5 de noviembre
Fiesta de las Santas Reliquias
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il significato spirituale dei corpi santi
La morte di Abele ha aperto il primo solco della seminagione umana, inaugurando quella storia di attesa che attraversa i secoli. La terra conserva un tesoro di corpi in attesa della risurrezione, e la Chiesa benedice e dirige direttamente la sepoltura dei fedeli nel terreno. Per i santi più scelti, la Chiesa provvede talvolta a esumare i corpi mediante il suo discernimento infallibile. La Chiesa libera dal fango i resti dei santi, li racchiude nell'oro e in stoffe preziose e li porta in trionfo davanti al popolo di Dio. Successivamente, la Chiesa convoca le folle per onorare i resti dei santi, dedica loro nuovi templi e li colloca sugli altari per la pubblica venerazione.
Nel Discorso CCCXVIII su santo Stefano, sant'Agostino afferma che la Chiesa non erige un altare a Stefano, ma usa le sue reliquie per fare un altare a Dio. Sant'Agostino spiega con chiarezza che Dio ama tali altari poiché la morte dei santi è preziosa ai suoi occhi. Nel Discorso CCLXXV su san Vincenzo martire, sant'Agostino dichiara che l'anima invisibile lascia la casa visibile per obbedire a Dio. Lo stesso Padre della Chiesa afferma che Dio custodisce il corpo inanimato, trae gloria dagli onori a esso resi e gli concede la potenza della sua divinità e di operare miracoli in mezzo ai credenti.
La testimonianza dei Padri e la devozione dei fedeli
Il culto e la venerazione dei corpi dei santi sono la causa principale dei pellegrinaggi alle loro tombe nel corso della storia cristiana. San Gregorio di Nissa, nel suo scritto su san Teodoro Martire, osserva che, sebbene un sepolcro ordinario desti ripugnanza, la tomba del martire attrae irresistibilmente la popolazione cristiana. San Gregorio di Nissa riferisce che la polvere raccolta ai bordi della tomba del martire è cercata e considerata un dono di grande valore spirituale. Lo stesso autore descrive i fedeli che abbracciano il corpo del martire e vi accostano labbra e occhi versando lacrime di devozione e amore sincero. San Gregorio di Nissa sottolinea inoltre che nessun imperatore ha mai ricevuto onori paragonabili a quelli resi al martire.
Questa inversione di prospettiva terrena trova eco nelle parole di san Giovanni Crisostomo, il quale, nell'Omelia ventiseiesima sul commento alla Seconda Lettera ai Corinzi, afferma che gli imperatori sono diventati per i pescatori ciò che un tempo erano i portieri dei loro palazzi. San Giovanni Crisostomo riferisce che il figlio del grande Costantino ritenne di onorare il padre preparandogli una tomba nel vestibolo della sepoltura del pescatore di Galilea. Nell'Omelia trentaduesima, san Giovanni Crisostomo esprime il profondo desiderio di prostrarsi sulla tomba di san Paolo e di contemplarne le spoglie mortali. Egli definisce il corpo di san Paolo come quello che completava, soffrendo, ciò che mancava alle sofferenze di Cristo. San Giovanni Crisostomo celebra la bocca di san Paolo che parlava senza timore davanti ai re e rivelava il Signore alle nazioni. Lo stesso santo descrive il cuore di san Paolo come cuore del mondo, più alto dei cieli e vasto come l'universo, in cui lo Spirito Santo ha scolpito il libro della grazia. San Giovanni Crisostomo desidera vedere le mani di san Paolo che scrissero le epistole, gli occhi che ricuperarono la vista e i piedi che percorsero la terra per annunciare il Vangelo. Infine, san Giovanni Crisostomo afferma che i corpi di san Pietro e san Paolo, collocati a Roma, proteggono la città meglio di qualsiasi bastione difensivo.
La difesa dottrinale del Concilio di Trento
Nel sedicesimo secolo l'eresia protestante ha profanato le tombe sante sostenendo di voler riportare la Chiesa ai costumi antichi. Di fronte a tale deriva, il Concilio di Trento ha reagito ai riformatori protestanti definendo la dottrina teologica sul culto delle reliquie in piena continuità con la Tradizione apostolica. Il Concilio di Trento ha stabilito con autorità che i fedeli devono venerare i corpi dei martiri e degli altri santi che vivono eternamente con Cristo. Il Concilio ha dichiarato che i corpi dei santi furono membri vivi di Cristo e tempio dello Spirito Santo durante la loro vita terrena. Inoltre, il Concilio di Trento ha insegnato che i corpi dei santi risusciteranno per la vita eterna e per la gloria celeste.
Nel corso del tempo, non sono mancate voci critiche: alcuni individui sostengono che la venerazione delle reliquie dei Santi sia un atto privo di merito. Si afferma da parte di taluni che i fedeli rendano onore alle reliquie senza alcuna utilità pratica o spirituale. Esiste persino la tesi secondo cui sia inutile recarsi in visita presso le memorie e i monumenti dei Santi per sollecitare il loro soccorso nelle difficoltà. La Chiesa cattolica ha respinto con fermezza queste posizioni, stabilendo che chi sostiene l'inutilità del culto dei Santi e delle loro reliquie è ritenuto pienamente meritevole di condanna. La Chiesa cattolica aveva già espresso in passato una condanna formale contro tali posizioni critiche, e il Secondo Concilio di Nicea ha condannato le tesi contrarie al culto dei Santi nel suo settimo canone. Il Concilio di Trento ha ribadito nuovamente la condanna di queste dottrine durante la sua venticinquesima sessione, confermando che Dio concede numerosi benefici all'umanità attraverso l'intercessione dei Santi.
El testimonio del Apóstol
El apóstol, originario de Tarso, ocupa un lugar central en la memoria de la Iglesia primitiva por su incansable labor de evangelización y su profunda capacidad para articular el misterio de la fe. A lo largo del primer siglo, su vida estuvo marcada por la persecución, enfrentando con valentía los sufrimientos derivados de su firme adhesión a la persona de Jesucristo. No fue un camino sencillo, sino un sendero de entrega constante que lo llevó a recorrer diversos lugares para llevar la luz del Evangelio a las naciones.
Su contribución más perdurable se encuentra en las epístolas que escribió, textos que se han consolidado como pilares fundamentales de la doctrina cristiana. Estas cartas, redactadas bajo la guía del Espíritu, no solo ofrecieron consuelo y guía a las primeras comunidades, sino que continúan siendo, hasta el día de hoy, una fuente inagotable de sabiduría para comprender el plan de Dios. Su pluma, al igual que su vida, fue un instrumento al servicio del Reino, permitiendo que la enseñanza de Cristo echara raíces profundas en el corazón de los creyentes. Finalmente, su existencia terrenal concluyó en la ciudad de Roma, donde, tras una vida de servicio, sufrió el martirio. Este acto supremo de entrega selló su testimonio, transformando su muerte en un mensaje de esperanza que perdura a través de las generaciones, recordándonos que el sacrificio por la verdad es la prueba más alta de amor que un ser humano puede ofrecer a su Creador.
La veneración de las reliquias
La veneración de las reliquias de los mártires representa un vínculo sagrado entre el presente de la Iglesia y su fundamento apostólico. En Roma, lugar donde este insigne apóstol entregó su vida, sus restos mortales son objeto de un culto profundo y respetuoso. Esta devoción no se queda en el pasado, sino que es un recordatorio vivo de la victoria de Cristo sobre la muerte.
Al venerar estos restos, los fieles se sienten unidos a la comunión de los santos, reconociendo en ellos la presencia de aquellos que ya gozan de la visión beatífica. Es un acto de sobriedad y fe que nos invita a reflexionar sobre nuestra propia vocación a la santidad. La ciudad de Roma, custodiando estos tesoros, se convierte en un lugar de peregrinación donde la memoria del martirio se hace presente, fortaleciendo la fe de quienes acuden a pedir la intercesión de aquel que, habiendo nacido en Tarso, se entregó por completo a la causa del Evangelio.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Fiesta de las Santas Reliquias?
La festa si celebra il 5 novembre di ogni anno.
Qual è il fondamento della venerazione delle reliquie nella Chiesa?
La Chiesa venera i corpi dei santi perché furono membra di Cristo e tempio dello Spirito Santo, in attesa della risurrezione finale.