10 de octubre
San Daniel Comboni
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
I primi passi e le prime missioni
San Daniele Comboni nacque a Limone del Garda in provincia di Brescia il 15 marzo 1831, unico superstite degli otto figli dei giardinieri Luigi e Domenica. Dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1854, nell'autunno del 1857 partirono per il Sudan cinque missionari inviati da don Nicola Mazza di Verona, educatore ed evangelizzatore. Purtroppo, alla fine del 1859 tre dei missionari inviati erano già morti, mentre due missionari si erano rifugiati al Cairo e il quinto missionario tornava sfinito a Verona. Quel quinto missionario sopravvissuto era proprio Daniele Comboni.
Il Piano per l'Africa e la solitudine
Comboni rifletté a lungo sul disastro della spedizione e su altri casi simili. Le riflessioni di Comboni portarono alla stesura di un 'Piano' redatto nel 1864 a Roma, nel quale chiese che l'intera Chiesa si impegnasse per la formazione religiosa e la promozione umana di tutta l'Africa. Il 'Piano' ricevette molte lodi per le sue audaci innovazioni ma non decollò inizialmente. Don Mazza morì nel 1865. A causa di avversioni varie e della morte di don Mazza, Comboni si ritrovò solo e impotente, vivendo un periodo di duro abbandono. Il vescovo Luigi di Canossa offrì comunque sostegno a Comboni, il quale si dedicò interamente alla 'Nigrizia' e ne divenne la voce denunciando all'Europa le sue piaghe, tra cui lo schiavismo, ufficialmente proibito ma trionfante nella pratica.
Il ritorno in Africa e le opere
Nel 1867 Comboni tornò in Africa con una trentina di persone. Tra le persone che accompagnavano Comboni nel 1867 c'erano tre padri Camilliani e tre suore francesi. I padri Camilliani e le suore francesi fornirono un aiuto prezioso per i malati. Al Cairo nacque il campo-base per l'espansione verso Sud e sorsero le scuole fondate da Comboni. Nel 1869, durante l'inaugurazione del Canale di Suez, molti visitatori scoprirono la novità delle maestre nere che insegnavano nelle scuole di Comboni. Il motto di Comboni era: 'L'Africa si deve salvare con l'Africa'. Dalle scuole del Cairo si passò ad avanzare verso Sud toccando Khartum, El-Obeid e Santa Croce.
Il ministero episcopale e la prova
Comboni divenne successivamente vescovo e vicario apostolico dell'Africa centrale. Si divise tra l'Africa e l'Europa affrontando duri problemi interni. Comboni ripeteva spesso la frase: 'Nulla si fa senza la croce'. Il confessore di Comboni lo calunniò, ma Comboni continuò a confessarsi da lui. Gli africani consideravano Comboni già santo in vita. Comboni strapazzò i pascià, combatté gli schiavisti e servì i mendicanti. Grazie a Comboni l'africano imparò a tenere alta la testa. San Daniele Comboni fu nominato vescovo in Africa e si prodigò per predicare il Vangelo e curare la dignità umana.
Il sacrificio estremo e l'eredità
Nell'autunno del 1881 scoppiarono epidemie di vaiolo e tifo fulminante a Khartum. Le epidemie causarono una strage di preti e suore nella città desolata di Khartum. Comboni assistette i morenti e celebrò i funerali durante le epidemie. Comboni morì nella sua casa circondata da una folla piangente all'età di cinquant'anni. La data di morte di Comboni fu il 10 ottobre 1881, a Khartum in Sudan. Poco dopo la sua morte scoppiò la rivolta anti-egiziana del Mahdi, che spazzò via le missioni e distrusse la tomba di Comboni. Solo alcuni resti di Comboni furono successivamente portati a Verona. Dopo la morte di Comboni dall'Italia fu chiesto ai suoi seguaci di abbandonare la missione, ma la risposta dall'Africa ai tentativi di ritiro fu: 'Siamo comboniani'. I missionari comboniani non abbandonarono l'Africa e vi operarono anche nei giorni nostri. Ancora oggi alcuni missionari muoiono in Africa, mentre il Sudan possiede una propria Chiesa e i propri vescovi. Giovanni Paolo II proclamò beato Daniele Comboni nel 1996 e lo canonizzò a Roma il 5 ottobre 2003. Il Martirologio ricorda san Daniele Comboni come vescovo nella città di Khartum in Sudan.
Una vida entregada a la misión
Tras su ordenación sacerdotal en 1854, el joven Daniel Comboni sintió la apremiante llamada de las misiones, lo que lo llevó a emprender su primera expedición al Sudan en 1857. Su experiencia en el terreno y su profunda comprensión de las necesidades locales maduraron en su espíritu un proyecto profético. En 1864, durante una estancia en Roma, redactó el histórico Plan para la salvación de África, una propuesta innovadora que buscaba salvar al continente por medio de sus propios habitantes, promoviendo su autonomía y dignidad.
Su incansable labor se materializó con su regreso al continente africano en 1867, donde impulsó la creación de escuelas innovadoras en el Cairo para la formación de los nativos. Su labor abarcó lugares como Verona, El-Obeid y Santa Croce, consolidando una red de fe y promoción humana. Su entrega y fidelidad a la Iglesia fueron reconocidas con su nombramiento como vicario apostólico de África central y su posterior consagración como obispo, convirtiéndose en el pastor que guio con amor de padre a aquellas comunidades hasta su último suspiro en Khartum, en medio de una epidemia en 1881.
Su memoria y santidad
El testimonio de entrega incondicional de San Daniel Comboni no se apagó con su muerte. Su vida, caracterizada por una caridad heroica que lo llevó a asistir a los enfermos de la epidemia en Khartum hasta el final, permaneció como un faro de luz para la Iglesia universal. En el año 2003, el papa Juan Paolo II reconoció oficialmente su santidad y lo canonizó, proponiéndolo como un modelo de entrega misionera y amor sin límites para el mundo entero.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Daniele Comboni?
La memoria liturgica nel Martirologio Romano si celebra il 10 ottobre.
Di cosa è patrono San Daniele Comboni?
È patrono dell'Africa centrale, del Sudan e dei missionari.
En la ciudad de Jartum en Sudán, san Daniel Comboni, obispo, que fundó el Instituto para las Misiones Africanas y, nombrado obispo en África, se prodigó sin escatimar energías en predicar el Evangelio en aquellas regiones y en tomar en todos los modos cuidado de la dignidad de los seres humanos. — Martirologio Romano