11 de octubre
San Gummaro (Gummario)
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La vita e le fonti storiche
La vita di san Gummaro è nota attraverso due antiche testimonianze scritte, costituite da una biografia in prosa e da un'altra in versi. La prima biografia fu redatta forse da un monaco di Deurne, Anversa, alla fine del secolo undicesimo, mentre la seconda biografia risale ugualmente al medesimo secolo undicesimo. Entrambe le opere traggono ispirazione dalla viva tradizione orale tramandata nei secoli. Il Martirologio attesta che san Gummario visse presso Lier in Brabante, nell'odierno Belgio, e lo definisce un soldato devoto a Dio. Nacque a Emblehem presso Lierre e la tradizione riferisce che visse alla corte di Pipino il Breve, partendo successivamente per la guerra al suo seguito. Durante la lunga assenza di san Gummaro, la moglie avrebbe maltrattato la servitù con durezza. Al suo ritorno, san Gummaro pose rimedio alla situazione e riparò con generosità tutti i torti commessi dalla moglie. In seguito, condusse una esistenza assai pia e devota, ritirandosi frequentemente in preghiera in una cappella che aveva fatto costruire con i suoi beni nei pressi dei suoi domini. La morte di san Gummario avvenne l'undici ottobre del settecentosettantacinque a Nivesdonck, località che in seguito avrebbe assunto il nome di Lierre. Il santo fu sepolto nello stesso luogo della sua morte a Nivesdonck e col tempo fu profondamente venerato dalla popolazione locale.
Il culto e la fama di taumaturgo
Fin dai tempi successivi alla sua scomparsa, san Gummaro acquistò una grandissima reputazione di taumaturgo, operando prodigi che la tradizione ha consegnato alla memoria delle comunità cristiane. La fama dei suoi miracoli non rimase circoscritta al territorio circostante, ma si estese rapidamente nelle province di Anversa, di Fiandra, di Brabante e nel resto dei Paesi Bassi. Nel Martirologio Romano la festa liturgica di san Gummaro è fissata stabilmente all'undici ottobre. L'autore della prima parte del testo di studio su queste tradizioni fu Albert D'Haenens, mentre la sezione iconografica fu curata da Karel van den Bergh. Nel corso del tempo, la devozione popolare ha dato vita a usanze uniche, tra cui spiccano le tradizionali bandierine di pellegrinaggio. Queste bandierine avevano una forma triangolare e misuravano generalmente trentacinque centimetri di larghezza per venti centimetri sul lato maggiore. Le immagini sacre venivano impresse prima su carta e poi applicate su tela, e rappresentavano il santo venerato, il santuario a lui dedicato e diverse scene della sua vita e dei suoi miracoli. Sostenute da un piccolo bastone di circa cinquanta centimetri di lunghezza, i pellegrini usavano fissare le bandierine sui loro cappelli o persino in testa ai cavalli. Attualmente l'uso di queste bandierine si è evoluto e viene posto sui veli, sulle moto e sulle automobili. Le attestazioni più antiche di questa pratica risalgono alla fine del secolo quindicesimo, sebbene l'usanza sia certamente anteriore come dimostrato dai dipinti dei grandi pittori. Ai nostri giorni, l'utilizzo delle bandierine è circoscritto ai paesi fiamminghi e alle regioni limitrofe, tra cui l'Olanda del Sud, la regione di Colonia e la Fiandra francese.
L'evoluzione dell'iconografia
L'iconografia di san Gummaro ha subito notevoli mutamenti nel corso dei secoli, riflettendo la percezione della sua figura nella storia. I sigilli del capitolo di Lierre contengono le rappresentazioni più antiche del santo, il quale viene scelto nei sigilli come un cavaliere tipo delle crociate mentre regge con fierezza lo stendardo crociato. Due secoli più tardi, un incunabolo intitolato Dits die excellente cronike van Brabant riproduce l'immagine del cavaliere trascurando però il cavallo. Giunti alla fine del Medioevo, la rappresentazione artistica muta profondamente: san Gummaro appare raffigurato non più come soldato, bensì come un nobile signore e grande proprietario terriero. Nell'iconografia tardomedievale, il santo indossa un grande mantello d'ermellino ed il tipico berretto merovingio. Nella mano sinistra Gummaro stringe spesso un paio di guanti, che costituiscono il chiaro attributo della sua proprietà terriera. Nella mano destra, invece, porta il bastone del pellegrino che, conficcato nel terreno, ha la virtù di far zampillare una sorgente miracolosa. Vicino alla figura del santo è sempre visibile l'albero che egli avrebbe abbattuto e che misteriosamente rivive nell'armamento della cintura. Questo particolare albero e il bastone miracoloso divennero il soggetto principale delle bandierine di pellegrinaggio create dopo il milletrecentodieci, oltre che di immagini di devozione e di antiche incisioni. Tali incisioni avevano il compito di illustrare le litanie e la biografia popolare di san Gummaro, e lo stesso soggetto veniva applicato frequentemente anche su medaglie devozionali e su urne sacre. Altre importanti testimonianze artistiche arricchiscono il patrimonio culturale legato al santo. La cattedrale di Anversa possiede un'opera realizzata da Artus Quellin il Vecchio nel milleseicentosessantotto, in cui san Gummaro è rappresentato come un centurione romano che indossa il manto d'ermellino. Nella collegiata di Lierre si trova una statua scolpita da R. Colyns de Nole nel milleseicentotrentasei; tuttavia, questa scultura è creduta a torto di san Gummaro, poiché rappresenta in realtà san Bavone di Gand. Inoltre, la chiesa collegiata di Lierre ospita una magnifica vetrata realizzata nel millenquattrocentosettantacinque per opera di R. Keldermans, nella quale san Gummaro appare raffigurato in nobile compagnia dei santi Pietro, Francesco e Rombaudo.
La vita
San Gummaro nacque a Emblehem e trascorse la prima parte della sua vita immerso nelle dinamiche del mondo e della politica, servendo fedelmente alla corte di Pipino il Breve. In questo periodo, egli prestò il suo impegno anche in ambito militare, partecipando alle campagne che caratterizzarono quell'epoca turbolenta. Tuttavia, la sua vocazione più profonda non si esaurì nel servizio temporale, poiché il suo spirito era rivolto verso orizzonti di giustizia e carità cristiana.
Un aspetto distintivo del suo cammino fu il costante impegno volto a risanare le ferite causate dai comportamenti della moglie verso la servitù. Con grande pazienza e senso di responsabilità, egli si adoperò per riparare ai torti commessi, dimostrando che la vera grandezza risiede nel farsi carico dei pesi altrui e nell'agire come pacificatore. Questa sensibilità verso i più deboli e la ricerca di una condotta retta lo spinsero progressivamente a distaccarsi dagli onori mondani.
Giunto alla maturità, San Gummaro scelse di abbandonare definitivamente la vita pubblica per rifugiarsi in una cappella privata che egli stesso fece edificare all'interno dei suoi possedimenti. In quel luogo di silenzio e di preghiera, egli poté dedicarsi pienamente alla contemplazione e al perfezionamento del proprio spirito. La sua parabola terrena si concluse nell'anno settecentosettantacinque a Nivesdonck, luogo in cui fu sepolto e dove iniziò a essere venerato come un uomo giusto e timorato di Dio. La sua storia, pur nella sua sobrietà, rimane una testimonianza luminosa di come un laico possa trasformare la propria esistenza in un atto di costante riparazione e amore verso il prossimo.
Il culto
Il culto di San Gummaro si è consolidato nel corso dei secoli a partire dal luogo del suo riposo finale, Nivesdonck. La devozione dei fedeli, nata spontaneamente dopo la sua morte, ha trovato nel tempo un riconoscimento ufficiale nella tradizione della Chiesa. La sua figura è legata in modo indissolubile alla memoria di Emblehem, Lierre e Nivesdonck, località che custodiscono il ricordo del suo passaggio e della sua dedizione.
Oggi la memoria liturgica di San Gummaro è fissata per l'undici ottobre nel Martirologio Romano, giorno in cui la Chiesa invita i fedeli a celebrare la testimonianza di questo umile servitore. La sua vita, pur priva di una canonizzazione formale secondo i processi moderni, continua a essere celebrata come espressione di una santità vissuta nel quotidiano, nel silenzio di una cappella e nella cura premurosa verso chi soffre. Attraverso la preghiera e il ricordo, la comunità cristiana rinnova la gratitudine per il suo esempio di rettitudine e di pace, riconoscendo in lui un intercessore che ha saputo convertire il proprio cuore e servire la verità fino alla fine dei suoi giorni.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia san Gummaro?
La festa di san Gummaro è fissata nel Martirologio Romano all'undici ottobre.
Cerca de Lier en Brabante, en la actual Bélgica, san Gummaro, que, soldado devoto a Dios, construyó en este lugar con sus bienes un oratorio, donde fue luego depuesto. — Martirologio Romano