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29 de julio

San Juan Bautista Lou Tingyin

Mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e la conversione

San Juan Bautista Lou Tingyin nacque intorno al 1825 da una famiglia benestante nella città di Qingyan, situata nella provincia cinese del Guizhou. Sin dai primi anni della sua giovinezza poté beneficiare di una buona educazione generale, che arricchì ulteriormente apprendendo diverse conoscenze di medicina. Forte di questa preparazione, aprì una piccola clinica per assistere i malati del luogo. Caratterizzato da una sincera gentilezza e da un comportamento sempre amichevole verso ogni persona, si guadagnò ben presto una stimabile reputazione nella comunità. La svolta fondamentale della sua esistenza avvenne con l'incontro della fede cristiana, che lo portò a convertirsi e ad assumere il nome di Giovanni Battista. Il suo zelo fu tale che riuscì a coinvolgere nella nuova fede la propria moglie, i genitori e l'intero casato. Spinto da un grande amore per i più piccoli, arrivò ad approfittare della sua attività medica per battezzare i bambini in pericolo o bisognosi della grazia divina.

Il servizio al seminario e la persecuzione

In un secondo momento della sua vita, san Juan Bautista Lou Tingyin decise di rinunciare del tutto alla medicina. Si dedicò con impegno alla coltivazione dei campi di sua proprietà e, su specifica richiesta, di quelli della Chiesa. Padre Bai, rettore del Seminario maggiore di Yaojiaguan, nutriva una profonda stima nei suoi confronti per via della sua onestà e della sua irreprensibile condotta morale. Proprio per questo motivo, padre Bai gli chiese di occuparsi con cura degli affari economici del seminario stesso. Nel corso del mese di 1861 scoppiò tuttavia una nuova e terribile persecuzione religiosa nella regione. Tale drammatica situazione obbligò i seminaristi e il personale a sfollare rapidamente verso Yangmeigao per cercare salvezza. Durante queste confuse operazioni, Giovanni Battista fu l'unica persona ad essere catturata all'interno del seminario dalle autorità locali. Insieme a lui, due giovani allievi, identificati come i seminaristi Giuseppe Zhang Wenlan e Paolo Chen Changpin, furono arrestati dalle guardie mentre stavano tornando da un giro di spese in città. I tre prigionieri vennero immediatamente rinchiusi all'interno di un tempio abbandonato che era stato adibito a cava. Qui subirono numerose e crudeli torture, oltre ad essere tenuti in condizioni di vita estremamente miserande. A causa della sporcizia e del freddo della prigionia, Giovanni Battista si ammalò gravemente. La moglie si recò coraggiosamente a fargli visita in prigione, e in quel doloroso incontro egli le raccomandò con fermezza di restare sempre salda nella fede per poter badare ai loro due figli. Durante quei giorni difficili, la vedova Marta Wang Luoshi, che svolgeva l'incarico di responsabile delle cucine del seminario, si distinse per il suo straordinario coraggio. Nonostante le pesanti minacce dei soldati e delle guardie, Marta continuava a fornire cibo ai prigionieri e a portare loro abiti puliti per alleviare le loro sofferenze. La donna riuscì persino nell'ardua impresa di consegnare delle lettere scritte di loro pugno dai seminaristi al loro vescovo, dimostrando una dedizione eroica.

Il martirio e la glorificazione

Il 29 luglio 1861 arrivò finalmente la notizia di un'amnistia imperiale che concedeva il perdono e la libertà per tutti i cristiani imprigionati. Ciononostante, il magistrato locale incaricato del caso ignorò del tutto il sovrano decreto e ordinò in segreto l'esecuzione capitale dei prigionieri. I condannati furono così scortati lungo le strade principali del paese per essere condotti al luogo designato per la morte. Marta Wang Luoshi, mentre si trovava sulla riva di un fiume a lavare i panni, li vide passare e decise di seguirli senza timore. I soldati di scorta la minacciarono apertamente di tagliarle la testa se avesse continuato a seguirli lungo il cammino. Con mirabile fortezza, Marta rispose che se loro potevano morire per la fede, allora poteva farlo anche lei. Lungo tutto il tragitto verso il patibolo, i quattro prigionieri pregarono continuamente con i volti straordinariamente raggianti di gioia spirituale. Giunti a destinazione, furono barbaramente decapitati nel luogo dell'esecuzione situato nella città di Qingyan, nella provincia cinese del Guizhou. Giovanni Battista Luo Tingyin e i suoi tre coraggiosi compagni furono in seguito inclusi nel gruppo di trentatré martiri dei Vicariati Apostolici di Guizhou, Tonchino Occidentale e Cocincina. Il decreto ufficiale sul loro eroico martirio fu promulgato il 2 agosto 1908. Successivamente, essi furono beatificati da san Pio X il 2 maggio 1909 e inseriti nel vasto e luminoso gruppo dei centoventi martiri cinesi capeggiati da Agostino Zhao Rong. Il percorso della loro memoria terrena si concluse solennemente quando furono canonizzati dalla Chiesa universale da san Giovanni Paolo II il 1 ottobre 2000.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Juan Bautista Lou Tingyin?

La sua ricorrenza liturgica si celebra il 29 luglio.

En la ciudad de Qingyan en la provincia de Guizhou en China, santos mártires José Zhang Wenlan, Pablo Chen Changpin, seminaristas, Juan Bautista Lou Tingyin, administrador del seminario, y Marta Wang Louzhi, viuda, que, encerrados en una cantera cálida y húmeda, sufrieron atroces torturas, muriendo, finalmente, decapitados por la fe de Cristo. — Martirologio Romano