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20 de mayo

San Bernardino de Siena

Sacerdote

San Bernardino de Siena

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione giovanile

San Bernardino nacque l'8 settembre 1380 a Massa Marittima, in provincia di Grosseto. Era figlio di Albertollo degli Albizzeschi e di Raniera degli Avveduti. Il padre era un nobile senese e svolgeva la funzione di governatore della città fortificata sulle colline della Maremma. A soli sei anni, il santo rimase orfano di entrambi i genitori e fu allevato amorevolmente dai parenti. Visse dapprima con una zia materna che lo tenne con sé fino all'età di undici anni, e in seguito visse a Siena a casa di uno zio paterno. Fino all'età adulta fu educato soprattutto dalle donne della famiglia, tra cui la cugina Tobia, terziaria francescana, e la zia Bartolomea, terziaria domenicana, che parteciparono alla sua formazione. Ricevette un'ottima educazione cristiana senza alcun bigottismo, crescendo sano, con un carattere schietto e deciso, amante della libertà e conscio delle proprie responsabilità.

Negli anni della giovinezza studiò grammatica, retorica e la lettura di Dante. Dal 1396 al 1399 studiò Giurisprudenza all'Università di Siena, dove conseguì infine il dottorato in filosofia e diritto. Non era inizialmente propenso alla vita religiosa e preferiva la poesia profana alle letture bibliche. Verso i diciotto anni entrò nella Confraternita dei Disciplinati di Santa Maria della Scala, pur continuando a vivere come i coetanei. La confraternita era una compagnia di giovani flagellanti che teneva riunioni a mezzanotte nei sotterranei dell'ospedale situato di fronte al Duomo di Siena. Nel 1400, all'età di vent'anni, Siena fu colpita da una grave pestilenza.

Molti medici e infermieri dell'Ospedale di Santa Maria della Scala morirono contagiati dal morbo. Il priore dell'ospedale chiese pubblicamente aiuto per fronteggiare l'emergenza, e Bernardino si offrì volontario insieme ai compagni della Confraternita per assistere gli appestati. La sua opera di assistenza durò quattro mesi, fino all'inizio dell'inverno e alla fine della pestilenza. Trascorsero tuttavia altri quattro mesi in bilico tra la vita e la morte poiché egli stesso si contagił. Dopo essere guarito, assistette per un anno intero la zia Bartolomea, la quale era purtroppo diventata cieca e sorda. In quel periodo di raccoglimento e servizio cominciò a pensare seriamente di scegliere un Ordine religioso per la sua vita, ricevendo una forte ispirazione dall'ascolto della parola del domenicano san Vincenzo Ferrer, incontrato ad Alessandria.

La vocazione e l'ingresso nell'Osservanza

Deciso a seguire la via del Vangelo, scelse di entrare nell'Ordine Francescano, liberandosi di tutti i suoi possessi terreni. L'8 settembre 1402 entrò come novizio nel Convento di San Francesco a Siena. Successivamente fu mandato a completare il noviziato sulle pendici meridionali del Monte Amiata. Il convento del noviziato si trovava sopra Seggiano, un villaggio di poche capanne intorno a una chiesetta chiamato il Colombaio. Tale convento apparteneva alla Regola dell'Osservanza. La Regola dell'Osservanza era sorta nel francescanesimo trentatré anni prima e osservava assoluta povertà e austerità. Gli Osservanti si opponevano al rilassamento dei Conventuali con moderazione, discrezione e senza eccessi, distinguendosi dagli Spirituali che risultavano più combattivi. Frate Bernardino visse al Colombaio per tre anni, facendo la professione religiosa nel 1403 e diventando sacerdote nel 1404.

Celebrò la prima Messa e tenne la prima predica nella vicina Seggiano, prendendo a girare scalzo per la questua nei dintorni insieme agli altri frati del piccolo convento. Nel 1405 fu nominato predicatore dal Vicario dell'Ordine e fece ritorno a Siena. Da Siena si trasferì con alcuni compagni nel piccolo romitorio di Sant'Onofrio sul colle della Capriola, situato di fronte alla città e abitato da tempo da frati dell'Osservanza. Fra Bernardino volle costruire un nuovo convento più grande alla Capriola. Il terreno apparteneva all'Ospedale della Scala ed egli riuscì a ottenerlo in dono. Poiché i Frati Minori non potevano accettare donazioni dirette, Bernardino si impegnò a versare una libbra di cera all'anno in cambio dell'uso. Aveva circa venticinque anni quando si stabilì alla Capriola, dove restò per dodici anni.

Durante questo lungo periodo di studio e preghiera, si dedicò allo studio dei grandi dottori e teologi, specialmente francescani, raccogliendo materiale ascetico, mistico e teologico. Entrò contestualmente in contatto con il mondo contadino e artigiano delle cittadine dei dintorni, imparando a predicare facendosi comprendere dalla gente semplice attraverso espressioni, immagini vivaci e aneddoti. Per rendere più efficaci i suoi ammonimenti, affibbiava soprannomi legati ad attività e stili di vita popolari per far riflettere e divertire la gente. Ad esempio, definiva la massaia disordinata con l'appellativo di madama Arrufola, e chiamava monna Finestraiola la giovane che lanciava occhiate languide ai coetanei dalla finestra. Per un certo periodo fu colpito da una malattia alle corde vocali che rese la sua voce molto fioca, al punto che stava per chiedere di essere esonerato dalla predicazione. Inaspettatamente, la voce ritornò limpida, musicale, penetrante e ricca di modulazioni. Bernardino tornava spesso sul colle della Capriola dopo i suoi lunghi viaggi di predicatore per ritrovare lo spirito di meditazione e redigere i suoi Sermoni latini. Qui formò molti discepoli insigni, tra cui san Giacomo della Marca, san Giovanni da Capestrano, i beati Matteo da Agrigento, Michele Cercano, Bernardino da Feltre e Bernardino da l'Aquila.

L'apostolato della predicazione

Nel 1417 padre Bernardino da Siena fu nominato Vicario della provincia di Toscana e si trasferì a Fiesole, dando un forte impulso alla riforma in atto nell'Ordine Francescano. Contemporaneamente ebbe inizio la sua straordinaria predicazione per le città italiane, caratterizzata da un grande afflusso di fedeli che riempiva ogni spazio disponibile. Tutta la cittadinanza partecipava agli eventi di fede con le autorità in testa e i fedeli provenienti dai paesi vicini. Per ascoltare le sue prediche si radunavano folle immense nelle piazze, poiché le chiese non potevano contenerle. Venivano issati palchi speciali per permettere al frate di parlare alle assemblee senza disporre di mezzi tecnici di amplificazione, e si studiava con cura la direzione del vento mediante banderuole per posizionare i palchi in modo favorevole all'ascolto. Le folle che assistevano alle sue prediche rimanevano sempre attente e silenziose.

Dal 1417 iniziò a Genova la sua prodigiosa predicazione apostolica, allargandola progressivamente a tutta l'Italia del Nord e del Centro. A Milano espose per la prima volta alla venerazione dei fedeli la tavoletta con il trigramma. Predicò incessantemente da Venezia a Belluno, a Ferrara, girando sempre a piedi, e per tutta la sua amata Toscana, dove ritornava frequentemente. Nel 1427 tenne nella sua Siena un ciclo di sermoni pervenuti integralmente grazie alla trascrizione di un ascoltatore che li annotava velocemente senza perdere una sola parola. Le trascrizioni svelano il segreto del suo successo: sceglieva argomenti di vivo interesse per i cittadini ed evitava le formulazioni astruse o elaborate tipiche dei predicatori scolastici. Per lui il dire chiaro e il dire bello dovevano procedere uniti, avvalendosi di racconti, parabole e aneddoti, e canzonando apertamente superstizioni, mode e vizi.

Comprendeva profondamente le debolezze umane, ma si mostrava intransigente con gli usurai, considerati da lui come le creature più abbiette della terra. Le conversioni e le riconciliazioni ai Sacramenti da parte di peccatori incalliti erano così numerose che i sacerdoti risultavano spesso insufficienti per soddisfare le richieste di confessioni ed Eucaristia. Quando le leggi di un Comune, di una Signoria o di una Repubblica si rivelavano ingiuste, Bernardino dichiarava sciolti dal giuramento i pubblici ufficiali e li invitava a darsi nuove leggi ispirate unicamente al Vangelo. Le città facevano a gara per poterlo ascoltare e accettavano volentieri le sue direttive morali e civili.

Il trigramma del nome di Gesù

Per evitare che la sua predicazione andasse dispersa nel tempo, Bernardino la riassunse nella devozione al Nome di Gesù. Inventò un simbolo dai colori vivaci destinato a essere collocato in tutti i locali pubblici e privati, in sostituzione di blasoni e stemmi di famiglie e corporazioni in lotta tra loro. Il trigramma del nome di Gesù divenne così un emblema celebre e diffuso ovunque. Sulla facciata del Palazzo Pubblico di Siena campeggia ancora oggi enorme e solenne il trigramma, mirabile opera dell'orafo Tuccio di San e di suo figlio Pietro. Il simbolo si ritrova in ogni luogo dove Bernardino e i suoi discepoli hanno predicato o soggiornato. Esso figurava sugli stendardi che precedevano il frate al suo arrivo in una nuova città, ed era dipinto sulle tavolette di legno che il santo francescano poggiava sull'altare durante la Messa prima dell'omelia, servendosene infine per benedire i fedeli al termine della celebrazione.

Poiché il trigramma fu disegnato da Bernardino stesso, egli è giustamente considerato il patrono dei pubblicitari. Il simbolo consiste in un sole raggiante in campo azzurro con le lettere IHS, che costituiscono le prime tre lettere del nome di Gesù in greco. Nel corso del tempo sono state date anche altre spiegazioni, come l'abbreviazione della frase latina In Hoc Signo Vinces oppure di Iesus Hominum Salvator. Il sole centrale allude a Cristo che dona la vita e suggerisce l'irradiarsi della Carità; i dodici raggi serpeggianti rappresentano i dodici Apostoli, mentre gli otto raggi diretti simboleggiano le beatitudini. La fascia che circonda il sole rappresenta la felicità eterna dei beati, mentre il celeste dello sfondo simboleggia la fede e l'oro l'amore. Bernardino allungò l'asta sinistra della lettera H tagliandola in alto per farne una croce, poggiata in alcuni casi sulla linea mediana.

Il significato mistico dei dodici raggi serpeggianti era espresso in una litania specifica, e il simbolo veniva circondato da una cerchia esterna riportando le parole in latino tratte dalla Lettera ai Filippesi di San Paolo: Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, sia degli esseri celesti che dei terrestri e degli inferi. Il trigramma bernardiniano conobbe un successo straordinario e si diffuse rapidamente in tutta Europa. Perfino Santa Giovanna d'Arco volle ricamarlo sul proprio stendardo, e fu adottato in seguito anche dai Gesuiti. San Bernardino spiegava che la sua intenzione era di rinnovare e chiarificare il nome di Gesù come avveniva nella Chiesa primitiva. La croce evocava la Passione di Cristo, mentre il nome rammentava ogni aspetto della sua vita terrena: la povertà del presepio, la modesta bottega di falegname, la penitenza nel deserto, i miracoli della carità divina, la sofferenza sul Calvario e il trionfo della Risurrezione e dell'Ascensione.

La devozione al nome di Gesù vantava illustri precedenti in san Paolo, in alcuni Dottori della Chiesa medievale e in san Francesco d'Assisi, oltre ad essere praticata nel Senese dai Gesuati, una congregazione fondata nel 1360 dal beato senese Giovanni Colombini, dedita all'assistenza degli infermi e così chiamata per il loro ripetere frequente del nome di Gesù. La grande novità introdotta da san Bernardino fu di offrire come oggetto di devozione visibile le iniziali del nome circondate da efficaci simbolismi, rispondendo così al gusto dell'epoca, profondamente amante di stemmi, armi e segni figurativi. L'uso del trigramma non mancò tuttavia di procurargli accuse di eresie e idolatria, sollevate in particolare da Agostiniani e Domenicani. Bernardino da Siena subì per questo tre processi rispettivamente nel 1426, nel 1431 e nel 1438, nel corso dei quali poté sempre dimostrare la sua limpida ortodossia, uscendo ogni volta assolto con il favore speciale di papa Eugenio IV, il quale lo definì il più illustre predicatore e il più irreprensibile maestro tra quanti evangelizzavano i popoli in Italia e fuori.

Il governo dell'Ordine e gli ultimi anni

Accanto alla predicazione, Bernardino fu infaticabile riformatore dell'Ordine Francescano. Dal 1421 fu Vicario dei Frati Osservanti di Toscana e Umbria, e nel 1438 il Ministro Generale dell'Ordine Francescano lo nominò Vicario Generale di tutti i conventi dell'Osservanza in Italia. Nella sua intensa opera di riforma, Bernardino portò il numero dei conventi da venti a duecento. Per garantire la dignità e la preparazione del ministero, proibì ai frati analfabeti o poco istruiti di confessare e assolvere i penitenti, e istituì nel convento di Monteripido, presso Perugia, corsi regolari di teologia scolastica e di diritto canonico, impegnandosi a fare rinascere la Regola di san Francesco adattandola alle esigenze dei nuovi tempi. Per umiltà e dedizione rifiutò per tre volte le nomine a vescovo che gli erano state offerte.

Nel 1442, sentendosi oltremodo stanco e provato nel fisico per le sofferenze della renella, dell'infiammazione ai reni, delle emorroidi e della dissenteria, rassegnò le dimissioni dalle cariche di governo che aveva accettato unicamente per spirito di servizio verso l'Ordine. Nel fisico appariva assai più vecchio dei suoi sessantadue anni: aveva perso tutti i denti tranne uno e mostrava le gote profondamente incavate, un aspetto emaciato che del resto lo accompagnava fin da quando aveva quarantasei anni, come testimoniato da un ritratto dal vivo conservato nella Pinacoteca di Siena. Liberato dalle responsabilità amministrative, riprese subito a predicare nonostante le pessime condizioni di salute. I senesi gli chiesero di recarsi a Milano per rinsaldare l'alleanza con il duca Filippo Maria Visconti contro i fiorentini, e da Milano Bernardino proseguì per il Veneto predicando a Vicenza, Verona, Padova e Venezia, per poi scendere a Bologna e a Firenze.

Nella nativa Massa Marittima predicò nel 1444 per quaranta giorni consecutivi. Ritornato a Siena, vi si trattenne per poco tempo poiché desiderava compiere una missione di predicazione nel Regno di Napoli, dove non si era mai recato, avendo l'intenzione di annunciare il Vangelo anche lungo tutto il percorso. Accompagnato da alcuni fedeli confratenti senesi, toccò il lago Trasimeno, Perugia, Assisi, Foligno, Spoleto e Rieti. In prossimità de L'Aquila, tuttavia, il fisico di Bernardino cedette definitivamente allo sforzo. Il 20 maggio 1444 fu trasportato in lettiga al convento di San Francesco dentro la città de L'Aquila, dove spirò poche ore dopo all'età di sessantaquattro anni.

Dietro sua specifica richiesta, al momento del trapasso fu deposto sulla nuda terra come il padre san Francesco. Subito dopo la morte, il suo corpo, esposto alla venerazione degli aquilani, grondò prodigiosamente di sangue, e di fronte a tale prodigio gli abitanti, da tempo divisi da lotte intestine, ritrovarono miracolosamente la via della pace. I frati che lo accompagnavano avrebbero voluto riportare la salma a Siena, ma gli aquilani accorsi in massa impedirono il trasferimento, concedendo soltanto gli indumenti personali indossati dal frate. Nelle città in cui era vissuto sorsero celebri oratori, chiese e mausolei in suo onore, e oggi il suo corpo riposa nel magnifico sepolcro custodito nella chiesa a lui dedicata all'Aquila. Sei anni dopo la morte, il 24 maggio 1450, giorno della festa di Pentecoste, papa Niccolò V lo proclamò santo nella Basilica di San Pietro a Roma.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Bernardino de Siena?

La festa di San Bernardino de Siena si celebra il 20 maggio di ogni anno.

Di cosa è patrono San Bernardino de Siena?

San Bernardino è patrono dei pubblicitari ed è inoltre compatrono di Siena, della sua città natale Massa Marittima, di Perugia e dell'Aquila.

San Bernardino de Siena, sacerdote de la Orden de los Menores, que por los países y las ciudades de Italia evangelizó a las multitudes con la palabra y con el ejemplo y difundió la devoción al santísimo nombre de Jesús, ejerciendo incansablemente el ministerio de la predicación con gran fruto para las almas hasta la muerte ocurrida en L'Aquila en Abruzzo. — Martirologio Romano