25 de julio
San Bonifacio
Mártir en Roma
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
L'arrivo delle reliquie e la concessione pontificia
Don Domenico De Luca ricopriva l'incarico di parroco di Zuccaro, popolosa frazione del comune di Valduggia. Nel 1683 il parroco fece richiesta alla curia romana di un corpo santo per la venerazione della sua comunità parrocchiale. L'otto aprile del medesimo anno fu concesso alla parrocchia il corpo santo di Bonifacio. Il corpo di Bonifacio era stato recuperato nel 1680 dal cimitero di Calepodio. La provenienza del corpo santo è attestata su un'autentica firmata da monsignor Giuseppe Eusanio, prefetto della Sacrestia Pontificia.
La costruzione della cappella e l'arte lignea
Il venti luglio dello stesso anno il parroco chiese l'autorizzazione alla curia diocesana per costruire una cappella dedicata alla conservazione e venerazione della reliquia. Il parroco ottenne la dispensa dal riposo festivo per completare l'opera nel minor tempo possibile. Il dieci luglio precedente fu commissionata l'urna per il corpo del santo e l'altare ligneo. L'urna e l'altare ligneo furono commissionati a Giovanni Giacomo Fantino, originario della località Colma. L'opera fu eseguita con grande valore artistico e completata nell'arco di soli due anni. Per la realizzazione dell'opera l'autore si ispirò al lavoro compiuto per la conservazione del corpo santo di Cirillo nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Cellio. L'autore dell'opera di Zuccaro e di quella di Cellio fu probabilmente lo stesso Giovanni Giacomo Fantino. L'altare di Zuccaro si compone di una parte inferiore con l'urna e di una parte superiore con una tela raffigurante il santo. Il dipinto fu realizzato con la tecnica ad olio da un autore rimasto ignoto.
L'iconografia e le fonti storiche
Il dipinto raffigura Bonifacio nell'atto di battezzare un sovrano, identificabile dagli abiti e dalle insegne regali di corona e scettro deposti ai piedi. L'iconografia specifica non raffigura la generica scena di martirio di un soldato romano. L'iconografia deriva da una confusione con un episodio della vita di San Bonifacio, religioso camaldolese ed evangelizzatore dell'Europa orientale. San Bonifacio camaldolese fu consacrato vescovo da papa Giovanni XVIII. San Bonifacio camaldolese fu martirizzato in Moravia il nove maggio 1009. San Bonifacio camaldolese è ricordato dal Martirologio Romano al diciannove giugno e al quindici ottobre. Il riferimento iconografico del dipinto è al presunto battesimo amministrato dal vescovo camaldolese ad un sovrano ruteno. Il battesimo del sovrano ruteno avrebbe attirato le ire del fratello pagano del sovrano, che lo fece uccidere. Nella località valsesiana non si è mai creduto di possedere le reliquie del vescovo camaldolese.
Il voto della comunità e la festa odierna
Il corpo di Bonifacio reca tra le mani un foglio con il testo del voto formulato dalla comunità nel 1944. Il voto fu formulato nel corso del secondo conflitto mondiale. Con il voto la comunità si impegnava a solennizzare nuovamente nell'ultima settimana di luglio la festa del santo andata in disuso. Il voto fu fatto per essere risparmiati dalla distruzione minacciata nelle rappresaglie della guerra partigiana. La festa del santo viene ancora oggi celebrata nell'ultima settimana di luglio in adempimento al voto formulato.
Su vida y testimonio
La historia de San Bonifacio se despliega en dos relatos distintos que enriquecen nuestra tradición. En el siglo once, un obispo de este nombre dedicó su existencia a la evangelización del este de Europa. Tras ser consagrado por el papa Juan dieciocho, llevó la luz del bautismo a tierras de Moravia y tuvo la gracia de bautizar a un soberano ruteno, extendiendo así el mensaje de Cristo. Su entrega culminó en el martirio, ocurrido en Moravia el nueve de mayo del año mil nueve, sellando con su propia sangre su vocación de pastor y mensajero de la fe.
Por otro lado, la tradición también venera a un mártir de los primeros siglos, cuyo cuerpo fue hallado en el cementerio de Calepodio en el año mil seiscientos ochenta. Este testigo de la fe primitiva fue trasladado posteriormente a la localidad de Zuccaro en el año mil seiscientos ochenta y tres. Su memoria se conserva con especial devoción en una urna de madera, una obra de arte realizada por el maestro Giovanni Giacomo Fantino, que permite a los fieles acercarse a su reliquia con respeto y recogimiento, manteniendo vivo el recuerdo de aquellos cristianos que, en los albores de la Iglesia, no dudaron en ofrecer su vida por amor al Señor.
El culto y la devoción
La veneración a San Bonifacio se manifiesta de formas diversas a lo largo del año litúrgico, adaptándose a las tradiciones locales que honran su memoria. En el caso del obispo mártir, el Martirologio Romano señala su recuerdo en las fechas del diecinueve de junio y el quince de octubre, permitiendo que la comunidad cristiana eleve oraciones por la labor de evangelización que él inició.
En cuanto al mártir romano, la devoción en Zuccaro ha adquirido un carácter solemne y comunitario. Desde el año mil novecientos cuarenta y cuatro, tras un voto realizado por los fieles, se celebra una festividad especial durante la última semana de julio. Esta conmemoración anual es un momento de encuentro para la comunidad, que se reúne en torno a su urna para renovar su fe y confiar sus necesidades a la intercesión del santo. Es un tiempo de gracia donde la historia y la oración se entrelazan, reafirmando el vínculo indisoluble entre los santos y el pueblo de Dios que peregrina en el tiempo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Bonifacio?
San Bonifacio viene celebrato nell'ultima settimana di luglio, in adempimento al voto formulato dalla comunità nel 1944.
Di cosa è patrono San Bonifacio?
I dati forniti non menzionano specifici patronati ufficiali per San Bonifacio.