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4 de marzo

San Juan Antonio Farina

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini, giovinezza e formazione in seminario

Giovanni Antonio Farina nacque a Gambellara, in provincia di Vicenza, l'undici gennaio 1803. Nel luogo di nascita del protagonista non sono ancora presenti scuole pubbliche all'epoca della sua fanciullezza. I genitori del protagonista si chiamano Pietro Farina e Francesca Bellame. La vocazione religiosa del protagonista si manifesta molto presto nel corso dei suoi primi anni di vita. I genitori affidano la prima istruzione del protagonista a uno zio sacerdote, un fratello del padre, che gli fa da precettore e guida spirituale lungo il cammino della crescita umana e cristiana. All'età di quindici anni il protagonista entra nel seminario vescovile diocesano di Vicenza per intraprendere il cammino di preparazione al sacerdozio. In seminario il protagonista affronta tutti i corsi distinguendosi per bontà d'animo e attitudine allo studio. All'età di ventuno anni, mentre studia teologia, il protagonista viene destinato all'insegnamento ai ragazzi dei corsi inferiori del seminario, unendo così la vocazione religiosa a una crescente passione per l'insegnamento.

Ordinazione sacerdotale e primi impegni educativi

All'età di ventiquattro anni, il quattordici gennaio 1827, il protagonista riceve l'ordinazione sacerdotale, compiendo il passo decisivo della sua consacrazione ministeriale. Dopo l'ordinazione il protagonista mantiene l'incarico di insegnante in seminario, svolgendolo in totale per diciotto anni con dedizione e competenza. Il protagonista ottiene il diploma di abilitazione all'insegnamento elementare per qualificare ulteriormente la sua opera pedagogica. Il protagonista assume i primi incarichi nelle scuole pubbliche di Vicenza. All'epoca Vicenza appartiene al Regno Lombardo-Veneto sotto il dominio degli Asburgo d'Austria. Nei primi anni di ministero il protagonista ricopre per dieci anni la carica di cappellano di San Pietro a Vicenza, affiancando all'insegnamento la cura d'anime. Il protagonista partecipa a diverse istituzioni culturali, spirituali e caritative di Vicenza, assumendo anche la direzione della scuola pubblica elementare e liceale per rispondere ai bisogni formativi della gioventù.

La fondazione della scuola popolare e delle Suore Dorotee

Il protagonista nota la mancanza di strutture scolastiche, specialmente nelle aree rurali del territorio diocesano. L'analfabetismo è molto diffuso nelle campagne, in particolare tra le ragazze, relegandole a una condizione di subalternità sociale e culturale. All'età di ventotto anni, nel 1831, il protagonista fonda a Vicenza la prima scuola popolare femminile per offrire anche alle fanciulle umili un'opportunità di riscatto. Il protagonista concepisce il progetto di creare una congregazione di suore dedicate all'insegnamento per garantire la continuità di questa missione educativa. All'età di trentatré anni, nel 1836, il protagonista istituisce le Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuori. La congregazione è formata da maestre consacrete al Signore e dedicate all'educazione delle fanciulle povere. L'istituto si rivolge anche alle ragazze di buona famiglia, alle cieche e alle sordomute, estendendo la sua cura amorevole a ogni forma di fragilità. Nel 1839, a tre anni dalla fondazione, la congregazione ottiene il decretum laudis da papa Gregorio XVI come primo riconoscimento pontificio. Il primo marzo 1839 ottenne il decreto di lode da papa Gregorio XVI, sancendo ufficialmente la bontà dell'opera intrapresa.

Assistenza ospedaliera e formazione infermieristica

Il fondatore dispone che le suore Dorotee aggiungano all'insegnamento l'assistenza agli ammalati e agli anziani negli ospedali, nei ricoveri e a domicilio. Le suore operano come infermiere volontarie negli ospedali con forte slancio e preparazione professionale. Il fondatore impone nelle sue direttive uno studio approfondito, una preparazione accurata in medicina e pronto soccorso e un'attenzione rigorosa all'igiene. La figura dell'infermiera d'ospedale professionale è quasi sconosciuta nell'Italia dell'epoca. In Italia manca un manuale specifico per la preparazione al lavoro di infermiera. Il protagonista fa tradurre dal francese un testo di formazione infermieristica per le sue suore. Il testo tradotto viene presentato con un'epigrafe che definisce le qualità dell'infermiera: cuore di madre, sangue freddo di medico, pazienza di santo e cure intelligenti. Fondò l'Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori con lo scopo di educare le ragazze povere e assistere gli emarginati e gli afflitti.

L'episcopato a Treviso e le prime prove

A metà del diciannovesimo secolo il protagonista viene nominato vescovo. Nel 1850 venne eletto vescovo di Treviso. Il protagonista ricopre la carica di vescovo di Treviso dal 1851. Ricevette la consacrazione episcopale il diciannove gennaio 1851. A Treviso avviò immediatamente la visita pastorale per conoscere da vicino le comunità affidate alla sua cura. In tutte le parrocchie di Treviso organizzò associazioni per il sostegno materiale e spirituale dei poveri. Per la sua attenzione agli indigenti fu soprannominato il vescovo dei poveri dai fedeli riconoscenti. Promosse la pratica degli esercizi spirituali per rinvigorire la fede del popolo e del clero. Incrementò l'assistenza a favore dei sacerdoti poveri e malati. Si occupò della formazione dottrinale e culturale sia del clero sia dei fedeli. Curò l'istruzione e la catechesi rivolta ai giovani. Durante il episcopato a Treviso il protagonista affronta incomprensioni e conflitti con i canonici della cattedrale. L'intero decennio del suo episcopato trevigiano fu segnato da divergenze giuridiche con il Capitolo della cattedrale. I contrasti con il Capitolo gli causarono grande sofferenza e ostacolarono il suo programma pastorale, impedendogli anche di celebrare il sinodo diocesano.

Il trasferimento a Vicenza e il Concilio Vaticano I

Il diciotto giugno 1860 fu trasferito alla sede episcopale di Vicenza. Il protagonista ricopre la carica di vescovo di Vicenza dal 1860 fino alla morte. A Vicenza avviò un profondo programma di rinnovamento e un'ampia opera pastorale. Svolse un'azione pastorale centrata sulla formazione spirituale e culturale di fedeli e clero, sull'insegnamento del catechismo ai bambini e sulla riforma della disciplina e degli studi in seminario. Durante il episcopato a Vicenza il protagonista viene fatto oggetto di accuse ingiuste. Indisse il sinodo diocesano a Vicenza, che non veniva celebrato dal 1689. Il protagonista risponde alle difficoltà con le sue opere di rinnovamento scolastico, di assistenza ospedaliera e con una pastorale centrata sull'educazione del cuore. Durante le visite pastorali percorse lunghi tragitti a piedi o a bordo di una mula per raggiungere i paesi montani più isolati che non avevano mai ricevuto la visita di un vescovo. Istituì diverse confraternite per la predicazione degli esercizi spirituali al popolo e per l'aiuto ai poveri e ai sacerdoti anziani. Promosse una forte devozione nei confronti del Sacro Cuore di Gesù, della Madonna e dell'Eucaristia. Nel 1858 il protagonista ordina sacerdote il futuro papa Pio X. Papa Pio X era stato ordinato sacerdote dallo stesso vescovo Farina. Partecipò al Concilio Vaticano I tra il dicembre 1869 e il giugno 1870. Durante il Concilio Vaticano I fu tra i sostenitori del dogma dell'infallibilità pontificia.

Ultimi anni, malattia e morte del pastore

Negli ultimi anni di vita ricevette palesi riconoscimenti per la sua carità e attività pastorale. Negli stessi anni subì profonde sofferenze e ingiuste accuse, alle quali rispose con il silenzio, la pace interiore, il perdono e la fedeltà alla propria coscienza. Considerava la salute delle anime come la regola suprema da seguire in ogni circostanza. Nel 1886 fu colpito da una prima grave malattia che ne indebolì progressivamente le forze fisiche. Morì il quattro marzo 1888 a seguito di un attacco di apoplessia. Il protagonista svolge personalmente il servizio di infermiero in ospedale durante il suo ministero, dando l'esempio ai suoi sacerdoti. Fu un pastore zelante dedito all'educazione dei giovani, all'animazione della vita cristiana e alla formazione di sacerdoti oranti e misericordiosi. Si distinse per una carità eroica, venendo definito l'uomo della carità. Dedicò cure e tenerezza a poveri, sofferenti, infelici e persone abbandonate. Sostenne l'importanza fondamentale della scuola per la riforma sociale, la cooperazione tra scuola e famiglia e la preparazione dei docenti. Intese l'educazione come formazione integrale dell'individuo, volta alla carità fraterna e alla pratica religiosa. Adottò come motto la frase: La vera scienza sta nell'educazione del cuore, cioè nel pratico timore di Dio. Le spoglie del protagonista sono conservate a Vicenza presso la Casa madre della sua congregazione. L'autore del testo è Domenico Agasso per la rivista Famiglia Cristiana.

Fama di santità, miracoli e glorificazione

Dopo la sua morte la sua fama di santità crebbe sia in ambito civile sia ecclesiastico. Dal 1897 i fedeli iniziarono a invocarne l'intercessione per ottenere grazie e favori spirituali. Pochi anni dopo la morte del protagonista si registrano segnalazioni di grazie ottenute per sua intercessione. Nell'anno della morte del protagonista nasce a Gioia di Brendola Anna Francesca Boscardin, la futura santa Maria Bertilla. Maria Bertilla sarà la prima infermiera della congregazione del Farina a essere proclamata santa. Le Regole da lui elaborate rimasero in vigore fino al 1905. Nel 1905 la regola delle Maestre Dorotee riceve l'approvazione definitiva da papa Pio X. L'Istituto da lui fondato fu approvato nel 1905 da papa Pio X. Nel 1978 la suora ecuadoriana Inés Torres Cordova guarì miracolosamente da un grave tumore con metastasi diffuse dopo aver invocato il fondatore insieme alle consorelle. Nel 2001 Giovanni Antonio Farina viene proclamato beato da papa Giovanni Paolo II. Nel Martirologio Romano del 2007 la sua memoria liturgica è indicata il quattro marzo, giorno della sua morte. Nell'Editto di beatificazione di papa Giovanni Paolo II la sua festa è stata fissata al quattordici gennaio, data in cui viene celebrato dalla diocesi di Vicenza. È stato proclamato santo da papa Francesco il ventitré novembre 2014, coronando il cammino di fede della Chiesa universale.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Juan Antonio Farina?

La memoria liturgica è indicata il quattro marzo nel Martirologio Romano, mentre nella diocesi di Vicenza la festa viene celebrata il quattordici gennaio secondo l'Editto di beatificazione di papa Giovanni Paolo II.

Di cosa è patrono San Juan Antonio Farina?

Nei fatti forniti non sono menzionati specifici patronati ufficiali.

En Vicenza, beato Juan Antonio Farina, obispo, que de varios modos se dedicó a la acción pastoral y fundó el Instituto de las Hermanas Maestras de Santa Dorotea Hijas de los Sagrados Corazones para proveer a la educación de las chicas pobres y a todos los afligidos y los marginados. — Martirologio Romano