21 de junio
San Leufredo (Leutfrido)
Abad
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la chiamata monastica
San Leufredo nacque da una nobile famiglia della regione di Évreux in Normandia. Ricevette una prima istruzione dal rettore della chiesa di San Taurino e successivamente si recò a Chartres per compiere i suoi studi presso famosi maestri del tempo. Ritornato presso i genitori, lavorò come precettore dei ragazzi delle famiglie vicine, pur coltivando nel profondo del cuore il sogno della vita monastica. Per realizzare questa vocazione, offrì un banchetto alla sua famiglia e lasciò la casa paterna durante la notte. Si fermò dapprima a Varenne, nella diocesi di Rouen, presso un convento di suore, dove ebbe modo di riflettere sul proprio cammino. Incontrò un eremita di nome Bertrando e visse per un certo tempo da recluso, intensificando la preghiera e la penitenza. In seguito si recò a Rouen, attratto dalla fama di san Sidonio, originario dell'Irlanda, il quale gli conferì l'abito religioso e lo fece entrare nella cerchia di sant'Ansberto, vescovo di Rouen dal seicento ottantaquattro.
La fondazione del monastero e il governo abbaziale
Verso il seicento novanta, su consiglio di san Sidonio e di sant'Ansberto, Leufredo decise di tornare nella regione di Évreux con l'intento preciso di fondare un monastero che fungesse anche da focolaio missionario. Si stabilì a quindici chilometri a nord di Évreux, in un luogo in cui, quindici anni prima, il vescovo di Rouen san Audoeno aveva avuto la visione di una croce risplendente e aveva piantato una croce di legno circondata da reliquie. Leufredo costruì una chiesa dedicata alla Santa Croce e ai santi Apostoli e fondò un monastero chiamato originariamente La-Croix-Saint-Ouen, il cui nome fu poi cambiato in La-Croix-Saint-Leufroy nel decimo secolo. Il testo della Vita fornisce pochissime notizie sul governo abbaziale di Leufredo, ma ricorda che l'abate ebbe alcune difficoltà con Desiderio, vescovo di Évreux. Animato da profonda carità cristiana, Leufredo fece anche costruire un ospizio per accogliere i poveri. L'autore della Vita riporta inoltre numerosi miracoli compiuti da Leufredo prima e dopo la morte, sebbene il racconto attinga largamente alla Vita di san Audoeno e meriti solo una limitata fiducia.
La morte e le vicende delle reliquie
Leufredo morì il ventuno giugno del settecentotrentotto, dopo aver guidato per quarantotto anni il monastero come abate e fondatore, e fu sepolto nella chiesa del monastero. Il ventidue giugno dell'otto centocinquantuno Guntberto, vescovo di Évreux, procedette all'elevazione dei suoi resti mortali. Successivamente, le invasioni normanne costrinsero i monaci ad abbandonare il monastero di La Croix, spingendoli a cercare rifugio nell'abbazia di Saint-Germain-des-Prés a Parigi, dove portarono con sé le reliquie del fondatore. Al ritorno in Normandia, i monaci lasciarono parte delle reliquie agli ospiti di Saint-Germain-des-Prés come segno di gratitudine. Nel milletrecentoventidue le reliquie rimaste a Parigi furono deposte in una nuova cassa da Gualtiero, abate di Saint-Germain-des-Prés, preservando così la memoria e la venerazione del santo nel tempo.
Il cammino terreno
San Leufredo nacque a Évreux e fin da giovane mostrò un vivo interesse per la sapienza e la vita dello spirito. Dopo aver completato i propri studi a Chartres, ebbe modo di servire come precettore presso una famiglia, un compito che svolse con dedizione prima di orientare definitivamente la propria vocazione verso la solitudine del chiostro. Il momento decisivo del suo percorso spirituale giunse a Rouen, dove ricevette l'abito religioso dalle mani di San Sidonio, figura che ne guidò i primi passi nella vita consacrata.
Verso l'anno seicentonovanta, San Leufredo giunse a La-Croix-Saint-Ouen, dove fondò il monastero che sarebbe divenuto il fulcro della sua missione. La gestione della comunità monastica non fu esente da prove; tra queste si annoverano i contrasti vissuti con Desiderio, vescovo di Évreux, che misero alla prova la sua pazienza e la sua obbedienza. Nonostante le avversità, egli mantenne saldo il proprio proposito, dedicando le energie residue alla costruzione di un ospizio per i poveri, segno tangibile della sua carità cristiana. Il santo concluse i suoi giorni terreni nel settecentotrentotto, lasciando ai posteri l'esempio di una vita spesa nell'ascolto della parola di Dio e nella sollecitudine verso i sofferenti.
La memoria liturgica
La venerazione per San Leufredo si consolidò nel corso dei secoli, trovando un momento significativo nell'anno ottocentocinquantuno, quando Guntberto procedette all'elevazione delle sue reliquie, atto che ne sancì il riconoscimento pubblico e la devozione dei fedeli. Da quel momento, il ricordo dell'abate divenne una costante nella liturgia locale, mantenendo viva la testimonianza di un uomo che seppe trasformare la solitudine del monaco in un faro di carità per il prossimo.
Attualmente, la memoria liturgica di San Leufredo è fissata al ventuno giugno. In questa data, le comunità delle diocesi di Évreux e di Parigi si uniscono nel ricordo del santo, celebrando la sua fedeltà al Vangelo e la sua costante dedizione alla preghiera. La sua figura rimane un invito alla sobrietà e all'impegno concreto verso chi vive nella povertà, valori che egli testimoniò durante tutto l'ottavo secolo e che continuano a interrogare il cuore dei fedeli contemporanei.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Leufredo?
La memoria liturgica di San Leufredo è fissata al ventuno giugno nelle diocesi di Évreux e di Parigi.
Di cosa è patrono San Leufredo?
Le fonti storiche disponibili non menzionano specifici patronati attribuiti a San Leufredo.
En el territorio de Évreux en Neustria, en Francia, san Leutfrido, abad, fundador del monasterio de La Croix, que dirigió durante unos cuarenta y ocho años. — Martirologio Romano