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6 de septiembre

San Liberado de Loro Piceno

Fraile

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini nobili e la conversione

Le vicende storiche della vita del santo si collocano nel tredicesimo secolo, un'epoca di intenso rinnovamento spirituale. Fra Mariano da Firenze è stato il primo storico francescano a tramandare esplicitamente notizie biografiche su Liberato da Loro, inserendole nel manoscritto intitolato Fasciculus Chronicarum Ordinis Fratrum Minorum, compilato alla fine del quindicesimo secolo e oggi purtroppo scomparso. Secondo la testimonianza degli scritti di fra Mariano, Liberato fu un tempo signore di Loro. Egli scelse tuttavia di compiere un radicale atto di distacco spirituale, rinunciando al titolo signorile, alle ricchezze terrene e alla propria nobiltà per diventare frate minore. Documenti d'archivio moderni suggeriscono che fra Mariano si riferisse in particolare alla famiglia di Rinaldo e Gualtiero da Loro, comune situato nell'odierna provincia di Macerata e compreso nella diocesi di Fermo. In quello stesso contesto territoriale, dopo l'anno 1227, anche Fildesmido da Mogliano, Baligano, Giberto e Corrado da Falerone potevano fregiarsi del titolo di signori di Loro.

L'ingresso di Liberato nell'ordine francescano avvenne verosimilmente nel corso del quarto viaggio di san Francesco nelle Marche. Fonti autorevoli come Tommaso da Celano e lo storico Luke Wadding testimoniano che san Francesco, dopo aver compiuto la celebre predicazione agli uccelli vicino a Bevagna, valicò l'Appennino, transitò per Macerata e giunse ad Ascoli. In quella città san Francesco predicò apertamente nella pubblica piazza, operando numerose conversioni e ricevendo nell'ordine ben trenta persone tra laici e chierici. Nel successivo viaggio di ritorno verso Camerino, san Francesco arrivò nei pressi di Sarnano, predicò a Roccabruna e accolse nell'ordine un nobile e ricco cavaliere, un episodio memorabile narrato al capitolo trentasettesimo dei Fioretti. Una pia e devota tradizione identifica tale cavaliere proprio con Liberato da Loro, sebbene la totale assenza di conferme negli Actus beati Francisci et sociorum eius di fra Ugolino da Montegiorgio e nei documenti d'archivio impedisca di giungere a una certezza storica assoluta.

La vita eremitica e il transito

A fronte della scarsezza di dati biografici rigorosi, Liberato da Loro godette in vita e dopo la morte di una straordinaria e duratura fama di santità. Egli era universalmente considerato dai suoi contemporanei un modello luminoso di perfetta osservanza della regola e del testamento di san Francesco d'Assisi. Negli anni successivi, a causa delle gravi persecuzioni promosse dal ministro generale fra Crescenzio da Iesi, i seguaci di Francesco appartenenti alle correnti rigoriste degli Zelanti e degli Spirituali dovettero cercare rifugio nei luoghi più isolati e impervi, stabilendosi negli eremi delle Marche. Tali frati fedeli allo spirito originario conservarono con cura le spoglie mortali di Liberato in una cappellina di proprietà dei signori di Brunforte, promuovendone costantemente la memoria e il culto devozionale. Per questi motivi, Liberato da Loro viene tradizionalmente identificato con il santo Anonimo descritto nel capitolo quarantasettesimo dei Fioretti di san Francesco.

Liberato morì nell'eremo di Soffiano, confortato in punto di morte dalla Madonna, da tre sante Vergini e da una moltitudine di angeli celesti. La morte di Liberato avvenne circa un secolo prima della stesura degli Actus da parte di fra Ugolino da Montegiorgio. Lo storico Wadding indica con precisione come data della sua morte l'anno 1234, una cronologia stimata dagli studiosi come altamente attendibile. L'episodio mistico della Vergine Maria che nutre Liberato infermo è narrato nei dettagli proprio all'interno del capitolo quarantasettesimo dei Fioretti. Nel corso del tempo, la grande fama di virtù e dei numerosi miracoli attribuiti all'intercessione di Liberato fu tale da spingere la località di Brunforte a cambiare ufficialmente nome, assumendo la denominazione di San Liberato in onore del pio religioso.

Le persecuzioni e la traslazione dei corpi

Nel 1280, a seguito della promulgazione della bolla Exiit qui seminat da parte di papa Niccolò terzo nel 1279, il capitolo provinciale dei frati Minori iniziò a perseguire e arrestare i frati dissenzienti. I religiosi perseguitati contestavano aspramente i superiori che si dimostravano favorevoli ai benefici concessi all'ordine da papa Gregorio decimo tramite il breve Voluntariae paupertatis del 1274, il quale permetteva l'alienazione dei beni d'uso dell'ordine francescano. Tale disposizione di papa Gregorio decimo veniva vista dai rigoristi come una palese violazione della regola di assoluta povertà predicata da san Francesco. Attorno all'anno 1282, i compagni di Liberato da Loro decisero di lasciare l'eremo di Soffiano per sfuggire alle persecuzioni interne all'ordine. I frati trovarono rifugio e protezione presso Rinaldo il Giovane, Gualtiero e Ottaviano, i nobili signori di Brunforte citati nel capitolo quarantaseiesimo dei Fioretti. In quel periodo i signori di Brunforte erano impegnati in una dura guerra contro gli ex vassalli di Sarnano, costituitisi in comune autonomo fin dal 1265 per decisione della Santa Sede.

I frati accettarono dunque di trasferirsi in un romitorio situato nelle vicinanze della Rocca di Colonnalto, che costituiva la residenza dei signori di Brunforte. Durante il difficile trasferimento dall'eremo di Soffiano, i religiosi portarono devotamente con sé i resti mortali di san Liberato e del beato Umile. Secondo quanto narrato nei Fioretti, fra Pacifico, che era fratello di fra Umile ed era entrato nell'ordine dopo la morte di san Francesco, sopravvisse alla complessa traslazione dei corpi. Fra Pacifico visse santamente e morì in fama di santità, venendo sepolto accanto a san Liberato e al beato Umile. Nel 1294 i compagni di Liberato aderirono con convinzione alla riforma dell'ordine promossa da Angelo Clareno e inizialmente approvata da papa Celestino quinto. I compagni di Liberato ebbero inoltre il merito di trasmettere le memorie dei santi vissuti a Soffiano a fra Ugolino, autore degli Actus, che costituiscono il testo latino originale alla base dei celebri Fioretti.

Gli equivoci storici e la causa di canonizzazione

Padre Giannantonio Damiani da Monte Ciccardo e Francesco Gonzaga riferiscono che nel quindicesimo secolo un pontefice approvò a voce il titolo di santo per il beato Liberato, visti i frequenti e straordinari miracoli che si verificavano sulla sua tomba. Storicamente si ritiene invece che il pontefice, identificabile probabilmente con papa Pio secondo, noto come Enea Silvio Piccolomini e già vescovo di Fermo, concesse soltanto che la località di Brunforte cambiasse formalmente nome in San Liberato. Nel 1697 la Sacra Congregazione dei Riti ipotizzò che dietro la figura di Liberato da Loro si celasse in realtà un altro religioso. Si riteneva infatti che Liberato da Macerata, il quale fu un compagno di Angelo Clareno e il cui maestro spirituale Angelo Clareno fu scomunicato da papa Bonifacio ottavo ed era considerato il fondatore della setta dei fraticelli, fosse stato erroneamente scambiato per Liberato da Loro. A causa di tale equivoco storico, vennero ordinate le sequestrazioni delle immagini sacre che raffiguravano Liberato giacente malato insieme a cori di angeli e con la Vergine Maria nell'atto di somministrargli del cibo.

Prospero Lambertini, che sarebbe in seguito diventato papa Benedetto quattordicesimo, chiarì definitivamente l'equivoco figurativo operando in qualità di avvocato concistoriale della Sacra Congregazione. Il due settembre 1713 papa Clemente undecimo approvò ab immemorabili il culto tributato a Liberato da Loro. L'approvazione ufficiale del culto da parte di Clemente undecimo fu emanata dalla basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Nel 1797 i Frati Minori delle Marche promossero con entusiasmo una nuova causa di canonizzazione di Liberato da Loro. Tuttavia, alcune famiglie nobili interferirono pesantemente nella causa rivendicando pretese discendenze dal santo, mentre lo storico ginesino Telesforo Benigni fu mosso da personalismo e ambizione durante il processo. Nel corso della causa avviata nel 1797 vennero purtroppo falsificati alcuni documenti storici. La scoperta di tale falsificazione spinse la Sacra Congregazione ad approfondire rigorosamente le indagini e a sospendere ogni giudizio, facendo momentaneamente accantonare la canonizzazione di Liberato a causa delle gravi irregolarità documentali emerse.

Il riconoscimento pontificio e la memoria liturgica

Nel 1868 don Francesco Barbarossa di Monte San Pietrangeli, priore di Loro, e la curia generalizia dell'Ordine dei Frati Minori si attivarono con grande impegno per riaprire la causa di San Liberato. Il cardinale Filippo De Angelis, autorevole arcivescovo di Fermo, insieme al Ministro Generale dei Frati Minori, rivolsero una supplica formale per ottenere la concessione della liturgia propria. Il ventisei settembre 1868 la Chiesa fermana e l'Ordine dei Frati Minori ottennero congiuntamente la solenne concessione della Messa e dell'Ufficio in onore del santo. Papa Pio nono approvò la sentenza di concessione della Messa e dell'Ufficio liturgico. La sentenza formale attribuiva esplicitamente a Liberato da Loro tutte le virtù descritte dagli autori francescani per il santo Anonimo di Soffiano. Tale documento riconosceva inoltre a Liberato da Loro la professione eroica della fede cristiana e un vero e proprio martirio bianco dovuto alla sua rigorosa vita penitente. Gli stessi requisiti canonici riconosciuti nel 1868 sarebbero stati pienamente sufficienti a decretare la canonizzazione ufficiale già un secolo prima.

Oggi la devozione verso il santo continua a essere viva e radicata nei territori che ne custodiscono la memoria spirituale. L'Ordine dei Frati Minori festeggia liturgicamente la memoria del santo il sei settembre di ogni anno. Analogamente, la diocesi di Fermo celebra solennemente la festa di San Liberato il sei settembre. Anche la diocesi di Camerino osserva la medesima ricorrenza, celebrando la festa di San Liberato il sei settembre. In questo modo la Chiesa rinnova annualmente il ricordo di un umile frate che seppe incarnare con radicalità evangelica lo spirito del Poverello d'Assisi, lasciando un'impronta indelebile nella storia della santità francescana e marchigiana.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Liberato da Loro Piceno?

La festività si celebra il 6 settembre per l'Ordine dei Frati Minori e per le diocesi di Fermo e Camerino.

Quali diocesi celebrano la festa di San Liberato?

La festa di San Liberato viene celebrata liturgicamente dalla diocesi di Fermo e dalla diocesi di Camerino.