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4 de marzo

San Casimiro

Príncipe polaco

San Casimiro

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza del principe

San Casimiro nacque precisamente il 3 ottobre 1458 a Cracovia, in Polonia, ed è vissuto meno di ventisei anni, affrontando le tentazioni del potere e lo sfarzo della corte. Egli era il terzogenito dei tredici figli del re di Polonia Casimiro IV e di Elisabetta d'Austria, figlia dell'imperatore Alberto II. Il matrimonio dei suoi genitori era stato felicemente combinato con l'aiuto di Giovanni Dlugosz, storiografo, canonico di Cracovia e religioso colto e pio. Tutti i fratelli di Casimiro sono diventati re, mentre a lui è toccata la santità. All'età di nove anni Casimiro è stato affidato all'educazione di Giovanni Dlugosz, che gli ha fatto da maestro severo e da secondo padre. Il giovane principe Casimiro non mostrava interesse per gli incarichi di governo, ma possedeva un'educazione cristiana e saldi principi morali, aspirando a vivere l'ideale ascetico di povertà e umiltà pur rimanendo nel mondo e nella politica. In qualità di principe, Casimiro si distinse per il suo fervore nella fede e si distinse ampiamente nell'esercizio delle virtù di giustizia, temperanza, prudenza, fortezza e costanza d'animo, specialmente durante la giovinezza.

Le prove della corona e le campagne militari

All'età di tredici anni gli è stata offerta la corona d'Ungheria dopo che gli Ungheresi avevano deposto il loro sovrano. Nonostante la giovane età, saputo che il papa era contrario alla deposizione del re e all'insediamento forzato di un successore così giovane, ha rinunciato al trono e a ogni ambizione regale. Prima di compiere quindici anni, su richiesta della nobiltà ungherese, è stato inviato dal padre alla guida di un esercito contro il re d'Ungheria Mattia Corvino. Avendo scoperto che le truppe di Mattia erano superiori e vedendosi abbandonato sia dai nobili ungheresi sia dai suoi soldati che disertavano, ha accolto il consiglio degli ufficiali e ha fermato la spedizione. Nel frattempo papa Sisto IV aveva lanciato un appello al re di Polonia affinché desistesse dalla guerra per non favorire i Turchi. Il re di Polonia, disposto a trattare la pace, ha mandato un messaggero al figlio, scoprendo però che si era già ritirato. Per punizione a Casimiro è stato proibito di rientrare a Cracovia ed è stato rinchiuso per tre mesi nel castello di Dobzki. Dopo quell'episodio, nonostante le insistenze del padre e le richieste dei nobili ungheresi, non ha mai più accettato di prendere le armi. Rifiutò di accettare il potere supremo quando il padre glielo offrì, temendo la bramosia di ricchezza e le distrazioni terrene.

Attività di governo e difesa dei poveri

Il padre, impegnato nell'espansione del regno per unificare i territori tra il Baltico e il Mar Nero, gli ha affidato la reggenza della Polonia. Come reggente della Polonia, Casimiro ha dimostrato intelligenza politica e prudenza, pur iniziando a soffrire di tubercolosi. Successivamente il padre lo ha nominato vicecancelliere della Lituania. Intendeva usare la politica per promuovere la giustizia, difendere i deboli e soccorrere i numerosi poveri dell'epoca che vivevano di sola carità. Casimiro preferiva dedicarsi al sostegno di poveri, oppressi, pellegrini e prigionieri. Egli segnalava regolarmente a suo padre, il re, le ingiustizie e i bisogni dei poveri di cui veniva a conoscenza. Esercitava una costante persuasione sul padre affinché governasse il regno e i sudditi con giustizia. Non esitava a correggere con umiltà il re ogni volta che notava mancanze o negligenze nell'amministrazione del regno. Provò una grande gioia nel momento in cui decise di donare tutti i suoi beni materiali ai bisognosi. A seguito delle sue donazioni, i bisognosi lo soprannominarono 'difensore dei poveri'. Faceva proprie le cause degli ultimi, confermando il titolo popolare di 'difensore dei poveri'. Dignitari e sudditi ne ammiravano la delicatezza, la semplicità, la sensibilità verso gli umili, la carità, la costante preghiera e le penitenze. Mantenendo questi comportamenti religiosi, ha dato senso ed efficacia ai suoi doveri di governo. Nonostante i suoi natali reali e la sua nobiltà, non si mostrò mai superiore agli altri e trattava con disponibilità persone di ogni estrazione sociale, anche la più umile. Scelse consapevolmente di collocarsi tra i miti e i poveri di spirito anziché tra i potenti del mondo. I suoi connazionali lo chiamavano 'uomo di pace' e lo ritenevano un principe desideroso di stare tra i miti e i poveri piuttosto che tra i potenti.

Spirito di penitenza e vita di preghiera

Ha raggiunto la santità tramite sacrifici e rinunce. Dopo la rinuncia ai beni, lo stile di vita di Casimiro divenne più simile a quello di un monaco che a quello di un principe. Casimiro rifulse per la pratica della castità e della penitenza. I suoi collaboratori, segretari e domestici testimoniarono che Casimiro conservò la verginità fino al giorno della sua morte. Il suo carattere mite e umile lo portò a privilegiare gli affari della Chiesa rispetto alla vita di corte. Trascorreva gran parte del suo tempo all'interno delle chiese, dedicandosi alla preghiera personale e alle funzioni liturgiche. Durante le sue pratiche religiose capitava spesso che si dimenticasse persino di mangiare. Durante la notte si recava a pregare davanti ai portoni chiusi delle chiese. Si è opposto una sola volta alla ragion di stato rifiutando di sposare la figlia dell'imperatore tedesco Federico III, matrimonio voluto dal padre per espandere il regno. Ha rifiutato le nozze con fermezza, scandalizzando i benpensanti e i sostenitori dell'opportunità politica dell'unione, rivelando di essersi consacrato a Dio come monaco nel mondo. Rifiutò qualsiasi pressione per sposare la figlia di San Ferdinando III di Castiglia, sua promessa sposa. Affermava che non vi fosse altra salvezza se non in Cristo. Nonostante il carattere generalmente gentile, mantenne un atteggiamento di grande fermezza verso gli scismatici. Su sua diretta insistenza, il re suo padre proibì il restauro dei luoghi di culto usati dagli scismatici per le loro riunioni.

Devozione mariana e transito alla vita eterna

Casimiro fu un fervente devoto della Madonna e Casimiro ebbe una profonda devozione verso l'Eucaristia e la Beata Vergine Maria. Al momento della sepoltura, all'interno della sua bara venne collocata una copia del suo inno mariano preferito, intitolato 'Omni die dic Marie'. Ebbe la premonizione della propria imminente morte, profetizzando che se ne sarebbe andato presto per unirsi a Cristo. Il principe si ammalò di tisi, che lo portò alla morte in giovane età. È morto in Lituania il 4 marzo 1484, all'età di poco superiore ai venticinque anni. Morì di tubercolosi all'età di ventisei anni il 4 marzo 1484 nella città di Grodno. Casimiro morì nella grazia del Signore nella città di Grodno, situata vicino a Vilnius in Lituania. San Casimiro morì a Grodno, in Lituania, il 4 marzo 1484. I suoi resti vennero tumulati nella cattedrale di Vilnius, attuale capitale della Lituania, dove sono tuttora oggetto di venerazione.

Culto, miracoli e canonizzazione

Sulla tomba del principe si verificarono numerosissimi eventi miracolosi. Dopo la morte è stato avviato un processo di beatificazione culminato nel 1520, durante il Concilio Lateranense, con la solenne conferma del culto già attribuitogli da Polacchi e Lituani. Il re Sigismondo inviò una richiesta formale a papa Leone X per ottenere la canonizzazione di Casimiro. Nel 1521 papa Leone X proclamò San Casimiro patrono della Polonia e della Lituania. La canonizzazione ufficiale avvenne nel 1602 ad opera di papa Clemente VIII. Nel 1621 la memoria liturgica di San Casimiro fu estesa a tutta la Chiesa universale. La venerazione per il santo è rimasta viva anche tra le comunità di emigrati polacchi e lituani nelle Americhe.

Fonti storiche, iconografia e preghiera

Una fonte biografica intitolata 'Vita di san Casimiro' fu redatta da un autore a lui quasi contemporaneo. I riferimenti bibliografici includono la menzione 2-3 e la pubblicazione Acta Sanctorum Martii 1, pagine 347-348. La biografia evidenzia come la sua carità verso Dio fosse sincera e alimentata dallo Spirito Santo. Il suo amore per il prossimo lo portava a donare ai poveri, ai malati, ai prigionieri e ai perseguitati non solo le sue sostanze ma l'intera sua persona. Fece da padre, figlio, fratello e protettore a vedove, orfani e persone oppresse. San Casimiro possiede una ricca e vasta iconografia. È celebre un suo ritratto pittorico realizzato dall'artista Carlo Dolci. In molte opere pittoriche viene raffigurato con in mano un giglio, simbolo di castità, e una pergamena che riporta versi del suo inno mariano prediletto. Il santo viene invocato in modo particolare per resistere alle tentazioni carnali. L'orazione liturgica descrive il servizio a Dio come un modo per regnare con lui. L'orazione chiede a Dio la grazia di vivere santamente e giustamente al suo servizio mediante l'intercessione di San Casimiro. L'orazione si conclude con la formula trinitaria rivolta a Gesù Cristo, Figlio di Dio, che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Casimiro?

La festa di San Casimiro si celebra il 4 marzo. La sua memoria liturgica fu estesa a tutta la Chiesa universale nel 1621.

Di cosa è patrono San Casimiro?

San Casimiro è stato proclamato patrono della Polonia e della Lituania.

San Casimiro, hijo del rey de Polonia, que, príncipe, resplandeció por el celo en la fe, la castidad, la penitencia, la generosidad hacia los pobres y la devoción hacia la Eucaristía y la beata Virgen María y todavía joven, consumido por la tisis, en la ciudad de Grodno cerca de Vilnius en Lituania se durmió en la gracia del Señor. — Martirologio Romano