24 de junio
San Gunardo (Goardo) de Nantes
Obispo y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
I documenti storici e le origini
Due documenti risalenti all'anno ottocentoquaranta attestano con certezza l'esistenza di Gunhard, noto storicamente anche con i nomi di Gohard, Gundard o Guichard. Il primo di questi documenti è il testamento di Aidrico, vescovo di Le Mans, mentre il secondo è una carta capitolare di Redon. I dati confermano che Gunhard ricopriva la carica di vescovo di Nantes nell'anno ottocentotrenta sette. Tuttavia, i documenti dell'ottocentoquaranta non forniscono informazioni dettagliate sulla vita precedente del vescovo. La collegiata di san Pietro di Angers sosteneva con convinzione di custodire il corpo del santo e considerava il martire originario proprio della propria città. La tradizione di Angers tramandava che Gunhard fosse nato da una famiglia umilissima. Secondo questo racconto, il fanciullo sarebbe stato affidato fin da bambino alle cure del vescovo Benedetto di Angers. Lo stesso vescovo Benedetto avrebbe reso Gunhard canonico della chiesa di san Pietro. Il racconto agiografico elaborato ad Angers aveva il preciso scopo di collegare il santo alla collegiata non soltanto attraverso il possesso delle reliquie, ma anche legandone la memoria alla vita vissuta in quella terra.
Il martirio nella cattedrale
La morte di Gunardo è un evento ben attestato dalla cronaca di Nantes dell'undicesimo secolo, la quale riproduce in lingua latina il testo di un annalista del nono secolo che fu contemporaneo al vescovo. In quel periodo storico, le incursioni dei Normanni seminavano panico e distruzione sulle coste della Bretagna risalendo le acque della Loira. Il ventiquattro giugno dell'ottocentoquarantatré, giorno della solennità di san Giovanni Battista, i Normanni si impadronirono della città di Nantes. La città era straordinariamente affollata di rifugiati provenienti dalle campagne e di monaci fuggiti dal monastero di San Ermelando d'Aindre, tutti recatisi a Nantes per cercare salvezza e protezione dalla furia degli invasori. I Normanni penetrarono nella cattedrale proprio mentre Gunardo stava celebrando la Messa. Il vescovo fu sgozzato sull'altare di san Ferreolo, e il martirio avvenne nel preciso momento in cui egli intonava il Sursum corda del Prefazio. Gli aggressori non ebbero pietà e uccisero tutti i monaci e i laici che si trovavano raccolti attorno all'altare. Il martirologio colloca questo glorioso martirio a Nantes in terra di Bretagna, specificando che il vescovo e i fedeli furono trafitti dalle frecce degli empi Normanni mentre innalzavano al cielo il canto del Sursum corda. La data della morte violenta resta fissata al ventiquattro giugno dell'ottocentoquarantatré. Il trenta settembre successivo, Susan, vescovo di Vannes, provvide a consacrare nuovamente la cattedrale che era stata così gravemente profanata.
Le reliquie e il culto
La sorte originaria del corpo di Gunardo rimase inizialmente ignota, a causa del panico generale e della totale mancanza di testimoni sopravvissuti dopo la strage. Nel sedicesimo secolo, un canonico di san Pietro di Angers tramandò una leggenda suggestiva riguardante la salma del martire. La narrazione sosteneva che il santo fosse miracolosamente uscito dalla cattedrale portando la propria testa tra le mani. Il corpo decapitato si sarebbe quindi diretto verso le sponde della Loira. Una barca avrebbe condotto il santo da sola e miracolosamente contro corrente fino alla città di Angers. I chierici della chiesa di san Pietro di Angers sarebbero così riusciti a impossessarsi della salma giunta miracolosamente in barca. La tomba di Gunardo rimase custodita nella chiesa di san Pietro ad Angers fino all'anno mille settecento ottantanove, quando fu purtroppo profanata e distrutta. Su quell'antico sepolcro figurava la celebre iscrizione Humilis Gohardus, Nannetensium Pater et Martyr. Negli anni mille duecentoundici e milletrecentoventiquattro ebbero luogo due solenni traslazioni del corpo del santo. La cattedrale di Nantes, dal canto suo, possedeva soltanto una reliquia di San Gunardo, custodita con cura all'interno di un reliquiario d'argento. Nello stesso reliquiario si conservavano anche la pianeta, la stola e il calice ritenuti appartenuti al santo fino al sedicesimo secolo. Gunardo viene commemorato il venticinque giugno ad Angers e a Nantes, all'indomani della festa di san Giovanni. La diocesi di Nantes dedicava a San Gunardo un Ufficio proprio già dal ventiduesimo secolo, periodo in cui durante la liturgia si cantava l'antifona O quam felix es, Nannetensium civitas...
Su ministerio y martirio
La trayectoria de San Gunardo en el episcopado se encuentra documentada de manera clara desde el año ochocientos treinta y siete, momento en el cual ejercía sus funciones como obispo de Nantes. Su labor pastoral se desarrolló en un periodo convulso de la historia europea, caracterizado por las incursiones de los pueblos nórdicos que afectaron profundamente a las comunidades cristianas de la región. A pesar de las dificultades y los peligros inminentes, el obispo permaneció firme en su deber de pastorear a su pueblo, centrando su vida en el ejercicio de los sacramentos y la guía de los fieles encomendados a su cuidado.
El veinticuatro de junio del año ochocientos cuarenta y tres, la catedral de Nantes fue escenario de un acontecimiento que conmovió a la cristiandad de la época. Durante la celebración de la Misa, mientras el obispo se encontraba inmerso en la plegaria eucarística, los normandos irrumpieron en el templo. San Gunardo no abandonó el altar ni interrumpió el rito sagrado; fue asesinado precisamente en el instante en que pronunciaba el Sursum corda, elevando su corazón y su voz hacia Dios. Su muerte en aquel lugar santo, en pleno ejercicio de su ministerio episcopal, lo consagró como un testigo de la fe, capaz de ofrecer su propia sangre como testimonio de la vida eterna que predicaba. Su figura representa la fortaleza de aquellos pastores que, en momentos de tribulación extrema, decidieron permanecer junto a sus ovejas hasta el sacrificio supremo.
El recuerdo y las reliquias
La memoria de San Gunardo ha sido preservada con esmero a lo largo del tiempo, trascendiendo las fronteras de la ciudad donde derramó su sangre. La importancia de su legado se manifiesta en los diversos traslados de sus reliquias, que tuvieron lugar en los años mil doscientos once y mil trescientos veinticuatro, permitiendo que su veneración se extendiera y se consolidara entre los fieles. Estos actos solemnes de traslación demuestran el profundo arraigo que su testimonio generó en la tradición local.
Durante siglos, los restos de San Gunardo fueron custodiados en la iglesia de San Pedro, situada en la ciudad de Angers. Este lugar fue el centro de su culto hasta el año mil setecientos ochenta y nueve, constituyendo un punto de referencia para los devotos que buscaban la intercesión del santo obispo. El respeto por su sepulcro y la continuidad de su recuerdo en Angers y Nantes reflejan cómo la Iglesia valora la fidelidad de sus mártires, quienes con su vida y su muerte han dado testimonio de la esperanza cristiana. Hoy, su memoria sigue siendo una invitación a la perseverancia en la oración y al compromiso incondicional con el servicio a Dios y al prójimo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Gunardo?
San Gunardo viene commemorato il venticinque giugno nelle città di Angers e di Nantes, all'indomani della festa di san Giovanni Battista, mentre il suo martirio avvenne il ventiquattro giugno dell'ottocentoquarantatré.
En Nantes en Bretaña, san Goardo, obispo y mártir, que, mientras celebraba una Misa solemne con el pueblo en la catedral, murió junto a muchos fieles traspasado por las flechas de los impíos normandos mientras cantaba Sursum corda. — Martirologio Romano