17 de febrero
San Flaviano
Patriarca de Constantinopla
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto dottrinale e l'elezione al patriarcato
Nel quinto secolo, le comunità cristiane orientali furono nuovamente scosse da profonde divisioni teologiche. Nell'anno 431, il Concilio di Efeso aveva chiuso la controversia provocata da Nestorio, il quale era stato patriarca di Costantinopoli e sosteneva la dottrina delle due nature divise in Gesù Cristo. Tuttavia, nell'anno 446 scoppiò un duro conflitto dottrinale tra vescovi, preti, monaci e fedeli. Proprio in quell'anno quattrocentoquarantasei, Flaviano divenne patriarca di Costantinopoli, assumendo la guida della sede episcopale che rappresentava la più importante dell'Impero romano d'Oriente.
Il conflitto con Eutiche e le pressioni della corte
La pace della Chiesa fu turbata dall'anziano monaco Eutiche, superiore di un monastero presso Costantinopoli, il quale scatenò un nuovo conflitto. Eutiche attribuiva a Gesù Cristo una sola natura, una dottrina chiamata monofisismo ed era contraria al Concilio di Efeso. Il monofisismo divise nuovamente le comunità cristiane d'Oriente. Il patriarca Flaviano si trovò in una situazione rischiosa e non volle tollerare la spaccatura. Molti vescovi autorevoli appoggiavano Eutiche. Inoltre, l'imperatore Teodosio secondo sosteneva Eutiche, e il potentissimo eunuco Crisafio era padrino di Eutiche a corte. Nonostante queste formidabili avversità, Flaviano fece il suo dovere condannando le dottrine di Eutiche.
Il concilio di Efeso e la persecuzione
Per risolvere la questione, l'imperatore Teodosio convocò un nuovo Concilio riunitosi a Efeso nell'agosto del 449. Al concilio di Efeso del 449 parlarono soltanto i sostenitori di Eutiche. I delegati di papa Leone primo giunsero da Roma al concilio, ma ad essi fu impedito di leggere il messaggio in difesa della dottrina e del patriarca Flaviano. Durante questi drammatici eventi, San Flaviano fu percosso a pugni e calci dai seguaci dell'empio Dioscoro per aver difeso la fede cattolica a Efeso. Il patriarca fu destituito dalla carica, subì una violenta aggressione fisica e fu avviato all'esilio in Lidia, sotto stretto controllo.
La morte e la riabilitazione postuma
San Flaviano morì dopo qualche settimana dall'inizio dell'esilio, spegnendosi in Lidia in Asia Minore tra il 449 e il 450. Nel 450 morì l'imperatore Teodosio secondo. Successivamente Pulcheria, sorella di Teodosio secondo, si sposò e fece proclamare imperatore il senatore Marciano. Pulcheria ordinò di riportare il corpo di Flaviano nella capitale, e le sue spoglie furono sepolte nella chiesa dei Santi Apostoli. Nel 451 si riunì il Concilio di Calcedonia in terra imperiale. A Calcedonia i legati pontifici lessero il messaggio di papa Leone primo che era stato censurato a Efeso. I padri conciliari applaudirono il messaggio dicendo che Pietro ha parlato per bocca di Leone, e il Concilio cancellò ufficialmente le accuse lanciate a Efeso contro Flaviano.
Il cammino episcopale
La vicenda di San Flaviano si inserisce nel contesto delle complesse dispute teologiche del V secolo. Dopo aver ricevuto l'ordinazione sacerdotale a Costantinopoli, la sua ascesa alla cattedra patriarcale nel 446 lo pose al centro di un delicato equilibrio ecclesiale. Il suo operato fu orientato al discernimento dottrinale, in un periodo in cui le tensioni riguardanti la natura di Cristo minacciavano l'unità della comunità dei credenti. San Flaviano scelse con determinazione di non scendere a compromessi di fronte alle tesi di Eutiche, il quale predicava il monofisismo, una dottrina che negava la piena umanità del Salvatore.
Questa posizione di fermezza provocò aspre reazioni all'interno del concilio di Efeso celebrato nell'anno 449. Durante le sessioni, San Flaviano fu vittima di una violenta aggressione fisica che segnò profondamente la sua salute e il suo destino terreno. Privato del suo ufficio e costretto all'esilio in Lidia, il patriarca affrontò la sofferenza con la dignità di chi pone la propria speranza in Dio. La sua morte, avvenuta poco tempo dopo le percosse ricevute, chiuse un capitolo drammatico ma fecondo della storia della Chiesa. Soltanto due anni dopo, nel 451, il Concilio di Calcedonia riconobbe ufficialmente la rettitudine del suo operato, restituendo onore alla sua memoria e confermando la validità della sua battaglia in difesa del dogma cattolico.
Il culto e la memoria
La Chiesa riconosce San Flaviano come martire, onorando il sacrificio di chi ha preferito la testimonianza della verità alla propria incolumità. La sua riabilitazione avvenuta per mano del Concilio di Calcedonia non fu soltanto un atto formale, ma il riconoscimento di una santità vissuta nella fedeltà al ministero episcopale. Egli rimane una figura di riferimento per quanti, nel corso dei secoli, sono chiamati a custodire l'integrità del messaggio cristiano in tempi di confusione.
La commemorazione liturgica di San Flaviano, fissata il 17 febbraio, invita i fedeli a riflettere sul valore della testimonianza pubblica e sulla necessità di una fede radicata nella parola di Dio. Pur non essendo legato a patronati specifici, il suo culto permane come un richiamo alla stabilità e al coraggio. San Flaviano insegna che il pastore non deve cercare il favore degli uomini, ma deve restare unito alla retta dottrina, offrendo la propria vita come sigillo di autenticità per il gregge affidato alle sue cure.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Flaviano?
San Flaviano si festeggia il 17 febbraio, data in cui viene ricordato con la commemorazione nel Martirologio.
Di cosa è patrono San Flaviano?
Le fonti storiche e biografiche non menzionano specifici patronati attribuiti a San Flaviano.
Conmemoración de san Flaviano, obispo de Constantinopla, que, por haber defendido en Éfeso la fe católica, fue golpeado a puñetazos y patadas por los seguidores del impío Dióscoro y, condenado al exilio, terminó poco después su vida. — Martirologio Romano