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1 de julio

San Atilano Cruz Alvarado

Sacerdote y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e la vocazione

San Atilano Cruz Alvarado nasce il cinque ottobre 1901 ad Ahuetita de Abajo, in Messico, provenendo da una famiglia molto cristiana e povera. La sua vocazione religiosa si manifesta fin dalla prima infanzia, sebbene la famiglia incontri notevoli difficoltà nell'accettarla a causa delle gravi ristrettezze economiche. Nonostante gli ostacoli materiali, nel 1914 il giovane riesce a convincere il padre a iscriverlo in un collegio per imparare a leggere e a scrivere, compiendo così i primi passi fondamentali per il suo futuro. Nel 1917 compie un ulteriore passo decisivo entrando nel seminario minore istituito dal suo parroco direttamente presso la parrocchia locale. Qui svolge gli studi nel seminario minore per tre anni, distinguendosi per l'impegno e la costanza nella preghiera e nello studio. In seguito prosegue la formazione sacerdotale trasferendosi nel seminario di Guadalajara, dove riceve i relativi ordini minori in un clima di crescente fermento ecclesiale. Nel dicembre del 1924, tuttavia, il seminario di Guadalajara viene perquisito due volte dalle autorità civili e infine chiuso con i sigilli ufficiali. Tale provvedimento drastico disperde i seminaristi in un clima di forte tensione che impedisce il proseguimento regolare degli studi accademici. I superiori ecclesiastici organizzano allora il trasferimento rapido dei seminaristi verso luoghi sicuri, dividendoli in piccoli gruppi, senza bagagli e alla spicciolata per eludere i controlli. Atilano viene inserito nel gruppo specifico dei seminaristi che frequentano i corsi di teologia. Il gruppo dei teologi riesce a stabilirsi in un luogo isolato e protetto da una fitta vegetazione, dove è possibile continuare gli studi in condizioni di estrema precarietà ma al riparo da occhi indiscreti.

Il sacerdozio nella tempesta

Superate le difficoltà logistiche e formative della clandestinità, San Atilano riceve l'ordinazione diaconale il diciassette luglio 1927. Sette giorni dopo l'ordinazione diaconale, esattamente il ventiquattro luglio 1927, viene ordinato sacerdote. Questa solenne ordinazione avviene in un periodo storico particolarmente critico e caratterizzato da forti rischi per l'intero clero a causa della rigorosa applicazione della Costituzione approvata esattamente dieci anni prima. La legislazione vigente vieta severamente di celebrare funzioni religiose fuori dai luoghi di culto autorizzati, di indossare l'abito talare in pubblico, di portare medaglie con immagini sacre, nonché di conservare o distribuire santini e di suonare le campane delle chiese. Pochi giorni prima della sua ordinazione, in una lettera inviata alla sorella, egli esprime la piena e lucida consapevolezza che diventare sacerdote in quel particolare contesto storico equivale ad associarsi direttamente alla passione di Gesù. Nella medesima missiva indirizzata alla sorella manifesta anche la salda certezza che tutto il dolore terreno si trasformerà presto in gioia eterna. Il sei agosto 1927 fa ritorno a Teocaltiche per riunirsi temporaneamente alla sua famiglia. A Teocaltiche celebra la sua prima messa adottando rigorose precauzioni e restrizioni a causa della delicata situazione politica e della presenza di spie. Dopo un breve periodo di riposo trascorso in famiglia, riceve il primo incarico pastorale ufficiale come viceparroco a Cuquío. In questo delicato ministero subentra a padre Toribio Romo, il quale viene destinato ad un altro incarico e sarà a sua volta martirizzato sei mesi dopo, venendo successivamente venerato anch'egli come santo. A Cuquío lavora sotto la saggia guida del parroco padre Justino Orona, descritto unanimemente come un sacerdote prudente, di intensa vita spirituale e venerato anch'egli come santo dalla comunità. Padre Justino Orona insegna personalmente al giovane viceparroco a non abbandonare mai i parrocchiani nonostante i gravi pericoli, sostenendo fermamente il principio evangelico di rimanere con loro sia da vivi sia da morti. A causa delle continue e violente persecuzioni, la permanenza stabile nella canonica di Cuquío diventa ben presto impossibile oltre che estremamente pericolosa per la loro incolumità. I due sacerdoti sono così costretti a diventare itineranti, spostandosi continuamente da un rancho all'altro per sfuggire alla cattura. I generosi parrocchiani offrono loro accoglienza e un sicuro rifugio mettendo a repentaglio la propria vita. I fedeli organizzano con coraggio messe clandestine all'interno dei granai e curano la celebrazione notturna dei sacramenti per non lasciare sola la comunità. Per mimetizzarsi e sfuggire ai controlli, padre Atilano si adatta completamente alla dura vita clandestina vestendosi come i campesinos e indossando un sombrero a tesa larga per non farsi riconoscere lungo le strade. Si sposta tra i vari rancho seguendo scrupolosamente le indicazioni ricevute dal parroco. Tra padre Atilano e il parroco padre Justino Orona si stabilisce nel frattempo una profonda intesa spirituale e una stretta collaborazione pastorale che sostiene entrambi nelle prove quotidiane.

Il martirio e la gloria

Alla fine di giugno del 1928, il parroco convoca d'urgenza padre Atilano presso il rancho denominato Las Cruces. La riunione pastorale è fissata nella casa della famiglia Jiménez, un luogo ritenuto sufficientemente sicuro. All'importante incontro nel rancho Las Cruces vengono invitati anche il fratello del parroco e un collaboratore laico, con il chiaro intento di programmare e coordinare le future attività pastorali per la comunità perseguitata. Padre Atilano parte immediatamente e arriva al rancho Las Cruces la sera del trenta giugno 1928. Giunto sul posto, i due sacerdoti recitano insieme il rosario, consumano la cena e conversano fraternamente prima di coricarsi per riposare. Purtroppo una spia anonima segnala tempestivamente la loro presenza alle forze federali della regione. Attorno alle due di notte del trenta giugno 1928, i soldati federali circondano silenziosamente l'abitazione della famiglia Jiménez e bussano con grande violenza alla porta. Padre Justino dimostra un coraggio incrollabile aprendo personalmente la porta di casa e accogliendo i suoi assassini con il tradizionale e fiero saluto di Viva Cristo Re. I killer rispondono freddamente a padre Justino sparandogli una raffica di colpi che lo uccide immediatamente sulla soglia di casa. Il fratello di padre Justino subisce la medesima sorte tragica e viene ucciso senza pietà dai militari. Padre Atilano viene brutalmente eliminato mentre si trova ancora in ginocchio ai piedi del letto, assorto nella preghiera. I tre corpi ormai privi di vita vengono successivamente trasferiti nella piazza principale del villaggio ed esposti pubblicamente di fronte alla chiesa. I militari insultano le salme esposte con comportamenti volgari e osceni davanti a tutti. Questa ostentazione macabra dei cadaveri viene concepita dai soldati come un'intimidazione spietata e un avvertimento diretto per tutti gli abitanti della zona. Subito dopo scoppia un acceso scontro tra la popolazione locale e i soldati, poiché i fedeli cercano con coraggio disperato di recuperare le salme dei loro amati sacerdoti. Alcuni coraggiosi parrocchiani vengono arrestati sul posto e condotti in prigione a causa del disordine generatosi durante la colluttazione. I parrocchiani riescono comunque a riprendere i corpi delle vittime solamente a sera inoltrata, quando i militari allentano la sorveglianza. La sepoltura dei defunti avviene al riparo protettivo della notte. La comunità locale condivide fin da subito la profonda certezza che padre Justino e padre Atilano siano stati presi di mira ed eliminati esclusivamente a causa della loro condizione sacerdotale. I due religiosi sono stati ammazzati in ragione dell'odio profondo nutrito dai carnefici verso la fede cattolica e verso il ministero presbiterale. Gli eventi tragici legati a queste figure storiche si collocano complessivamente nell'arco temporale compreso tra il cinque ottobre 1901, data associata alla nascita ad Ahuetita de Abajo in Messico, e il primo luglio 1928, giorno della loro gloriosa morte a Rancho de las Cruces. Il martirio dei santi Giustino Orona e Atilano Cruz si è consumato proprio nel villaggio di Rancho de las Cruces, appartenente all'area di Guadalajara in Messico, suggellando una vita spesa interamente per la causa del regno di Cristo nel corso della persecuzione religiosa messicana.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Atilano Cruz Alvarado?

La memoria liturgica di San Atilano Cruz Alvarado si celebra il primo luglio.

Dove si è consumato il martirio di San Atilano Cruz Alvarado?

Il suo martirio si è consumato nel villaggio di Rancho de las Cruces, appartenente all'area di Guadalajara in Messico.

En el pueblo de Rancho de las Cruces en el territorio de Guadalajara en México, santos Justino Orona y Atilano Cruz, sacerdotes y mártires, asesinados juntos por el reino de Cristo durante la persecución mexicana. — Martirologio Romano