30 de octubre
San Mauro de Verona
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
L'episcopato e il contesto storico
Nel corso del settimo secolo, San Mauro svolse il suo ministero pastorale come vescovo di Verona tra il seicento dodici e il seicento ventidue. All'epoca del suo episcopato, la comunità diocesana visse un periodo di nuovo vigore religioso, testimoniato dalla costruzione di alcune chiese e dalla fondazione di monasteri femminili nel territorio. Nella cronotassi ufficiale della Chiesa di Verona, San Mauro occupa il trentaduesimo posto. La sua figura si colloca cronologicamente dopo San Pietro e prima di San Giovanni nella sequenza dei pastori veronesi. Il nome del vescovo Mauro compare in vari elenchi storici di grande rilievo, tra cui il Velo di Classe, il Ritmo Pipiniano e la Lapide Stefaniana del decimo secolo. Inoltre, la sua memoria è custodita nel Carpsunm, nell'antico Lezionario della Cattedrale, nel Martirologio Veronese e nel Martirologio Romano.
La vita solitaria e l'ascesi
Dopo essere stato nominato vescovo, San Mauro scelse consapevolmente la via dell'ascesi e si ritirò a vita solitaria sulle montagne veronesi chiamate delle Saline. Non vi è certezza storica se Mauro si sia ritirato abdicando formalmente all'episcopato o se abbia lasciato sul posto un coadiutore. L'ipotesi più probabile indica che il presule abbia rinunciato al governo della diocesi lasciando alla guida un vescovo di nome Concessus secondo. In qualità di pastore della diocesi scaligera e in piena epoca longobarda, San Mauro rimase legato alla sua comunità attraverso la preghiera e la penitenza. È certo che egli visse in isolamento per circa sette anni, dedicandosi esclusivamente a opere di pietà, silenzio e penitenza. Monsignor Franco Segala, nel suo Catalogus sanctorum Ecclesiae veronensis, trascrive l'elogium di San Mauro tratto dal martirologio della Chiesa veronese. Questo testo loda il vescovo per la sua straordinaria generosità verso i poveri, l'umiltà d'animo, l'assiduità nella preghiera e la macerazione del corpo. Secondo l'elogium, Mauro si ritenne indegno dell'incarico, si ritirò sui monti della diocesi e trascorse sette anni dedicandosi a digiuni, veglie e preghiere.
Il transito e la memoria liturgica
Secondo le cronache antiche, ormai anziano, San Mauro lasciò le montagne delle Saline per fare ritorno alla città di Verona. Durante il viaggio di ritorno, il santo vescovo rese lo spirito a Dio e morì sulle colline circostanti, nei pressi del colle San Felice. La tradizione indica il ventuno novembre come il giorno della sua morte avvenuta nell'anno seicento ventidue. Alcuni storici raccontano che nel giorno della sua dipartita tutte le campane della città di Verona suonarono a festa inspiegabilmente da sole. Sul luogo della sua morte, nei pressi del colle San Felice, è stata edificata una chiesa in suo onore. Nel tredicesimo secolo, a Saline, sorse inoltre uno dei luoghi di culto più belli del territorio scaligero. Il vescovo di Verona e venerabile Giuseppe Carraro propose alla Sacra Congregazione dei Riti di unire la memoria dei santi vescovi veronesi sotto un'unica data. Per tale motivo, nel millenovecento sessantuno, la Congregazione stabilì di celebrare la memoria liturgica di San Mauro insieme agli altri pastori veronesi il trenta ottobre, pur restando la tradizione tradizionalmente legata anche al ventuno novembre.
Su camino de fe
La vida de San Mauro de Verona se inscribe en las páginas de la historia eclesiástica del siglo séptimo. En el año seiscientos doce, recibió la encomienda de pastorear la diócesis de Verona, una responsabilidad que asumió con plena conciencia de su misión. Sin embargo, su corazón anhelaba una unión más estrecha con Dios, lo que lo llevó a dejar sus funciones para buscar la paz en el retiro. Se trasladó a las montañas de Saline, un lugar apartado donde vivió en estricta soledad y penitencia durante siete años.
Este periodo de aislamiento no fue un abandono de sus deberes, sino una forma distinta de interceder por el pueblo que le había sido encomendado. Al final de este tiempo de oración, mientras se dirigía de regreso a Verona, la muerte lo sorprendió cerca del monte San Felice en el año seiscientos veintidós. Su fallecimiento marcó el fin de una trayectoria ejemplar, caracterizada por la alternancia entre la vida activa y la contemplación profunda, dejando una huella espiritual que ha permanecido en la memoria de la Iglesia local a través de los siglos.
Memoria y culto
El culto a San Mauro de Verona ha sido preservado con esmero por la tradición veronesa. Su figura forma parte de la rica historia de los pastores que han guiado esta diócesis, siendo honrada por los fieles como un modelo de humildad y fidelidad evangélica. Desde el año mil novecientos sesenta y uno, su memoria litúrgica se celebra de manera unificada junto a los demás santos obispos de Verona. Esta conmemoración compartida refuerza el sentido de comunión de los santos, recordándonos que la santidad de los pastores es un legado común que fortalece la fe de toda la comunidad cristiana en el presente.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Mauro de Verona?
La memoria liturgica di San Mauro si celebra il trenta ottobre insieme agli altri santi vescovi veronesi, mentre la tradizione ricorda la sua transizione anche il ventuno novembre.