5 de marzo
San Conón el hortelano
Mártir en Panfilia
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e vita semplice in Panfilia
I sinassari bizantini indicano che San Conone era originario di Nazareth, in Galilea. Da quel luogo San Conone lasciò la propria terra per trasferirsi in Panfilia, nei pressi della località di Magydos. In questa nuova regione condusse un'esistenza estremamente semplice, probabilmente assimilabile a quella di un eremita. Svolgeva le sue giornate lavorando sodo e coltivando un orto, e sopravviveva alimentandosi unicamente con i propri legumi. L'odierna collocazione geografica della Panfilia corrisponde interamente al territorio della Turchia.
La sua nascita in Palestina appare tuttavia dubbia e si fonda unicamente su una sua dichiarazione rilasciata durante l'interrogatorio con il prefetto. Durante il colloquio ufficiale, San Conone affermò esplicitamente di provenire da Nazareth e di appartenere alla famiglia di Cristo. Questa affermazione coraggiosa attesta senza dubbio la saldezza della sua fede, ma non costituisce una prova certa della sua effettiva nascita in terra palestinese.
Il martirio sotto Decio
La morte di San Conone è avvenuta durante la violenta persecuzione promossa dall'imperatore Decio, un periodo storico circoscritto tra il 249 e il 251. Più precisamente, l'esecuzione di San Conone, giardiniere condannato proprio dal prefetto Publio o Pollione per ordine di Decio, si colloca all'incirca nell'anno 250. I carnefici si accanirono contro di lui trapassandole i piedi con dei chiodi e lo obbligarono a correre con la forza davanti a un carro.
Sotto l'enorme sforzo fisico imposto dalla corsa dolorosa, San Conone cadde infine in ginocchio, rivolse a Dio la sua fervente preghiera e rese l'anima al Creatore. La notizia riportata dal Martirologio Romano al sesto giorno di marzo costituisce una sintesi fedele dell'elogio originariamente contenuto nei sinassari bizantini. Inoltre, il Calendario palestinogeorgiano contenuto nel codice Sinaiticus 34 risalente al decimo secolo inserisce San Conone al sesto giorno di marzo senza aggiungere ulteriori particolari.
Questioni agiografiche e legami con altri martiri
Esiste una specifica tradizione secondo cui una corruzione del testo che traduceva il termine greco originario per indicare l'ortolano sarebbe stata erroneamente interpretata, trasformandolo nella parola cipriota. Per questo motivo il Martirologio Romano commemora al sesto giorno di marzo il martirio di San Conone collocandolo geograficamente a Cipro. Nei sinassari bizantini la memoria di San Conone l'Ortolano resta invece fissata stabilmente al quinto giorno di marzo.
I sinassari bizantini ricordano anche un altro martire con il nome di Conone situato in Isauria, regione posta geograficamente tra la Panfilia e la Cilicia. Questo secondo Conone era nativo di Binada, distante diciotto stadi da Seleucia, ed era figlio di Nestore e di Nada, vissuto all'epoca degli Apostoli. Nonostante desiderasse mantenere la verginità, i genitori lo costrinsero al matrimonio, ma egli riuscì a persuadere la moglie Anna a condividere la scelta del celibato, vivendo in perfetta castità. Fu celebre per la sua capacità di dominare i demoni, ricevendo l'appellativo di taumaturgo, e subì una violenta flagellazione dal prefetto Magnus per aver continuato la predicazione disubbidendo agli editti imperiali.
I sinassari indicano che anche Nestore, padre di questo secondo Conone, morì come martire. Il ventotto febbraio i sinassari festeggiano il vescovo Nestore di Magydos, martirizzato a Perge in Panfilia sotto il prefetto Publio o Pollione durante la persecuzione di Decio. I dettagli geografici e storici del vescovo Nestore coincidono perfettamente con quelli di San Conone l'Ortolano. Il Martirologio Romano riporta al ventisette febbraio la memoria del vescovo e martire Nestore a Perge, citando nella medesima data e luogo quattro martiri di nome Papias, Diodoro, Conone e Claudiano, i quali persero la vita precedentemente al vescovo Nestore. Per questi motivi, è assai verosimile che San Conone di Binada, figlio del martire Nestore, corrisponda esattamente a San Conone l'Ortolano, il quale testimoniò la propria fede a Perge in Panfilia in un arco temporale molto vicino al martirio del vescovo Nestore, nonostante sussista un problema cronologico tra gli avvenimenti di Decio e l'epoca apostolica.
Su vida y testimonio
La vida de San Conón se desarrolló en el contexto de las comunidades cristianas de Panfilia, tras haber transitado por lugares significativos como Nazareth, Magydos y Perge. En su madurez, optó por una vida de retiro, dedicándose al cultivo de un huerto. Esta labor, aparentemente humilde, fue el escenario donde cultivó su alma en la soledad y la oración, lejos de los honores del mundo. Su existencia fue sencilla y silenciosa, hasta que las circunstancias históricas de su tiempo requirieron un testimonio público de su fe.
Cuando la persecución ordenada por el emperador Decio alcanzó la región de Panfilia, San Conón fue arrestado debido a su convicción cristiana. Las autoridades, buscando doblegar su voluntad, le impusieron un tormento atroz: fue obligado a correr frente a un carro mientras le clavaban grandes clavos en los pies. A pesar del inmenso dolor físico, el santo mantuvo su integridad espiritual hasta el último aliento. Según los relatos, al caer exhausto por la tortura, no pronunció palabras de queja ni de rencor, sino que entregó su alma a Dios a través de la oración. Su muerte en el año doscientos cincuenta selló su compromiso con el Evangelio, convirtiéndolo en un mártir cuya memoria ha perdurado a través de los siglos como un testimonio de fe inquebrantable ante la adversidad.
Su memoria litúrgica
La figura de San Conón ha sido acogida con veneración por diversas tradiciones cristianas, lo que demuestra la importancia de su ejemplo en la historia de la Iglesia antigua. Su memoria se celebra en fechas distintas según la tradición litúrgica que se consulte, lo que refleja su profundo arraigo en la piedad popular de Oriente y Occidente.
En los sinassarios bizantinos, su conmemoración está fijada el día cinco de marzo, fecha en la que los fieles recuerdan su entrega y su vida de oración. Por otro lado, el Martirologio Romano lo incluye en sus páginas el día seis de marzo. Esta doble mención no hace sino confirmar la relevancia de su figura como un hombre sencillo que, desde su huerto en Panfilia, supo elevar su mirada al cielo para ofrecer su vida como testimonio de amor. Su culto sencillo, centrado en la humildad del hortelano y la valentía del mártir, continúa invitando a los creyentes a la fidelidad constante en las tareas más cotidianas de la vida.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Conone l'ortolano?
San Conone si festeggia il cinque marzo nei sinassari bizantini, mentre il Martirologio Romano ne commemora la memoria il sei marzo.
Quali soprannomi vengono attribuiti a San Conone?
San Conone è conosciuto con i soprannomi di l'Ortolano e il Taumaturgo.
En Panfilia, en la actual Turquía, san Conón, mártir, que, jardinero, bajo el emperador Decio, fue obligado a correr, con los pies traspasados por clavos, delante de un carro y, caído de rodillas, orando rindió el espíritu a Dios. — Martirologio Romano