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20 de mayo

San Lucífero de Cagliari

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Orígenes y primeros años

La reconstrucción de los primeros años y de la formación de Lucifero vescovo di Cagliari resulta difícil para la falta de fuentes históricas directas. La fecha y el lugar de nacimiento de Lucifero son ignotos, al igual que su educación formal. No obstante, las investigaciones y los testimonios antiguos permiten trazar un perfil geográfico y cronológico verosímil. Lucifero es casi seguramente sardo, según cuanto afirmado por Faustino y Marcellino, quienes lo definen explícitamente como un apostolicus vir Lucifer de Sardinia calaritanae civitatis episcopus. La fecha de nacimiento de Lucifero puede ser colocada al inicio del siglo cuarto o a la final del siglo tercero. Dentro de esta cronología tradicional, Ambrogio Machin fissa la nascita di Lucifero al 290 basandosi sull'età di ottantun anni attribuita da un falso epitafio. Este falso epitafio fu ritrovato a Cagliari il 19 giugno 1623 durante gli scavi per il rinvenimento del presunto corpo di Lucifero. La prima data sicura della vita di Lucifero è il 354, anno in cui risulta già stabilmente inserito nel suo ministero episcopale. Nel 354 Lucifero è già vescovo di Cagliari, pronto a svolgere un ruolo di primo piano nelle vicende della Chiesa universale.

La legación imperial y el sinodo de Milán

En el desempeño de su ministerio episcopal, Lucifero asumió responsabilidades de gran relevancia para la unidad de la Iglesia. Papa Liberio invia Lucifero come legato all'imperatore Costanzo II per trattare la questione ariana, affidandogli una missione delicata e complessa. Lucifero viene inviato insieme al presbitero Pancrazio e al diacono Ilario per perorare la causa della fede cattolica presso la corte imperiale. Frutto della missione di Lucifero fu la convocazione del sinodo di Milano del 355, pensato inizialmente come uno strumento di pacificazione e di chiarimento teologico. Tuttavia, il sinodo di Milano, iniziato sotto buoni auspici, degenerò per l'intervento dell'imperatore Costanzo II nelle questioni ecclesiastiche. L'imperatore propose ai vescovi partecipanti di sottoscrivere la condanna di Atanasio oppure di accettare l'esilio immediato. La maggioranza dei vescovi cedette all'insistenza di Costanzo di fronte alla prospettiva della persecuzione. Frente a esta presión, Lucifero, Eusebio di Vercelli, Dionigi di Milano, il presbitero Pancrazio e il diacono Ilario si rifiutarono di sottoscrivere la condanna e preferirono l'esilio.

Los años de exilio

El endurecimiento de la postura imperial abatió a los defensores de la ortodoxia con rigurosos destierros. L'esilio di Lucifero durò fino al 361, rappresentando un periodo di prove estenuanti. Durante l'esilio Lucifero sopportò ogni sorta di sofferenze e soprusi fisici e morali a causa della sua fedeltà al Credo niceno. Gli storici notano che a Lucifero venne risparmiata la vita non per pietà da parte dei suoi persecutori, ma per evitare di farne un martire agli occhi del popolo cristiano. Lucifero trascorse l'esilio in tre località differenti, spostato strategicamente dalle autorità per isolarlo. La prima località di esilio fu Germanicia di Commagene nella provincia dell'Eufrate, dove era vescovo l'ariano Eudossio, che cercò di piegarne la resistenza. La seconda località di esilio fu Eleuteropoli di Palestina, durante l'episcopato degli ariani Eutichio e di Turbone. La terza località di esilio fu la Tebaide superiore, in un ambiente desertico e isolato. L'esilio di Lucifero terminò nel 361 a seguito di un decreto dell'imperatore Giuliano l'Apostata. Il decreto di Giuliano l'Apostata permise a tutti i vescovi esiliati da Costanzo di ritornare nelle proprie sedi d'origine.

El regreso y las divisiones eclesiales

El viaje de regreso a la propia sede episcopal estuvo marcado por decisiones complejas que afectaron el equilibrio de la cristiandad. Durante il viaggio di ritorno, Lucifero declinò l'invito di Eusebio di recarsi al sinodo di Alessandria del 362. Il sinodo di Alessandria aveva lo scopo di discutere con Atanasio il modo di liberare la Chiesa alessandrina dall'arianesimo, riconciliare i dissidenti e riformare la Chiesa cattolica. Al posto suo, Lucifero mandò al sinodo i diaconi Erennio e Agapeto, promettendo di accettare le decisioni del sinodo stesso. Tuttavia, poiché fu usata clemenza verso gli omeusiani convertiti dal passato ariano, Lucifero continuò nella sua intransigenza teologica e disciplinare. Durante il sinodo alessandrino, Lucifero si recò ad Antiochia di Siria per valutare la situazione locale. Lucifero trovò Antiochia di Siria divisa in due fazioni contrapposte: eustaziani e meleziani. In assenza del vescovo legittimo Melezio, Lucifero consacrò vescovo di Antiochia il presbitero Paolino, capo degli eustaziani. Con questo atto di consacrazione, Lucifero peggiorò la situazione credendo di migliorarla, acuendo le fratture locali. Dopo qualche tempo, Lucifero tornò in Sardegna nella sua diocesi.

Los últimos años y las obras literarias

Los últimos años de la vida de Lucifero transcurrieron en un clima de aislamiento e incerteza doctrinal. Lucifero morì sotto l'imperatore Valentiniano I intorno all'anno 371, mentre la morte avvenne negli anni 370 o 371 secondo le diverse computazioni cronologiche. Gli ultimi anni della vita di Lucifero sono molto oscuri per la scarsità di testimonianze dirette. Non si sa se Lucifero sia morto dopo essersi riconciliato con i vescovi alessandrini e con Roma, ricomponendo la comunione ecclesiale. Le fonti storiche sono discordi sulla morte di Lucifero: alcune affermano che morì scismatico a causa della sua irriducibile intransigenza, altre il contrario. A testimonianza del suo zelo polemico, le opere di Lucifero consistono in una serie di opuscoli polemici indirizzati all'imperatore Costanzo II. Il contenuto teologico degli opuscoli di Lucifero è povero, le espressioni sono improprie e lo stile è trascurato e aspro. Il testo delle opere è infarcito di interminabili citazioni bibliche che rendono la lettura pesante e ripetitiva. Ciononostante, le opere offrono il pregio di fornire materiale prezioso per la ricostruzione del testo scritturistico pre-geronimiano. Le opere sono utili per la conoscenza della storia del tempo e del latino volgare del quarto secolo. Tra i suoi scritti, l'opuscolo De non conveniendo cum haereticis fu scritto probabilmente nel 355-356, all'inizio del suo esilio. L'opuscolo De regibus apostaticis fu composto certamente dopo il febbraio del 356 e prima del 360. L'opera De sant'Athanasio libri duo fu composta certamente prima della fine del 358. L'opuscolo De non parcendo in Deum delinquentibus non può essere stato composto prima dell'autunno del 359. L'opera Moriendum esse pro Dei Filio fu composta intorno al 360, riflettendo il clima di persecuzione. Le edizioni tramandano anche un epistolario attribuito a Lucifero che arricchisce il quadro documentario. Nell'epistolario Lucifero figura come mittente in due lettere, una indirizzata a Eusebio di Vercelli e l'altra a Florenzio, gran ciambellano di Costanzo. Nell'epistolario Lucifero figura come destinatario in sei lettere, tre delle quali di Atanasio, due di papa Liberio e una di Florenzio. Tuttavia, la critica moderna rigetta l'autenticità dell'epistolario. Le lettere sono probabilmente una falsificazione posteriore dei seguaci di Lucifero per legittimare le loro posizioni scismatiche. I seguaci di Lucifero affermano che le sue opere furono conosciute, apprezzate e tradotte in greco da Atanasio, sebbene non esiste alcuna traccia della presunta traduzione greca fatta da Atanasio.

El culto y la memoria histórica

La veneración hacia el obispo de Cagliari ha recorrido caminos complejos a lo largo de los siglos en su tierra natal. Il centro del culto di Lucifero è la Sardegna, dove rimane circoscritto a Cagliari e al suo circondario. Attualmente sussistono due chiese dedicate a Lucifero: una a Cagliari, che rappresenta una riedificazione seicentesca di una precedente chiesa romanica, e una a Vallermosa. Machin ricorda altre tre chiese dedicate a Lucifero ormai da tempo distrutte, situate storicamente a Selargius, Muravera e Sadili. I monumenti letterari su Lucifero sono tardivi e poco attendibili per ricostruirne la santità canonica. Il nome di Lucifero non appare nel Martirologio Geronimiano antico. Il nome di Lucifero non appare neanche nel Martirologio Romano tradizionale. Tra i martirologi recenti, il primo a riportare Lucifero è quello del Ferrari. La ricognizione del presunto corpo di san Lucifero è avvenuta a Cagliari il 21 giugno 1623 sotto la chiesa di san Saturnino. L'epigrafe con il nome di Lucifero e il sarcofago contenente le sue presunte ossa sono considerati dagli storici moderni una falsificazione. La falsificazione è legata alla controversia sul primato ecclesiastico tra gli arcivescovi di Cagliari e di Sassari in età moderna. Gli arcivescovi di Cagliari e Sassari ricorsero a mezzi senza scrupoli, inclusa la ricerca smodata di reliquie, tombe ed epigrafi, per far prevalere le loro teorie giurisdizionali. Nonostante ciò, Lucifero fu probabilmente venerato come santo subito dopo la morte dai seguaci dello scisma luciferiano. Il fondatore dello scisma luciferiano non è il vescovo cagliaritano ma probabilmente il suo diacono Ilario. La festa liturgica del santo viene celebrata a Cagliari il 15 maggio. La festa liturgica del santo viene celebrata a Vallermosa il 20 maggio. San Lucifero è commemorato nel Martirologio a Cagliari come confessore della fede. Egli fu un intrepido difensore della fede nicena, patì molto da parte dell'imperatore Costanzo, fu relegato in esilio, fece ritorno nella sua sede dopo l'esilio e morì nella sua sede come confessore di Cristo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Lucífero de Cagliari?

La festa liturgica del santo viene celebrata a Cagliari il 15 maggio e a Vallermosa il 20 maggio.

Di cosa è patrono San Lucífero de Cagliari?

Nei dati storici forniti non si menzionano specifici patronati attribuiti al santo.

En Cagliari, san Lucífero, obispo, que, intrépido defensor de la fe nicena, sufrió mucho por parte del emperador Constancio; relegado al exilio, hizo después retorno a su sede, donde murió confesor de Cristo. — Martirologio Romano