dei precetti della vita monastica e si dedicò con generosità alla carità e alle virtù personali. Si ritirava frequentemente nell'abbazia di Hautecombe, fondata da suo padre sulle rive del lago di Bourget, e lasciava a malincuore il monastero ogni volta che i familiari e la nobiltà lo richiamavano alle responsabilità di governo. Durante la sua vita si distinse come grande benefattore di chiese, monasteri e persone indigenti, promuovendo la creazione della Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso presso Buttigliera Alta, affidata agli Antoniani provenienti dalla città francese di Vienne. Umberto III è deceduto il 4 marzo 1189 a Chambéry, all'età di cinquantadue anni. La tradizione liturgica e le fonti storiche ne ricordano la morte anche in data 4 marzo 1188. La sua scomparsa fu sinceramente commossa e pianta dall'intero popolo. Egli fu il primo principe della casata sabauda a ricevere sepoltura nell'abbazia di Hautecombe, trasformando il complesso nella necropoli ufficiale della dinastia, dove in seguito riposeranno anche Umberto II e Maria José, gli ultimi sovrani d'Italia. Subito dopo la sua morte, il conte fu oggetto di una profonda venerazione popolare, sostenuta dalla manifestazione di numerosi prodigi. Le spoglie del beato e quelle di suo nipote Bonifacio, monaco certosino e arcivescovo di Canterbury, riposano oggi in due raffinati sarcofagi collocati dietro l'altare maggiore della chiesa abbaziale. Nel 1838 il re Carlo Alberto di Sardegna ottenne da papa Gregorio XVI la conferma ufficiale del titolo di Beato per Umberto III. La memoria del beato è particolarmente viva nel Santuario Reale della Madonna delle Grazie a Racconigi, dove è conservato un dipinto donato dalla regina Elena e restaurato per volere del re Umberto II. La sua immagine è inoltre oggetto di venerazione ad Aosta, sulla facciata della cattedrale e all'interno del castello di Sarre.
La vita
Il Beato Umberto III di Savoia nacque ad Avigliana nel 1136, in un contesto storico segnato da grandi tensioni politiche e mutamenti sociali. Fin dalla giovane età, beneficiò della guida spirituale di Sant'Amedeo di Losanna, che lo formò presso l'abbazia di Hautecombe, forgiando in lui un carattere riflessivo e devoto. Questa formazione religiosa non lo distolse dai suoi doveri di conte, ma anzi orientò il suo agire pubblico verso una costante ricerca di giustizia e stabilità per le terre sotto la sua giurisdizione, estese tra la Val di Susa e la Valle d'Aosta.
Nel corso del suo governo, Umberto III si distinse per una politica coraggiosa, volta a contrastare le mire dell'imperatore Federico I Barbarossa, una scelta che lo pose spesso in rotta di collisione con i poteri centrali dell'epoca. Tale ostinazione politica ebbe conseguenze dirette sulla sua vita, portandolo, nel 1187, a subire il bando dall'impero per decreto di Enrico VI. Nonostante le difficoltà e le pressioni del ruolo, il conte non perse mai di vista la sua vocazione autentica. Dopo il 1173, scelse di dedicarsi sempre più assiduamente alla vita contemplativa, trovando rifugio e pace nell'abbazia di Hautecombe. Tra i suoi lasciti più significativi si annovera la fondazione della Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso, situata presso Buttigliera Alta, un'opera che testimonia la sua attenzione verso le necessità spirituali e materiali del suo popolo. Umberto III morì a Chambéry nel 1189, lasciando un'eredità di fede e rettitudine che fu solennemente riconosciuta dalla Chiesa nel 1838, quando Papa Gregorio XVI ne confermò il culto.
Il culto
Il culto del Beato Umberto III di Savoia si è consolidato nel tempo come segno di devozione verso una figura laica che ha saputo coniugare le responsabilità del potere con l'umiltà del chiostro. La sua memoria liturgica è celebrata ogni anno il 4 marzo, data in cui i fedeli richiamano il suo esempio di fedeltà ai principi cristiani, anche nelle avversità più aspre. La sua figura è particolarmente cara alla Casa Savoia, di cui è riconosciuto come protettore, e il suo legame con l'abbazia di Hautecombe rimane ancora oggi un luogo di memoria viva.
La canonizzazione, avvenuta nel 1838 per volere di Papa Gregorio XVI, ha sancito il valore universale della sua testimonianza, elevandolo a modello di santità laica. Coloro che si rivolgono al Beato Umberto III trovano in lui un intercessore che ha conosciuto il peso del comando e la solitudine dell'esilio, offrendo sempre la propria vita come sacrificio di pace e di dedizione alla volontà divina. La sua presenza spirituale continua a essere invocata con fiducia, ricordando che ogni cammino umano, se vissuto in comunione con Dio, può condurre verso la pienezza della carità.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Umberto III de Saboya?
La sua ricorrenza si celebra il 4 marzo.
Chi era il Beato Umberto III de Saboya?
È stato conte di Savoia, ricordato come il primo beato della sua dinastia e governatore per circa quarant'anni tra il dodicesimo secolo e la fine della sua vita.
En Chambéry en Saboya, beato Humberto, tercer conde de Saboya, que, obligado a dejar el claustro para ocuparse de los asuntos públicos, practicó con mayor dedicación la vida monástica, a la que luego regresó. — Martirologio Romano