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21 de mayo

San Carlos Eugenio de Mazenod

Obispo y fundador

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e anni dell'esilio

Il padre di Eugenio era presidente della Corte dei conti della Provenza e aveva assistito con trepidazione al raduno degli stati generali a Parigi il 5 maggio 1789, avvenuto sotto l'influsso delle idee rivoluzionarie e massoniche. La famiglia godeva di nobiltà per parte di padre e di ricchezza per la dote della madre, ed ebbe tre nomi: Carlo, Giuseppe, Eugenio. Nel 1789 scoppiò la Rivoluzione francese e nel 1790 il magistrato Monsieur de Mazenod si rifugiò con la famiglia da Aix-en-Provence a Nizza, che apparteneva allora alla repubblica di Genova ed era ancora libera dai rivoluzionari di Francia. Eugenio portò con sé nell'esilio un bambino di otto anni nato il 2 agosto 1782 ad Aix, che aveva nome Eugenio, ed era intelligente e di singolare bontà. Dai genitori il piccolo aveva imparato a conoscere e amare Gesù e la sua Chiesa, imparando a pregare come si parla al più grande Amico e unico Signore. Le armate rivoluzionarie dilagarono a Genova, nel regno di Piemonte e in Italia, diffondendo tramite violenze la negazione di Gesù Cristo e della sua Chiesa. Eugenio e la sua famiglia si rifugiarono prima a Torino, poi a Venezia e a Napoli, e infine a Palermo. Nel 1795 la madre tornò in patria e chiese il divorzio dal marito per salvare il patrimonio dalle confische. Durante il soggiorno veneziano tra il 1794 e il 1797, Eugenio frequentò le lezioni tenute dai fratelli Zinelli, ritenuti santi preti, e in particolare il sacerdote Bartolo Zinelli lo avviò alla vita di fede. Eugenio ricevette dai fratelli Zinelli una scuola e una formazione spirituale molto salda, che gli permisero di resistere alle difficoltà dell'esilio, alle idee sovversive e agli ambienti incontrati. Da piccolo, intanto, faceva stare immobili e schierati i dodici domestici di casa ad ascoltare i suoi discorsi che imitavano i predicatori. Durante quel periodo Eugenio venne a conoscenza di migliaia di martiri caduti per amore di Gesù sotto la ghigliottina o per persecuzione. In Eugenio nacque il desiderio di consacrare la vita al suo Signore e Maestro pronunciando l'intento di essere sacerdote e vivere per Lui.

Il ritorno in patria e il sacerdozio

Nel 1802, all'età di vent'anni, Eugenio poté rientrare in Francia e ricomparve ad Aix-en-Provence, potendo teoricamente avviarsi alla carriera amministrativa come suo padre. Nel 1808 entrò a Parigi nel Seminario di Saint Sulpice. In quel periodo vi era un acceso dibattito sui diritti del Papa Pio VII conculcati e sulle offese fattegli da Napoleone, che era giunto al potere. Eugenio de Mazenod difese il Papa e divenne uno dei più stretti collaboratori di Monsignor Emery, il quale lo nominò suo agente di collegamento con i Cardinali romani esuli a Parigi. Il 21 dicembre 1811 Eugenio fu ordinato sacerdote da Monsignor Demandolx, Vescovo di Amiens. Da giovane prete prese il tifo assistendo i prigionieri di guerra austriaci dopo la morte del loro cappellano per la stessa malattia. Nel 1812 Eugenio rientrò nella sua città natale, Aix-en-Provence, e iniziò il suo apostolato predicando la Quaresima in provenzale nella chiesa della Maddalena, un'attività svolta insieme ad alcuni sacerdoti votati alla missione popolare nelle campagne scristianizzate. La predica era rivolta ai poveri, definiti rispettabili fratelli, e fu un successo per le confessioni e le conversioni ottenute. Eugenio fondò subito un'opera per la formazione cristiana della gioventù e accettò di dedicarsi all'apostolato nelle carceri.

La fondazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata

Nel 1815 Eugenio intensificò l'impegno nelle missioni parrocchiali. Nello stesso periodo, diede inizio alla Società dei Missionari di Provenza nell'antico Carmelo di Aix, destinata all'apostolato della gente più povera delle campagne. Nacque così il primo nucleo degli Oblati di Maria Immacolata, congregazione fondata nel 1816 che ottenne in seguito i riconoscimenti pontifici. Eugenio diede alla famiglia religiosa il motto 'Dio mi ha mandato a evangelizzare i poveri', perfezionandone la fondazione. N. Del Re descrive il prelato aristocratico come tanto fedele alla vocazione dell'evangelizzazione del povero. La congregazione contava appena cinquantanove membri nel 1841. Negli anni Quaranta del secolo i membri della congregazione passarono da cinquantanove a quattrocentindici in vent'anni. Nel 1841 gli Oblati vennero chiamati in Canada: quattro missionari oblati e due coadiutori laici si imbarcarono per il Canada nel 1841, seguiti subito da altri. Il messaggio di Gesù si propagò dal Fiume Rosso all'Oceano Glaciale e dal Pacifico alla baia di Hudson grazie all'opera dei missionari e del santo Arcivescovo. Papa Paolo VI, beatificandolo nel 1975, ricordò che gli Oblati vanno fino all'estremo limite delle terre abitate. Le missioni degli Oblati si espansero negli Stati Uniti, in Messico, a Ceylon e in Sud-Africa, operando anche in Asia.

Il ministero episcopale a Marsiglia

Nel 1823 fu ripristinata la diocesi di Marsiglia, e il Canonico Fortunato De Mazenod fu affidato come Arcivescovo di Marsiglia, mentre Monsignor Eugenio fu affidato come vicario generale della diocesi. Monsignor Fortunato aveva settantatré anni e suo nipote vicario ne aveva quarantuno. Zio e nipote intendevano rivitalizzare la diocesi che aveva sofferto durante la rivoluzione e l'impero, e nessuna difficoltà fermò il progetto di preparare un clero all'altezza dei tempi. Monsignor Eugenio De Mazenod fu vicario generale per quattordici anni. Successivamente Eugenio assunse il governo episcopale di Marsiglia, diventando vescovo della città e guidandola per trentasette anni in cui ricostruì l'opera di quindici secoli, venendo considerato il secondo fondatore della diocesi di Marsiglia. Durante questo periodo subì frequenti scontri con i Governi di Parigi, sia monarchici che repubblicani, e affrontò penosi dissensi con sacerdoti che non accettavano la regola della vita in comune da lui imposta. La città portuale di Marsiglia si sviluppava e cresceva enormemente, e aumentavano i traffici e i commerci portando nuovi problemi economici e sociali. L'Arcivescovo rese i metodi di apostolato più adeguati alla crescita della diocesi, avendo come obiettivo di rispondere con il Vangelo ai nuovi problemi. Furono create in breve ventidue nuove parrocchie, e l'Arcivescovo fece erigere il grande Santuario di Nostra Signora della Guardia e la nuova cattedrale, progettando inoltre un grande numero di chiese nuove e facendone restaurare molte altre. Eugenio chiamò in diocesi ben venticinque Ordini religiosi per collaborare con i preti diocesani, affinché l'apostolato potesse raggiungere tutti, compresi i più lontani. Eugenio si rivolse ai suoi preti con la premura di un padre e un maestro di santità, esortandoli a essere a immagine di Cristo con le dimensioni del suo Cuore divino. Il Cuore divino abbraccia Dio e il mondo nella carità teologale e non ha pace finché c'è un'anima da salvare. Eugenio chiese a ciascun sacerdote regolarità di vita e dedizione a Cristo, raccomandando il ministero del confessionale, della predicazione e del catechismo, con l'intento di portare tutti a Gesù Eucaristico e da Lui al Cielo. Il centro dell'azione di Eugenio era l'Eucaristia, e spiegava frequentemente che nell'Eucaristia Gesù è in stato di vittima come sulla croce, essendo la vittima e il Sacerdote che si offre e si immola per attirare grazie e allontanare i castighi della giustizia divina.

Il compimento terreno e la gloria degli altari

La povera gente del popolo e in particolare le pescivendole di Marsiglia si affezionarono a lui, e i semplici fedeli gli vollero molto bene. Eugenio de Mazenod aveva un aspetto aristocratico ed era fedele alla sua vocazione di Vescovo, Padre e Maestro della fede. Marsiglia intera lo venerava come un santo già in vita. La gioia più grande del pastore era vedere espandersi il Regno di Gesù nella sua diocesi di Marsiglia e in terra di missione, guidando la diocesi e contemporaneamente governando gli Oblati. Chiese come grazia ultima di poter morire in piena lucidità e offrì a Dio il suo estremo sacrificio mentre i suoi figli cantavano dolcemente la Salve Regina. La sua morte fu anch'essa predicazione in quanto avvenne in piena lucidità come da lui richiesto, spegnendosi al canto del Salve Regina in mezzo agli Oblati. Si spense a Marsiglia, in Francia, il 21 maggio 1861. Il Martirologio lo ricorda a Marsiglia come vescovo che ha istituito i Missionari Oblati di Maria Immacolata e ha dato lustro alla sua Chiesa per circa venticinque anni. Papa Paolo VI lo beatificò il 19 ottobre 1975, e Giovanni Paolo II lo iscrisse tra i santi il 3 dicembre 1995 con il nome di Sant'Eugenio de Mazenod. L'autore del testo di riferimento da cui provengono queste notizie è Paolo Risso.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Carlos Eugenio de Mazenod?

La memoria liturgica di Sant'Eugenio de Mazenod si celebra il 21 maggio.

Quale istituzione religiosa ha fondato Sant'Eugenio de Mazenod?

Ha fondato la Società dei Missionari di Provenza, successivamente denominata Missionari Oblati di Maria Immacolata.

En Marsella en Francia, san Carlos Eugenio de Mazenod, obispo, que, para llevar el Evangelio entre los pobres, instituyó los Misioneros Oblatos de María Inmaculada y por cerca de veinticinco años dio lustre a su Iglesia con las virtudes, las obras, la predicación y los escritos. — Martirologio Romano