1 de enero
San José María Tomasi
Sacerdote teatino y cardenal
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Orígenes y vocación religiosa
Giuseppe Tomasi discendeva dalla nobiltà siciliana del decimoséptimo siglo ed era il primogenito di don Giulio, duca di Palma e principe di Lampedusa, e di donna Rosa Traina. Nacque a Licata, in provincia di Agrigento, il 12 settembre 1649. Ricevette una formazione di stampo cristiano e umanistico, imparando le lingue moderne e nello specifico la lingua spagnola. I suoi familiari lo avevano destinato a servire come paggio alla corte del re di Spagna, ma egli maturò precocemente la vocazione al sacerdozio. Nel 1664 ottenne l'autorizzazione dei genitori per fare ingresso tra i padri Teatini. Indossò l'abito religioso dei Teatini nella chiesa di San Giuseppe a Palermo. L'ordine dei Teatini era stato fondato nel 1524 da san Gaetano da Thiene. Il 25 marzo 1666 rinunciò alle sue sostanze e ai suoi titoli feudali in favore del fratello don Ferdinando. Nel 1671 fu ordinato diacono. Nel 1672 fece ritorno nel feudo di Palma di Montechiaro in seguito al decesso del fratello. Completò il percorso di studi teologici nella città di Palermo. Nel 1673 fu ordinato sacerdote a Roma, presso la Casa Generalizia dei Teatini a San Silvestro di Monte Cavallo.
Estudios e investigación erudita
Approfondì gli studi sacri e le lingue orientali sotto la guida di padre Francesco Maria Maggio. Padre Francesco Maria Maggio citò il suo studente in un proprio trattato di sacra liturgia, lodandone la devozione e l'erudizione. Svolse i suoi studi in diverse sedi dell'ordine dei Chierici Regolari Teatini, ovvero a Messina, Ferrara, Modena e Roma. Stabilì la sua dimora a Roma in una modesta stanza, successivamente trasformata in cappella e in seguito scomparsa. Rifiutò i ruoli e le cariche istituzionali all'interno del proprio ordine. Si applicò costantemente alle pratiche devozionali, alla ricerca liturgica e all'analisi dei testi sacri. Studiò la lingua ebraica con il dotto rabbino Mosè da Cave. Il rabbino Mosè da Cave si convertì al cattolicesimo per merito suo e ricevette il battesimo prendendo il nome di Giuseppe. Venne accolto nella cerchia degli eruditi e nell'ambiente della biblioteca della regina Cristina Alessandra di Svezia. Consultò i manoscritti provenienti dalla Biblioteca Floriacense appartenenti alla regina Cristina. Utilizzò tali codici per redigere la sua opera principale, il Codices Sacramentorum nongentis annis vetustiores..., stampata a Roma nel 1680 e dedicata alla regina Cristina. Svolse un'intensa attività accademica senza tralasciare i doveri sacerdotali, la vita comunitaria e la propria spiritualità. Diede alle stampe svariati volumi inerenti alla liturgia e alle scienze sacre. Scelse di firmare le proprie opere con il cognome della nonna paterna, Giuseppe Caro, per sfuggire alla notorietà e alle lodi degli studiosi a lui contemporanei. Si dedicò al reperimento di antiche testimonianze liturgiche, pubblicando una silloge di Antifonari e Responsoriali ricavati dal Monastero di San Gallo e dall'Archivio della Basilica Vaticana. Avvalendosi del sostegno del cardinale Barberini, arciprete della Basilica di San Pietro, curò l'edizione critica della Bibbia in due volumi, pubblicata nel 1688. Proseguì la stesura e la pubblicazione di volumi di ambito biblico e liturgico.
Vínculos familiares, pastorales y cardenalato
Nel 1690 scrisse le Costituzioni per le monache benedettine del Monastero della Vergine Maria del Rosario di Palma, situato nella diocesi di Girgenti. Tale monastero era stato fondato nel 1659 per volontà della sua famiglia. Tra le prime dieci religiose ad emettere i voti nel monastero figuravano tre sue sorelle e, in qualità di badessa, la zia materna donna Antonia Traina. Anche la sua madre entrò successivamente a far parte dello stesso monastero benedettino. Si interessò all'istruzione pubblica della cittadina di Palma favorendo l'insediamento dei padri Scolopi. Espresse compiacimento per il nipote Ferdinando che studiava presso il collegio di Palermo. Riteneva che l'insegnamento scolastico pubblico fosse più efficace di quello domestico, poiché l'precettore privato non incute timore frequentando l'ambiente familiare. Dedico grande impegno al catechismo dei fanciulli oltre all'attività di ricerca sui documenti liturgici. Il 18 maggio 1712 papa Clemente XI lo nominò cardinale. Si ammalò dopo meno di un anno dalla nomina cardinalizia. Morì a Roma il 1° gennaio 1713. Venne inumato nella chiesa di San Martino ai Monti, titolo della sua dignità cardinalizia. Nel 1903 il cardinale Vaszary, primate d'Ungheria, fece realizzare una sfarzosa urna per custodiere le sue spoglie. È ritenuto un precursore della Riforma liturgica grazie all'orientamento dei suoi scritti volti al ripristino degli antichi riti ecclesiali. I pontefici del suo tempo, che lo avevano frequentato di persona, ne ebbero grande venerazione. Papa Benedetto XIV derogò alle disposizioni di Urbano VIII e dette inizio alla causa di beatificazione prima del termine prescritto dei cinquant'anni dalla morte. Venne proclamato beato da papa Pio VII il 29 settembre 1803. Fu canonizzato da papa Giovanni Paolo II il 12 ottobre 1986.
Su camino de fe
El itinerario vital de San José María Tomasi comenzó en Licata, Sicilia, y se desarrolló a través de diversos lugares que marcaron su formación y su ministerio, tales como Palermo, Messina, Ferrara, Modena y finalmente Roma. En el año mil seiscientos sesenta y cuatro, dio un paso fundamental al ingresar en la orden de los Teatinos, abrazando la vida religiosa con humildad y entrega. Tras años de preparación y estudio, recibió la ordenación sacerdotal en Roma en el año mil seiscientos setenta y tres.
A partir de aquel momento, su vida se convirtió en una ofrenda constante a través del conocimiento y la investigación. San José María Tomasi se destacó por su capacidad para rescatar y organizar la tradición litúrgica, publicando numerosas obras que buscaban acercar la ciencia sacra a los fieles. Uno de sus hitos más significativos fue la edición crítica de la Biblia, realizada en el año mil seiscientos ochenta y ocho, un esfuerzo que demostró su rigor académico y su profundo respeto por la palabra revelada. Su vasta cultura y su integridad fueron reconocidas por la jerarquía eclesiástica, culminando en su nombramiento como cardenal por el papa Clemente Once en el año mil setecientos doce. San José María Tomasi concluyó su peregrinación terrenal en Roma en el año mil setecientos trece, dejando tras de sí una huella imborrable de servicio a la verdad y a la belleza del culto divino.
Su memoria litúrgica
La Iglesia celebra la memoria de San José María Tomasi el día primero de enero, fecha que coincide con el aniversario de su fallecimiento. Esta elección litúrgica invita a los fieles a comenzar el año bajo el amparo de un hombre que dedicó su vida a la santidad y al estudio de los misterios divinos. El proceso que llevó a su reconocimiento oficial como santo concluyó el doce de octubre de mil novecientos ochenta y seis, cuando fue canonizado por el papa Juan Pablo Segundo. Desde entonces, su figura es venerada como modelo de sacerdote sabio y humilde, cuya existencia estuvo siempre orientada a la gloria de Dios y al bien de la comunidad eclesial.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San José María Tomasi?
La sua ricorrenza si celebra il 1 gennaio.
Di cosa è patrono San José María Tomasi?
Nei fatti forniti non sono menzionati specifici patronati.
En Roma, san José María Tomasi, sacerdote de la Orden de Clérigos Regulares, llamados Teatinos, y cardenal: en el ardiente deseo de renovar el culto divino, pasó casi toda su vida buscando y publicando antiguos textos y documentos de la sagrada Liturgia y se esforzó en catequizar a los niños. — Martirologio Romano